Recensione Project Cars 2

Articolo di · 12 Ottobre 2017 ·

Scaldiamo i motori.       

Negli ultimi quattro mesi i titoli automobilistici hanno letteralmente invaso il mercato. Prima DiRT 4, poi F1 2017 e infine il recentissimo WRC7, giochi dei quali abbiamo abbondantemente parlato nelle nostre recensioni. Fra i titoli più attesi però, due in particolari infiammavano i cuori degli appassionati di corse, Forza Motorsport 7 e la simulazione di guida di Slightly Mad Studios, ovvero Project Cars 2. Il primo fortunatissimo capitolo, è stato realizzato attraverso la piattaforma World of Mass Development, creata per realizzare videogiochi prodotti dagli stessi giocatori anziché da un vero e proprio publisher (infatti soltanto successivamente è subentrato Bandai Namco Entertainment). Era infatti possibile iscriversi sul sito ufficiale e acquistare dei “pacchetti” di tipo e valore differenti a seconda di quanto si desiderava essere coinvolti nello sviluppo.

I membri della community non solo potevano fare da beta tester e provare ogni mese o settimana le nuove build del gioco, fornendo quindi le proprie impressioni ma, alcuni fortunatissimi utenti, potevano addirittura dialogare direttamente con gli sviluppatori, presenziare ai meeting e proporre modifiche. Si trattava quindi di un vero e proprio progetto di crowdfunding e In cambio i finanziatori, hanno ottenuto una ricompensa sul ricavato di vendita del gioco. Project Cars 2 sostanzialmente ha intrapreso la medesima strada, coinvolgendo nuovamente la comunità di appassionati e cercando quindi di proporre un prodotto più evoluto e realistico rispetto al predecessore. Project Cars funzionava egregiamente, grazie al modello di guida scalabile, ad una buona modalità carriera e alla ciliegina sulla torta rappresentata dal meteo dinamico. I difetti non mancavano, anzi, uno di questi riguardava la non convincente intelligenza artificiale. Un aspetto sicuramente non da poco, ma data anche la “modalità” con la quale fu avviato lo sviluppo di Project Cars, passò in secondo piano. Ora con Project Cars 2, non ci sono più scuse e Slightly Mad Studios è chiamata ad una grande prova di maturità.

Non adatto ai deboli di cuore

Perché acquistiamo giochi di corse? Per giocare con gli amici? Farci un giretto su un bolide che non potremo mai permetterci? La risposta, almeno per i più, è un secco no. Acquistiamo un gioco di corse per creare il nostro alter ego virtuale e competere nella modalità carriera. Modalità che da anni, in quasi tutti i titoli motoristici, regala tante emozioni e soddisfazioni. Cosa c’è di meglio che vederci lì in alto sul gradino più alto del podio? Ecco, anche in Project Cars 2, abbiamo iniziato dalla carriera, notando, fin da subito, che lo sviluppatore inglese, non ha “badato a spese”, offrendo quindi un pacchetto fin troppo ricco di contenuti. L’offerta comprende tutte le competizioni su pista e su strada esistenti e di conseguenza la scelta della vettura passa inevitabilmente attraverso un parco macchine vastissimo. Qui notiamo subito la prima vera novità del titolo, infatti a differenza del predecessore, Project Cars 2, può contare sul giusto mix, proponendo più di 180 autovetture, dalle Open Wheel alle Indycar, passando poi per le potentissime LMP1, LMP2, Touring Cars, Vintage Prototype e Auto stradali.

Insomma, il parco veicoli, rappresenta una vera e propria evoluzione rispetto a quello un po’ scialbo di Project Cars. Ora il titolo offre un garage veramente adatto a qualsiasi gusto. Saliti a bordo… No, un attimo, prima c’è da firmare il contratto e settare gli aiuti alla guida. Qui starà a voi decidere quali e quanti aiuti avere a disposizione. Sterzata assistita, frenata assistita, ABS, controllo stabilità, controllo trazione, problemi meccanici, danni, consumo carburante e altri parametri. Inoltre è data la possibilità di settare l’HUD, se avere la traiettoria di guida oppure no, la mappa del tracciato ecc. Ovvio che molto dipende anche da quale periferica utilizzerete, come diciamo solitamente nelle review che riguardano giochi motoristici, è quasi impossibile utilizzare il controller e disattivare tutti gli aiuti disponibili. Quindi se la vostra intenzione è questa, armatevi di un buon volante.

