Amazfit Bip Max – successore di Amazfit Bip 6 (che abbiamo recensito lo scorso anno) – è uno di quegli smartwatch che puntano a farsi notare al primo sguardo: grande, luminoso e molto ambizioso per la fascia in cui si colloca. Non cerca di piacere a tutti, ma a chi vuole un wearable economico con display generoso, funzioni sportive concrete e una batteria pensata per durare a lungo, potrebbe essere la scelta ideale.
Specifiche principali
- Display AMOLED da 2,07 pollici, con luminosità di picco fino a 3.000 nit.
- Memoria interna da 4 GB, utile per musica e mappe offline.
- GPS integrato con supporto multi-satellite e navigazione offline.
- Sensore BioTracker 6.0 per frequenza cardiaca, SpO2, stress e sonno.
- Batteria da 550 mAh con autonomia dichiarata fino a 20 giorni.
- Cassa in lega di alluminio e peso di circa 52 g compreso il cinturino
- Prezzo di riferimento inferiore ai 100 euro
- Colori disponibili: Silver, Dark Blue e Carbon Grey
Confezione di vendita
La confezione segue la formula classica dei prodotti Amazfit: essenziale, ordinata e focalizzata sul prodotto principale. All’interno troviamo lo smartwatch, il cinturino, la base di ricarica e la documentazione informativa di base. Nella confezione non è incluso alcun cavo, una scelta che Amazfit giustifica come una questione di rispetto per l’ambiente (anche i materiali sono riciclabili al 100%). Non si tratta di un grosso inconveniente, dato che i cavi Type-C sono ormai comuni nella maggior parte delle case.


Design e comfort
Dopo aver aperto la confezione di vendita quello che risalta immediatamente agli occhi è la grandezza del display dello smartwatch. 2,07 pollici (più grande di quello dell’Apple Watch Ultra) che spicca in qualsiasi contesto. Amazfit non ha cercato di nasconderne le dimensioni: è spesso ben 13,24 mm e alto quasi 49,58 mm. Insomma, sul piano estetico Bip Max non è il classico smartwatch discreto e – a differenza della serie T-Rex e persino della nuova serie Balance – non c’è alcuna possibilità di confondere il Bip Max con un orologio normale. La sua vocazione è più sportiva e visibile, con un ingombro che può piacere a chi cerca leggibilità immediata (e in qualsiasi circostanza) e un look robusto, ma che potrebbe risultare eccessivo per chi preferisce dispositivi più compatti.
In termini di qualità costruttiva: il display è brillante (AMOLED) e luminoso (3000 nit) ed è protetto da un vetro, mentre il telaio è in lega di alluminio. La custodia è in plastica, così come il cinturino leggermente rigido, ma nessuno dei componenti ci ha dato l’impressione di essere economico. Sul lato sono presenti due pulsanti leggermente in rilievo e zigrinati: uno rosso e uno color metallo. Non è presente una corona girevole. Il vetro del display è in vetro temperato con trattamento anti-impronta e l’orologio ha una resistenza all’acqua certificata di 5 ATM.

Il peso di 52,6 grammi con cinturino non lo rende leggerissimo, ma resta gestibile nell’uso quotidiano, soprattutto se si apprezzano orologi dalla presenza marcata al polso. Avremmo preferito un cinturino leggermente più elegante, ma è possibile sostituirlo dato che si tratta di un cinturino standard – in fibbia classica ad ardiglione – da 22 mm a sgancio rapido. La ricarica avviene tramite un disco magnetico che si fissa sul retro dell’orologio e dispone di una porta USB Type-C.
Il comfort complessivo dipende molto dalla sensibilità dell’utente. Il peso non è proibitivo e il cinturino aiuta a distribuirlo, ma la cassa ampia si percepisce chiaramente durante le attività più dinamiche e soprattutto se si ha un polso sottile. L’ergonomia – a nostro giudizio – resta però buona.
Display
Il pannello AMOLED da 2,07 pollici offre una superficie ampia, colori vividi e una luminosità di picco che arriva a 3.000 nit con una risoluzione di 432 pixel x 514 e una densità di 324 ppi: valori che aiutano molto nella leggibilità sotto la luce diretta e rende l’esperienza visiva decisamente convincente. Le informazioni, le notifiche e i dati sportivi risultano facilmente consultabili e questo è uno dei punti in cui il dispositivo si distingue e convince a pieni voti.

