Recensione Cyberpunk 2077

Versione testata: PC (Steam/GoG)

Questo anno funesto “finalmente” si appresta a chiudersi e con esso, anche l’annata videoludica volge al termine. Sono stati 12 mesi di grandi uscite, di gradite sorprese pad alla mano, ed a chiudere il tutto col botto non poteva che essere la recensione di Cyberpunk 2077, il gioco certamente più atteso dopo 8 anni di sviluppo.

Da The Last of Us Parte II, The Ghost of Tsushima, passando per Animal Crossing: New Horizons ed Hades; lato console abbiamo assistito all’uscita delle next gen, su PC invece è stato il turno delle nuove GPU e CPU da parte di Nvidia ed AMD.

In definitiva, nonostante tutte le problematiche dovute al Covid-19, il quale, commercialmente parlando, ha minato in maniera pesante lo sviluppo dei prodotti e ancor di più la relativa disponibilità sul mercato, quest’anno abbiamo giocato e giocheremo moltissimo, ponendo così un argine di serenità e divertimento alle problematiche derivanti dal periodo.

CD Projekt RED purtroppo non si è distinta in quanto a celerità nell’inviare il codice per la recensione, avendolo reso disponibile solo al D1, per cui, piuttosto che catapultarci nella corsa all’oro, scrivendo qualcosa di lapalissiana incompletezza, ci siamo presi il nostro tempo, senza pressioni, da passare vis-à-vis con il nostro alter-ego V.

Lo Tsunami, le scuse ed il tonfo in Borsa

Sono state scritte kilometri di righe a riguardo; se n’è parlato attraverso video e live per ore ed ore. Non volendo tediarvi oltre con la questione, che oramai anche i non appassionati del genere conoscono, ci limiteremo ad un piccolo e veloce recap.

In sostanza CD Projekt RED, dopo averci assillato per anni con tutte le mirabolanti diavolerie che avremmo trovato su Cyberpunk 2077, il 10 Dicembre è entrata di diritto, passando dalla porta principale, nel tutt’altro che invidiato Club dei “Lanci Disastrosi“.

Club che peraltro conta membri illustrissimi come No Man’s Sky, Fallout 76, Kingdom Come: Deliverance, Destiny, Anthem, solo per citare i più recenti.

Risultato: il gioco sulle console old gen è letteralmente ingiocabile e, in generale, su tutte le piattaforme è infestato da glitch di ogni tipo nonché da bug persino invalidanti (abbiamo dovuto ricominciare la partita anche in sede di recensione a causa della corruzione multipla dei nostri save, ndr).

La Software House di Varsavia è corsa immediatamente ai ripari sfornando patch sin dai primi giorni dal lancio, ma queste hanno semplicemente tappato qualche falla, lasciandone altre abbastanza gravi ancora aperte, tanto da costringere CDPR a chiedere scusa alla Community attraverso una lettera che ha svelato tutta la pianificazione degli upgrade per l’anno 2021.

Ma come si dice, la frittata era oramai fatta: titolo in borsa in picchiata, Sony elimina il gioco dal suo store online e domande di reso a non finire.

Cyberpunk 2077 azioni

La nostra Gaming Station

Come premesso, abbiamo voluto recensire Cyberpunk 2077 su PC, anche se in redazione l’abbiamo provato su tutte le piattaforme e questa è la configurazione:

  • ASUS TUF X570 Gaming Plus
  • AMD 5800X
  • ZOTAC Trinity RTX 3080 Oc Version
  • CRUCIAL Ballistix 3600Mhz CL16
  • SABRENT M.2 Nvme PCIe 4.0 1TB
  • Sound Blaster Z
  • TV LG OLED55C9PLA
  • BOSE Companion 50

OLED | 4K 120Hz | HDRscRGB | G-Sync | DLSS Prestazioni Ultra | Ray Tracing ULTRA | Dettagli grafici ULTRA | 65 avg FPS

Per un analisi più approfondita, potete consultare il nostro speciale sulle configurazioni della Redazione.


Questa build ha uno scopo ben preciso: poter valutare il gioco di CD Projekt RED senza limiti imposti dall’hardware, nella sua veste migliore potendo sfruttare tutte le più recenti feature.

