Il documento che Microsoft ha scelto di rendere pubblico parla chiaro, e lo fa con una franchezza rara per un’azienda delle sue dimensioni. Asha Sharma, CEO di Xbox, ha messo nero su bianco lo stato dell’arte della divisione gaming: i conti non tornano, l’organizzazione è sovradimensionata rispetto alle priorità reali e servono correttivi immediati. Come riportato da Bloomberg, il piano di riassetto scatterà già a luglio, con tagli “significativi” al personale e una sforbiciata decisa ai budget marketing e ad altre aree operative. Nello stesso rapporto emerge un retroscena destinato a pesare sui già delicati equilibri con Sony: Sharma avrebbe fatto rimuovere il trailer di Halo: Campaign Evolved dall’ultimo State of Play, mossa che potrebbe aver incrinato i rapporti tra le due aziende. Un indizio concreto esisteva già: il filmato del gioco, diffuso in seguito, specificava che le immagini erano state catturate su PS5 Pro.
Un documento senza filtri
Dopo la pubblicazione dell’inchiesta, Xbox ha deciso di diffondere integralmente la memo interna firmata dalla CEO. Il tono è quello di chi guarda dritto al problema, senza giri di parole: “Non avremo successo nascondendo le verità scomode, né continuando a fare le stesse cose aspettandoci risultati diversi”, scrive Sharma. Il documento elenca cinque “realtà” che fotografano la situazione attuale: un calo dei ricavi giudicato insostenibile, una crisi legata ai componenti hardware sempre più costosi e la necessità di ripensare in profondità portfolio prodotti e infrastruttura.
Le crepe nel sistema
Sharma entra nel dettaglio delle criticità che hanno portato a questo punto di svolta. “Abbiamo ampliato il sistema di studi quando serviva un flusso di contenuti per sostenere più strategie, tra cui abbonamento, streaming e dispositivi”, spiega nella nota. “In questo processo ci siamo trovati sovraesposti, mentre eseguivamo strategie in evoluzione in un panorama dove i contenuti sono sempre più accessibili. Siamo i fortunati custodi di franchise iconici, con un potenziale enorme e una forte domanda da parte dei giocatori, ma non li abbiamo finanziati adeguatamente per competere e vincere. Allo stesso tempo, come abbiamo visto durante lo Showcase dello scorso weekend, una pipeline affidabile di esclusive first e third party, insieme a nuove IP, è fondamentale per il nostro successo. Dobbiamo rivalutare l’equilibrio tra questi elementi e le priorità di investimento per i prossimi cinque anni”.
Un passaggio che lascia intravedere conseguenze concrete: possibili chiusure di studi interni o cambiamenti radicali nella composizione della lineup first-party. Il predecessore di Sharma, Phil Spencer, aveva già dovuto affrontare decisioni dolorose in tal senso prima della fine del suo mandato, compresa la chiusura di The Initiative, lo studio nato per rilanciare Perfect Dark.
Il nodo hardware e la scommessa Helix
Il capitolo più critico riguarda l’infrastruttura fisica delle console. Sharma ha rivelato che Microsoft ha dovuto spendere il doppio rispetto allo scorso autunno per i componenti di storage delle attuali macchine, con previsioni che parlano di un costo quintuplicato in vista della prossima console, nome in codice Project Helix. Le dichiarazioni arrivano a pochi giorni da quelle del Chief Strategy Officer Matthew Ball, appena insediato, che ha confermato l’impossibilità di soddisfare la domanda di nuovo hardware a causa della crisi dei componenti. Uno scenario che sta forzando un ripensamento radicale dell’intero approccio a Helix.
Esclusive, la strategia caso per caso
Il grande showcase Xbox ha ribadito la linea già nota: esclusività valutata titolo per titolo. Il primo banco di prova concreto sarà Gears of War: E-Day, inizialmente previsto anche su PlayStation 5 prima che Sharma ne cancellasse la versione per la piattaforma Sony. Al momento restano confermate solo due grandi esclusive, con la CEO che ha precisato: “Continueremo a valutare l’esclusività man mano che l’azienda diventerà più solida”.
