Recensione Alien: Rogue Incursion Evolved Edition, cosa resta senza VR?

A distanza di poco meno di un anno dalla sua release iniziale, Alien: Rogue Incursion si riaffaccia al panorama videoludico con una Evolved Edition che baratta le funzionalità VR in favore di un una rilettura ludicamente tradizionale. Del titolo, ad onor della cronaca, ve ne avevamo già parlato con una recensione del buon Arturo presente su AlternativeReality, costola della nostra testata che si occupa proprio di accompagnare il pubblico nel mondo della realtà virtuale.

In quell’occasione, avevamo definito il titolo un esperimento coraggioso ma imperfetto, in cui il potenziale dato dall’immersione VR nell’atmosfera fedele al franchise veniva messo in difficoltà da problemi tecnici ed alcune scelte di game design. Credevamo di tornare a parlare della produzione Survios con la seconda parte di questo intrigante progetto episodico. Invece, un po’ a sorpresa, il team di sviluppo ha deciso di allargare la propria platea di riferimento con una riedizione destinata al grande pubblico. Se tuttavia l’ambizione di Rogue Incursion passava gnoseologicamente per l’infrastruttura ludica pensata per la VR, una domanda sorge inevitabile e spontanea. La Evolved Edition si sarà rivelata una scelta davvero oculata o il progetto avrà perso la propria identità?

Alien: Rogue Incursion Evolved Edition è disponibile dal 30 Settembre per PC (via Steam), Xbox Series e PlayStation 5.


Versione testata: Xbox Series X


Nello spazio, nessuno… già lo sapete

Trattandosi a tutti gli effetti di un porting, la Evolved Edition non apporta variazioni alla propria sceneggiatura.

Nei panni dell’ex colonial marine Zula Hendricks, vi ritroverete a rispondere ad una richiesta di soccorso proveniente da Benjamin Carver, vecchio comilitone della protagonista. Arrivati alla misteriosa struttura di ricerca della Gemini Exoplanet Solutions sul remoto pianeta Purdan assieme al sintetico Davis-01, ovviamente le cose cominceranno ad andare per il verso sbagliato. Dopo aver compreso come l’ennesimo esperimento scientifico riguardante una terribile razza aliena sia andato molto male, Zula dovrà trovare il modo per sopravvivere e scongiurare la minaccia xenomorfa.

Gli xenomorfi sono realizzati molto bene, peccato che non sia presente più varietà di specie.

Al netto di una narrazione che segue topos e canoni della serie, pertanto strutturalmente prevedibile soprattutto per i fan del franchise, la storia di Rogue Incursion si riconferma godibile. La buona caratterizzazione dei personaggi principali ed un ritmo sempre vivace e sostenuto accompagnano il giocatore per le circa otto ore necessarie a raggiungere i titoli di coda. Conclusione, quella che si raggiunge al termine di una cavalcata più action che horror, che prende le inevitabili forme di un cliffhanger in attesa della seconda parte di questa odissea episodica. Pertanto, tenetetelo bene a mente per non restare con l’amaro in bocca.

Dal punto di vista della presentazione generale, qualche passo avanti è stato fatto rispetto alla versione VR. Quella che avevamo già applaudito come un’ottima rappresentazione dell’atmosfera claustrofobica e minacciosa tipica del franchise, si riconferma anche qui. Artisticamente il lavoro resta inappuntabile, tanto negli ambienti quanto nella resa dei famelici xenomorfi, così come il comparto audio e le musiche composte da Sara Barone. A guadagnarne è invece la solidità tecnica, che adesso si assesta su un buon livello. Sia chiaro, persistono alcuni bug e sviste, ma si tratta di una situazione decisamente più accettabile rispetto al lancio del titolo originario, funestato da una pletora di problematiche.

La storia ha i suoi cliché ma intrattiene e coinvolge.

Isolati… ma non troppo

Sebbene l’estetica possa trarre in inganno, sfortunatamente Alien: Rogue Incursion non è Alien Isolation. Il capolavoro horror di The Creative Assembly, al di là di qualche richiamo prettamente stilistico, non presenta gli stessi elementi strutturali della produzione Survios.

L’avventura di Zula Hendricks, sebbene concettualmente ascrivibile al survival horror, è di fatto un FPS d’azione a tinte scure. Il titolo è infatti profondamente sbilanciato verso l’entusiasmo delle sparatorie, piuttosto che in direzione dello sgattaiolare cautamente nell’ombra. L’ex colonial marine conta su un arsenale ristretto ma con una costante abbondanza di munizioni. Elemento, quest’ultimo, che unito ad uno spawn molto frequente di xenomorfi e una dislocazione sui generis dei punti di salvataggio rende l’esplorazione, sulla carta ansiogena, molto più frammentata e meno inquietante di quanto auspicabile.

Cosa c’è di più Alien di questa schermata?

Al tempo stesso, l’IA degli xenomorfi non può essere accostata ai traguardi raggiunti oltre dieci anni fa da Isolation. Già al momento del lancio avevamo sottolineato come l’IA avversaria avesse la tendenza ad essere troppo ripetitiva, elemento ulteriormente sottolineato dalla frequenza degli scontri. In questo senso, gli sviluppatori avevano promesso una rielaborazione dei modelli comportamentali in modo da rendere ogni scontro più dinamico e pericoloso. Qualche miglioramento, in questo senso, si sente ma i pattern continuano ad essere davvero troppo ricorrenti. Non aiuta neanche il fatto che la riedizione non sia stata l’occasione per rendere più varia la selezione delle varianti di xenomorfo. Un fattore che avrebbe potuto mascherare in parte il problema.

