Ibm: c’è il know how italiano per l’accessibilità dei disabili visivi

Articolo di · 13 Aprile 2007 ·

ibmthumb - Ibm: c'è il know how italiano per l'accessibilità dei disabili visivi

Il più avanzato progetto di accessibilità per i disabili non vedenti o ipovedenti è tutto del team italiano di IBM in collaborazione con Nokia e Cisco

Mobile Wireless Accessibility

MWA, acronimo di Mobile Wireless Accessibility: è questo il nome della più avanzata soluzione oggi disponibile per non vedenti e ipovedenti messa a punto da IBM Italia, in collaborazione con Fondazione ASPHI onlus e in team con Nokia Italia e Cisco, per rivoluzionare le loro modalità di accesso a qualsiasi tipo di comunicazione aziendale.
IBMlogo - Ibm: c'è il know how italiano per l'accessibilità dei disabili visivi
Sfruttando la tecnologia disponibile – dalle reti wireless di Cisco alla nuova generazione di cellulari Nokia, allo screen reader Talks – e perfezionandola in un’infrastruttura innovativa, la soluzione MWA consente di superarne i tradizionali problemi di compatibilità coniugando tre contesti – la comunicazione in mobilità, il wireless e l’accessibilità per i disabili visivi – fino a questo momento non perfettamente integrati tra loro.

“In IBM Italia lavorano alcune decine di disabili visivi e moltissime altre che, potenzialmente, vanno incontro a problemi di vista” afferma Gabriele Peroni, Manager of Technical Sales Support, IBM Italia. “Questi costituiscono solo una minima percentuale del numero di persone con disabilità visive nel nostro Paese – 350 mila non vedenti e più di 1 milione e mezzo di ipovedenti, secondo l’INAIL. La soluzione MWA aiuta a risolvere i problemi legati al deficit visivo e costituisce un’importante iniziativa di responsabilità sociale da parte di IBM”.

ciscologo - Ibm: c'è il know how italiano per l'accessibilità dei disabili visivi
Così, quanti finora sono rimasti a margine di mansioni professionali che la tecnologia fa evolvere senza soluzione di continuità, potranno superare la disabilità sensoriale e accedere ai più comuni sistemi di comunicazione aziendale come Internet, la rete Intranet e tutte le applicazioni d’ufficio.

“Questa soluzione attesta ulteriormente il valore della Unified Wireless Network di Cisco come piattaforma con cui abilitare la collaborazione e l’inclusione nella Human Network di persone che altrimenti vedrebbero preclusa o fortemente limitata la loro capacità di partecipare attivamente e produttivamente ai processi aziendali” dichiara Roberto Mircoli, Business Development Manager Wireless Networking & Security, Cisco Italy. “Cisco è da sempre impegnata non solo nello sviluppo tecnologico ma anche in quello di un utilizzo responsabile delle tecnologie, e questo è un altro passo in avanti nella facilitazione dell’accesso sicuro agli strumenti di comunicazione e collaborazione, grazie all’integrazione unificata di soluzioni di telefonia mobile, sintesi vocale e rete wireless”.

“I telefoni Nokia Eseries, creati per rispondere alle esigenze della clientela business, supportano le più innovative soluzioni voce ed e-mail con applicativi studiati per il business e il tempo libero. Inoltre offrono performance sempre più elevate, maggior funzionalità e interoperabilità, ampio accesso a soluzioni e applicativi per sfruttare i reali vantaggi di una modalità dinamica d’accesso agli strumenti di lavoro” dice Valerio Gavazzi, direttore Enterprise Solutions, Nokia Italia. “La flessibilità di questi dispositivi ci consente di rispondere alle richieste di personalizzazione come nel caso del progetto MWA, semplificando e agevolando il lavoro in mobilità di tutti i professionisti anche per i disabili visivi”.

nokia logo - Ibm: c'è il know how italiano per l'accessibilità dei disabili visivi
Avviato nel 2004, Il progetto MWA ha fatto perno sulla stretta partnership tra gli sviluppatori della IBM Italia, gli architetti di rete di Cisco e gli esperti di comunicazione mobile e design tecnologico di Nokia, avvalendosi nel contempo della consulenza della Fondazione ASPHI onlus, che da oltre 27 anni promuove progetti informatici per il superamento della disabilità e l’integrazione dei disabili nel mondo del lavoro.

In questi tre anni, il team pilota IBM Italia, composto da un Project manager e dieci dipendenti tra non vedenti, ipovedenti e utenti normali, è riuscito a perfezionare e sperimentare la nuova architettura grazie a cui oggi è possibile svolgere diverse funzioni, dalle più semplici come quelle di comunicazione e messaggistica, alle più complesse (gestione amministrativa e finanziaria, di CRM, di vendita, di sviluppo applicativo).

Nei prossimi tre mesi altri cinquanta utenti in IBM Italia, scelti in un campione di over 50 e disabili visivi, saranno coinvolti nel progetto pilota per consentire l’ampliamento della soluzione; entro il 2007 la collaborazione sarà estesa ai Laboratori IBM di La Gaude (Francia) e Hursley (Regno Unito) per lo sviluppo di sistemi di presenza, che consentono il controllo o il conteggio di persone e oggetti che entrano o escono da un ambiente, e di localizzazione, che permettono di conoscere il posizionamento di persone e oggetti in un ambiente.

Criterion 10

    Rispondi