Funzioni e prestazioni
Sul piano delle funzionalità, Bip Max – considerando la fascia di prezzo – sorprende. È dotato di sensori per il monitoraggio della frequenza cardiaca e dell’ossigeno nel sangue, un giroscopio, GPS con cinque sistemi satellitari e le mappe offline (che lo rendono più completo di molti smartwatch economici, soprattutto per chi corre, cammina o si allena all’aperto senza voler dipendere sempre dallo smartphone) e Bluetooth 5.3. La presenza di 4 GB di memoria interna per musica e mappe offline aggiunge valore reale, perché amplia l’uso standalone del dispositivo. L’orologio supporta oltre 150 modalità sportive ed è in grado di riconoscere automaticamente 25 movimenti di allenamento della forza e 8 movimenti sportivi. È inoltre possibile creare modelli di allenamento e programmare allenamenti a intervalli, monitorare le corse e utilizzare una modalità di pacer virtuale. Sul fronte della salute, può monitorare la frequenza cardiaca, il sonno, l’ossigenazione del sangue, lo stress e il ciclo mestruale, nonché il livello di BioCharge (essenzialmente i livelli di energia) di Amazfit. L’orologio funziona con l’app Zepp di Amazfit, ma può anche sincronizzare i dati con Google Health, Strava, Adidas Running e Apple Health.
Per quanto riguarda le funzionalità smart, l’orologio è dotato di altoparlante e microfono, quindi possiamo ricevere ed effettuare chiamate. Mostra le notifiche del telefono e può persino controllare l’otturatore della fotocamera. Sono presenti anche promemoria per alzarsi, informazioni meteo, memo vocali, un assistente AI chiamato Zepp Flow e altro ancora. Gli appassionati di app non troveranno la stessa varietà di applicazioni disponibili per dispositivi Android Wear, ma ci sono comunque molte app relative a diversi sport e al fitness, e persino alcuni giochi semplici progettati per l’orologio. I 4 GB di memoria interna offrono ampio spazio per scaricare e archiviare app. Insomma, la proposta è molto ricca per il prezzo di 99,90 €.
Ci piace il fitness e – post pandemia – chi vi scrive ha sviluppato una passione per la corsa; da quello che abbiamo potuto giudicare, l’Amazfit Bip Max ha svolto un lavoro più che discreto nel monitorare i nostri allenamenti. Il conteggio dei passi, le corse e gli esercizi di base sono stati registrati con una precisione notevole. Anche la frequenza cardiaca e la saturazione di ossigeno nel sangue sono risultate accurate e simili a quelle rilevate da altri device che possediamo e sono ben più performanti (come il Cheetah 2), sebbene a volte tendessero a essere leggermente inferiori ai valori effettivi.
Le misurazioni di BioCharge inizialmente sembravano imprecise, in quanto ci indicavano uno stato di grande freschezza anche quando ci sentivamo esausti, ma sono migliorate dopo qualche giorno e, al momento in cui scriviamo, ci fornivano un’indicazione piuttosto accurata dei nostri livelli di energia. Le misurazioni dello stress sembrano un po’ troppo ottimistiche: non hanno mai indicato che fossimo sotto forte stress, sebbene lo fossimo sicuramente in alcune occasioni (e specialmente a causa del lavoro).
Il rilevamento automatico dell’attività fisica funziona abbastanza bene: se si inizia a camminare o a correre, è molto probabile che l’orologio lo rilevi entro una trentina di secondi. E non si fa ingannare nemmeno quando si è in viaggio. Per qualche motivo, però, il Bip Max ha iniziato a registrare attività fisiche anche quando eravamo semplicemente seduti a scrivere (ci piacerebbe credere che scrivere sia efficace quanto allenarsi, ma non lo è). Il rilevamento del sonno è molto preciso, ma l’orologio ha qualche difficoltà con i sonnellini, che spesso non rileva affatto.
In definitiva, l’Amazfit Bip copre abbastanza bene la maggior parte degli aspetti relativi al fitness e alla salute e dovrebbe soddisfare le esigenze della maggior parte degli utenti che frequentano la palestra. L’app Zepp Coach è un po’ basilare, ma è comunque utile per chi è alle prime armi con il fitness. Non aspettatevi un livello di coaching paragonabile a quello di Apple Health. Si tratta più che altro di linee guida generali, piuttosto che di un supporto dettagliato. Il lato positivo è che sono disponibili molti dati, a patto di avere la pazienza di esplorare l’app.