Io sono V

Semplicemente V, questo il nome del nostro avatar in game che andremo a creare e plasmare nell’editor di gioco. Massima scelta in merito a sessualità (ed attributi, ndr), meno come caratterizzazione del nostro personaggio. Potremo definirne il background, Nomade, Street Kid o Corporativo, ed iniziare ad impostare l’albero delle caratteristiche, le quali saranno poi determinanti per lo sviluppo delle relative skill.

Cyberpunk 2077

Sia chiaro, l’editor in fin dei conti ci ha soddisfatti, i dettagli sono ben realizzati, però in un ambientazione così anarchica ed eccentrica come è quella di Cyberpunk, ci saremmo aspettati ulteriori e più estreme personalizzazioni.

Non ho bisogno di scrivere in merito al futuro. Per la maggior parte delle persone, il presente è già abbastanza inquietante.

William Gibson

Quindi RPG sì, ma non partendo completamente da zero, a prescindere dalle scelte che faremo, il nostro personaggio quello sarà a livello di posizionamento e di relazioni all’interno del mondo di gioco.

Cyberpunk 2077 skill

Riguardo alle abilità, e di conseguenza all’approccio che vorremo utilizzare, la scelta è molto ampia e variegata: potremo impostare un tank corazzato cresciuto a pane e proiettili, un ninja urbano stealth armato di katane, un netrunner (una sorta di hacker avanzato,ndr) attraverso il quale manipolare la rete a nostra piacimento, a discapito dei nostri nemici.

Per la verità, parlando di combattimento duro e puro, ci è piaciuta di più la build con armi da fuoco rispetto alla controparte corpo a corpo, ma per il semplice fatto che, come d’altronde molto spesso capita, lo shooting è stato realizzato molto meglio rispetto al combattimento melee.

Deciso come saremo fatti, quali e di che dimensioni saranno i nostri attributi, pianificato le abilità attraverso le quali sconfiggeremo i vari nemici, è giunta l’ora di scendere in strada, è tempo che CD Projekt RED ci racconti la sua storia.

Storytelling in musica: Il Capolavoro di Cyberpunk 2077 parte I

Tra tutti gli aspetti, per i quali avremmo potuto titubare, durante il lungo e travagliato sviluppo di Cyberpunk 2077, ce n’è uno che mai avremmo messo in discussione. La scrittura.

Le abilissime penne di CDPR non sbagliano un colpo. Come fu per il pluripremiato The Witcher 3: Wild Hunt, anche oggi ci troviamo difronte ad uno dei migliori risultati in assoluto in quanto a storytelling.

Dall’inglese “l’arte di raccontare una storia“, e di raccontare storie, CDPR ne ha fatto una vera e propria arte.

Al di là della Main Quest, che chiaramente è il corpo emozionale centrale, come per TW3, e a differenza di molte altre grandissime (e costosissime) produzioni, in Cyberpunk 2077 ogni piccola quest prende vita. Escludendo quelle prettamente combat, ci troveremo a vivere sulla nostra pelle scorci di profonda umanità.

Dalla depressione, all’inquietudine, all’amore, alla paura, sarà un viaggio profondo all’interno dell’ animo, non solo umano, ma perfino cybernetico. Trovarci a confortare gli automi, resi vivi dall’uomo, piuttosto che straziati da amori non corrisposti, renderà il livello di immersività altissimo.

Non saremo quasi mai semplici fattorini, piuttosto vivremo in prima persona la devastazione emotiva dell’essere umano causata dalle guerre, dall’inarrestabile inquinamento atmosferico e dall’imbarbarimento della società.

Tutto ciò impreziosito da una soundtrack semplicemente fantastica! Dinamica e sempre appropriata alla situazione, che sia essa adrenalinica o malinconica, composta da musiche di spessore, associabili perfettamente ad ogni contesto della sottocultura Cyberpunk.

Lo spettacolo vero sarà abbandonarsi ad i suoni ed alle luci stroboscopiche della città, seguendone il richiamo primordiale, come avide falene tra i neon di Night City.

Cyberpunk 2077

Night City: Il Capolavoro di Cyberpunk 2077 parte II

“Sbalordito il diavolo rimase, quando comprese quanto osceno fosse il bene e vide la virtù nello splendore delle sue forme sinuose.”

John Milton

Non esistono altri aggettivi per definirla meglio. Sbalorditiva. Con la configurazione di cui sopra, la metropoli di CD Projekt RED è una delle cose più belle mai viste nel mondo videoludico. Persino l’iconica Los Santos di Rockstar Games, considerando anche gli anni di differenza, ne esce ridimensionata al confronto.

