Recensione The Legend of Zelda: Breath of the Wild

Articolo di · 8 Marzo 2017 ·

Link è tornato.

Versione testata Nintendo Wii U e Nintendo Switch

Partiamo subito con una premessa o un disclaimer. Noi di 4news.it abbiamo deciso di andare controcorrente e recensire direttamente la versione Nintendo Wii U lasciando ad un approfondimento ulteriore che verrà pubblicato nei prossimi giorni, un commento approfondito sull’aspetto tecnico del titolo su Switch. Questa scelta che apparentemente potrebbe apparire incomprensibile, in realtà è il frutto di una valutazione consapevole. Innanzitutto la base installata di Wii U è al momento sicuramente superiore a quella di Switch, quindi, nel contesto delle review nazionali che di fatto hanno preso in considerazione la sola versione Switch, ci siamo resi conto che gran parte dei giocatori ancora si chiede come sia la versione per la oramai pensionata console di Nintendo. In secondo luogo, sono in tanti a ritenere che la piattaforma di elezione del gioco sia ancora Wii U, vista anche la travagliata genesi di questo ultimo capitolo. Il progetto infatti partito circa cinque anni fa in piena era Wii U ha però visto la “luce” soltanto sulla nuova piattaforma lo scorso 3 marzo in una sorta di porting interno che ha però svantaggiato la vecchia console.

Le idee originali purtroppo anche a causa della necessità di adattare il gioco al nuovo sistema in arrivo, sono rimaste lettera morta con il  GamePad che avrebbe potuto essere la tavoletta Sheikah che tutti noi speravamo, ed invece relegato a normale Joypad. Tuttavia la scelta di pubblicare il titolo anche sulla console della scorsa generazione ha ricompensato i tanti fan che aspettavano questo titolo da anni e fatto capire all’utenza che, nonostante tutto, le promesse in casa Nintendo si mantengono.

Ma bando alle ciance e scopriamo se questo nuovo capitolo ci ha convinti oppure no.

Ti racconterò cosa è successo cento anni fa

Le vicende di The Legend of Zelda: Breath of the Wild sono ambientate nell’immaginario regno di Hyrule, dove il giovane hylian Link viene risvegliato da una voce misteriosa e scopre di ritrovarsi in una grotta dove ha dormito per cento anni. Così decide di scoprire che cosa è accaduto al regno durante il suo lungo sonno spirituale e si imbatte in uno strano vecchio, il quale gli racconta tutto. Un tempo gli abitanti vivevano in pace assieme ad una razza più evoluta quella degli Sheikah, ma l’armonia fu presto destinata a sparire quando si vide il ritorno dello spietato “distruttore” Ganon che distrusse il regno uccidendone e torturandone gli abitanti. La Principessa Zelda e suo padre, il re, riuscirono ad imprigionare la creatura nel castello di Hyrule, ma, temendo fosse opera degli Sheikah, decisero di bandirli dal regno. Con il tempo le rovine furono coperte dalla vegetazione, mentre Ganon riuscì a crescere a dismisura. Così Link dovrà partire per una nuova avventura per impedire che Ganon riesca a liberarsi e tornare al potere.

Ecco, ci ritroveremo a dover intraprendere l’ennesimo viaggio e a farci carico di un fardello che sembra a tratti davvero troppo pesante. Link non ricorda molto di quello che gli è successo cento anni prima ma, l’indole dell’eroe c’è ancora, è lì intatta e aspetta soltanto di essere “risvegliata”. L’avventura che ci attende non è facile, le insidie e i pericoli saranno davvero tanti ma nulla potrà scoraggiare il nostro “eroe dalla tunica verde”. Grazie a diversi personaggi “chiave” riusciremo finalmente a rimettere a posto i ricordi e a tentare il tutto e per tutto per salvare nuovamente l’affascinante Hyrule e… la Principessa Zelda. Sin dai primi istanti di gioco è chiaro come Nintendo abbia voluto offrire una maggiore libertà, adottando una struttura open world che si amalgama alla perfezione con il contesto narrativo, il quale non è indirizzato in maniera lineare come accadeva in passato, ma grazie ad una serie di scelte stilistiche il giocatore avrà la quasi totalità di scelta delle proprie azioni. Tutto ciò che vediamo intorno a noi è veramente toccabile con mano, scalare una montagna? Perché no, andare a caccia? Ma si, facciamo anche questo, voler portare a compimento l’avventura senza fare nessun’altra attività disponibile? Siete liberi di farlo.

