Sito solo in italiano? Ecco perché è penalizzante e qualche soluzione efficace

La tua azienda opera da anni ormai anche all’estero, ma hai ancora un sito solo in Italiano? Continuando a leggere scoprirai perché è forse la penalità più grossa che continui ad (auto)infliggerti e come rimediare il più velocemente possibile affidandoti ai professionisti giusti.

C’è un dato di fondamentale importanza da cui partire: il tempo che gli internauti spendono su un sito nella loro lingua è notevolmente maggiore rispetto a quello trascorso su siti in lingua straniera e la ragione è presto spiegata nel fatto che, qui, è più facile navigare tra le diverse sezioni, trovare contenuti di proprio interesse o che rispondono alle proprie esigenze.

Il risultato non è solo, a valle, un tasso di rimbalzo più basso – che è, tra l’altro, tra quei fattori che dovrebbero farti guadagnare posizioni tra i risultati di ricerca su Google – ma anche e soprattutto una user experience migliore e che con più probabilità, qualcuno ha stimato con quattro volte più probabilità, porta gli utenti a compiere azioni concrete come chiudere il carrello.

A voler semplificare molto, insomma, un sito non tradotto è il tuo principale ostacolo alle vendite, soprattutto se operi in campi in cui l’export rappresenta una fetta importante degli affari o i tuoi più diretti competitor hanno già intrapreso la via dell’internazionalizzazione partendo proprio dal dire basta al sito solo in italiano.

Siti multilingua, traduzione e localizzazione delle pagine: l’alternativa giusta al sito solo in italiano

Come correre ai ripari? L’idea più semplice potrà sembrarti far tradurre il sito web e per molti versi è questo un primo passo fondamentale. Qui di seguito proveremo, però, a presentarti brevemente alternative come la realizzazione di un sito multilingua e la localizzazione del sito web che sono, tra l’altro, esattamente quelle che dovrebbe proporti una buona agenzia di traduzioni aziendali.

La semplice trasposizione del contenuto del tuo sito web in una o più lingue straniere, quelle parlate del pubblico estero a cui sai di rivolgerti, potrebbe non bastare, sebbene sia meglio di avere solo un sito in inglese o – peggio – un sito solo in italiano.

Per capire perché basta pensare a quanto disorientante possa risultare trovarsi di fronte a dei contenuti nella propria lingua ma semplicemente piazzati all’interno di un sito che poco rispetta nella struttura i costrutti tipici della stessa lingua: certo una buona agenzia di traduzioni aziendali eviterà strafalcioni come categorie e voci del menu rimaste in italiano, ma un sito che è semplicemente la traslitterazione di quello originale in un’altra lingua lo si riconosce subito e, cosa non meno importante, sono soprattutto i motori di ricerca a riconoscerlo subito penalizzando quelli che considerano a tutti gli effetti come contenuti duplicati.

Meglio, insomma, pensare fin da subito alla localizzazione di un sito multilingua.  Ciò vuol dire preoccuparsi fin dalla sua progettazione di far in modo che, a seconda della lingua selezionata dall’utente o del paese da cui appare collegato, lo stesso visualizzi nativamente la versione del sito nella lingua di riferimento.

Perché ciò riesca al meglio l’ideale è, lo si accennava, localizzare il sito web attraverso una serie di accorgimenti che puoi scoprire su questo articolo sulla localizzazione dei siti web e che hanno a che vedere in breve con l’aggiunta nel footer di un indirizzo di volta in volta diverso, con l’inserire foto con gli opportuni tag geografici, con l’usare tecniche di local SEO e parole chiave significative per ogni mercato di riferimento per un risultato che è un sito, più che tradotto, letteralmente riadattato a un pubblico estero.

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