Edificata dal suo fondatore Richard Night, situata nella zona che dovrebbe corrispondere alla East Coast Californiana centrale, potrebbe benissimo essere una Los Angeles di un futuro nemmeno molto distante.

Cyberpunk 2077

La City, un claustrofobico labirinto di vetri, neon e proiettili. Il centro è un fitto agglomerato di vertiginosi grattacieli, torri di ologrammi pubblicitari fino alle nuvole, fiumi di auto lungo le strade ed ovunque un brulicare inquieto di (dis)umana natura.

Cyberpunk 2077

Impossibile non rimanere ipnotizzati dal profondissimo level design, dalla verosimiglianza con quella futuristica decadenza urbana che spesso abbiamo fantasticato leggendo libri sul genere.

Allontanandosi dal cuore di Night City si sviluppano i suoi distretti, ognuno con una forte identità, permeata nell’architettura, nei colori, nello stile e nei costumi dei suoi abitanti:

Cyberpunk 2077

Dal lusso sfrenato delle mega ville di North Oak, nel distretto di Westbrook, dorato rifugio dell’élite cittadina, alle desolate e pericolosissime Badlands, di “Mad-maxiana” memoria.

La Distopìa come forma d’arte totale

L’intero mondo di gioco è saturo della cultura Cyberpunk, descritta e raccontata in ogni minimo dettaglio. La sensazione di dèjà-vu è costantemente dietro l’angolo: CD Projekt RED, a livello di ispirazione o sotto forma di easter egg, ha riempito il gioco di citazioni culturali, rendendo così omaggio a molte opere sia letterarie che cinematografiche.

Come, per esempio, non accomunare Johnny Silverhand, l’iconico personaggio interpretato da Keanu Reeves, nostro mentore in game, ad Eric Draven de Il Corvo, sia per la rockeggiante e fantomatica presenza scenica, che per la stessa voce italiana, grazie all’infallibile Luca Ward.

Alzi la mano chi non è balzato sulla sedia alla vista dell’imponente Mech della NCPD, tornando indietro con la mente alla vecchia Detroit del primo Robocop, ripensando al suo acerrimo nemico, l’ED-209?

Cyberpunk 2077

Night City è un condensato artistico, architettonico ed umano senza eguali.

Il mondo di gioco sarà ricchissimo di cose da fare; squillerà il telefono di continuo e la mappa sarà pregna di segnalini che ci indicheranno i compiti da svolgere.

Avremo a che fare con le molte gang criminali che popolano il mondo di gioco. Ognuna di esse si distinguerà per zona, tipologia di armi e crimini, persino per personalizzazione estetica dei propri membri.

L’IA: Il Disastro di Cyberpunk 2077 parte I

Per essere onesti, ci saremmo aspettati molto di più, visto quanto promesso, in merito alle conseguenze dovute alle nostre scelte nei confronti di una gang, rispetto alle altre. Invece tutto sommato ci siamo comportati sempre come credevamo opportuno, senza scatenare quasi mai reazioni adeguate alle nostre decisioni.

Purtroppo a livello di sostanza, l’intera popolazione di Night City è quasi totalmente priva di interazione.

Gli npc, rispetto alla già citata Los Santos (tutt’ora inarrivabile sotto questo aspetto), sono scatole vuote: basta lasciare un auto in mezzo alla strada e si formerà una coda perpetua; tirando fuori il proprietario dalla sua auto durante un furto, riceveremo qualche insulto mentre inerme assisterà al crimine senza opporre resistenza alcuna.

Le reazioni alle nostre azioni, che per forza di cose, in un gioco del genere, dove volente o nolente spessissimo ci troviamo ad interagire con gli npc, sono nulle.

Ma c’è di peggio: oltre ad avere la percezione di vivere in un mondo privo di volontà, il mancato sviluppo dell’IA si ripercuote pesantemente anche durante tutte le altre fasi del gameplay, che ne esce pesantemente affossato.

Durante le concitate fasi di shooting, nonostante aver impostato il livello di gioco a difficile (normale è caldamente sconsigliato,ndr) le routine dei nemici sono a dir poco basilari e prevedibili: inoltre sarà frequente vedere nemici di spalle, piuttosto che ciechi al nostro passaggio, o abbandonati ad azioni illogiche rispetto al contesto.

