La Francia vieta alcune parole dedicate al gaming usate dai videogiocatori

Spesso in Italia, per quanto concerne l’ambito gaming, capitano polemiche di diverso genere (futili) come ad esempio il paragonare i videogiocatori a tossicodipendenti che fanno uso di cocaina. Giustamente, notizie del genere, fanno rumore e creano diverbi e spaccature. Tuttavia, se guardiamo leggermente più fuori dall’Italia, anche altre nazioni europee (con il mondo videoludico) non sembrano passarsela benissimo.

É il caso della Francia e del suo governo che, a quanto pare, ha preso una decisione abbastanza discutibile e drastica verso alcune parole di uso comune per quanto concerne il mondo del gaming: alcuni funzionari del governo francese stanno vietando una serie di parole anglicizzate per “preservare” la purezza della lingua francese.

Il ministero della Cultura francese, stando ad un’intervista fatta al “The Guardian ha dichiarato che il settore dei videogiochi è pieno di parole inglesi che potrebbero essere “un metodo per non comprendere (altre parole/frasi o contesti NDR)” per i non giocatori.

In poche parole ciò significa che ad esempio la parola “pro gamer“, in Francia diventerà joueur professionnel” e “streamer” sarà “joueur-animateur en direct“. Ma le parole non finiscono qui: il “cloud gaming“, ora è “jeu video en nuage“, e gli eSports, ora “jeu video de competition”.

Non è la prima volta che Académie Française, organo di controllo linguistico francese, ha messo in guardia la nazione transalpina da un “degrado che non deve essere considerato inevitabile”, sottolineando e sostenendo di voler modificare ulteriori termini inglesi come “big data” o “drive-in”.

Un provvedimento inquietante che sembra richiamare alcuni degli anni bui vissuti, purtroppo, in Italia nell’epoca del fascismo con “l’italianizzazione” di alcuni termini anglosassoni ma in questo caso è la Francia a voler applicare tale metodologia.

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Andrea D’amely
Andrea D’amely
Il giovane Andrea scopre la sua grande passione per i videogiochi alla tenera età di 4 anni grazie ad un meraviglioso Game Boy ricevuto in dono. Con il passare degli anni ho vissuto gran parte delle varie generazioni videoludiche ad osservare (e giocare) numerosi titoli per svariati dispositivi: rimanendo, però, sempre affascinato dal magico alone proveniente dalla Grande N essendo cresciuto principalmente a giochi pane e Nintendo. Grande appassionato di Cinema e sport, talvolta mi diletto ad osservare anche l'universo WWE e simili.

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