L’ultima creazione di RexLabo e PARCO GAMES (terzo gioco per la casa videoludica giapponese) è un viaggio alla scoperta della natura umana e del nostro posto nel mondo e si chiama Nova Antarctica. Arriva dopo un metroidvania Constance e The Berlin Apartment (avventura narrativa in prima persona che abbiamo recensito qualche tempo fa). Questa volta gli sviluppatori hanno optato per un survival adventure con elementi narrativi, esplorazione e gestione delle risorse in un ambiente ostile e freddo, con scelte e crafting che influenzano la progressione del gioco. Per la profondità nascosta e per il peso delle singole scelte, si potrebbe definire, più di un semplice indie; ma andiamo per gradi!
Prima di proseguire, vi ricordiamo che Nova Antarctica è disponibile dal 28 gennaio 2026 su PC tramite Steam.
Versione testata: PC (Steam)
Storia
Siamo in un futuro lontano, nel 2900 d.C. Vestiamo i panni di un piccolo bambino con una tuta da astronauta che sbarca in Antartide per raggiungere il Polo Sud. La Terra è diventata un pianeta desolato, privo della sua ricchezza passata, con una popolazione drasticamente ridotta a causa di virus letali, gravi crisi alimentari, condizioni meteorologiche anomale e una catena infinita di guerre. In questa situazione disastrosa, improvvisamente dall’Antartide viene trasmesso un misterioso segnale verso tutti i paesi del mondo. Il nostro compito sarà raggiungerlo attraversando i ghiacci del continente.
Nel corso del gioco, tramite gli archivi (cioè dei documenti) che si potranno raccogliere nei vari livelli potremo scoprire di più sul passato del protagonista e della trama principale. Soprattutto, capiremo che cosa ha portato l’umanità all’estinzione. Non solo, ma sarà possibile compiere delle vere e proprie scelte che andranno ad alterare gli eventi di gioco un po’ come in Life Is Strange. Il gioco non ha un unico finale, ma sarà più o meno positivo in base alle decisioni prese nel corso del viaggio. Al momento non è chiaro quanti siano i finali e quali siano i criteri precisi per sbloccarli.
Esplorando le diverse aree capita di imbattersi in degli animali, ognuno presentato con una cutscene e con la sua storia. Sta a noi decidere se salvarli e portarli con noi in viaggio, oppure se andare dritti verso il prossimo livello lasciandoli al loro destino. La regola generale è che più animali si salvano e più si interagisce e si esplora l’ambiente e le sue risorse, più “bello” sarà il finale della nostra avventura. Se invece decidiamo di tirare dritti verso la fine del livello, aumenteremo le nostre chance di sopravvivere alle estreme condizioni meteorologiche, ma a quale costo? Quanto vale la nostra vita rispetto alla loro? Il gioco ci pone questi e altri interrogativi.

Gameplay
Parliamo ora di un aspetto allo stesso tempo interessante ma al contempo critico. Il gioco funziona a livelli: si parte da un punto e si deve percorrere la mappa per arrivare alla zona successiva. La prospettiva è alla Fortnite, con la telecamera che sta alle spalle del protagonista. Fin dai primi minuti di gioco (dove è possibile anche seguire il tutorial o disattivarlo) si capisce che saremo posti a condizioni estreme di sopravvivenza. Il giocatore dovrà vedersela con il freddo, le bufere e anche le tempeste magnetiche, che cambiano ogni 30 secondi/2 minuti. A nostra disposizione c’è uno zaino con una barra di energia che continua a calare al passare del tempo e in base alle varie condizioni atmosferiche. Più fa freddo e più l’energia scenderà in fretta, causando un game over se dovesse arrivare a 0.
Centrale è l’impiego delle risorse che troveremo nel mondo di gioco. Si possono raccogliere in numero limitato nell’inventario, che sarà poi espandibile ottenendo degli zaini specifici nelle aree di gioco. Con i vari materiali è possibile costruire oggetti più complessi (per esempio tende, casse o addirittura degli igloo) per aumentare le possibilità di sopravvivere nell’ambiente ostile dell’Antartide. Si può inoltre imparare a costruire nuovi strumenti per ottenere altri materiali (ad esempio, si può costruire un piccone o un’accetta) e ottenere così sempre più risorse per affrontare il viaggio. Il tutto gestito da una ruota degli oggetti che permette di costruire con facilità e averli sempre a portata di mano in base all’evenienza.
Una particolare menzione va agli animali. Sono parte costitutiva e importante del gameplay, in quanto sono presenti in ogni livello del titolo. Sta al giocatore decidere se impiegare risorse per aiutarli oppure continuare il proprio viaggio verso il Polo Sud. Non sono importanti solo perché danno delle ricompense come zaini che aumentano l’energia o materiali, ma perché con loro si andranno a creare dei veri e propri legami affettivi. Ad esempio, nella prima area di gioco sarà possibile salvare una coppia di gattini in mezzo alla neve. Per farlo, il giocatore deve esplorare un’area interamente opzionale e rinunciare a passare subito all’area successiva. Come detto in precedenza, salvare gli animali impatterà sul finale del gioco e tra le altre cose sarà possibile vedere tutti i pelosi che abbiamo salvato nella schermata principale.

