Recensione Griefhelm

Articolo di · 13 Ottobre 2020 ·

Griefhelm è un titolo indie in 2D sviluppato da una singola persona molto promettente, scopriamolo insieme in questa recensione!

Non smette mai di sorprenderci fino a che punto la passione di una singola persona può portare a creare qualcosa di bello. Sappiamo tutti che i giochi indie hanno spesso origini molto umili, ma in pochi si distinguono dalla massa e ancora meno sono quelli creati da un singolo sviluppatore. Da Axiom Verge a Iconoclasts, abbiamo visto giochi incredibili sviluppati ​​da programmatori solitari e Griefhelm è il prossimo tra questi. Realizzato da Johnny Dale Lonack, è un titolo di combattimento ad ambientazione medievale in salsa Dark Souls.

Un medioevo in 2D

La storia di Griefhelm è certamente piuttosto vaga, e viene mostrata solo attraverso brevi segmenti nella campagna, dal punto di vista del nostro cavaliere. Il tutto mentre egli si fa strada attraverso questo strano mondo, maledicendo i suoi nemici e cercando di essere ritenuto degno del suo rango di cavaliere. C’è un mistero che lentamente si svela, man mano che si procede nella storia, di cui vi lasceremo il gusto di scoprire. Sta di fatto però che il titolo non brilla certo per originalità in questo senso, ma comunque si lascia seguire, lasciando molto all’immaginazione del giocatore. In perfetto stile “Dark Souls”, in cui non ti viene spiegato in maniera esplicita praticamente nulla.

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Durante l’avanzare della campagna e quindi della trama, si incontreranno numerose fazioni nemiche, e il nostro cavaliere viaggerà dalle fredde vette delle montagne alle squallide cripte più profonde, per scoprire i segreti di questo mondo. L’esperienza narrativa è supportata da un impatto scenico molto ben realizzato, e da una colonna sonora opportunamente studiata per sottolineare l’avanzare della storia. La campagna stessa utilizza diversi elementi roguelike, fornendo una nuova mappa ad ogni partita in caso di morte, con diverse strade da percorrere e da visitare.

Griefhelm ha un lato roguelike

Piuttosto che la morte permanente per una singola uccisione, Griefhelm utilizza un sistema basato sulle vite e, una volta terminate, la campagna finisce e il giocatore è costretto a ricominciare da capo l’intero percorso. È una scelta ben precisa dello sviluppatore che aggiunge un tocco di difficoltà non indifferente al titolo.

Ogni qualvolta inizieremo la campagna questa avrà diverse opzioni di diramazione sulla mappa con diversi nemici e ricompense, permettendo al giocatore di valutare il percorso migliore da intraprendere. Vincendo le battaglie si ottengono nuove vite, armi, armature e vantaggi monouso, questi ultimi che danno bonus come salute extra.

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All’interno del titolo, si hanno tre tipi principali di battaglie da poter selezionare e ognuna può essere giocata individualmente dalla modalità Incontri. Questo aggiunge di sicuro un po’ di varietà al gioco. La prima modalità è l’Orda, nella quale dovremo respingere diverse ondate nemiche. La seconda è Tug of War, dove i giocatori devono raggiungere l’estremità opposta della mappa prima di sconfiggere un nemico finale. Infine, c’è Schermaglia, dove due team si affrontano e vince chi rimane vivo.

Griefhelm adotta una direzione artistica particolare e, se siete fan delle armi e delle armature cavalleresche, c’è molto da amare qui. Il gioco evita gli aspetti troppo fantasy in favore di modelli storici più accurati, così i giocatori appassionati di storia medievale possono divertirsi a vestire i loro cavalieri secondo i loro stili d’epoca preferiti. Il titolo possiede alcuni eccellenti effetti di luce e ombra che mettono in risalto il luccichio dell’acciaio e le sagome minacciose delle figure in armatura.

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Armi medioevali che passione!

Le armi sono anche modellate su esemplari realmente esistiti. Anche il sonoro fa un lavoro eccellente, e ad esempio quando riusciamo a parare un attacco nemico, le armi risuonano, si scontrano e si raschiano a vicenda con animazioni soddisfacenti che richiamano alla mente illustrazioni storiche di scherma. Il combattimento di Griefhelm ruota attorno a un sistema basato sulla postura. Per attaccare o difendere, si deve assumere una posizione di guardia bassa, alta o media, che consente di lanciare attacchi da quell’angolazione e difendersi dalla stessa. L’obiettivo del combattimento è osservare la guardia del nemico e colpire dove non se lo aspetta. Anche la spaziatura e il tempo sono fondamentali: armi diverse hanno velocità e distanze effettive di attacco diverse. Gli armamenti includono tre tipi di spade (spada lunga, spada armata, zweihander).

