Recensione Moon Knight episodi 1-2

Dopo una serie di spinoff, Marvel e Disney+ ci riprovano con una serie originale, generando aspettative e preoccupazioni tra i fan. Abbiamo visto le prime due puntate di Moon Knight, la nuova mini serie Marvel in sei puntate, in uscita il 30 marzo 2022 su Disney+ e con protagonista Oscar Isaac e siamo pronti a dirvi quello che ne pensiamo, su quella che si preannuncia come una delle serie Marvel Studios più importanti della stagione.

Trama

Moon Knight è basato sull’omonimo personaggio dei fumetti creato da Doug Moench (testi) e Don Perlin (disegni) ed apparso per la prima volta sulle pagine di Werewolf by Night n. 32 nel lontano agosto del 1975 e racconta la storia di Steven Grant un tranquillo negoziante di souvenir in un museo di storia egizia, che viene colpito da vuoti di memoria e ricordi di una vita che non rispecchiano la propria. Steven scoprirà poi di condividere il corpo con Marc Spector un mercenario che, lasciato in fin di vita in seguito ad una serie di eventi, viene risvegliato da una antica divinità egizia e dotato da questi di poteri soprannaturali al fine di combattere la minaccia degli infernali.

Chi è Moon Knight

Moon Knight (o Lunar come era noto in italia) è un vigilante mascherato in lotta contro gli infernali, una razza di demoni stabilitasi sulla terra e con un obiettivo ancora non ben chiaro. Le prime due puntate che abbiamo visto infatti, provano a fare un po’ di luce e a dare un contesto ai due personaggi, quello di Steven Grant e quello di Marc Spector, che condividono lo stesso corpo, cosa che genera disorientamento nella vita del povero commerciante di souvenir.

Steven infatti, sembra quasi non accettare il suo alter-ego Marc che cerca di proteggerlo da un fanatico chiamato Arthur Harrow che, insieme al suo culto, è ossessionato da un artefatto in possesso di Marc. Per proteggersi Steven dovrà dare il consenso al suo alter-ego di intervenire, cospargendo pelle e viso con delle antiche bende che lo trasformeranno in un vero e proprio demone. Per quanto riguarda l’armamentario Moon Knight non dispone di armi particolari, ha semplicemente delle lame a forma di luna estraibili dal petto, che nelle prime due puntate ad onor del vero, ha utilizzato poco ma in maniera molto efficace. Il nostro nuovo eroe al momento non ci ha mostrato ulteriori caratteristiche speciali ma chissà, magari nei prossimi episodi potrebbe svelare interessanti novità.

Novità in casa Marvel

Come dicevamo in apertura, Disney e Marvel abbandonano finalmente la strada sicura dello spin-off, per intraprendere quella decisamente più rischiosa di un personaggio nuovo e poco noto al grande pubblico. Moon Knight è tuttavia un personaggio estremamente intrigante ed in grado di arricchire il Marvel Cinematic Universe di una “allure” decisamente originale che richiama antiche divinità egizie e culti oscuri, e una storia completamente nuova, a metà strada tra Indiana Jones (anche questa ip nello sconfinato parco titoli Disney) e Fight Club.

Recensione MoonKnight

Londra come non l’avevamo mai vista

Protagonista indiscussa della nuova serie è Londra, una metropoli oscura, misteriosa e affascinante anche se a tratti decisamente stereotipata, con i classici autobus rossi a due piani e il museo egizio che curiosamente ricorda moltissimo quello di “Una notte al museo” (con sede però a New York). Si tratta di una scelta, quella di abbandonare finalmente le ambientazioni nord americane in favore di un setting nuovo anche per Marvel, che abbiamo decisamente apprezzato e che siamo sicuri ci regalerà in futuro tante soddisfazioni.

Una delle location più interessanti che ci è stato possibile esplorare nelle prime due puntate è stata sicuramente la casa di Steven. Attrezzata con dei rudimentali sistemi per prevenire lo strano sonnambulismo da cui è affetto il protagonista, la casa è dotata di un catenaccio alla porta, di un letto cosparso di sabbia, probabilmente per evidenziare eventuali sue tracce di movimento nel sonno, e tanti altri sistemi per evitare spiacevoli risvegli in posti sconosciuti.