Basterà sostare inermi e disarmati qualche secondo davanti alla polizia per farsi sparare addosso, piuttosto che seminarli come nulla fosse dopo appena pochi secondi. Tutto ciò, in un titolo di tale portata, non ce lo saremmo mai aspettati e a meno di miracoli, non sarà correggibile.

Purtroppo questi citati sono solo alcuni esempi.

Fisica, bug, glitch: Il Disastro di Cyberpunk 2077 parte II

La debacle continua. Partiamo da bug e glitch, che in prospettiva futura sono sicuramente l’aspetto meno grave e maggiormente correggibile.

Cyberpunk 2077 è un contenitore gravido di questi due elementi: muri invisibili, quest bloccate perchè gli npc non rispondono più, oggetti sospesi in aria, nemici che muoiono in posizioni assurde, e veramente, senza voler esagerare, potremmo andare avanti per molto.

Dal lancio, mancata ottimizzazione con le nuove Cpu Ryzen di AMD (dovrebbe essere risolta con la patch 1.05,ndr), salvataggi corrotti e mai più recuperabili, crash e freeze sempre dietro l’angolo; è come se il gioco fosse stato fatto uscire senza prima la necessaria ed obbligatoria fase di test.

CD Projekt RED si è subito prodigata a divulgare la road map degli update al gioco da qui alla prossima primavera e confidiamo che ci restituiranno nei prossimi mesi un gioco molto meglio ottimizzato.

Purtroppo invece, per quanto riguarda la fisica, non ci facciamo grandi illusioni.

Se nello shooting e nell’utilizzo del nostro avatar in game il tutto sembra più o meno nella norma, il dramma nasce dove la guida inizia.

Cyberpunk 2077

I mezzi in Cyberpunk 2077, che siano essi auto o moto, per i quali ci sarebbe piaciuta la possibilità di customizzarli, come nei mitici garage di Los Santos Customs, sono pressoché inguidabili:

  • le moto non hanno angolo di sterzata, o vanno dritte o in testa coda
  • le auto non frenano
  • le collisioni sono ridicole, molto spesso all’impatto i veicoli sembrano fatti di carta e schizzano in aria senza senso, tra l’altro magari senza riportare il minimo danno.
  • Da un mezzo all’altro, nonostante un catalogo molto assortito, le differenze sono del tutto risibili, togliendo tutta la voglia di collezionarle in base alle caratteristiche.

Un vero dispiacere, considerando la meraviglia del mondo nel quale si potrebbe utilizzarle.

Commento Finale

Cyberpunk 2077, oggi, è il monumento a ciò che sarebbe dovuto essere, ma che in realtà, non è. Un contenitore meraviglioso e strabiliante, con una storia narrata da talentuosissimi sceneggiatori, ma dal cuore vuoto, il gameplay. Nonostante i lunghi 8 anni di sviluppo, il gioco è uscito sul mercato in condizioni inaccettabili su old gen, rattoppato e privo di test sulle altre piattaforme, risultando così grezzo ed approssimativo. Noi tiferemo comunque per CD Projekt RED, sperando che in futuro renda merito al lavoro svolto e che impari la lezione, regalandoci altri capolavori come già fatto in passato.

7.3

Opera incompiuta


Cyberpunk 2077 oggi, è il monumento a ciò che sarebbe dovuto essere, ma che in realtà, non è. Un contenitore meraviglioso e strabiliante, con una storia narrata da talentuosissimi sceneggiatori, ma dal cuore vuoto, il gameplay. Nonostante i lunghi 8 anni di sviluppo, il gioco è uscito sul mercato in condizioni inaccettabili su old gen, rattoppato e privo di test sulle altre piattaforme, risultando così grezzo ed approssimativo. Noi tiferemo comunque per CD Projekt RED, sperando che in futuro renda merito al lavoro svolto e che impari la lezione, regalandoci altri capolavori come già fatto in passato.

PRO

    - Storytelling al top
    - Night City capolavoro
    - Soundtrack ispiratissima
    - L'opera cartacea prende vita

CONTRO

    - IA assente
    - Fisica disastrosa
    - Impatto decisionale scarso
    - Bug & Glitch in quantità industriale
Stefano Taccari
Gamer dal 1987, padre di due piccoli gamers, griller, Dungeon Master e batterista hardcore. "I VG sono uno strumento che ci permette di entrare in contatto con altri universi".

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