Mentre sullo sfondo dello scenario internazionale continua a montare la protesta nei confronti dell’abbandono del supporto fisico deciso da Sony, cresce l’interesse verso nuove formule di fruizione del gaming come il cloud.
Proprio quest’ultima opzione, fino a pochi anni fa un’ipotesi così remota e complessa da perseguire al punto da determinare il fallimento di coraggiosi esperimenti come Google Stadia, è una tecnologia che permette di giocare ai videogiochi in streaming. Il lato positivo è che l’elaborazione del contenuto, avvenendo a distanza su potenti server remoti, prescinde dalla richiesta di hardware costoso o download infiniti. Grazie ad una connessione internet sufficientemente veloce e stabile, il video viene infatti trasmesso in tempo reale.
Ovviamente, il punto vero in Italia è quell’inciso: “una connessione internet sufficientemente veloce e stabile”. Una connessione internet affidabile, in grado di attingere a tutta la banda disponibile per riprodurre in remoto i titoli, è stata per anni una piccola utopia. Nel panorama dei migliori gestori internet casa infatti, la scelta è stata da sempre vincolata alla copertura disponibile al proprio indirizzo (Fibra FTTH, misto rame FTTC o FWA) nonché addirittura dall’eventuale operatore mobile (con tutti i colli di bottiglia del caso). Qualcosa però, forse, sta cambiando.
La crescita della fibra in Italia
L’infrastruttura in fibra ottica italiana, negli ultimi tempi, ha infatti raggiunto livelli record superando addirittura la media europea.
Quella che era da sempre un record negativo tutto italiano si è infatti trasformato, in breve, in un piccolo successo di pianificazione strategica ed operativa come sottolineato proprio il 16 Luglio dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica e alla transizione digitale, Alessio Butti, nel corso di una visita presso Open Fiber.
La copertura FTTH (Fiber To The Home) copre, ad oggi, oltre l’80% delle unità immobiliari. I principali operatori continuano ad espandere la rete, con oltre 170.000 km di infrastruttura posati da Open Fiber e oltre 28 milioni di km gestiti da FiberCop. Non solo: sul piano nazionale, l’espansione della copertura ha raggiunto il 75% nazionale con il proposito di superare l’80% nel corso del 2026. Open Fiber, nel dettaglio, dispone oggi della piu’ estesa copertura FTTH del Paese, con 17,4 milioni di unita’ immobiliari raggiunte, circa 171 mila chilometri di infrastruttura e 4 milioni di linee attive.
Altri numeri: la rete principale conta complessivamente circa 36 milioni di chilometri di fibra e oltre 5.000 nodi di smistamento, per più di 6.200 centri urbani coinvolti nello sviluppo della banda ultralarga.
Un futuro fatto di streaming?
Ne riflettevamo poco tempo fa: servizi come Xbox Game Pass e PlayStation Plus Extra/Premium stanno trasformando i videogiocatori da acquirenti a abbonati, pur con crescenti dubbi e perplessità sulla sostenibilità nel tempo di tali modelli.
In uno scenario (purtroppo) cambiato dalla discussa decisione Sony di abbandonare il formato fisico da Gennaio 2028, i giocatori stanno iniziando a guardarsi intorno per comprendere quali altri opzioni sono presenti sul mercato. Accanto a chi sta valutando di abbracciare il gaming PC, avendo perso il mondo console determinate attrattive teoricamente connaturate al proprio DNA, la crescente diffusione della copertura internet ad 1 Giga potrebbe aprire le porte a nuovi scenari.
La prospettiva del cloud gaming acquista infatti, almeno potenzialmente, un nuovo ed inedito appeal. Se fino a poco tempo fa la connessione internet di alto livello era appannaggio di pochi geograficamente fortunati, adesso le cose stanno cambiando. Non più solo multiplayer online o giochi pubblici tutelati ed autorizzati come slot nuove, bensì anche esperienze videoludiche a tutto tondo attraverso servizi che permette di giocare in streaming sfruttando la potenza di calcolo di server remoti equipaggiati con schede grafiche di fascia alta.
Cloud in Italia: i tempi stanno cambiando?
Ok, i dati li abbiamo letti e sono indubbiamente incoraggianti ma quanto effettivamente rendono l’ipotesi cloud gaming percorribile oggi in Italia?
La situazione, a ben ragionare, è sicuramente più grigia. Il fatto che, a livello di infrastruttura, la copertura FTTH stia procedendo a grandi passi non comporta automaticamente la diffusione della stessa o il suo agevole accesso da parte della gente.
Non è un mistero infatti che gli operatori stessi siano spesso, soprattutto in questa fase, piuttosto confusionari nel garantire l’effettiva disponibilità della banda richiesta per un cloud gaming stabile a 4K. Chi non conosce qualcuno che si è ritrovato a litigare per settimane (o mesi) per vedersi riconosciuta una data copertura FTTH o per l’attivazione di un nuovo piano internet?
Le difficoltà e lungaggini burocratiche si scontrano poi con una resistenza fatta di abitudini e routine. Se Xbox Game Pass e PlayStation Plus Extra/Premium stanno lentamente scardinando le ritualità dei gamer, al tempo stesso la precarietà degli stessi servizi nel futuro non rendono la via serenamente abbracciata da tutti. Il gaming PC continua a resistere ed abbracciare nuovi utenti, mentre il mondo console potrebbe assistere , nel futuro prossimo, ad una crisi di interesse e pubblico. In questo contesto, il cloud gaming potrebbe ritagliarsi uno spazio finora mai realmente considerato ed esplorato? Forse si, ma tutto dipenderà da quanto il pubblico riuscirà ad abituarsi a questa formula di fruizione del media.
