Chi vi scrive non è mai stato un fan del franchise di BLEACH, ma sin dai primi video di Rebirth of Souls avevo intuito che sarebbe potuto essere qualcosa di diverso rispetto alla solita formula dei tie-in arena fighter. Ed è così che mi sono avvicinato al titolo di Tamsoft, pronto a scoprire se c’avessi visto lungo. Fatta questa doverosa premessa personale, non vi resta che continuare la lettura per scoprire tutto sul nuovo picchiaduro dedicato all’opera magna di Tite Kubo.
BLEACH Rebirth of Souls, edito da Bandai Namco, è disponibile dallo scorso 21 marzo 2025 su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S e PC.
Versione testata: PlayStation 5
Anema e core
Lo Story Mode di BLEACH Rebirth of Souls è senza dubbio il cuore dell’esperienza ludica. La modalità ripercorre la trama principale dell’opera in modo abbastanza fedele, senza i filler della versione animata, dal risveglio di Ichigo come Shinigami nella Saga del Sostituto Shinigami fino alla fatidica battaglia contro Aizen nella Saga degli Arrancar. E riuscendo a trasmettere con efficacia le vicende che hanno reso celebre il manga di Tite Kubo. I modelli dei personaggi e gli scenari sono riprodotti con estrema cura, così come i menu, veramente molto stilosi. Promosso anche il comparto sonoro con un ottimo doppiaggio ed una colonna sonora originale davvero riuscitissima.
Sono presenti, inoltre, anche missioni “bonus”. Per completarle con successo sarà necessario dedicare un po’ di tempo a studiare i potenziamenti dei personaggi e a rispettare condizioni di vittoria particolari. Ne consegue una longevità sorprendente: una ventina di ore per la trama principale e qualcosa in più per completare anche le missioni segrete, nell’endgame.
Dunque, nonostante alcune sezioni possano risultare un po’ verbose e prolisse, il titolo fa un buon lavoro nel fornire un’interpretazione precisa dell’universo di BLEACH. Tanto che anche chi non conosce l’opera di partenza potrà avvicinarvisi senza la necessità di recuperare manga o anime. Grazie alla sua struttura, infatti, il videogioco funge da valido suppletivo per chi non ha mai avuto il piacere di interfacciarsi con l’opera originale. In versione cartacea o animata che sia. Se poi siete fan di BLEACH, vi troverete semplicemente di fronte alla miglior trasposizione ludica che la serie abbia mai ricevuto. E non solo per questo, ma anche e soprattutto per la cura e la fedeltà con cui sono stati ricreati tutti i personaggi, come vedremo tra poco.
Anima forte…
BLEACH Rebirth of Souls si distingue per un sistema di combattimento piuttosto peculiare, come quindi giustamente previsto, che mescola elementi tipici degli arena fighter con altri dei picchiaduro più classici. Se da un lato la struttura di base prevede meccaniche semplici come attacchi deboli e attacchi forti da concatenare in maniera elementare, prese e dash, è altresì vero che l’introduzione delle barre EX e Reverse, che strizzano l’occhio a quanto visto in picchiaduro più tecnici, rendono il sistema di combattimento molto più variegato, con l’aggiunta di un layer strategico da non sottovalutare. Utilizzo la barra Reverse in attacco per cancellare la combo e collegare l’abilità speciale EX o la conservo per difendermi dall’offensiva avversaria?
Sebbene il gioco non raggiunga la profondità tecnica dei picchiaduro classici, queste meccaniche contribuiscono a rendere ogni incontro più interessante e a creare delle dinamiche meno prevedibili.
Ma il vero punto di forza del gioco, come accennato, è la diversificazione dei 33 personaggi giocabili. Ognuno di essi ha caratteristiche uniche che si riflettono nel gameplay ed in parte nel game plan, con differenti abilità, movimenti e strategie. Con tanto di indicatori ad personam. Le trasformazioni dei personaggi, poi, sono un altro aspetto che arricchisce ulteriormente l’esperienza, viaggiando nella stessa direzione strategica cui si accennava prima.

Difatti, man mano che la barra della vita si riduce, i personaggi diventano più forti, sbloccando la possibilità di “risvegliare” il proprio Bankai, e quindi nuove abilità e chicche spesso in grado di ribaltare l’esito dello scontro e che permettono di ampliare il gameplay con nuove possibilità. Combatto in forma base e punto a sottrarre all’avversario 2 delle 9 barre il prima possibile o cerco di subire danni e “risvegliarmi” in modo da diventare sempre più forte e puntare a sottrarre in un colpo solo anche 4/5 barre? Tale sistema è proprio l’emblema del pensiero shonen e lo abbiamo trovato davvero azzeccato.
Nonostante la fonte di partenza sia di per sé foriera dei classici livelli di potenza da rispecchiare nel nome della fedeltà, BLEACH Rebirth of Souls è pur sempre un picchiaduro e quindi non possiamo non constatare come alcuni personaggi siano nettamente più forti di altri. Ma se questa è una cosa logica ed accettabile, meno accettabili sono alcune situazioni che portano a loop di combo e a manovre imparabili. Su queste ci aspettiamo un intervento da parte degli sviluppatori. Anche se l’intervento più urgente dovrebbe essere indirizzato al comparto online.
… ma solitaria
Il comparto online di BLEACH Rebirth of Souls è uno degli aspetti che lascia maggiormente a desiderare. Il delay netcode fa sì che le partite siano giocabili decentemente con altri italiani e con i paesi europei più vicini, ma le rende quasi ingestibili quando ci si scontra con avversari più lontani. Il videogioco non è particolarmente veloce, quindi un buon rollback predittivo sarebbe stato facilmente implementabile (a differenza di DRAGON BALL: Sparking! ZERO). Da segnalare anche, per quanto riguarda la fruizione pratica, la presenza di alcuni cali di framerate.
Ma il problema maggiore risiede nella mancanza di funzionalità che ormai rappresentano uno standard anche in prodotti non necessariamente votati al competitivo. Non c’è crossplay, né una modalità Spettatore, e nemmeno la possibilità di vedere lo stato della connessione degli altri utenti prima di entrare in partita. In più, la ricerca dei giocatori è afflitta da bug su PlayStation 5, il che rende il matchmaking a volte frustrante. La mancanza di partite ranked, seppur all’apparenza da annunciare in futuro, è un altro grande rammarico. Un quadretto tutt’altro che ottimale che temiamo possa significare la fine del supporto della community nel giro di qualche settimana.
Commento finale
BLEACH Rebirth of Souls è un titolo che, purtroppo, si trova a metà strada tra l’essere un’esperienza veramente valida e un’occasione sprecata. Il gameplay, divertente, variegato e più strategico di quanto anche più lontanamente auspicato, avrebbe meritato un online più solido e una maggiore attenzione ad alcune funzionalità che ormai rappresentano uno standard. La modalità principale è ben riuscita ma manca tutto quello che è fondamentale affinché una community continui a supportare un prodotto di questo genere anche per i mesi a venire.



