A pochi giorni dall’ennesimo weekend positivo al botteghino, il regista – Curry Barker – ha messo nero su bianco ciò che molti spettatori pensano da tempo: la Generazione Z è pronta a riempire le sale, ma solo se il cinema merita il prezzo del biglietto. Merito di Obsession e di Backrooms, due horror low budget che stanno macinando incassi e consensi, trascinati proprio dal pubblico più giovane. Barker, 26 anni, si è ritrovato al centro di un piccolo terremoto culturale e non ha usato giri di parole.
Intervenuto al podcast Happy, Sad, Confused, il regista ha rivendicato il peso della sua generazione in questa inversione di tendenza. «La lezione è che la Gen Z si farà viva per un film originale», ha spiegato Barker. «Forse è tutto qui: noi ci saremo. Non credo che il nodo sia la proprietà intellettuale. Anzi, non è nemmeno una questione di originalità a tutti i costi. Siamo affamati di buone storie e – parlo per me – siamo un po’ stanchi di film che sembrano frettolosi o iper-prodotti».
Stanchi della “robaccia”: cosa vogliono i giovani spettatori
Barker appartiene anagraficamente e culturalmente alla Gen Z. Obsession, uscito nelle sale a maggio, si è imposto proprio come horror atipico, costruito su un’idea solida e risorse contenute. Un risultato che ora il regista vuole difendere su due fronti: continuare a scrivere storie originali e misurarsi con il cinema dei franchise. Il prossimo progetto si chiama Anything But Ghosts, un altro soggetto inedito che vedrà Barker stesso nel cast insieme a Cooper Tomlinson, Bryce Dallas Howard e Aaron Paul. Più avanti, invece, arriverà il suo Texas Chainsaw Massacre prodotto da A24, un’incursione in un’icona dell’horror che molti osservatori terranno d’occhio.
Durante un’intervista con The Hollywood Reporter, Barker ha scelto parole taglienti per spiegare cosa vorrebbe che i grandi studio capissero del pubblico under 30: «Siamo stanchi della robaccia. Vogliamo che tornino i bei film. La gente ha ancora fame di pellicole originali, senza un grande franchise alle spalle, purché la storia sia buona».
Prossimi progetti: tra storie originali e l’incursione in un franchise
Mentre gli spettatori più affezionati aspettano notizie su un possibile sequel di Obsession – per ora Barker ha solo «un’idea interessante» e nessuna fretta di svilupparla – il regista lavora per trasformare l’entusiasmo di queste settimane in una traiettoria solida. Il segnale che arriva dalle sale è chiaro: il pubblico giovane non ha perso interesse per il cinema. Lo cerca solo dove spesso non lo trova, cioè in film sinceri, girati con cura e liberi dagli automatismi del blockbuster iper-confezionato.
