Recensione Dreams: il calderone dei sogni

Articolo di · 22 Febbraio 2020 ·

Valutare un prodotto come Dreams è qualcosa che va ben oltre la recensione di un gioco. Per questo motivo in fondo non troverete un voto diviso per campi, come nostro solito, ma un giudizio secco e complessivo sull’opera. L’ultimo lavoro di Media Molecule, studio inglese che ha creato Little Big Planet, è in effetti molto più di un videogioco. O quantomeno è qualcosa di molto diverso.

Dreams è, fondamentalmente, un tool di sviluppo. Una piattaforma che permette di realizzare videogiochi, ma anche cortometraggi, render, brani musicali, asset. E questo in effetti è quello che il team prometteva di fare e aveva già mostrato nei due anni di early access. Ciò che davvero sorprende è la complessità del sistema creato dai Media Molecule. Se da un lato è vero che questo framework è, in una certa misura, alla portata di tutti, dall’altro è altrettanto vero che la sua profondità e stratificazione lo rendono difficile da padroneggiare.

Dreams si divide in due principali sezioni: Viaggio tra i Sogni e Creazione Onirica. Per comprendere cosa è e soprattutto cosa si può fare in questo prodotto bisogna cominciare parlando dalla modalità creativa. Qui, il prodotto di Media Molecule vi mette a disposizione un’interfaccia apparentemente semplice, che sfrutta poi un numero di menù e strumenti in crescita esponenziale. Per muoversi nel contesto creativo abbiamo a disposizione uno Spiritello, da controllare utilizzando il sensore di movimento del DualShock 4. Con le levette possiamo spostare e ruotare la telecamera, con l’ulteriore ausilio dei tasti L1 ed R1 che permettono di fissare rispettivamente il piano o il punto preciso che si sta mirando, per spostare la visuale in modo relativo ad essi.

Qual è il limite alla creatività?

Per dare sfogo alla nostra creatività, Dreams ci mette a disposizione una barra in alto, il menù assembla che offre un grande numero di possibilità. Da qui possiamo accedere a svariati altri menù. Alcuni di questi sono semplici e intuitivi, come il menù cerca, che permette di fare una ricerca di qualunque cosa ci serva e utilizzare qualcosa creato da altri (o da Media Molecule) nel nostro progetto. Altri invece sono suddivisi in tanti sotto menù e offrono un’infinità di possibilità, come il menù modalità, che dà accesso alla scultura, alla pittura, agli stili, gli effetti e tanto altro.

Creazione privata 3 - Recensione Dreams: il calderone dei sogni

Scendere nel dettaglio di ognuna delle varie opzioni messe a disposizione da Dreams significherebbe scrivere un compendio di decine di pagine. Vi basti sapere che Media Molecule ha messo a disposizione più di 80 tutorial – ovviamente quasi tutti opzionali – per arrivare a padroneggiare gli aspetti creativi che il tool offre. Bisogna anche dire che nessuno vi obbliga a diventare sviluppatori nel momento esatto in cui acquistate Dreams. Potreste dar sfogo alla creatività in vari modi, realizzando scene per puro piacere estetico, o magari dei personaggi animati che gli altri sognatori possono usare durante il loro sviluppo. Davvero non c’è limite alla creatività che il titolo mette a disposizione, né alle possibilità di partecipare alla comunità.

In Dreams è possibile scegliere i materiali degli oggetti, renderli fluidi o gassosi, si può impostare la posizione del sole e della luna, il ciclo giorno-notte, le fonti luminose, la nebbia; si può modellare, si può dipingere, si possono impostare le telecamere, i fotogrammi chiave, mixare suoni e strumenti per comporre, si può perfino programmare utilizzando meccanismi, timer e porte logiche per sviluppare l’avanzamento nel nostro piccolo mondo. Si può fare tutto questo e anche di più.

La comunità dei sognatori

Ma si può anche non farlo. Acquistare Dreams ovviamente non ci rende sviluppatori, né dovrebbe farci sentire obbligati a sviluppare. Tutta questa enorme mole di strumenti chiaramente necessita di tanta pazienza per riuscire a padroneggiarli e plasmare ciò che sogniamo. Ma il bello del prodotto di Media Molecule sta anche qui. Rispetto ai tanti tool di sviluppo che si possono scaricare su PC, come Unity, essere utenti di Dreams significa anche far parte di una community.

Il prodotto non è un gioco, ma una piattaforma. E in questo senso è facile immaginarne una crescita continua nel tempo. Nella modalità Viaggio tra i sogni è possibile sfogliare le creazioni degli altri giocatori. Al di là di ciò che ha realizzato Media Molecule, come Il Sogno di Art, un’esperienza meravigliosa che serve da dimostrazione per le potenzialità del tool, già oggi è possibile trovare varie perle tra i Sogni disponibili. Non solo imitazioni di giochi famosi, ma anche prodotti interessanti e originali, spesso imperfetti, certo, ma non per questo meno divertenti.

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Già oggi sfogliare le creazioni degli utenti può portarci nei panni di un bradipo o di un robottino in esperienze platform decisamente valide. Può allo stesso tempo trasformarci in esploratori di mondi cyberpunk o fantasy, magari non dettagliatissimi, ma comunque stupefacenti, soprattutto pensando che sono sviluppati da utenti. Pensando a tutto questo, ciò che Dreams potrebbe offrire nel giro di mesi o anni sembra davvero senza limiti.

Ma chi è il target?

L’ultimo titolo di Media Molecule è uno dei prodotti più interessanti, coraggiosi e ben realizzati degli ultimi tempi. Un’opera che trascende il videogioco come oggetto da consumare e porta nelle mani di ogni utente un mondo di creatività. Da un lato dà la possibilità di realizzare il proprio videogioco dei sogni, potenzialmente a tutti, per quanto sia più semplice a dirsi che a farsi. Dall’altro lato offre un’occasione estremamente interessante di approfondire e capire personalmente i meccanismi che muovono lo sviluppo di un videogioco.

In tutto questo però c’è un problema sostanziale: non è un’esperienza che può risultare divertente a tutti. Dreams non ha una campagna single player realizzata dal team di sviluppo da giocare, al di fuori di piccole esperienze come Il Sogno di Art. A differenza dei capitoli di Little Big Planet, qui gli utenti interessati solo a giocare si troveranno soltanto un’enorme libreria di titoli sviluppati da altri giocatori. Di questi, molti vi terranno impegnati per meno di pochi minuti. E anche quelli più longevi difficilmente superano l’ora di gioco.

LOWERCASE VALLEY 1 - Recensione Dreams: il calderone dei sogni

Il rischio di acquistare oggi Dreams è quello di trovarsi a curiosare un po’ tra la modalità Creazione Onirica e il Viaggio tra i Sogni, giusto per qualche ora, per poi annoiarsi di un’esperienza che risulta forse un po’ troppo frammentaria. Il titolo di Media Molecule rappresenta per molti aspetti una tappa quasi fondamentale per ogni videogiocatore che vuole approfondire il meccanismo dietro lo sviluppo. Tuttavia acquistare Dreams significa anche armarsi di tanta pazienza per impararne gli strumenti, oppure rischiare di annoiarsi davvero troppo presto.

Voto: 9

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