Recensione Assassin’s Creed Valhalla

Articolo di · 9 Novembre 2020 ·
Versione testata: PlayStation 4

Assassin’s Creed Valhalla è l’ultima iterazione in ordine cronologico dedicata alla storica saga degli Assassini, creata dai ragazzi di Ubisoft ben 13 anni fa. L’attuale titolo continua la nuova visione della serie partita con Bayek in Origins e continuata da Alexios/Kassandra in Odyssey.

Questa nuova ed intensa avventura è di fatto un’esperienza cross-gen, difatti, esce a cavallo di un periodo di rinnovamento anche per le attuali piattaforme di gioco. Inoltre, nonostante Microsoft abbia dedicato una discreta attenzione al titolo, attraverso trailer inediti e altro, il videogioco approderà anche su PlayStation 5.

Purtroppo allo stato attuale non possiamo provarlo sulle nuove console, in quanto non in nostro possesso, ma vi promettiamo che appena ci sarà possibile vi racconteremo la nostra impressione anche sulle piattaforme di nuova generazione attraverso uno speciale dedicato.

Mitologia Norrena che passione!

Ripercorriamo per un attimo la storia dello sviluppo di Assassin’s Creed Valhalla, il titolo al momento dell’annuncio, avvenuto lo scorso 29 aprile era già in sviluppo da oltre due anni. Il tutto venne affidato agli abili sviluppatori della divisione canadese, gli stessi che hanno realizzato Origins, capostipite della rinascita della serie.

Prima del reveal ufficiale, una serie di indizi ed indiscrezioni ci hanno portato a pensare che il prossimo capitolo della serie avrebbe avuto come punto focale la mitologia norrena. Quest’ultima particolarmente di moda negli ultimi anni, grazie a God of War, alle trasposizioni cinematografiche delle avventure del Dio del Tuono realizzate dalla Marvel e alla nota serie TV. Vikings.

In ogni caso, l’indizio più interessante relativo alla futura ambientazione del gioco (definito poi da Ubisoft una casualità) era reperibile all’interno di The Division 2. Infatti, un peculiare poster mostrava un combattente con in mano un oggetto sferico simile alla Mela dell’Eden, il tutto sovrastato dalla scritta Valhalla. Casualità? A noi piace vederla come una piacevole anticipazione.

Infine, bisogna ricordare che i ragazzi di Ubisoft Montreal per lanciare il dodicesimo capitolo della serie, hanno preso la saggia decisione di rimandare l’uscita di un anno, scelta già presa con Syndicate ed Origins, il tutto al fine di sviluppare una esperienza accurata e decisamente innovativa.

Storia

Valhalla ci catapulterà nel mondo dei guerrieri vichinghi, una popolazione a detta delle grandi nazioni europee barbara ed in grado di comprendere esclusivamente la guerra e la morte. Durante questa nuova avventura, guideremo Eivor aka Morso di Lupo, un/una intrepido/a combattente norvegese che durante il nono secolo d.C. prese parte all’invasione dell’Inghilterra. All’epoca era divisa in ben quattro stati differenti: Northumbria, Anglia Orientale, Mercia e Wessex.

Quest’ultimo Stato era governato da Re Alfredo il Grande, noto per aver condotto una lunga ed intensa guerra contro la Grande Armata Danese, un esercito formato da diversi e poderosi guerrieri norreni.

Durante il suo peregrinare tra Scandinavia ed Inghilterra, il nostro protagonista incontrerà la Setta degli Occulti, una sorta di organizzazione segreta che trama nell’ombra per perseguire un fine più grande, e si unirà a loro nella lotta contro l’Ordine degli Antichi. Come avrete ben capito, stiamo parlando rispettivamente di Assassini e Templari, i quali, in tempi remoti utilizzavano nomi differenti, proprio come visto in Origins e Odyssey.

E proprio come i due capitoli sopracitati, seguiremo le vicende e le gesta della neo-assassina Layla Hassan nel mondo moderno, la quale attraverso vere e proprie sequenze di gioco ci permetterà di comprendere maggiormente il mondo degli Isu, l’antichissima civiltà tecnologicamente avanzata che ha creato l’umanità ed i Frutti dell’Eden e che da ben tredici anni vede alcuni suoi membri tramare nell’ombra chissà quali oscure congiure.

Più action o più RPG?