Prima di cominciare dovremo impostare anche la carriera, decidendo se effettuare prove libere e qualificazioni (scelta disponibile per ogni GP), impostare il livello di difficoltà e la durata temporale della gara. Sul tracciato, saremo chiamati a trovare il giusto setup della vettura, sia manualmente, funzionalità consigliata ai più navigati che intervenendo sui giusti aspetti riusciranno ad adattare la vettura al proprio stile di guida e sia attraverso un sistema, domanda e risposta, attraverso il quale sarà l’ingegnere ad assisterci e a domandarci se abbiamo avuto eventuali problemi o il setup della vettura non fornisce quel giusto feeling alla guida, ad esempio sovrasterzo, sottosterzo o se la vettura manca di velocità di punta. La modalità carriera, si dimostra impegnativa, proponendo svariati eventi, cambi repentini, dopo una manciata di gare, della categoria o ad affrontare eventi e prove speciali. Attenzione però, La scelta di proseguire in quella determinata categoria o fare il “grande salto” resterà saldamente nelle mani del giocatore, il quale potrò decidere se cambiare totalmente genere di corse oppure seguire una carriera più lineare.

A differenza di altri titoli “simili”, Project Cars 2, prevede un’impostazione più reale e sicuramente convincente per quanto riguarda l’ottenimento delle auto. Non gareggerete per ottenere crediti da spendere per acquistare nuove vetture, bensì, in base all’evento o comunque alla scelta del costruttore ci verrà fornita la vettura da corsa. Alcune auto saranno ottenibili quando aumenterà l’intesa con il costruttore, oppure affrontando eventi a bordo di specifiche vetture o in particolari condizioni meteo. La carriera quindi rappresenta il fulcro dell’esperienza in singolo, dimostrandosi solida, con una buona longevità, infatti prevede sei Tier nel corso di diverse stagioni e divertente. Se proprio le si vuole trovare un difetto, lo sviluppatore inglese non si è sforzato molto sulla coerenza della narrazione, focalizzando l’attenzione più sulla grande mole di contenuti disponibile piuttosto che su una reale carriera di un acerbo e promettente pilota.

La benzina al posto del sangue

Oltre alla corposa modalità carriera, quello che interessa maggiormente è il sistema di guida. Non è come quello di Assetto Corsa, probabilmente per pochi e non è come quello di Forza Motorsport 7. Quindi dove si colloca Project Cars 2? Nel mezzo. Con questo non vi diciamo che possa adattarsi a tutti come un titolo di Turn 10 Studios, ma sicuramente lavorando sui giusti settaggi, riuscirete a portare la vettura al traguardo. Il Madness Engine è il motore trainante del gioco e sembra aver ormai raggiunto la maturità completa. Infatti il lavoro svolto sulla fisica è eccellente, percepiremo le vibrazioni della vettura e i cambi della visuale quando salteremo letteralmente sul cordolo. Inoltre grazie al plugin Live Track 3 ad ogni cambio di meteo, il veicolo cambierà repentinamente comportamento. Pioggia, caldo torrido, neve, come sappiamo, influiscono sulla temperatura ambientale e di conseguenza anche sulle gomme e sull’aderenza delle stesse.

Il motore si comporta egregiamente, dandoci quindi un feeling reale di quanto accade realmente su ogni tipologia di veicolo e su ogni superficie, dalla strada alla pista. I circuiti, definiti “Living Tracks”, sono circa 40, con 120 varianti e si andranno a modificare in base all’ora in cui avverrà la competizione, alla stagione e per l’appunto al meteo. Quando piove in particolar modo, si accumulerà, proprio come nella realtà, la pioggia in alcune zone della pista. Attenzione a non sbagliare la traiettoria altrimenti vi troverete in serie difficoltà. La nota stonata riguarda alcune situazioni che si presentano, sporadicamente o non nel corso della gara. Talvolta, indipendentemente dalle condizioni della pista, capiterà di affrontare la curva come fatto negli altri giri precedenti e trovarsi in testacoda senza un valido motivo. Queste situazioni, oltre a costarci la gara, dato che non c’è una funzione riavvolgi come in altri titoli motoristici, rende l’esperienza a tratti frustrante.

