Poteva essere la stagione della consacrazione. Invece si è trasformata in un campanello d’allarme. I primi dati di ascolto della seconda stagione di Daredevil: Born Again raccontano di un tracollo netto: quasi la metà del pubblico ha abbandonato la serie rispetto al ciclo d’esordio. Numeri che, al di là del destino immediato della produzione, aprono interrogativi scomodi sull’intero progetto Marvel legato ai personaggi di strada.
Recensioni ottime, pubblico dimezzato
Il paradosso è servito. Critica e spettatori concordano: questa seconda stagione non ha nulla a che vedere con la genesi travagliata della prima. Gli episodi freschi di uscita sono considerati un deciso salto di qualità, tra i migliori mai prodotti da Marvel Television negli ultimi anni. Eppure, i dati parlano chiaro. Dopo cinque episodi, le visualizzazioni si fermano a 4,5 milioni: un crollo del 46% rispetto agli 8,3 milioni registrati nello stesso momento della stagione inaugurale. Anche le ore complessive di visione segnano una battuta d’arresto pesante, passando da 24 milioni a 10,8 milioni, con una flessione del 54%.
Un ecosistema che fatica a trattenere il pubblico
La terza stagione è già in produzione per le strade di New York e tornerà l’anno prossimo, quindi un’immediata cancellazione non è in discussione. A preoccupare, semmai, è la tenuta di un intero universo narrativo che ruota attorno a Matt Murdock. La serie è diventata il fulcro della strategia Marvel per il lato più crudo e urbano del MCU: uno speciale su The Punisher è già in lavorazione in vista del suo ritorno in Spider-Man: Brand New Day, Jessica Jones si prepara a rientrare in scena e altri volti noti dell’era Netflix sono stati avvistati sul set.
Tra le possibili spiegazioni del calo, c’è anche un’ipotesi di peso. Rendere canonica la serie Netflix di Daredevil ha reso senza dubbio più profonda e coerente la scrittura per i fan di lunga data, ma ha di fatto trasformato Born Again in un sequel che presuppone la conoscenza di quattro o cinque stagioni precedenti. Per chi si affaccia per la prima volta, il carico di recupero è notevole e potrebbe aver scoraggiato una fetta consistente del pubblico generalista attratto dal ritorno del personaggio nel 2024.
Cosa significa per il futuro
Parte della flessione può essere fisiologica: la prima stagione aveva beneficiato della curiosità esplosiva per il reinserimento ufficiale di Daredevil nel MCU, un evento atteso da anni. Ma la dimensione del calo non può essere derubricata a semplice assestamento. La terza stagione è blindata, d’accordo. Ma la reale sopravvivenza dell’intero filone di strada – con i suoi spin-off, i camei e le storie incrociate – dipenderà dalla capacità della serie di invertire la rotta. La qualità ora c’è. Resta da capire se basterà a riconquistare chi, nel frattempo, ha spento lo schermo.