Il nuovo titolo targato Ubisoft non si allontanerà molto dallo stile che abbiamo già avuto modo di apprezzare con Assassin’s Creed Odyssey. L’impronta RPG che gli sviluppatori hanno voluto portare, attraverso questa nuova trilogia è molto forte, basti pensare alla scelta degli equipaggiamenti ed il potenziamento degli stessi, alla crescita del personaggio attraverso un sistema di livelli fino alla decisione del sesso dei protagonisti. Lo sviluppatore ha però ascoltato l’utenza e cercato di dare al titolo quell’essenza action che in passato hanno fatto innamorare i fan della serie.

Partiamo dal principio, anche in questo caso potrete scegliere se utilizzare un potente Berserkr o una temibile Skjaldmaer, ovvero un protagonista maschile o femminile. Nel caso in cui la scelta vi crei problemi, potrete lasciare la difficile decisione all’Animus. In ogni caso, vi ricordiamo che in qualunque momento potrete cambiare il sesso del vostro personaggio. Per questa recensione abbiamo preferito la versione maschile di Eivor, diciamo che il suo barbone vichingo ci ha subito affascinato.

Dopo una breve introduzione, che vi vedrà presenziare ad un tipico banchetto vichingo e scoprire il passato del protagonista. Il gioco vi lancerà nel bel mezzo dell’azione, facendovi scoprire il mondo che vi circonda, il sistema di combattimento, le dinamiche di guarigione e gli Occhi di Odino, (un nome interessante per la cara vecchia Visione dell’Aquila).

Prestate attenzione alla salute

Perché parliamo delle dinamiche di guarigione? È piuttosto semplice, finora i protagonisti dei titoli della saga hanno sempre beneficiato di un trattamento d’onore, infatti, bastava scappare in qualche luogo sperduto e recuperare la salute e poi tornare ad affrontare i nemici come se nulla fosse.

Quindi il team di sviluppo ha pensato di proporre per Assassin’s Creed Valhalla un sistema di cura nuovo, e decisamente più vicino alla realtà umana. D’altronde il nostro protagonista è un guerriero vichingo di grande bravura, ma è solo un uomo, contrariamente ad Alexios/Kassandra che avevano natali più nobili. Pertanto, dovrete prestare attenzione alle vostre azioni e raccogliere più cibo possibile; difatti, il potente protagonista avrà a disposizione una scorta di cibarie al fine di incrementare la salute disponibile.

Sistema a livelli? No, grazie!

Per quanto riguarda le meccaniche RPG che in Odyssey non avevano riscosso il successo sperato, Ubisoft ha preferito un deciso cambio di rotta eliminando in prima istanza l’odiato sistema a livelli. Questo costringeva il giocatore ad una serie di infruttuose e frustranti missioni per livellare al fine di combattere determinati boss o frequentare nuove zone. Al suo posto è stato introdotto un calcolatore di potenza del personaggio. Questo nuovo sistema vi permetterà di affrontare qualunque tipo di nemico, senza lo scalino psicologico del livello. Ovviamente, per abbattere i combattenti più forti di voi dovrete impegnarvi di più e ricorrere spesso alla strategia.

Restando in tema RPG, anche Assassin’s Creed Valhalla ospita un albero delle abilità decisamente vasto e variegato. Inizialmente, lo skill tree è diviso in “sole” tre zone, ma una volta che sbloccherete le diverse abilità presenti, potrete scoprire nuove zone e sbloccare sempre più abilità. Al fine di ottenere questi perk, dovrete accumulare Talenti (nome decisamente più ispirato di Punti Abilità), per farlo vi basterà portare a compimento missioni, completare Raid, scoprire tesori ed uccidere nemici.

Che il massacro abbia inizio

Il combat system che Ubisoft ha pensato per questa nuova iterazione della serie merita un capitolo a parte. Infatti, il team di sviluppo ha studiato approfonditamente la storia dei mitici guerrieri vichinghi, la quale era basata fortemente sull’onore. A conferma di ciò, la lama celata, che da sempre contraddistingue l’Ordine degli Assassini o degli Occulti, in questo caso, viene tenuta dal protagonista “al contrario” in modo da far sapere agli altri con quale arma ha tagliato i fili del fato delle Moire ed inviato un nuovo combattente nel Valhalla.

Oltrepassando le normative morali dei vichinghi, Valhalla ha portato una modifica radicale al sistema di combattimento. Infatti, questi potenti guerrieri non erano solo noti per il sopracitato senso dell’onore, ma anche per essere delle vere e proprie macchine, lontano dalla concezione antica di lotta degli europei. Proprio per questo motivo, gli sviluppatori hanno pensato di riprendere l’ottimo sistema di Odyssey ed arricchirlo con alcune accortezze, al fine di rendere il tutto maggiormente dinamico.

