Recensione Lost Soul Aside, il sogno di una notte di fine estate

Concepito nel 2014 dalla passione e dalla determinazione di Yang Bing, giovane sviluppatore cinese ispirato dall’ormai leggendario trailer di Final Fantasy Versus XIII, Lost Soul Aside sembrava destinato a rimanere un progetto fanmade, uno di quei video virali che fanno scalpore per una settimana e poi si perdono nei meandri della rete. Invece, tra anni di sviluppo solitario, l’ingresso nel programma China Hero Project di PlayStation, e l’arrivo del supporto di UltiZero Games, Lost Soul Aside ha preso forma, anima. Ed è finalmente arrivato nelle nostre case, dopo quasi un decennio.

In un’epoca in cui i soulslike dominano il mercato, Lost Soul Aside emerge come una delle esperienze action più sincere e libere degli ultimi anni. Non perfetto, ma intenso, personale, vivo. Proprio come un sogno. Se volete saperne di più, non vi resta che continuare la lettura.

Lost Soul Aside è disponibile dallo scorso 29 agosto 2025 su PlayStation 5 e PC.


Versione testata: PlayStation 5


Lottare per ciò che conta

La storia di Lost Soul Aside si apre su un mondo sull’orlo del collasso, dilaniato dalla guerra e dall’invasione dei misteriosi Voidrax, entità interdimensionali dalle origini oscure. In questo contesto di caos e resistenza, impersoneremo Kaser, un giovane combattente che deve salvare la sorella. La sua esistenza prende una piega inaspettata quando, durante un attacco nemico, entra in contatto con Arena, un drago magico che si fonde letteralmente con il suo corpo. Il rapporto simbiotico tra i due diventa il fulcro narrativo e ludico dell’opera: una relazione in equilibrio tra sarcasmo, tensione e progressivo rispetto reciproco.

La narrazione si snoda tra missioni principali, cutscene esagerate e qualche deviazione opzionale. Non è un racconto profondo o rivoluzionario, e in certi momenti scivola nella retorica già vista e rivista: fratelli da salvare, minacce astratte, flashback criptici, villain “pomposi”. Tuttavia, pur con questo limite, la narrativa funge da ottimo collante per le sequenze action, e si lascia seguire con piacere fino ai titoli di coda.

Lost Soul Aside
Dove tutto ha inizio…

Quando il gameplay diventa espressione di sé

Il gameplay è il fulcro di Lost Soul Aside, la componete che regge l’intera struttura, e lo fa con sorprendente consapevolezza. È nel sistema di combattimento che il titolo brilla, mescolando con equilibrio spettacolarità e controllo, azione e strategia, profondità tecnica e accessibilità.

Esso è costruito attorno alla filosofia della totale libertà e fantasia. Kaser dispone di un set di armi mutaforma – spada, spadone, lancia, falce – ognuna con combo, proprietà ed abilità uniche. Ed è possibile cambiare arma al volo, anche durante una combo, concatenando attacchi senza soluzione di continuità.

Questa meccanica, unita alla presenza di un dash che permette di cancellare quasi ogni azione e i recovery frame delle stesse, dà vita ad uno stile di combattimento libero, reattivo. Potrete iniziare un attacco con la spada, interromperlo schivando, richiamare Arena per un suo potere (magie, barriere, cure, power-up e per finire “banali” mosse speciali), e poi continuare con la falce. Tutto si svolge senza stacchi, senza pause, con un flow incredibilmente appagante che premia la sperimentazione. Il paradigma non è solamente “essere efficaci”, ma farlo esprimendo il proprio io, la propria “coreografia”. E quanto ci è mancato tutto questo. A tal proposito, è strana l’assenza di un sistema di valutazione delle performances.

Lost Soul Aside
Le boss fight sono tante e tutte bellissime da giocare

Ciò che sorprende è quanto Lost Soul Aside riesca ad essere godibile sia per chi cerca l’action puro, sia per chi non ha confidenza con questo genere. Chi vuole semplicemente divertirsi con combo base può farlo, anche grazie ad una leggera ibridazione ruolistica che permette di potenziare determinate caratteristiche, al punto da permettere lo sviluppo di elementari build. Ma è altresì vero che chi vuole andare a fondo, imparare le finestre di parata perfetta, sfruttare al massimo il weapons switch e gestire i cancel, troverà una profondità sorprendente. Easy to learn, hard to master, no?

La riuscita di un action game passa anche dall’impostazione dei nemici, ed in Lost Soul Aside è stato svolto un lavoro certosino. I mob presentano moveset variegati, diversi livelli di “robustezza” e i raggruppamenti ed i relativi posizionamenti non sono mai fuori luogo.

