Recensione FIFA 23

FIFA 23 segna la fine di un’era. Che calpestiate i campi di calcio virtuali da sempre o meno, la serie di Electronic Arts ha segnato il nostro media preferito in maniera indelebile. Soprattutto negli ultimi anni grazie alla modalità Ultimate Team, che pur con tutti i suoi problemi, reali e “connessi”, è stata la colonna portante (e gallina dalle uova d’oro) di tutte le più recenti iterazioni del brand.

In attesa del re-branding dell’anno prossimo, vi diciamo subito che FIFA 23 non è un capitolo rivoluzionario (come da qualche anno a questa parte, a dire il vero), quanto più un vero e proprio capitolo “conclusivo”. Pur concedendosi qualche gradita introduzione, non stravolge le proverbiali carte in tavola.

Andiamo più a fondo per sapere proprio tutto su quello che è l’ultimo FIFA by Electronic Arts.

FIFA 23 è disponibile dallo scorso 30 settembre su PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S e Nintendo Switch.


Versione testata: PS5


Tecnologia Hyper

La prima novità di FIFA 23 riguarda il passaggio alla tecnologia HyperMotion 2. Si tratta di una evoluzione dell’HyperMotion della scorsa edizione che riesce a rendere le partite più realistiche e “pesanti”, seppur alcune situazioni goffe siano ancora presenti.

Grazie ad un motion caputre avanzato e a meccanismi di machine learning i giocatori saranno graziati da un nuovissimo set di animazioni. Tutto ciò aumenta in maniera importante il realismo sul campo di gioco.

Ovviamente quanto appena spiegato ha riverberi sul gameplay. Il ritmo di gioco è molto più compassato e ragionato, oseremo dire equilibrato. Un riequilibrio che impatta sui rapporti di forza tra giocatori con caratteristiche diverse. Il difensore possente e lento, ad esempio, grazie alla maggiore fisicità dell’impianto di gioco, riesce a far fronte all’attaccante longilineo e scattante in maniera molto più efficace rispetto al passato.

FIFA
Vinicius Jr. e, in generale, i calciatori brevilinei e veloci sono meno dirompenti in FIFA 23

HyperMotion 2, per giunta, differenzia in maniera importante il calcio femminile dalla controparte maschile. La differente fisicità delle giocatrici rispetto a Mbappé e compagni si sente, con quest’ultime che daranno vita a partite più atletiche e veloci.

Anche l’IA ha subito un “boost”. I portieri reagiscono in maniera molto più reattiva e credibile, seppure il reparto difensivo, nella sua interezza, in alcune circostanze continua a muoversi in maniera randomica.

Tra le altre novità segnaliamo i Power Shot, tiri potenti e precisi che richiedono un tempo maggiore per essere preparati e che regalano una maggiore profondità tattica alle manovre offensive, un nuovo sistema per i calci piazzati e soprattutto l’AccelleRATE, un’espansione del sistema di movimento che divide i giocatori in archetipi unici e che è alla base del riequilibrio dei valori di forza di cui sopra.

Tutte queste novità, seppure gradite, non riescono a differenziare più di tanto l’esperienza rispetto a quella dello scorso anno. La maggiore fisicità dell’impianto ludico regala un ritmo che abbiamo preferito rispetto a quello più pimpante della passata edizione (e visto che la “pesantezza” è intrinseca al core gameplay restiamo fiduciosi che i successivi interventi di rebalancing non potranno renderlo frenetico più di tanto), tuttavia siamo di fronte ad un “semplice” affinamento di un lavoro cominciato già da qualche anno (forse troppi anni?) e nulla più. Ma va bene così eh, la rivoluzione la si attende l’anno prossimo con il nuovo corso.

Contenuti in abbondanza…

Come ogni anno, FIFA straborda di contenuti.

Appena avviato il gioco, verremo catapultati al Centro d’allenamento, una introduzione atta ad insegnare ai novizi del brand i fondamentali.

Le modalità veloci permetteranno di entrare subito nel vivo della partita, con partite singole (offline e online, con le classiche Stagioni) o veri e propri tornei, anche licenziati, come la Champions League. A proposito di licenze, nonostante qualche mancanza importante, siamo ad altissimi livelli, come ogni anno dopotutto.

Il cuore pulsante dell’esperienza in singolo resta la classica Carriera, equamente divisa tra Allenatore e Giocatore. Nella Carriera Giocatore è stato introdotto un sistema di Personalità che permette di definire l’archetipo del proprio avatar. In entrambe le Carriere è stata introdotta la possibilità di giocare gli highlights durante le simulazioni.

