A volte ricominciare una vita altrove passa per intraprendere lavori faticosi ed inflessibili, come ci ricorda Something to Drink?. Ripartire da zero comporta scendere a compromessi, rimboccarsi le maniche e farsi strada lentamente e con umiltà. Anche a costo di avere a che fare con orari impossibili, ubriaconi ed individui loschi.
Realizzato da uno sviluppatore solitario dietro l’etichetta Adam’s Games, il titolo strizza l’occhio al successo dei gestionali dedicati ai locali ed in un certo senso all’iconico DAVE THE DIVER. Il risultato è un simulatore di barista 2D in stile pixel art, in cui il vostro compito sarà sbarcare il lunario in terra straniera assicurandosi che le gole dei clienti non siano mai secche.
Something to Drink? è disponibile dal 14 Luglio per PC (via Steam).
Versione testata: PC (via Steam)
Birretta?
Vi avevano detto che Varsavia è una delle più incoraggianti destinazioni dell’Est Europa, per ricominciare da capo. Una terra di opportunità, dicevano, in una Polonia delle rosee prospettive di crescita economica. La realtà, tuttavia, si rivela ben diversa. Ad accogliere Tommaso c’è una città grigia, forse resa così non tanto da demeriti oggettivi quanto dallo sguardo disilluso del nostro alter ego virtuale. Determinato tuttavia a farsi strada, decide di iniziare a raccimolare qualche soldo come barista in un pub locale con un obiettivo molto semplice: soddisfare la clientela, scacciare i problemi e fare in modo che tutto fili liscio.
Sebbene il preambolo sia piuttosto realistico, Something to Drink? chiarisce quasi subito che non intende prendersi poi così tanto sul serio. Abbiamo trovato infatti generose dosi di umorismo nero, con un mix particolarmente gustoso tra l’ironia tagliente della scrittura e l’assurdità delle situazioni nelle quali il giocatore si ritroverà coinvolto. Certo: non tutte le storie che i clienti vi racconteranno (e nelle quali vi coinvolgeranno, vostro malgrado) sono ugualmente interessanti e alla lunga tende ad esserci una certa ridondanza. Tuttavia la continua interazione con gli avventori, ascoltarne i racconti e contestualmente gestire il servizio offre un’ottima riproduzione di routine realistica.
Molto semplice è il comparto tecnico, ma non per questo poco immersivo anzi. La grafica in pixel art è particolarmente adatta a ricreare una perfetta ambientazione da pub rétro, al contempo intima e leggermente malinconica. Proseguendo nella storia, vi ritroverete progressivamente in contesti più “pettinati” ma non meno affascinanti, realizzati con cura e personalità.

Accettiamo contanti o carta
Something to Drink? è dunque espressamente un simulatore di barista 2D in cui è necessario gestire le ordinazioni della clientela occupandosi in prima persona tanto della somministrazione delle bevande quanto del pagamento del dovuto.
Il loop di gameplay appare fin dall’inizio molto semplice. Dal vostro lato del bancone accoglierete gli avventori di turno che, dopo qualche convenevole, paleseranno la loro voglia del momento. Starà a voi prendervene carico direttamente. Inizialmente, spillare una birra non sarà un grande problema ed il massimo che vi verrà richiesto è di riempire correttamente un bicchiere o di scegliere correttamente la marca di preferenza del cliente di turno. A quel punto, dovrete ricevere il pagamento: se con carta dovrete porgere il POS, mentre col contante avrete l’onere di gestire direttamente la cassa ed il resto.
Tutto semplice? Tecnicamente si, quantomeno all’inizio. La progressione infatti è su base letteralmente quotidiana. Giorno dopo giorno si aggiungono nuovi ingredienti, cocktail da miscelare ed upgrade per bancone ed attrezzature. Il gameplay diventa così ben presto complesso e variegato, ma sempre piacevolmente gratificante. Se nelle prime ore ci si limita a versare birra, ben presto dovrete fare i conti con cocktail articolati che richiederanno perizia ed attenzione. Il tutto mentre un crescente numero di clienti vi guarderà impaziente in attesa delle loro ordinazioni. Sentite già la pressione?

Ho sempre voluto fare il barman, è come lo psicanalista
Ciò che funziona palpabilmente in Something to Drink? è la sua originalità di fondo, agitata (e non mescolata) con una piacevole cura nei dettagli. Il ritmo di gameplay tende ad arricchirsi incalzando con nuove sfumature sempre costanti, in una cornice estetica a dir poco rilassante. Non tutto però è impeccabile.
Anzitutto, Something to Drink? non spiega chiaramente le dinamiche di miscelazione iniziali. Se spillare una birra è abbastanza intuitivo (anche se mancano alcune finezze), quando entrano in scena i cocktail il titolo costringe a fare diversi tentativi alla cieca prima di apprendere i meccanismi base. A questo si aggiungono controlli non sempre precisi, se non addirittura ostici da padroneggiare soprattutto per i nuovi arrivati ed in particolar modo quando il gameplay si fa serrato. Qualche perplessità emerge anche dallo stato di pulizia del codice. Il titolo a volte si fa portatore di alcuni bug e glitch legati alla progressione oraria. Ed in acuni casi, alcune anomalie nel sistema di spawn dei clienti li porta ad ordinare bevande che ancora non sono state formalmente sbloccate dal giocatore.
Al di là di tutto questo, tuttavia, Something to Drink? è un piacevolissimo puzzle game a metà tra simulazione ed avventura grafica. Il suo prezzo concorrenziale lo rende un acquisto particolarmente consigliato agli amanti delle produzioni indipendenti. Se poi avete amato DAVE THE DIVER, il titolo Adam’s Games potrebbe dar sollievo al vostro prurito.

Commento finale
Something to Drink? è un gustoso puzzle game che mescola simulazione ed avventura grafica. Un simulatore di barista 2D in stile pixel art, che mette il giocatore alle prese con la sete insaziabile dei cittadini di Varsavia tra umorismo nero, gameplay serrato e situazioni deliranti. Al netto di qualche bug di troppo e di una curva di apprendimento che non strizza granché l’occhio ai principianti, si tratta di un piccolo indie che potrà tenervi compagnia e dissetarvi in questa calda estate.






