Venice Project cambia nome e entra in beta

Dai padri di Skype e Kazaa, il progetto di una tv modellata su internet

Joost

Una tv, che fosse veramente interattiva, che fosse completamente on demand e che sfruttasse appieno la tecnologia e l’innovazione che oggi internet può offrire; una tv infine totalmente “democratica” ovvero fatta dalle persone: era questo l’obiettivo del Venice Project e ora di Joost, il nuovo nome che Janus Friis e Niklas Zennstrom, i poliedrici fondatori di Kazaa prima e Skype dopo, hanno dato alla loro iPTV.

Ma che cos’è realmente Joost ?
Joost è a metà strada tra la TV che tutti noi conosciamo e internet. E’ una tv perchè i programmi trasmessi sono creati da agenzie e società di broadcasting vere e proprie (a differenza di quanto avviene con YouTube), ma è anche internet perchè sono gli stessi utenti a stabilire il proprio palinsesto, a ricercare la trasmissione preferita, ma soprattutto sono gli stessi utenti, attraverso le tecnologie di P2P tanto care ai due fondatori, a formare il canale attraverso il quale il programma viene visualizzato. Un esempio potrà chiarire meglio questo concetto. Immaginiamo di voler visualizzare una partita di calcio, dopo averla ricercata in un motore di ricerca del tutto simile a quello utilizzato per le nostre ricerche su internet, cliccando su play, inizieremo il download dei pacchetti che compongono la partita. Tuttavia non occorrerà aspettare che il download sia completato: la visione comincia nel momento stesso in cui premiamo play. I contenuti scaricati sul nostro computer finiscono poi come in un gigantesco peer to peer per fare da fonte a tutti gli altri utenti che desiderano guardare anche loro la nostra partita di calcio. E’ un pò come scaricare un file avente milioni di fonti in un programma peer2peer.

Vi chiederete che cosa ne guadagnano le compagnie di broadcasting e soprattutto i due fondatori in tutto questo… Bhe non dimentichiamo che Joost è pur sempre una tv e come ogni tv potrà avere pubblicità, programmi a pagamento etc. Il vantaggio per i broadcaster è che non sarà necessario spendere milioni di euro per acquistare il diritto alla trasmissione via etere rendendo possibile l’accesso a questo mondo ad un maggior numero di operatori e contribuendo quindi a rendere più varia l’offerta informativa e di intrattenimento.


Indubbiamente si tratta di una vera e propria rivoluzione nel mondo dell’informazione e dell’intrattenimento. Se Joost dovesse avere successo cambierebbe radicalmente il nostro modo di concepire la TV rendendola molto più simile a internet e traghettandola verso il nuovo millennio. La partita si giocherà naturalmente anche sulla semplicità di accesso a questo tipo di tv; se la IPTV (Joost non è la sola a offrire una tv di questo tipo) dovesse essere confinata ai computer dubitiamo che possa attrarre le grandi masse. Al contrario sono necessari nuovi prodotti che ne permettano l’utilizzo anche a chi è completamente a digiuno di internet e di computer (recentemente Microsoft ha annunciato la sua strategia per l’lP tv che prevede anche l’utilizzo di Xbox360 con questa funzionalità).

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Arturo D'Apuzzo
Arturo D'Apuzzo
Nella vita reale, investigatore dell’incubo, pirata, esploratore di tombe, custode della triforza, sterminatore di locuste, futurologo. In Matrix, avvocato e autore di noiosissime pubblicazioni scientifiche. Divido la mia vita tra la passione per la tecnologia e le aride cartacce.

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