Zelda 300x300 - Recensione The Legend of Zelda: Breath of the WildL’immensità della mappa di gioco è qualcosa di magico, di straordinario; già dall’inizio, dovendo muoverci a piedi sembra tutto così grande ma dannatamente semplice da raggiungere anche senza altri “mezzi di trasporto”. Volendo potrete andare alla ricerca di un bel cavallo selvatico da ammaestrare (su questo potete dare uno sguardo alla nostra guida introduttiva al gioco) in modo tale da potervi muovere più rapidamente. Con la Paravella poi il divertimento è assicurato; potrete scalare le montagne più impervie per poi lanciarvi nel vuoto e planare (tenendo sotto controllo la stamina del buon Link) per arriva praticamente ovunque voi vogliate andare. Ogni aspetto del gioco è qualcosa di incredibile e ve ne renderete conto pian piano che proseguirete nel vostro playthrough. Ad aiutarci a gestire le quest primarie o secondarie che siano, ci penserà la tavola Sheikah che, inizialmente avrà il mero compito di mappa ma risolvendo gli enigmi presenti nei Sacrari (ce ne sono più di cento e fungono anche da punti di teletrasporto) e interagendo con determinati personaggi ci darà modo di accedere ad abilità e funzioni davvero uniche.

Abbiamo parlato di Sacrari? Si, una sorta di luoghi di culto, nei quali accedere non sarà difficile, più “complicato” sarà portare a compimento taluni enigmi ambientali presenti per ottenere gli Emblemi del Trionfo che, andando a “pregare” la dea Hylia, ci permetteranno di aumentare sia i portacuori disponibili e sia la stamina. I dungeon disponibili, sono piuttosto vari e per portarne alcuni alla completa risoluzione dovrete davvero aguzzare il vostro ingegno. Inoltre per agevolarvi nell’esplorazione, dovrete (non è obbligatorio farlo ma il nostro consiglio è quello di farlo), scalare le Torri, ovvero luoghi di osservazione, non semplicissimi da raggiungere ma che vi forniranno una visuale a 360° di quanto c’è intorno a voi e che andranno ad aggiornare in automatico la mappa della tavola Sheikah.

Zelda 2 - Recensione The Legend of Zelda: Breath of the Wild

Cooking Zelda

The Legend of Zelda: Breath of the Wild è una vera e propria sfida alla sopravvivenza, certo sin dai primi istanti di gioco (o quasi) avrete a disposizione la quasi totalità degli strumenti disponibili, che permetteranno a Link di interagire con l’ambiente circostante e di utilizzare a proprio vantaggio determinati oggetti e situazioni. Stavolta per poter portare a casa la pellaccia dovrete farvi maestri della caccia e della cucina, in quanto uccidere i nemici non vi fornirà comodi cuori rigenerativi della vostra salute. Ecco, qui viene il bello, imparare le meccaniche aggiuntive a quelle classiche già viste in capitoli come The Wind Waker o Twilight Princess sarà di importanza vitale. Accucciarsi, muoversi lentamente in modalità furtiva, gestire al meglio le armi e gli oggetti a propria disposizione, sono tutte cose molto belle ma talvolta “complicate” da gestire. Cacciare gli animali vi darà modo di far scorta di carne necessaria a curarvi, uccidere i nemici vi darà accesso ad una serie di oggetti e risorse aggiuntive, abbattere gli alberi vi farà fare scorta di fascina per accendere il fuoco e così via. Nulla è “limitato” in Breath of the Wild, se non gli slot delle armi, scudi e archi (ampliabili se riuscirete a trovare un personaggio davvero simpatico) e potrete gestire a vostro piacimento le risorse che riterrete più importanti per il prosieguo dell’avventura.

Zelda Cooking 300x300 - Recensione The Legend of Zelda: Breath of the WildVera novità è data dal fatto di poter cucinare, si avete capito bene, Link può cucinare e realizzare pietanze gustose e disgustose andando a mixare gli ingredienti più strani (massimo cinque in tutto) e se volete un aiuto in merito, interveniamo nuovamente con una guida ad hoc sui ricettari presenti nel gioco. Le erbe, la frutta, la carne che troverete, potranno soltanto in parte rimpinguare la vostra salute, ecco perché è consigliabile cucinarli in quanto vi aiuteranno nelle situazioni più disparate; è possibile realizzare piatti che miglioreranno la vostra capacità di sopportare il freddo oppure di avere un plus aggiuntivo per migliorare i propri movimenti, essere più furtivi o semplicemente per recuperare energia vitale che mai come in questo capitolo Zeldiano sembra difficile da gestire e da “recuperare”. Senza contare che le parti ottenute dai Boblin, i Lizalfos e altri nemici presenti oltre a farvi ottenere preziose Rupie, che potrete utilizzare nei modi che meglio preferite, potranno essere mixate con gli ingredienti che avete, per realizzare elisir dalle proprietà benefiche o, se sbaglierete gli ingredienti… bè lo lasciamo scoprire a voi.