L’intelligenza artificiale? Altalenante!

L’intelligenza artificiale di Project Cars non era delle migliori, proprio per questo lo sviluppatore londinese ha speso tante ore nel renderla più reale e simulativa possibile. Innanzitutto, attraverso due comodi slider potremo settare il livello abilità degli avversari, da principiante, passando per asso e arrivando a pro e l’aggressività degli avversari, da cauto fino ad aggressivo. Inoltre, quando affrontiamo una gara personalizzata, ci è concesso determinare il numero degli avversari, fino a 31 e la posizione del giocatore sulla griglia. Ciò che abbiamo percepito è che settare al meglio l’IA avversaria non è semplicissimo, lo stesso problema si è presentato anche in altri titoli del genere, ma qui è stata davvero un’impresa trovare il giusto equilibrio per rendere le gare competitive al punto giusto. Ciò nonostante, dobbiamo dire che l’aggressività degli avversari è stata finalmente tarata verso il basso e non assisteremo più a situazioni sconcertanti viste in passato. Il sistema comunque si comporta benissimo o quasi sui circuiti tradizionali stradali, discorso diverso invece per quanto riguarda le gare con le Open Wheel, per forza di cose più “fragili” rispetto a quelle tradizionali. Di contro, in altre categorie, siamo passati da Michael Schumacher scansati proprio, dominando quindi dal primo all’ultimo giro, ad essere ultimi per un’inspiegabile perdita di aderenza. Vien da se, che il bilanciamento fra IA, tipologia di circuito, superficie, autovettura, non è propriamente dei migliori.

Verso gli eSports

Concludiamo questa recensione parlando del multiplayer online e dell’aspetto tecnico del gioco. Nel primo caso, ci si aspettava un salto evolutivo notevole, e sebbene non sia stato così, possiamo ritenerci soddisfatti. Potremo affrontare gli eventi community, le prove a tempo e strizzare un occhio agli eSports, in quanto Slightly Mad Studios ha indirizzato Project Cars 2 verso questa direzione. L’offerta va a completare un pacchetto già vastissimo, prevedendo inoltre un sistema di patenti che va a monitorare le performance di ogni singolo utente. In tal modo, si cerca di offrire un tasso di sfida equilibrato. Presente infine un sistema streaming per le gare che ci permette anche di settare le riprese e di commentarle. Tecnicamente invece? Il gioco, in versione Xbox One, gira sui 972p (in crescita rispetto ai 900p di Project Cars) per scendere fino a 864p Sul frame rate, invece, siamo sui 40-50fps durante i cali con piccoli problemi di tearing.

Per quanto riguarda il lavoro poligonale fatto sui veicoli e sulle piste, il risultato è sorprendente. La qualità del dettaglio rende l’idea di quanta dedizione sia stata messa per far apparire ogni vettura (interni ed esterni) e i circuiti (soprattutto in condizioni di meteo avverse) al meglio. Chiudiamo col sonoro, a fronte di rombi dei motori ben realizzati e convincenti, abbiamo una soundtrack rivedibile e non indimenticabile. Davvero un peccato!

Commento finale

Project Cars 2 rappresenta un’esperienza di guida autentica, forse ancora un po’ grezza e da affinare ma nel complesso divertente, versatile e appagante. Fiore all’occhiello della produzione è la modalità carriera, ricca di contenuti e davvero longeva. Ampliato il parco auto, avrete l’imbarazzo della scelta e il numero di circuiti presenti. Il già ottimo meteo dinamico del precedente capito, fa il suo ritorno e renderà ogni gara imprevedibile, influenzando non solo il nostro stile di guida ma anche le condizioni della pista in generale. Migliorata l’IA avversaria, ancora lontana dalla perfezione, tutt’altro, ma più realistica rispetto al passato. Brava Slightly Mad, la strada è quella giusta, continua così!

Criterion 10

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