Recensione ARK: Survival Evolved

Evoluzione.

In questi anni, si è molto parlato del titolo targato WildCard e ora, dopo ben due anni di Early Access, ARK: Survival Evolved è arrivato nella sua versione definitiva. Lo sviluppo del gioco iniziò nel lontano ottobre del 2014. Il team di sviluppo condusse numerose ricerche nei campi della biologia e della paleontologia, in modo da dare ai dinosauri, alle creature preistoriche e all’ambiente un aspetto più realistico e veritiero possibile. Il risultato? Un mix davvero bizzarro, fatto di sopravvivenza, fantascienza, collaborazione e dinosauri pronti a coglierci alla sprovvista.

Avviato il gioco, in singolo o nelle varie lobby disponibili, il primo passo da compiere è quello di creare il vostro alter ego virtuale. Uomo o donna, come preferite e potrete modificare le fattezze del personaggio come più desiderate. Fatto ciò, ci ritroveremo sin da subito nel bel mezzo di un’isola, un’area di circa 48 chilometri quadrati, di cui 36 chilometri quadrati di terre emerse e 12 chilometri quadrati di oceano, privi di qualsiasi strumento e indumento, salvo uno straccio a coprire le parti intime. Uno strano simbolo a forma di pietra sul braccio sinistro, (cosa vorrà dire?) e centinaia di creature che dominano le zone intorno a noi. Il nostro obiettivo? Sopravvivere ad ogni costo con quanto la natura ci mette a disposizione. Trattandosi di un survival, avremo a schermo svariati parametri da tenere in considerazione: temperatura corporea, fame, sete, salute, energia e inventario. Ogni statistica è interconnessa alle altre, quindi bisognerà procurarsi necessariamente i mezzi giusti per portare a casa la pelle ed evitare di buttarsi all’avventura senza avere un minimo di preparazione e di risorse.

Quello che viene richiesto nei primi minuti di gioco è di raccattare il maggior numero di risorse che possano tornare utili. A mani nude si fa ben poco, quindi è meglio costruire una bella ascia o un piccone. Dovrete inoltre raccogliere bacche, legna, fibre e pietre, che risulteranno utilissime per creare alcuni strumenti per la nostra sopravvivenza. Il difficile verrà quando dovremo iniziare a cacciare qualche bestiolina per ottenere preziose proteine animali. Attenzione, ciò che cacciate è soggetto a deterioramento, quindi sarà meglio sbrigarsi nel preparare l’arrosto di dodo. L’ambiente di gioco non è particolarmente ospitale, basterà spingersi nelle zone sbagliate per ritrovarsi a brandelli. La fitta vegetazione, non aiuta la nostra esplorazione ed ogni angolo potrebbe nascondere insidie assai pericolose e in definitiva mortali. Se un giocatore viene per l’appunto ferito o riceve dei danni gravi la sua barra di salute scende e per ricaricarla è necessario consumare del cibo oppure usare oggetti speciali per un recupero vitale più veloce.

Ogni azione che andrete a compiere vi farà acquisire esperienza e PE per upgradare il vostro livello. Il tutto si traduce in nuove abilità che potranno essere sbloccate per migliorare le statistiche del vostro personaggio, salute, resistenza fisica, all’ambiente e via discorrendo e in punti sblocco che invece saranno molto utili per ottenere nuovi engrammi, ovvero progetti per ottenere tecnologie sempre più cool e moderne. I nuovi progetti, ci permetteranno di migliorare il nostro rifugio, mica vorrete passare la notte al freddo in compagnia di carnosauri pronti a farci la pelle? Assolutamente no. Inizialmente non avrete granché a disposizione per costruire un rifugio “comodissimo”, il vostro livello sarà appena sufficiente per costruire un rudimentale rifugio di paglia che oltre a farvi riposare, vi permetterà di immagazzinare le risorse più importanti. Più andrete avanti nella vostra esplorazione e più azioni compierete, maggiori saranno i PA e i PS che accumulerete e quindi potrete sbizzarrirvi nel realizzare vere e proprie fortezze, che potranno accogliere anche gli animali che addomesticherete. Si, avete capito bene, potrete addomesticare i dinosauri.

Tuttavia tali strutture non saranno indistruttibili e potranno essere distrutte da giocatori o creature ostili; l’integrità strutturale dell’edificio verrà compromessa soprattutto quando verranno danneggiate o distrutte le colonne o le fondamenta. La costruzione di armi e altri utensili avviene allo stesso modo, e mano a mano che si sale di livello sarà quindi possibile sboccare nuovi oggetti passando da attrezzi primitivi ad armi e accessori via via sempre più avanzati e tecnologici, come pistole o addirittura mitragliatrici.

A cuccia bello!