Non c’è cosa che in Breath of the Wild non possa essere fatta, certo non mancheranno simpatiche e nostalgiche situazioni già viste in passato, ma le vere novità sono tangibili sin dall’inizio e fanno di questo Zelda una vera e propria perla videoludica.

Ogni azione che svolgerete, vi farà affinare maggiormente anche le tecniche che sono alla base del sistema di combattimento del gioco; infatti possiamo considerarle come “preparatorie” agli scontri che dovremmo affrontare contro i temibili Guardiani, gigantesche “War Machines” che avrebbero dovuto proteggere Hyrule e che invece sono finite nelle mani del perfido Ganon. Non staremo qui a svelarvi nulla in merito sul come portare a compimento i Guardiani ma sappiate che tutto quello che farete, anche le cose più semplici vi serviranno per arrivare più pronti alla “battaglia”. Proprio questi scontri fanno emergere in tutta la sua purezza il sistema di combattimento di Breath of the Wild, sempre molto orientato all’action ma a tratti impreziosito da un sistema quasi RPG che si adatta perfettamente al gioco. Inoltre, anche nelle mini battaglie con i nemici che presidiano Hyrule vi renderete conto da soli che alcune armi sono più efficaci di altre e che delle volte prima di approcciare lo scontro, sarebbe meglio fermarsi e dare uno sguardo con lo zoom per capire quale mossa possa essere più efficace; ricordate che in alcune situazioni, soprattutto quando la luna è rosso sangue, darsela a gambe non è da codardi.

Un piccolo miracolo

Dopo gli svariati confronti, le critiche, le differenze e le similarità che potete trovare in rete fra la versione Switch e quella Wii U, vi diciamo la nostra in merito; molti, me compreso a dire la verità, avevano un fondato timore che la versione Wii U potesse essere “peggiore” (e meno ottimizzata) rispetto a quella Switch. Certo le differenze significative riguardano quasi esclusivamente la risoluzione, 900p per Switch e 720p per Wii U, una differenza evidente, ma non così tanto come si possa pensare. Anche in versione Wii U ci si trova dinanzi a piccoli scatti e cali di framerate occasionali che si presentano maggiormente quando gli elementi a schermo da gestire sono tanti. Inoltre c’è un maggiore utilizzo di aliasing, pop-up troppo evidenti che si sono palesati sin da subito e inspiegabilmente animali o png che scompaiono misteriosamente nel nulla.

Molti dubbi c’erano anche in merito alla gestione dei caricamenti, ebbene la versione da noi recensita è digitale quindi i caricamenti erano nella norma; i tempi si sono allungati solo in seguito alla morte di Link o dopo aver premuto il tasto “Home” sul GamePad per poi ritornare nuovamente al gioco.

GamePad o Pro Controller? Se consideriamo l’esperienza “classica” di gioco, il Pro Controller si adatta perfettamente a The Legend of Zelda: Breath of the Wild, dimostrandosi una valida alternativa al GamePad. Quest’ultimo non ha funzioni aggiuntive a schermo, non viene visualizzata la mappa di gioco e nessuno degli elementi deve essere gestito tramite Touch; al massimo se proprio volete, potete giocare in modalità portatile senza utilizzare la TV. Buona la mira se usate il giroscopio e complessivamente l’esperienza di gioco, anche se non c’è il Rumble HD come su Switch si presta ad essere comunque godibile e memorabile.

La colonna sonora risulta essere (ci mancherebbe) di fattura davvero pregevole potendo contare su alcuni arrangiamenti davvero straordinari, mentre per quanto riguarda il doppiaggio, per la prima volta i personaggi si esprimono attraverso il parlato (ed in italiano) facendoci apprezzare ancora di più quest’ultimo capitolo della serie

Commento finale

The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Un gioco che si è fatto attendere ben cinque lunghi anni, fra rinvii e incertezze addirittura sulla sua possibile realizzazione ma che invece è finalmente arrivato fra noi sia in versione Swich e sia Wii U. Difficile giudicare un capolavoro, perché Breath of the Wild è un capolavoro come pochi, ti prende e ti rapisce dal primo secondo di gioco e non ti lascia più andare via. Tante, forse troppe cose da fare, che ti immergono a tal punto da non farti più staccare dalla TV. E’ un’esperienza unica e irripetibile che piacerà non soltanto ai fan dell’eroe con la tunica verde ma anche a quanti non hanno mai avuto modo di giocare uno dei capitoli della serie.

Se state cercando altre guide e informazioni sul titolo ecco a voi tutto il materiale dedicato al pubblicato da 4News.it
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