Recensione Blacklight: Tango Down


Meglio soli che male accompagnati…

Oltre alla modalità multiplayer esiste una sorta di “campagna” single-player. Le virgolette non sono un errore, non temete. Vi accorgerete infatti che scegliendo di giocare da soli, le missioni siano ridotte all’esiguo numero di quattro, davvero troppo poco. Inoltre non va dimenticato che l’intelligenza artificiale nemica rasenta il ridicolo e le ambientazioni che visiteremo sono mal curate sotto l’aspetto del design. E la trama? Beh, potrebbe sembrare ripetitivo usare ancora il termine ridicolo ma veniamo gettati in battaglia senza nemmeno sapere chi siano i nostri nemici e perché stiamo combattendo questa guerra.

Andando però a curiosare nelle opzioni di gioco, sotto la voce Come Giocare, ci viene mostrata quella che grossomodo sembra essere la storia che fa da contorno al gioco: “Siamo in un futuro molto prossimo. La squadra Blacklight è stata inviata per trovare e recuperare il colonnello Klein e la sua squadra personale, scomparsi presso la città di Balik. Il paese è sconvolto da una guerra scoppiata in seguito all’assasinio del presidente, e si ritiene che il gruppo di ribelli che ha ucciso il presidente, noto come l’Ordine, abbia catturato, e forse ucciso, la squadra Blacklight scomparsa. Stavano preparando un attacco al quartier generale dell’Ordine, quando il comando dei Blacklight li informò che i civili erano stati infettati da un virus sconosciuto, che li portava ad attaccare chiunque incontrassero. Perciò, mentre Blacklight ingaggiava The Order in combattimento, entrambe le fazioni venivano attaccate dai civili impazziti. Poiché le circostanze sono cambiate, la priorità ora è quella di fermare The Order a tutti i costi.” Troppo poco per un prodotto che dovrebbe trasportare il giocatore dall’inizio alla fine della storia.

In conclusione, Blacklight: Tango Down è un titolo sufficiente solo nel caso voi siate amanti morbosi degli FPS, e nonostante abbia delle doti tecniche evidenti, non si può ignorare il palese difetto del bilanciamento che fa vacillare pesantemente il fattore divertimento. Un titolo insomma che poteva avere buone potenzialità per farsi spazio nell’immenso genere degli sparatutto in prima persona, ma che disattende nel complesso per la sensazione di superficialità riposta in molte parti, dalla trama al gameplay. Il team Zombie Studios dovrebbe essere al lavoro su un seguito, probabilmente già consci di poter e dover fare di più.

Blacklight-tango-down_boxVoti

Giocabilità 65
Grafica 75
Sonoro 60
Longevità 60
Globale 65

 

Il titolo è disponibile al costo di 15 euro dal 7 Luglio 2010 su piattaforma console Playstation 3 e Xbox 360 mentre dal 14 Luglio 2010 anche su Personal Computer .

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