The Legend of Zelda: Ocarina of Time, cosa vorremmo vedere nel remake

Il ritorno di The Legend of Zelda: Ocarina of Time, annunciato qualche giorno fa al termine del Direct di giugno di Nintendo, ha sicuramente scatenato l’interesse dei fan di lunga data e non solo. D’altronde, stiamo parlando di uno dei pochissimi titoli riconosciuti da ogni videogiocatore come uno dei migliori di tutti i tempi, un’opera che ancora oggi ispira moltissimi videogiochi.

E, dopo aver visto un piccolo teaser, la domanda vera e propria è… “Cosa vorremmo vedere in questo remake?”

Beh, abbiamo provato ad immaginare quali aggiunte i fan sicuramente potrebbero gradire.

Una Hyrule più viva

Quando portammo il piccolo Link a spasso per Hyrule era il 1998: per l’epoca la mappa sembrava enorme, ma rigiocando oggi ci si accorge che il mondo è un po’ vuoto. Il remake di Ocarina of Time dovrebbe offrirci non una mappa più grande, ma un mondo più denso, con sentieri nascosti, NPC che viaggiano tra un luogo e l’altro, missioni secondarie. Insomma, una Hyrule più viva, prima e dopo l’arrivo di Ganondorf, ricalcando quanto già fatto con Breath of the Wild e Tears of the Kingdom, ma evitando mappe gigantesche. Questa gara a chi ha la… mappa più grande ha stancato.

Nuovi Dungeon

I fan non vogliono assolutamente cambiare la trama, ma dopo tanto tempo, e vista la potenza delle piattaforme moderne, è giunto il momento di aggiungere nuovi elementi esplorativi. Basti pensare alle idee originali scartate dal team di Miyamoto per limiti tecnici, come il Tempio della Luce (dove il nostro eroe avrebbe ottenuto la Triforza), il Tempio del Vento e altre sezioni mai realizzate. Non parliamo di una rivoluzione, ma di contenuti pensati per arricchire l’esperienza dei veterani e offrire alle nuove leve un mondo ancora più completo.

Migliore Gestione dell’Inventario (Tempio dell’Acqua stiamo parlando di te)

Questo è uno degli elementi che già nel 1998 mandava fuori di testa molti giocatori. L’interfaccia costringeva a mettere in pausa continuamente per cambiare oggetti (i pulsanti C erano solo quattro) e, per avere sempre Ocarina, bombe o frecce a portata di mano, bisognava aprire il menu e selezionare ogni volta ciò che serviva. Il caso più emblematico era il Tempio dell’Acqua, dove si era costretti a cambiare gli stivali normali con quelli di ferro ogni due minuti. Una gestione più intelligente dell’inventario migliorerebbe già da sola l’esperienza complessiva.

Combat-system rinnovato

È vero: stiamo parlando del padre dello “Z-targeting”, una delle meccaniche più influenti di sempre. Ma in questi anni sono arrivate nuove possibilità. Non parliamo di armi che si rompono, per molti un’esperienza frustrante, ma di un sistema più dinamico: una stamina per gestire le parate, contrattacchi, colpi speciali, un ritmo più moderno. I souls-like hanno dimostrato quanto possa essere gratificante un combattimento basato sul timing. E, come insegna Twilight Princess, l’Eroe del Tempo ha ancora molto da insegnare.

Epona!

Sbloccare Epona in Ocarina of Time è stata forse l’esperienza più emozionante dopo aver impugnato la Master Sword. Purtroppo, il suo utilizzo era limitato: qualche corsa nella mappa, i minigiochi con l’arco, l’iconico salto del ponte Gerudo. Un po’ poco per una compagna di viaggio così importante, tanto da essere stata promessa a Ganondorf da Ingo del Ranch Lon Lon. Nel remake ci piacerebbe vederla coinvolta in più situazioni: combattimenti a cavallo (come in Twilight Princess), sezioni dedicate, magari un sistema di coraggio alla Red Dead Redemption 2 che ne influenzi il comportamento in base ai nemici.

Più missioni secondarie

Le side quest di Ocarina of Time sono amatissime, dalla vendita delle maschere alla faticosa conquista della Spada Biggoron, ma sono poche. Oggi sarebbe possibile ampliarle senza esagerare: dalla ricerca di un ingrediente per una pozione speciale a missioni affidate da personaggi chiave come i futuri Saggi o la stessa Principessa Zelda, passando per il mitico Dampè e la Signora delle Galline. Piccole storie che renderebbero Hyrule più viva e memorabile.

The Legend of Zelda: Ocarina of Time è, per stessa natura, un videogioco leggendario, capace di conquistare pubblico e critica. Per renderlo davvero completo, a nostro parere, basterebbero poche accortezze: la storia creata da Miyamoto-san farà il resto.

E voi, cosa vorreste vedere nel remake?

Andrea Bevilacqua
Andrea Bevilacqua
Nato nei magnifici anni '90 ed entrato in tenera età nel magico mondo dei videogiochi grazie ad un baffuto idraulico italiano ed un prode spadaccino in calzamaglia verde. Oggi, passata la soglia degli "enta", cerco nei moderni capolavori videoludici il titolo in grado di emozionarmi e di regalarmi un gameplay stimolante. Le mie altre passioni sono: musica (ex-chitarrista), calcio (irriducibile cuore rossonero) e cinema.

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