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Oltre al semplice attacco e parata si può anche correre ed attaccare in corsa. Questo aggiunge un pizzico di tattica in più durante i combattimenti. Inoltre è presente anche una mossa di “spinta” che consente di controllare un po’ la distanza, allontanando momentaneamente il nemico. Le spinte e le parate sembrano realistiche, ma è un peccato che questo non si possa dire per alcuni tipi di armi. Le hitbox di alcune armi, spade escluse, risultano un po’ imprecise, portando ad alcune situazioni in cui i cavalieri si compenetrano tra di loro, facendo perdere quel tocco di magia e realismo che il titolo vuole offrire.

Griefhelm: un ambiente ostile!

I livelli in cui si svolgono i combattimenti sono ben studiati e non sono solo una semplice cornice, ma al loro interno si celano molti rischi ambientali a cui dobbiamo prestare attenzione. Gli ostacoli e le trappole rendono il tutto ancora più divertente, complicando la battaglia. Inoltre con essi possiamo interagire, ad esempio abbattendo un lampadario per far inciampare un avversario in carica o costringerlo a indietreggiare per via delle fiamme. Queste caratteristiche ambientali aggiungono un bel tocco di dramma cinematografico ai combattimenti che altrimenti sarebbero, alla lunga, un po’ noiosi.

Come detto, è una avventura tutta in salita fin dalle prime fasi dell’avventura, e si muore molto spesso. Con abbastanza pratica, si possono imparare i movimenti del nemico e non bisogna aver paura di respingere se necessario. Una volta capito il meccanismo, sconfiggere le orde nemiche con precisione diventa innegabilmente soddisfacente e molto coinvolgente. All’inizio è difficile dunque, ma finisce per risultare piuttosto equilibrato, senza mai diventare un pushover.

Il multiplayer online non era accessibile durante la nostra prova, ma Griefhelm consente fino a quattro giocatori in un gioco, incluso il gioco locale. La campagna è comunque più adatta per il single player, considerando che si concentra sul viaggio di un cavaliere solitario.

Armato di spada e armatura di base, il combattimento è semplice da imparare ma sorprendentemente punitivo. Ricordate soltanto che il vostro cavaliere è molto vulnerabile e le manovre difensive sono fondamentali per la sopravvivenza. È meglio farlo parando gli attacchi, azzeccando il tempo e la postura con cui bloccare il colpo avversario.

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Non è tutto oro quel che luccica

Sfortunatamente, la campagna soffre un po’ troppo di RNG, spesso generando picchi di difficoltà irregolari e ricompense ridondanti, come armi e armature già sbloccate in modo permanente. Il vantaggio “cavalcatura” è talmente mal implementato da essere più un handicap che un vero vantaggio.

Dal punto di vista puramente tecnico, il titolo è davvero riuscito. Come accennato precedentemente, le armature e le armi sono ispirate a quelle realmente utilizzate nel medioevo, dando un tocco di realismo all’opera. Sia armi che armature, inoltre, sono ben realizzate con un buon dettaglio grafico.

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L’impressione complessiva di Griefhelm è quella di un gioco divertente e brillante che perde il suo lustro in tempi relativamente brevi. La campagna non sembra equilibrata per una soddisfacente esperienza per giocatore singolo. La modalità incontro è molto divertente con gli amici, ma si esaurisce in breve tempo. Com’era prevedibile, non è stato facile trovare gli avversari online prima del rilascio. Tuttavia, Griefhelm trarrà vantaggio dal tipo di feedback della comunità.

In conclusione

Nonostante i suoi difetti, Griefhelm si mostra promettente. Johnny Dale Lonack e il suo team stanno facendo di tutto per continuare a migliorare il titolo e hanno espresso il desiderio di supportare il gioco dopo il lancio con contenuti aggiuntivi. Griefhelm è un buon indie che si impone con onore. Se può davvero raggiungere la grandezza, tuttavia, deve ancora dimostrarlo.

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Griefhelm ha molti lati positivi, e anche se quella difficoltà iniziale sarà scoraggiante per alcuni, con un po’ di pratica e perseveranza si ottengono risultati soddisfacenti. Anche se il combattimento non ha un’enorme profondità, la varietà delle modalità di gioco è apprezzabile e presenta alcuni impegnativi combattimenti 2D, una bella estetica e un divertente multiplayer. L’impossibilità di salvare i progressi della campagna è frustrante, ma nel complesso, il gioco è stato una piacevole sorpresa e lo consigliamo vivamente.

Criterion 10
7.0

Un buon Indie 2D!

Griefhelm è un ottimo titolo Indie 2D che vi terrà impegnati per molto tempo anche grazie alla sua difficoltà! Lo consigliamo a tutti gli appassionati del mondo medievale e a chi cerca un gioco che offra una buona dose di sfida.


+
    - Buona giocabilità
    - Graficamente ispirato
    - Sonoro coinvolgente
-
    - Elevata difficoltà iniziale
    - Alla lunga può stancare facilmente

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