Aspetti critici del titolo
Purtroppo, Nova Antarctica ha alcune criticità da segnalare: il mancato impiego dei checkpoint. Il gioco funziona a livelli e tra l’inizio e la fine di un’area non è possibile salvare in alcun modo. L’unica possibilità è tornare alla schermata del titolo, ma ci è capitato diverse volte che ci fossero dei bug (es. oggetti o risorse che spariscono nel nulla) e che il gioco facesse ricominciare più volte lo stesso livello. In un gioco di sopravvivenza, rifare la stessa parte con le stesse identiche risorse per più volte può risultare frustrante, anche perché le condizioni meteorologiche cambiano nell’arco di pochissimi secondi. Ci si può trovare a dover utilizzare molte risorse senza avere il tempo fisico di capire dove andare e di raggrupparle.
Un secondo aspetto importante è la non linearità dei livelli. Si passa dalle prime due/tre aree di gioco, anche complesse per chi affronta il titolo la prima volta, dovendosi abituare alle condizioni meteorologiche e all’ambiente non sempre facile da navigare e che può risultare in alcuni tratti labirintico. Le risorse messe a disposizione del giocatore sono tutto sommato giuste e proporzionate per le aree di gioco, ma il problema è lo sbilanciamento che aumenta avvicinandosi agli ultimi livelli. Si arriva nella parte finale del gioco che il giocatore ha troppe risorse e questo non è in linea con il messaggio dato dall’inizio. E cioè che andando sempre più verso il Polo Sud, il gioco dovrebbe farsi più difficile o comunque mettere meno risorse a disposizione del giocatore.

Grafica e tecnica
Dal punto di vista tecnico, la grafica di Nova Antarctica si rivela solida e ben ottimizzata, mostrando un uso intelligente del motore grafico e delle sue funzionalità avanzate. Le texture ad alta risoluzione risultano nitide anche a distanza, con un buon livello di anisotropic filtering che evita l’effetto impastato sulle superfici ghiacciate. Degni di nota anche gli effetti particellari – come neve, vento e foschia – che arricchiscono la scena e aumentano il senso di immersione. Nel complesso la veste grafica non prevede oggetti complessi o texture troppo ricche di dettagli, ma sono efficaci per far immergere il giocatore in un ambiente ricco di bianco.
Sul piano delle performance, il titolo mantiene un frame rate stabile a 30 FPS, segno di una buona ottimizzazione complessiva, rendendo l’esperienza visiva appagante sia sul piano estetico sia su quello puramente tecnico e della fluidità dell’esperienza visiva. Soprattutto nella seconda metà di gioco, le ambientazioni subiscono un glow-up e ci sono porzioni memorabili e più che godibili, grazie anche a un uso intelligente della luce per evitare di far comparire troppi dettagli.
Commento finale
Nova Antarctica è un buon titolo per chi è alla ricerca di un’esperienza abbastanza unica nel suo genere. Non è travolgente, non ha la pretesa di avere una trama estremamente profonda o un gameplay rivoluzionario. La forza di Nova Antarctica sta nel saper tenere incollati grazie ai suoi ambienti immersivi e alla capacità di far pesare ogni singola scelta. Bisogna pensare tutto, dalla risorsa più banale all’animale che abbiamo la possibilità di salvare dal freddo. Sicuramente ci sono problemi strutturali (checkpoint, non-linearità e l’uso delle risorse) ma compensanti da un’atmosfera particolare, dalle ambientazioni davvero affascinanti e che portano ad esplorare ogni angolo in cerca di informazioni. Con qualche aggiustamento, Nova Antarctica può essere un titolo valido. All’apparenza che parla solo di sopravvivenza nel freddo dell’Antartide, ma che nasconde un grande messaggio sul ruolo dell’uomo, sul peso delle nostre scelte e sulla difficoltà di andare avanti nella vita. Ma non bisogna mai guardarsi indietro e saper compiere la scelta giusta quando lo richiede il tempo.