Dual Wielding

La più grande novità introdotto riguarda il Dual Wielding, ovvero la possibilità di tenere tra le mani due armi contemporaneamente, anche di tipo differente. L’intero moveset di Eivor Morso di Lupo si adeguerà alle vostre scelte offrendovi sempre una elevata dinamicità ed una serie di animazioni veramente sorprendente. Difatti, il protagonista è in grado di utilizzare contemporaneamente forza e agilità, spaccando crani e sventrando nemici storditi. Sarà il giocatore a decidere come affrontare le future minacce e fare in modo che gli scaldi (i bardi nordici) scrivano e cantino saghe delle sue eroiche gesta.

Questo succede in campo aperto, mentre se prediligerete lo stealth ed il modus operandi tipico del Credo, vi troverete immediatamente a vostro agio. Infatti, unisce la preconoscenza dei giocatori ad un sistema di animazioni ben oliato e sempre soddisfacente. Anche se vi diciamo, con un po’ di presunzione, che dopo un po’ di tempo preferirete il caos dell’orda vichinga al silenzio amico degli Assassini.

Purtroppo, non è tutto oro quello che luccica, difatti, nonostante sia estremamente divertente da padroneggiare il combat system di Assassin’s Creed Valhalla presta il fianco a hitbox ancora un po’ grezze e ad animazioni ogni tanto ballerine. Il tutto accompagnato da una IA non particolarmente sveglia.

L’importanza degli insediamenti

Come abbiamo detto sopra, ACV è un titolo che si divide tra due mondi, quello della tundra, fredda e scura della Norvegia e quello “soleggiato” e ricco di vegetazione dell’Inghilterra. Tale aspetto vi offre una sensazione sorprendente, difatti, nonostante i paesaggi mozzafiato di Grecia ed Egitto, la scarsa varietà di alternative alla lunga consegnava al giocatore un forte senso di noia.

Il nostro protagonista ed il Clan dei Corvi lascerà le gelide acque del nord Europa per conquistare nuove terre, e tale opera di conquista parte proprio dall’Inghilterra. All’epoca però non era unita come oggi sotto il potere della Corona, difatti, era a sua volta suddivisa in regni. Il vostro scopo sarà conquistare tra mille difficoltà i quattro regni e donare al vostro popolo un luogo in cui vivere.

Per fare questo, Eivor dovrà costruire e sviluppare una serie di insediamenti, una delle principali novità di questa nuova iterazione. Le dinamiche relative a questi luoghi ci ricordano la Villa di Monteriggioni di proprietà di Ezio Auditore, anche se maggiormente estesi e complessi. Infatti, da questi luoghi potrete cominciare ad erigere una serie di nuovi edifici/strutture al fine di guadagnare diverse ricompense.

Potrete personalizzare a vostro piacimento ciascun insediamento, arricchendolo di statue commemorative agli Dei e macchie di vegetazione. Ovviamente, non solo l’aspetto estetico verrà curato, difatti, potrete realizzare stalle utili all’acquisto di cavalli oppure costruire una fucina per potenziare ed acquistare nuove armature, d’altronde è cosa nota, i fabbri vichinghi sono sempre stati i migliori al mondo.

Ecco come ti personalizzo il protagonista

Armi e cavalcature sono importanti, ma lo è altrettanto anche l’aspetto del protagonista. Difatti sarà la prima ed ultima cosa che vedranno i vostri nemici, tanto vale che abbiano un buon ricordo di voi. Proprio per questo motivo, all’interno degli accampamenti saranno presenti anche i locali dei tatuatori. Rivolgendovi a questi professionisti sarete in grado di decorare il vostro corpo come meglio credete e gestire il vostro look, dalla capigliatura alla barba.

Questo “hub” funge da luogo sicuro per il vostro clan. Ovviamente per costruire il vostro insediamento dei sogni sarà necessario disporre di grandi quantità di materiali. Nel caso non ne abbiate a disposizione, dedicatevi alle Razzie e agli Assedi presso monasteri e avamposti nemici. Vedrete che in poco tempo riuscirete ad accumulare ciò di cui avete bisogno.

Nel caso in cui tutto questo non bastasse, gli insediamenti in Assassin’s Creed Valhalla ci permetteranno di reclutare e personalizzare una serie di nuovi guerrieri, che nonostante non possano essere comandati direttamente, in battaglia vi saranno estremamente utili massacrando i vostri nemici per voi.

Draki, razzie ed insulti

Durante la nostra prova, abbiamo avuto modo di scoprire che il mondo creato dai ragazzi di Ubisoft è ricco variegato. Oltre alle avventure a bordo del vostro Draki (eh si, le imbarcazioni non si chiamano Drakkar), Eivor può impiegare il suo tempo dedicandosi a razzie e assedi, al fine di ottenere materiali più o meno rari.