Quest’anno Pro Club e VOLTA condividono la progressione dell’avatar. Mentre la prima modalità non presenta nessuna novità degna di nota, la seconda ha subito una sorta di revamp. Volta, ora è “divisa” a sua volta (che simpatici che siamo!) in tre “sotto-modalità” differenti, ovvero Rose Volta, Battaglie Volta e Volta Arcade.

Le prime due “sotto-modalità” sono abbastanza standard. Rose Volta ci permetterà di sfidare altri giocatori online in partite 1 vs. 1. Battaglie Volta, invece, ci permetterà di giocare in cooperativa con un altro giocatore contro un’altra coppia o contro la CPU. La terza, Volta Arcade, è però la più interessante e originale: trattasi di una serie di mini-giochi “da strada” molto divertenti da giocare.

… ma FUT-ttatinni!

Senza girarci intorno, la modalità principe di ogni FIFA da molti anni a questa parte, nonché principale motivo di acquisto, è Ultimate Team. Nonostante le critiche annue circa momentum, community tossica e annessi e connessi, Ultimate Team è IL motivo per comprare il calcistico made in Canada.

L’Intesa è stata completamente rielaborata. L’obiettivo era quello di rendere più facile la creazione delle rose e i cambi di ruolo. Seppure in prima istanza la cosa non ci aveva convinto, soprattutto in relazione alla nuova impostazione delle sfide Squad Builder (SBC), con il passare delle ore abbiamo imparato ad apprezzare questa novità, rendendoci conto che effettivamente ha snellito un sistema che risultava fin troppo arzigogolato.

Questo nuovo sistema semplificato consentirà agli atleti di condividere l’Intesa indipendentemente dalla loro posizione in campo. Ogni atleta potrà guadagnare fino a un massimo di 3 punti Intesa. I giocatori guadagnano e contribuiscono all’Intesa solo se si trovano nella loro posizione preferita, quindi gli atleti fuori posizione avranno sempre Intesa pari a 0.

Qui entra in gioco la posizione alternativa: quasi ogni giocatore (non tutti, quindi) avrà delle posizioni alternative che potranno essere impostate come preferite con la carta Cambio Ruolo, che quest’anno è quindi generale.

FIFA
Con il nuovo sistema, l’Intesa non dipenderà dalla contiguità di giocatori dello stesso club, stesso campionato o stessa nazione

Oltre alle classiche modalità Division Rivals, FUT Champions, Squad Battles e Draft troviamo i Momenti FUT. Qui dovremmo completare delle sfide tematiche con in palio Stelle, una nuova valuta di gioco spendibile nella Galleria Momenti in cambio di giocatori e pacchetti a tema.

Commento finale

Come già accennato in precedenza, FIFA 23 non è un capitolo di svolta (e mai come quest’anno, è anche comprensibile), bensì un’opera di completamento di un lavoro iniziato anni fa (ci ripetiamo, troppi?).

Nonostante questo è un titolo imprescindibile per tutti i fan del calcio virtuale, grazie all’offerta contenutistica imponente (che ricordiamo verrà ampliata con la modalità FIFA World Cup) e perché no, anche grazie all’ottima presentazione audio-visiva, che non potrà non essere apprezzata, soprattutto su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S.

A tal proposito, tra queste tre versioni è disponibile dal lancio il cross-play, così come è disponibile tra PlayStation 4 e Xbox One.

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7.8

FIFA 23


In definitiva, FIFA 23 è il culmine di un percorso che migliora solo leggermente una formula che, seppur funzionale, è ormai stantia da troppo tempo. Resta comunque un titolo consigliato a tutti i fan del calcio virtuale, nella speranza che l'anno prossimo, grazie all'annunciato re-branding, possa esserci finalmente una rivoluzione prorompente proprio come ben 14 anni fa con l'edizione del 2008.

PRO

Ritmo più lento e ragionato - Contenutisticamente imponente

CONTRO

Nonostante le piacevoli introduzioni, l'esperienza di gioco è troppo simile da svariati anni a questa parte
Vincenzo D'Alcantara
Vincenzo D'Alcantara
Il mio amore per i videogiochi nasce grazie a mamma Sony e al folle marsupiale creato da Naughty Dog verso la fine degli anni 90. A distanza di più di venti anni i platform continuano ad essere la mia passione che tuttavia si è estesa, naturalmente e masochisticamente, a tutti i giochi impegnativi e "tosti", di qualsiasi genere essi siano.

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