Menzione d’onore per le battaglie con i boss ed i mini boss. Sono tra gli highlights assoluti della produzione e sono tantissime: scenografiche, complesse il giusto, con pattern leggibili e mai scorrette. Ed in un gioco dove i particellari sono praticamente onnipresenti, avere un livello di leggibilità tanto ottimale, non è scontato. Ancora di più se pensiamo che questo genere è una bestia difficile da domare a livello di bilanciamento e pacing. Incredibile come il team esordiante guidato da Yang Bing non abbia fatto errori grossolani, in tal senso. Persino le fasi collaterali, quelle necessarie a dare maggior respiro alla produzione, seppur meno rifinite, riescono a preservare il flow veloce ed adrenalinico della produzione, senza mai lasciare spazio a noiosi momenti morti.

Solido ma generico

Ricollegandoci ad uno degli ultimi aspetti analizzati nel paragrafo precedente, Lost Soul Aside è un festival di particellari, esplosioni, colori. Oltre alla già lodata leggibilità dell’azione a schermo, impressionante è la tenuta del framerate che non vacilla mai se non in rari casi (e non nelle battaglie).

Discorso diverso per la parte puramente audiovisiva. Se da un lato è vero che il colpo d’occhio è funzionale, è altresì innegabile che la direzione artistica della produzione sia assolutamente generica (un po’ come in Atlas Fallen). Dagli ambienti, ai nemici, passando per i comprimari. Manca quel quid capace di dare carattere.

Lost Soul Aside
Di bello è bello, ma è tutto così generico

Altrettanto sommario è l’accompagnamento sonoro. Musiche banali e mai d’impatto ed un doppiaggio abbastanza deludente sono innegabilmente legati a doppio filo al budget (ma se bisognava sacrificare qualcosa, bene averlo fatto qui). I dialoghi, addirittura, soffrono di una localizzazione inglese spesso goffa e dissonante. In alcune scene, il doppiaggio rasenta involontariamente il comico: urla fuori tempo, battute prive di contesto, reazioni sopra le righe.

Commento finale

Certe opere si lasciano ammirare da pochi e poi spariscono nell’ombra come fossero sogni fragili, vissuti appena il tempo di una notte di fine estate. Lost Soul Aside è una di queste, che però si permette un lusso raro. Mette al centro il gameplay, la libertà dell’azione e in senso lato l’effervescenza mentale e manuale del videogiocatore. Certo, i limiti non mancano: una narrativa scolastica, una direzione artistica generica, una colonna sonora dimenticabile. Ma sono peccati di produzione, figli di budget e compromessi, non certo di idee o visione.

Lost Soul Aside è un action riuscito, solido, e soprattutto divertente, con un sistema di combattimento che non ha paura di mostrarsi tecnico ma anche inclusivo, accessibile ma anche profondo. Un progetto nato dal cuore, e che quel cuore lo mette in ogni colpo, in ogni parry, in ogni cancel. Un’opera pura, piena di grinta, passione e personalità. Ed è già più di quanto si possa dire di molti altri titoli ben più chiacchierati.

8.5

Lost Soul Aside


Certe opere si lasciano ammirare da pochi e poi spariscono nell’ombra come fossero sogni fragili, vissuti appena il tempo di una notte di fine estate. Lost Soul Aside è una di queste, che però si permette un lusso raro. Mette al centro il gameplay, la libertà dell’azione e in senso lato l'effervescenza mentale e manuale del videogiocatore. Certo, i limiti non mancano: una narrativa scolastica, una direzione artistica generica, una colonna sonora dimenticabile. Ma sono peccati di produzione, figli di budget e compromessi, non certo di idee o visione. Lost Soul Aside è un action riuscito, solido, e soprattutto divertente, con un sistema di combattimento che non ha paura di mostrarsi tecnico ma anche inclusivo, accessibile ma anche profondo. Un progetto nato dal cuore, e che quel cuore lo mette in ogni colpo, in ogni parry, in ogni cancel. Un'opera pura, piena di grinta, passione e personalità. Ed è già più di quanto si possa dire di molti altri titoli ben più chiacchierati.

PRO

Sistema di combattimento accessibile ma anche profondo per chi ha voglia di impegnarsi | Bilanciamento, pacing e leggibilità dell'azione ottimi | Sezioni collaterali interessanti pur con qualche rigidità | Framerate solido nonostante il tripudio di particellari |

CONTRO

Narrativa elementare | Direzione artistica troppo generica | Comparto sonoro che mostra palesi limiti di budget |

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