Software e interfaccia
L’interfaccia Zepp resta quella classica – e orientata alla semplicità d’uso – di Amazfit. Le funzioni sono organizzate in modo chiaro, con una navigazione pensata per essere rapida e immediata, soprattutto durante l’attività fisica. L’ampio display aiuta molto la leggibilità dei menu e rende più comoda la consultazione delle informazioni. Non siamo davanti a un sistema particolarmente aperto o da smartwatch full smart, ma a una piattaforma ben calibrata per sport, salute e uso quotidiano. È una scelta sensata, perché evita dispersioni e mantiene il prodotto focalizzato su ciò che sa fare meglio.
Memoria interna
La memoria da 4 GB permette di conservare musica e mappe offline direttamente sul dispositivo. Per chi usa lo smartwatch anche in allenamento, questo sta a significare maggiore autonomia operativa e meno dipendenza dal telefono. È una caratteristica che colloca Bip Max in una fascia più matura rispetto ai classici modelli base, e che lo rende particolarmente appetibile per chi vuole un prodotto economico ma che non sacrifica chissà cosa in termini di prestazioni.
Connettività e funzioni
Sul fronte connettività, Bip Max integra GPS, Bluetooth per la gestione con smartphone e supporta funzioni come mappe offline e chiamate Bluetooth. La compatibilità con piattaforme di training come Strava, TrainingPeaks, Runna e Intervals.icu amplia il suo appeal per chi segue programmi di allenamento più strutturati. In questo senso, Amazfit ha costruito un dispositivo che non si limita a tracciare passi e battito, ma prova a entrare nel territorio dei veri sportwatch economici. Per l’uso smart quotidiano, resta comunque un prodotto più orientato alla funzionalità pratica che all’eccesso di app o alla complessità software. E probabilmente è proprio questo il suo equilibrio migliore.
Batteria
La batteria da 550 mAh è uno dei motivi per cui Bip Max ha così tanto senso nel suo segmento. Amazfit dichiara fino a 20 giorni di autonomia tipica, mentre le prove sul campo evidenziano che, con uso reale, monitoraggio continuo della frequenza cardiaca, allenamenti frequenti, il valore possa scendere ma restare comunque molto buono (circa 10/12 giorni). In un mercato dove molti smartwatch grandi e luminosi pagano dazio proprio in autonomia, questo è un vantaggio concreto. Va però considerato che l’utilizzo di GPS, monitoraggi continui e Always-on Display può incidere sensibilmente sulla durata reale. Insomma, la batteria è un punto forte, ma va letta nel contesto del proprio stile d’uso.
Esperienza d’uso
Utilizzare l’Amazfit Bip Max è semplice. Il pulsante rosso consente di accedere agli allenamenti, mentre tenendolo premuto si avvia Zepp Flow, l’assistente AI che permette di eseguire comandi relativi all’orologio, come avviare e terminare gli allenamenti, riprodurre musica e altro ancora. Premendolo si torna anche alla schermata iniziale. Premendo l’altro pulsante vengono visualizzate una delle app e funzioni disponibili sull’orologio. Tenendo premuto questo pulsante si accende o si spegne l’orologio. Tutte le altre funzioni dell’orologio si gestiscono tramite tocchi e scorrimenti sul grande schermo touchscreen. Scorrendo verso il basso si visualizzano le notifiche e il pannello di controllo. Scorrendo verso l’alto, invece, si ottiene un riepilogo delle informazioni relative al fitness e ai widget presenti sul dispositivo (che possono essere personalizzati). Il tocco sul display è molto fluido (sebbene non sia ai livelli di Amazfit ben più costosi): scorrere e selezionare le informazioni è semplice senza praticamente alcun errore di tocco o scorrimento. L’Amazfit Bip Max si avvale dell’app Zepp. L’app non è delle più curate (bisogna cercare un po’ per trovare le informazioni), ma offre accesso gratuito alla maggior parte delle funzionalità, incluso Zepp Coach. Chi desidera report analitici su sonno e fitness dovrà tuttavia abbonarsi a Zepp Aura e Zepp Fitness. Amazfit ha fornito molte informazioni direttamente sull’orologio, quindi non abbiamo sentito la necessità di usare spesso lo smartphone.
L’ampio display rende il Bip Max facile da usare anche per la navigazione (è necessario scaricare le mappe sull’orologio tramite l’app dedicata), sebbene gli utenti meno esperti, non particolarmente interessati ai percorsi, potrebbero trovarlo di utilità limitata. Effettuare e ricevere chiamate è fluido, ed è possibile leggere messaggi e notifiche, anche se non si può rispondere direttamente dall’orologio. L’assistente virtuale Zepp Flow è ottimo per le attività legate al fitness. È anche possibile controllare il volume della musica sul telefono tramite l’orologio e usarlo come telecomando per scattare foto.