Ma anche le asce dei vichinghi ogni tanto richiedono riposo, per questo motivo, il team ha offerto una serie di interessanti e divertenti attività secondarie: dal gioco d’azzardo con i dadi ad intense gare di bevute. L’attività che più ci ha colpito però è nota come “canzonare” si tratta di rispondere in rima a battute e insulti, è inutile dire che ci ha riportato alla mente gli storici duelli a base di insulti di Monkey Island.

Comparto Tecnico

Assassin’s Creed Valhalla, come da tradizione, è in grado di offrire un colpo d’occhio stupefacente, anche se non vediamo l’ora di portare Eivor su next-gen e scoprire di che pasta sono fatte le nuove console. Tutto ciò è comunque reso possibile dalla solita direzione artistica di grande qualità a cui Ubisoft ci ha abituato. Ovviamente, il titolo allo stato attuale contiene quella serie di elementi che caratterizzano tutti gli altri open-world, dalle compenetrazioni poligonali ai pop up, ma nulla che mini l’esperienza di gioco.

Tra le altre cose, bisogna ammettere che per quanto siano interessanti gli scorci offerti da Valhalla, l’atmosfera sognante dell’Egitto ed il fascino epico della Grecia sono ancora difficili da battere. Nonostante ciò, vi assicuriamo che osserverete per ore l’incredibile aurora boreale norvegese, per noi italiani d’altronde è uno spettacolo così lontano.

Comparto sonoro da 10 e lode

Detto questo, è d’obbligo dedicare la nostra attenzioni al comparto sonoro. Infatti, è stato fatto un lavoro di eccellenza dal team rappresentato dai talentuosi Jesper Kyd e Sarah Schachner, i quali da tempo accompagnano la serie. Alla loro innata bravura si aggiunge Einar Selvik, compositore che molti di noi hanno conosciuto grazie alla serie televisiva Vikings. I brani proposti sono estremamente immersivi. Le stupende canzoni vichinghe che accompagnano i lunghi viaggi in mare saranno in grado di trasmettervi una carica di adrenalina ineguagliabile.

Il merito va anche condiviso con chi si è occupato del doppiaggio. La voce del giovane Eivor e dei personaggi principali è in grado di farvi immedesimare in maniera impressionante. L’unica nota dolente è rappresentata dal fatto che in alcuni frangenti abbiamo riscontrato qualche problema di sync, ma siamo sicuri che questo verrà sistemato.

Commento finale

Assassin’s Creed Valhalla non rivoluziona drasticamente le meccaniche introdotte attraverso il “nuovo corso” della serie, ma non si tratta di un mero copia incolla. Infatti, Ubisoft ha snellito alcune delle dinamiche RPG che non avevano riscosso il successo dei fan ed ha studiato in maniera approfondita tutto quello che riguarda il mondo dei vichinghi,. L’obiettivo? Offrire su schermo un’esperienza interessante e allo stesso tempo convincente.

Purtroppo, il gioco presta il fianco ad alcune problematiche, dall’IA poco sviluppata ad una gestione delle collisioni non troppo convincente. Fortunatamente la gestione del comparto narrativo ed il mondo realizzato dai ragazzi di Ubisoft ha fatto guadagnare al giovane Eivor un posto d’onore nel Valhalla.

Criterion 10
8.5

Un nuovo corso per la serie

Assassin’s Creed Valhalla non rivoluziona drasticamente le meccaniche introdotte attraverso il “nuovo corso” della serie, ma non si tratta di un mero copia incolla. Infatti, il team di sviluppo si è occupato di snellire alcune delle dinamiche RPG che non avevano riscosso il successo dei fan ed ha studiato in maniera approfondita tutto quello che riguarda il mondo dei vichinghi, offrendoci su schermo un’esperienza decisamente interessante. Purtroppo, il titolo presta il fianco ad alcune problematiche, dall’IA poco sviluppata ad una gestione delle collisioni non troppo convincente. Fortunatamente la gestione del comparto narrativo ed il mondo realizzato dai ragazzi di Ubisoft ha fatto guadagnare al giovane Eivor Morso di Lupo un posto d’onore nel Valhalla.


+
    - Meccaniche RPG più snelle
    - Colonna sonora di grande qualità
    - Il Dual Wielding è un’esperienza veramente divertente
    - Interessante ricostruzione del mondo vichingo
    - La gara d’insulti è il top
-
    - La raccolta dei materiali alla lunga può essere noiosa
    - IA ancora poco sviluppata
    - Collisioni da rivedere

    Rispondi