Recensione Voxelab Aquila S2

Voxelab per chi non la conoscesse è una sussidiaria di Flashforge. A differenza di quest’ultima, che produce stampanti di fascia alta, Voxelab è specializzata in stampanti 3D di fascia entry level. La serie Aquila, in particolare, è una delle più apprezzate tra il pubblico dei modders perché, partendo da una base molto simile a quella di Creality Ender 3, offre funzionalità avanzate e ampie possibilità di personalizzazione.

La Voxelab Aquila S2 oggetto di questa review, è l’ultimo modello della famiglia Aquila, una stampante molto particolare perché nonostante il prezzo estremamente aggressivo di circa 325 euro (335 per la versione con motheboard N32, quella da noi testata) è indirizzata ad un pubblico interessato principalmente alla stampa con materiali diversi dal solito PLA, principalmente TPU e ABS, grazie ad estrusore ad azionamento diretto in grado di gestire temperature fino a 300 gradi.

Tuttavia, a fronte di un prezzo estremamente concorrenziale per le features presenti, questa Voxelab presenta alcune piccole mancanze che, seppure giustificate dalla necessità di tenere basso il prezzo, non vorremmo vedere in una stampante del 2022, ovvero l’assenza di un sistema di calibrazione automatica del piatto e quella di un sensore per il rilevamento dell’inceppamento/assenza di filamento.

Design, costruzione e assemblaggio

La Voxelab Aquila S2 è il successore diretto della prima Voxelab Aquila e ciò è evidente nel design della macchina che rispetto al precedentemente modello non è praticamente cambiato, salvo pochissimi dettagli. Si tratta di una stampante con base piuttosto compatta, display LCD non touchscreen, posto ora in verticale sul lato destro, un’ ottima gestione della cavetteria e in generale una solida qualità costruttiva, evidente in particolare nel peso della base, nella quale è incluso anche l’alimentatore, che contribuisce a ridurre le vibrazioni della stampante.

I profili in alluminio hanno scanalature a V e i rulli sono costruiti in Delrin, un materiale economico ma resistente e leggero.  Sono presenti sulla parte centrale e sulla parte laterale anche due tendicinghia in plastica che facilitano il lavoro di calibrazione una volta assemblata la stampante.

La stampante arriva praticamente interamente smontata, quindi se siete alle prime armi, l’operazione di assemblaggio potrà risultare almeno all’inizio piuttosto spiazzante.

Tuttavia grazie ad ottime istruzioni video fornite dal produttore, è possibile anche per un novizio procedere all’installazione senza troppi intoppi. Nella confezione sono inclusi ovviamente tutti i componenti necessari compresi  gli attrezzi per l’assemblaggio, una serie di accessori utili per la stampa, come un ugello di ricambio, un ago per pulire il nozzle , un ricambio per i piedini, un raschietto in metallo per la rimozione della stampa e un campione di filamento per le prime calibrazioni.

Specifiche tecniche

Di seguito trovate le specifiche tecniche della stampante, tra le quali segnaliamo il volume di stampa, non propriamente eccezionale di 220*220*240mm, il piatto di stampa riscaldato fino a 110 gradi e un ottimo estrusore diretto capace di raggiungere temperature fino a 300° con doppia ventola, ideale per la stampa di materiali come il TPU e l’ABS.

Extruder Quantity1
Nozzle Diameter0.4mm
Maximum Extruder Temperature≤300℃
Print Speed≤180 mm/s, 30-60 mm/s normally
Maximum platform Temperature≤100℃
Filament CompatibilityBest with PLA, ABS, PETG, TPU.
Print PLA-CF, PETG-CF, PET-CF, PA12-CF, PA, PC with hardened nozzle.
Print Volume220*220*240mm
Layer Thickness0.1mm-0.4mm
Print Resolution±0.2mm
Mechanical & Dimension
Printer Dimension485*344*382(402)mm
Screen4.3inch screen
Net Weight8kg
Gross Weight9.4kg
InputAC 115/230V 50/60HZ
Output24V, 13.3A
Power350w
Electrical
ConnectivityUSB / Memory card offline printing
SoftwareCura / Simplify 3D / Voxelmaker
OutputG File
InputAMF / STL / OBJ
Others
Running Noise50dB
Working Environment15-30℃
Resume printing functionYes
Language switchEnglish / Chinese

Sotto la scocca della stampante in prova batte una scheda madre Nation N32G455 (N32) con processore ARM Cortex-M4 a 32 bit con 144 kB SRAM.