Ci sono alcuni lievi problemi di interfaccia. Uscire dalle mappe sull’orologio può essere complicato e a volte ci siamo ritrovati con chiamate ancora attive sull’orologio anche dopo averle terminate sul telefono. Sebbene fastidiosi, questi intoppi si verificano perlopiù in modo casuale e speriamo vengano risolti con gli aggiornamenti software: Amazfit ha un’ottima reputazione in questo senso in quanto rilascia update costanti per i propri device.
Differenze rispetto ad Amazfit Bip 6
Le differenze tra Amazfit Bip Max e Amazfit Bip 6 si collocano su un continuum evolutivo in cui il primo rappresenta un’evoluzione Premium del secondo, con miglioramenti tangibili soprattutto in termini di dimensioni, autonomia, capacità di archiviazione e sensori, pur mantenendo un’identità progettuale e software sostanzialmente coerente e similare. Il Bip Max introduce un display AMOLED da 2,07 pollici con luminosità massima di 3.000 nit, contro i 1,97 pollici e 2.000 nit del Bip 6, offrendo una leggibilità superiore in condizioni di luce diretta e un’esperienza visiva più immersiva, accompagnata da una risoluzione leggermente maggiore (432×514 pixel contro 390×450). Sul piano fisico, il Bip Max risulta più grande, più alto e leggermente più spesso, con un peso di 52,6 grammi contro i 44 grammi del Bip 6, traducendosi in una presenza al polso più robusta e premium, ma anche meno discreta per chi preferisce ingombri ridotti.
L’autonomia costituisce uno dei divari più significativi: il Bip Max, grazie a una batteria da 550 mAh, garantisce fino a 20 giorni di utilizzo tipico e circa 40 ore in modalità GPS continua, mentre il Bip 6, con una batteria da 340 mAh, si attesta intorno ai 14 giorni e 32 ore di GPS. Anche sotto il profilo dell’hardware interno, il Bip Max adotta il sensore BioTracker 6.0 PPG di nuova generazione, Bluetooth 5.3 e una dotazione di sensori più completa (inclusi altimetro e bussola), rispetto al BioTracker 5.0, Bluetooth 5.2 e all’assenza di altimetro e bussola del Bip 6, con ricadute positive sulla precisione dei monitoraggi e sulla connettività. Un salto di qualità particolarmente rilevante riguarda la memoria interna: il Bip Max dispone di 4 GB di storage contro i 512 MB del Bip 6, abilitando funzionalità come la memorizzazione di mappe offline e la riproduzione locale di musica senza smartphone, elementi che trasformano il Bip Max in un dispositivo più autonomo durante le attività outdoor.
Sul fronte software, entrambi i modelli operano nell’ecosistema Zepp OS, ma il Bip Max beneficia di ZeppOS più recente, di un’interfaccia aggiornata che sostituisce i widget con le Shortcut Cards, e di ottimizzazioni che includono il monitoraggio continuo della frequenza cardiaca anche a riposo, assente sul Bip 6. Nonostante queste differenze, la sostanza dell’esperienza d’uso rimane molto simile: entrambi supportano oltre 100 modalità sportive (il Bip Max ne dichiara 150), offrono monitoraggio di sonno, stress, SpO2 e HRV, e integrano chiamate Bluetooth, ma il Bip Max si distingue per un tracking più raffinato, una navigazione più fluida e un’impostazione generale più orientata all’utente avanzato e all’outdoor. In termini di prezzo, il Bip Max si posiziona circa 20 euro sopra il Bip 6 (99,90 contro 79,90), giustificando il sovrapprezzo con display più grande e luminoso, autonomia estesa, sensori più moderni e storage ampliato.
Commento finale
Amazfit Bip Max è uno smartwatch che sa esattamente cosa vuole essere: grande, leggibile, ricco di funzioni utili e molto competitivo sul piano del rapporto qualità-prezzo (a questo prezzo, in termini di prestazioni e hardware, è praticamente ineguagliabile). Non convince per discrezione o compattezza, ma conquista per l’impatto del display, per la memoria interna, per la buona dotazione sportiva e per una batteria che promette di accompagnare l’utente per parecchio tempo. Alcune piccole imperfezioni software e un’app complementare che potrebbe essere più intuitiva ne limitano il potenziale ma in definitiva si tratta di una proposta molto interessante per chi cerca un wearable concreto ma non vuole spendere una fortuna.