Quindi tutto male perché Rogue Incursion non è Isolation? Non esattamente. Di certo il metro di paragone è difficile da non tirare in ballo. Al tempo stesso però Rogue Incursion intraprende una strada differente, un po’ come aveva fatto anche Alien: Dark Descent. Il focus è semplicemente più sull’azione, sulla frenesia della resistenza, sullo sforzo di opporsi a soverchianti minacce aliene. Se siete fan della saga e amate più Aliens del capostipite, potreste avere una grossa simpatia per il titolo Survios.

Un giorno morirò, ma non oggi!

Presenze soVRabbondanti

Centro nevralgico della riedizione risiede, ad ogni buon conto, nella rielaborazione del titolo per svincolarlo dalle funzionalità VR. La soluzione trovata dagli sviluppatori è stata piuttosto semplice.

Anzitutto, una precisazione. Lo shooting, rispetto alla versione originaria, ha guadagnato in fluidità e feeling. Son state rimosse alcune interazioni legate, ad esempio, alla ricarica ma al netto di ciò che si è perso, l’esperienza di gunplay ne è uscita migliorata. Peccato che non si sia approfittato per aumentare l’arsenale della protagonista, giusto per dare maggiore varietà al gameplay (posto che tanto la natura action è assodata, tanto valeva spingere sull’acceleratore).

L’atmosfera non manca, bisogna darne atto.

Detto questo, la maggior parte delle interazioni VR sono state semplificate con input semplici oppure convertiti in Quick Time Event. Quella che potrebbe sembrare una soluzione di comodo da parte degli sviluppatori, nasconde invece una resa tutt’altro che banale. I QTE sono vari e piuttosto originali e contribuiscono a rendere l’avventura più fresca di quello che ci si poteva attendere da una conversione di questo tipo. Semmai il problema è che i QTE finiscono con essere quantitativamente tanti e non sono adeguatamente particolareggiati dal punto di vista della varietà. Si tratta di un limite della conversione. Tradurre alcuni movimenti VR in QTE è stato naturale in taluni casi, mentre in altri ci si è limitato a riproporre le stesse strutture ancora ed ancora.

Quindi possiamo ritenere superata la prova della Evolved Edition? Esattamente come in occasione della nostra prima opinione, ci ritroviamo a sottolineare quasi lo stesso punto di arrivo. Questa riedizione è un esperimento altrettanto imperfetto come l’originale, meno coraggioso ma al tempo stesso più concreto. Le variazioni introdotte per far funzionare il gioco senza VR in definitiva funzionano, sacrificando un po’ di originalità sull’altare dell’accessibilità, dando tuttavia vita ad un progetto più godibile. Al tempo stesso, i problemi ludici dell’originale continuano ad essere presenti e speriamo vengano risolti con la seconda parte del progetto. Perché il potenziale, VR o no, continua ad esserci.

Gli xenomorfi ascoltano solo le armi, ricordatelo.

Commento finale

Alien: Rogue Incursion Evolved Edition è una risposta parziale alla domanda: come può essere adattato con successo un titolo VR rimuovendogli la propria caratteristica strutturale? L’ambizioso progetto episodico di Survios diventa così orfano del proprio potenziale, legato a doppio filo proprio al modo di vivere un orrore interattivo contro i temibili xenomorfi. Al tempo stesso, smarrisce altresì parte del coinvolgimento e della tensione originaria, in cambio di un gameplay più solido e funzionale ed in grado di parlare la lingua ludica della stragrande maggioranza del pubblico. Quel che resta è un FPS sicuramente godibile soprattutto per i fan dell’iconico franchise nato dall’immaginazione di Ridley Scott e Dan O’Bannon. Per tutti gli altri, probabilmente è meglio attendere la seconda e conclusiva parte della storia per comprendere meglio la coesione dell’odissea di Zula Hendricks.

7.2

Alien: Rogue Incursion Evolved Edition


Alien: Rogue Incursion Evolved Edition è una risposta parziale alla domanda: come può essere adattato con successo un titolo VR rimuovendogli la propria caratteristica strutturale? L'ambizioso progetto episodico di Survios diventa così orfano del proprio potenziale, legato a doppio filo proprio al modo di vivere un orrore interattivo contro i temibili xenomorfi. Al tempo stesso, smarrisce altresì parte del coinvolgimento e della tensione originaria, in cambio di un gameplay più solido e funzionale ed in grado di parlare la lingua ludica della stragrande maggioranza del pubblico. Quel che resta è un FPS sicuramente godibile soprattutto per i fan dell'iconico franchise nato dall'immaginazione di Ridley Scott e Dan O'Bannon. Per tutti gli altri, probabilmente è meglio attendere la seconda e conclusiva parte della storia per comprendere meglio la coesione dell'odissea di Zula Hendricks.

PRO

Se amate il franchise di Alien, vi sentirete a casa | Riedizione con un gameplay più tradizionale e solido | Ottimo ritmo ludico e narrativo |

CONTRO

Il sacrificio della VR fa perdere potenzialità al progetto | L'IA degli xenomorfi lascia un po' a desiderare | Sbilanciato sul lato action |

4News.it è una fonte di OpenCritic.com, il più grande aggregatore internazionale di review dedicato al mondo dei videogames.

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