Temperature medie e tempi di preriscaldamento

Il letto di stampa è in grado di raggiungere una temperatura di 110 °C in circa 11 minuti (fino a 60° in soli 3 minuti partendo da una temperatura di 26° e 91/92° dopo circa 8 minuti) con una buona uniformità (+/- 3)  della temperatura anche ai bordi. La temperatura rilevata dalla nostra strumentazione, come potete vedere dalle immagini qui sotto, si distacca di circa 10 gradi rispetto a quella rilevata dalla stampante (110°), ma si tratta di un valore che rientra nella norma per stampanti di questa fascia di prezzo.  

Il piatto di stampa è di tipo metallico e magnetico con rivestimento in PEI ruvido da un lato e liscia dall’altro, il che consente di avere una finitura della base del modello non a buccia d’arancia (a scapito di una migliore adesione del modello).

Tuttavia l’esemplare da noi provato ha presentato qualche problema con lo strato ruvido di PEI che dopo appena un paio di stampe ha cominciato a venir via. Si tratta di un problema esclusivo del nostro esemplare e che abbiamo risolto in maniera piuttosto semplice sostituendo il piatto con uno generico delle medesime dimensioni acquistato su Amazon.

OS e Firmware.

Il firmware della stampante presenta tutte le funzionalità essenziali di base, e qualche interessante chicca come i settings specifici per la stampa in PLA o ABS e i preset per il riscaldamento in caso di stampa ABS. E’ ovviamente possibile gestire tutti i parametri in maniera personalizzata, come ad esempio temperatura del piatto di costruzione, temperatura dell’estrusore, veloctà delle ventole, velocità massima, l’accelerazione, ma non è possibile salvare i settings personalizzati. Inoltra l’assenza di un uno schermo touchscreen, rende l’operazione di navigazione piuttosto macchinosa, soprattutto se si è abituati al touchscreen o si è alle prime armi. Si tratta di una scelta obbligata per tenere il prezzo sotto la soglia limite dei 350 euro ma è indubbio che fa un po’ strano trovarsi a regolare le impostazioni ancora con la rotella.

Vi consigliamo di procedere a verificare la presenza di aggiornametni firmware prima di procedere alla calibrazione e alla prima stampa di prova, nel nostro caso, l’aggiornamento della stampante ha risolto qualche problemino di impuntamento del firmware.

La stampante non è supportata nativamente in Ultimaker Cura 5, tuttavia è possibile configurarla come custom, grazie alle informazioni rilasciate da Voxelab (qui trovate un video passo passo per la configurazione)scaricare dei profili già pronti o in generale si puo’ partire dal profilo di una Ender Pro 3 V2 e settare la retraction distance a 2-3mm e la velocità a 30mm\sec. Voxelab tuttavia fornisce un software proprietario chiamato VoxelMaker che è molto semplice da utilizzare e piuttosto funzionale che contiene già il profilo specifico della stampante Aquila S2.  

Estrusore direct drive

La caratteristica che rende interessante questa Voxelab Aquila S2 è il suo gruppo estrusore/hotend. Quest’ultimo, interamente in metallo, raggiunge temperature fino a 300 gradi e consente di utilizzare materiali solitamente riservati a stampanti di diversa categoria di prezzo. Non ci riferiamo soltanto all’ABS che come sapete richiede temperature molto elevate, ma anche a quei materiali compositi in carbonio, ceramica, nylon, kapton utilizzati in applicazioni professionali molto specifiche.

La particolare struttura della testa di stampa, fornita di direct drive, inoltre, consente anche la lavorazione di materiali flessibili solitamente molto difficili da gestire.

La buona qualità della testa di stampa unita ad una buona velocità generale della macchina, consente di spingere l’Voxelab Aquila S2 fino ad una velocità di circa 120 – 130 mm/S sul PLA con una qualità accettabile, mentre per mantenere il massimo del dettaglio e della qualità di stampa, ci si può spingere fino ai 60mm/s.

Manca purtroppo un sensore per il rilevamento del filamento bloccato o terminato, un altro elemento che avrebbe sicuramente migliorato la “Quality of Life” offerta dalla stampante.

Calibrazione

Un altro compromesso, questo un po’ più difficile da digerire, è l’assenza di un sistema di livellamento automatico del piatto di stampa, una funzionalità oramai piuttosto standard in quasi tutte le stampanti in questa fascia di prezzo.

Per provare ad avere la perfetta distanza tra nozzle e piatto sui quattro angoli del piatto di stampa si procede per tentativi e spesso occorre ripetere l’operazione più e più volte soltanto per poi accorgersi in fase di stampa che qualcosa non va. Questo soprattutto per chi è alle prime armi con la stampa 3D alle volte può risultare piuttosto frustrante.

La distanza dell’estrusore dal letto di stampa va quindi regolata tramite quattro grandi dadi collegati ad una molla sul fondo del piatto, spostando manualmente il blocco estrusore sui quattro lati del piatto: non essendo disponibile un sistema di livellamento del piatto di stampa a rete, le eventuali compensazioni necessarie per avere una perfetta uniformità della distanza del nozze dal piatto al centro e ai lati, può essere effettuata solo attraverso lo slicer o agendo sull’offset.

