Recensione Spec Ops: The Line


Sfide online

Oltre alla campagna single-player, Spec Ops: The Line propone un’esperienza multiplayer di prim’ordine. La modalità multiplayer presenta caratteristici giochi di squadra che prendono vita negli ambienti a grande impatto visivo di una Dubai devastata dalla tempesta di sabbia.

Le modalità di sfida sono sei, di cui le prime tre direttamente fruibili, mentre le altre solo dopo aver raggiunto un determinato livello del proprio profilo, ed aumenta in base alle prestazioni offerte in rete, tra kill ben assestate, aiuti ai compagni, turni vinti, e così via.

L’aumento di livello permette anche di progredire tra le varie classi a disposizione. Oltre al canonico soldato, vi sono delle altre, tra cui citiamo la Classe Ufficiale, che include diversi vantaggi di squadra, come ad esempio ridurre i danni ai compagni di squadra ed aumentare l’efficacia di altre classi.

Non mancano la personalizzazione degli equipaggiamenti nonché l’aspetto delle divise in ogni sua parte, partendo dalle due fazioni principali come gli Esiliati e i Dannati. Ciò denota come la componente Multigiocatore non è stata abbozzata, ma curata in ogni sua parte.

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Si nota però una certa limitazione nelle mappe di gioco, riprese dalla Campagna come giusto che sia, nelle quali i giocatori possono muoversi su più livelli ma finendo facilmente nel girare per le stesse vie a disposizione.

Interessante il fatto che durante le partite possono sopraggiungere tempeste di sabbia ad alterare la visibilità, oppure intervenire in alcuni punti rompendo delle vetrate e facendo così scaturire delle valanghe di sabbia. In questo modo si può alterare la struttura stessa della mappa.

Il net-code è ben strutturato e gestendo anche le connessioni degli host meno performanti, non ci sono infatti server a supportare il tutto. Fenomeni come LAG si manifestano raramente con movimenti a scatto degli avversari.

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