Avremo la possibilità di addomesticare i dinosauri, attraverso il procedimento chiamato “taming”. La creatura ottenuta, ci  servirà non solo per motivi di spostamenti logistici ma ci darà una protezione aggiuntiva. I dinosauri presenti sono circa una sessantina; non sarà particolarmente difficile avvicinarci ad animali di piccole/medie dimensioni, più difficile sarà addomesticare creature di grandi se non grandissime dimensioni. Per farlo, sarà innanzitutto necessario raccogliere i nutrienti giusti, bacche di frutto se si tratta di erbivori, carne se si tratta di carnosau…ehm carnivori. Non è mica finita, mica vorrete avvicinarvi ad un dinosauro come se fosse un cucciolo di cane? Procuratevi delle bacche narcotizzanti, “narcoberry” e potrete andare sul sicuro.

La strategia migliore è quella di colpire il malcapitato con una fionda e farlo andare in uno stato comatoso. Una volta riempita tutta la barra addomestica, avrete finalmente ottenuto il vostro dinosauro da compagnia. Trattatelo bene, dategli un bel nome e soprattutto dategli da mangiare tre volte al giorno (no scherzo) e vi obbedirà proprio come un cucciolo. Rimarrà fermo, si muoverà o attaccherà quando gli impartirete le istruzioni relative.

Le creature più grandi possono essere cavalcate, acquisendo le loro capacità e le loro statistiche, come la corsa veloce, il movimento sott’acqua e il volo, oltre ai punti salute, difesa e resistenza. Tuttavia quando si è a cavallo di una bestia non è possibile utilizzare armi (salvo alcune eccezioni), o altri oggetti e si potrà fare affidamento solo sulla forza dell’animale. Tali creature possono essere usate anche per trasportare utili risorse e alleati, possono essere posti di guardia al proprio rifugio o essere inviati in battaglia; ad esempio, gli Utahraptor possono essere posizionati a guardia del proprio campo base, mentre i Triceratops possono essere utilizzati per attaccare una base nemica. Tuttavia, le creature possono essere uccise da altre creature o da umani ostili, e una volta morte non potranno tornare in vita e le risorse che portavano purtroppo andranno perse. Oltre ai dinosauri, il gioco presenta un nutrito ecosistema di animali, ognuno con una sua gerarchia nella catena alimentare come il dodo, la tigre dai denti a sciabola e il mammut lanoso, oltre ad alcuni insetti preistorici come la Meganeura e la Titanomyrma.

Questa giungla mi distrugge

Se dal lato del gioco singolo ARK: Survival Evolved, può comunque rappresentare in fin dei conti un’esperienza piacevole, dal lato del multigiocatore, ci sono i problemi che attanagliano altre produzioni. Non sarà difficile incappare in server popolati da giocatori con equipaggiamento ed un livello altissimi, pronti a farci fuori in un nanosecondo facendoci perdere tutto il divertimento che tale modalità potrebbe regalare. In ogni caso, il consiglio è quello di approcciare tale modalità con un buon numero di amici, che sicuramente non ci accopperanno al primo passo che faremo su “The Island”.

Qualche sbavatura di troppo

Dal punto di vista tecnico, la versione da noi provata, ossia PlayStation 4 è risultata piuttosto ballerina. Diversi i cali di frame rate e gli effetti pop up, evidenti anche da distanze non particolarmente eccessive. Le creature sono state realizzate con un buon livello di dettaglio, ma i movimenti delle stesse sono troppo macchinosi e poco realistici. Inoltre, appena inserito il disco è partito un aggiornamento mastodontico, ben 20GB, quasi un gioco a parte. Il tutto sta ad indicare, così come accaduto alla versione Early Access che ARK: Survival Evolved necessita di ancora parecchio lavoro per raggiungere un livello di ottimizzazione accettabile. Neanche l’aver rinviato il gioco di quasi un mese rispetto alla data di uscita prevista è servito a molto. Ci saremmo aspettati un lavoro più corposo di ottimizzazione e invece ciò non è avvenuto.

Commento finale

Con 3 grandi aree di gioco disponibili sin da subito al lancio, tantissime impostazioni disponibili e la possibilità di giocare in singolo o in compagnia, ARK: Survival Evolved, può di certo regalare parecchie ore di esplorazione. I contenuti di certo non mancano e molti altri arriveranno in futuro. Ciò che davvero ci ha fatto storcere il naso e girare anche gli occhi è la scarsa ottimizzazione del titolo. Impensabile che al lancio, in versione PS4 è stato necessario scaricare ben 20GB di aggiornamento. Non ci siamo proprio. Consigliamo l’acquisto a quanti apprezzino l’esplorazione sfrenata, in simil No Man’s Sky, sebbene con molte più cose da fare.

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Riccardo Amalfitano
Riccardo Amalfitano
Videogiocatore sin dalla "tenera" età, amante anche di manga, cinema e serie TV. Ho dimenticato qualcosa? Sicuramente!

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