Se non siete proprio alle prime armi e volete upgradare la vostra Aquila S2, potete montare in maniera non troppo complicata un sistema di calibrazione automatica BLTouch, magari seguendo qualche guida online pubblicata dall’ottima community Voxelab su Reddit (qui una videoguida pensata per la Aquila X2 ma che si adatta facilmente anche alla S2). E’ indubbio tuttavia, che l’assenza del sensore pre montato (così come quello di run out del filamento, presente sulla sorellina Aquila X2) è una mancanza che non va sottovalutata.

Nonostante qualche “complicazione”, raggiungere una buona calibrazione iniziale tuttavia, una volta presa la mano non è affatto difficile e le prime stampe effettuate lo dimostrano.

Test di stampa

Abbiamo effettuato una serie di test di stampa e benchmark sia con PLA sia con ABS, sfruttando le impostazioni di base della stampante e senza agire in maniera eccessiva sulle regolazioni. Crediamo infatti che le stampanti in questa fascia di prezzo siano rivolte principalmente ad utenti non eccessivamente smaliziati, con poche competenze per effettuare regolazioni avanzate (ed ecco perché riteniamo sia davvero un peccato non aver incluso un sistema di livellamento automatico del piatto)

Nonostante questo, le stampe ottenute con la Voxelab Aquila S2 ci hanno sorpreso per dettaglio e qualità. Nei test benchmark tutto è stato stampato con tolleranze minime di circa +0.02 mm il che consente di avere parti articolate, anche piuttosto complicate, perfettamente fruibili. Qualche problemino di stringing, lo abbiamo rilevato sulle parti più sottili, probabilmente dovuto ad una non perfetta calibrazione del parametro della ritrazione, tutto comunque perfettamente gestibile dallo slicer.

Buona la rumorosità dei motorini e della ventola dell’alimentatore, un po’ meno quella della ventola dell’estrusore che rappresenta la principale fonte di rumore della stampante che si attesta, dalle nostre misurazioni, intorno ai 50-54dB.

Nelle immagini qui sotto, la testa di un modello HEX3D di Darth Vader stampata con un filamento ABS di Amazon Basics. I motivi che possono spingere oggi a scegliere ABS stanno principalmente nella possibilità di procedere alla rinifitura semplicemente usando acetone. Le immagini mostrano la stampa con e senza rifinitura con acetone.  

Abbiamo trattato con Acetone soltanto un lato del casco di Darth Vader; il trattamento è durato davvero pochissimi secondi, semplicemente un bevendo un panno in acetone e passandolo sulla superficie. Successivamente abbiamo applicato un primer nero per miniature sia sulla parte trattata che sulla parte grezza. I risultati sono evidenti.

Conclusioni e giudizio

Voxelab Aquila S2 è una stampante estremamente valida per coloro che sono alla ricerca di una stampante per materiali speciali che richiedono alte temperature di stampa, come l’ABS e i compositi, ma che guardano anche al portafogli. E’ una stampante solida, che produce ottime stampe ovviamete anche con i materiali più tradizionali come il PLA  il cui unico difetto consiste nell’assenza di un sistema di livellamento automatico del piatto, che a nostro parere dovrebbe essere considerato uno standard in ogni fascia di prezzo. Se siete piuttosto smaliziati e volete cimentarvi nel modding, Aquila S2 può rappresentare davvero una ottima stampante principale.

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7.8

Direct Drive ed alte temperature ad un prezzo estremamente interessante


Voxelab Aquila S2 è una stampante estremamente valida per coloro che sono alla ricerca di una stampante per materiali speciali che richiedono alte temperature di stampa, come l’ABS e i compositi, ma che guardano anche al portafogli. E’ una stampante solida, che produce ottime stampe ovviamete anche con i materiali più tradizionali come il PLA  il cui unico difetto consiste nell’assenza di un sistema di livellamento automatico del piatto, che a nostro parere dovrebbe essere considerato uno standard in ogni fascia di prezzo. Se siete piuttosto smaliziati e volete cimentarvi nel modding, Aquila S2 può rappresentare davvero una ottima stampante principale.

PRO

Estrusore Direct Drive ed Alte temperature consentono la stampa di tantissimi materiali diversi

CONTRO

Livellamento Manuale e assenza di sensore blocco filamento
Arturo D'Apuzzo
Arturo D'Apuzzo
Nella vita reale, investigatore dell’incubo, pirata, esploratore di tombe, custode della triforza, sterminatore di locuste, futurologo. In Matrix, avvocato e autore di noiosissime pubblicazioni scientifiche. Divido la mia vita tra la passione per la tecnologia e le aride cartacce.

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