Recensione MoonKnight

Uno sguardo agli attori

Come dicevamo il filo narrativo che unisce i due personaggi principali, Steven Grant e Marc Spector, è la crisi psicologica che vive il protagonista, impersonato da un impeccabile Oscar Isaac, che ricordiamo già per le sue ottime prove attoriali in “Star Wars l’ascesa di Skywalkere “Dune”. Isaac con la sua interpretazione rappresenta alla perfezione il carattere disturbato del protagonista anche se, come era prevedibile trattandosi di una produzione Disney+, edulcorato nelle sue manifestazioni più violente e sanguinarie.

E forse è davvero questo che manca rispetto al materiale cartaceo originale. Nella trasposizione televisiva, la rappresentazione perde leggermente il suo carattere noir e horror per avvicinarsi ad un pubblico più vasto. Il rischio, quindi è che nel tentativo di attirare un pubblico più ampio, la serie possa allontanare i fan del fumetto originale.

Tuttavia è ancora presto per dirlo e l’impressione è che il reale carattere della serie Marvel non sia ancora emerso del tutto. Arthur Harrow, il villain della serie, ad esempio, è un personaggio davvero azzeccato che interpreta perfettamente la sua parte da fanatico pazzoide, mentre ci saremmo aspettati una impostazione più cupa e meno giocosa da Khonshu, il dio egizio che conferisce i poteri a Moon Knight. Khonshu alterna fasi in cui rappresenta a pieno il personaggio originario del fumetto, ad altre in cui invece si lascia andare a scherzi e battute con Steven, lasciando un po’ confusi gli spettatori e frammentando un pathos, che dovrebbe invece essere mantenuto costante da situazioni tensive ed emozionanti.

Una narrazione lineare

La narrazione sino ad ora non ha concesso particolari twist plot o colpi di scena, restando piuttosto lineare e per certi simile a quanto visto in The Falcon and The Winter Soldier e Hawkeye, ma sinceramente ci aspettiamo che la situazione migliori superando quella prevedibilità che potrebbe davvero svilire un lavoro molto interessante.

Recensione MoonKnight

L’azione in questi due episodi è quasi completamente assente, non riuscendo a saziarne la nostra infinita fame a riguardo. Le scene di combattimento sono poche e poco intense ma non è questo il punto, comprensibilmente la serie non sarà incentrata su Moon Knight o sul suo stile di combattimento, bensì probabilmente scopriremo di più in un possibile futuro film. Per ora la nostra impressione è quella di una grande presentazione delle potenzialità e dell’originalità di Moon Knight.

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Commento finale

Moon Knight è una serie che ha in sè incredibili potenzialità e non solo perchè ci presenta un personaggio del tutto nuovo che potrebbe trovare un nuovo ruolo nella fase cinque del Marvel Cinematic Universe, ma anche e soprattutto perchè pare intercettare un nuovo sentire dei cinecomics, in cui l’eroe di turno non è più il personaggio senza macchia e senza paura, ma anzi è attraversato da un profondo disagio psicologico.

In Moon Knight Marc e Steven non convivono affatto pacificamente nello stesso corpo ma anzi, così come il personaggio senza nome interpretato da Edward Norton in Fight Club e il suo alter ego violento Tyler Durden, combattono per prendere il controllo (un po’ se volete come in Cyberpunk 2077).

Questo nuovo corso, che apprezziamo tantissimo (e visto il successo della concorrenza con The Batman anche il pubblico), rappresenta una interessante deviazione dal classico universo Marvel e sebbene narrativamente molto lineare, riesce comunque a stimolare la curiosità dello spettatore. Resta da capire se nei prossimi episodi si riuscirà a cucinare per bene la tanta carne sul fuoco messa da questa nuova serie.

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7.5

Recensione MoonKnight episodio 1-2


MoonKnight è un personaggio davvero interessante e finalmente distaccato dai classici della Marvel. E' un inizio, che seppure segue fin troppo il filo logico dei suoi predecessori, riesce comunque ad appagare la curiosità dello spettatore che non vedrà l'ora di vederlo in azione.

PRO

Aria fresca in casa Marvel. Personaggio davvero interessante. Armi, costumi e interpretazione perfetti.

CONTRO

Filo logico troppo ricorrente alle serie precedenti. Khonshu troppo poco cupo per il suo ruolo.

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