Nel 2022, il primo High On Life ha rappresentato un piccolo caso videoludico. Al netto di una qualità videoludica intrinseca poco più che discreta, lo sparatutto firmato da Squanch Games era diventato imprevedibilmente un instant classic di culto. Il merito era tutto da ricercare nella esuberante comicità cinica e surreale del titolo, sospeso tra demenzialità, black humor e freddure da comedy televisiva americana. Una formula vincente per carpire l’attenzione del pubblico, grazie anche ad una provvidenziale distribuzione tramite GamePass ed una viralità esplosa tra i reel dei social.
Una cifra stilistica infusa dal fondatore stesso del team di sviluppo, quel Justin Roiland papà dell’esuberante serie animata Rick and Morty. Dopo le controversie legali che lo hanno coinvolto, lo stesso si è separato da Adult Swim, 20th Television e Squanch Games. Riorganizzate le idee, le differenti compagini, ciascuna per il proprio settore, hanno proseguito il percorso delle proprietà intellettuali. Ma come si può, con queste premesse, preservare un netto imprinting autoriale ed al contempo espandere le caratteristiche prettamente ludiche di un prodotto come High on Life? Ecco come gli sviluppatori non solo se la sono cavata, ma hanno altresì sfornato un titolo nettamente migliore del predecessore.
High on Life 2 è disponibile dal 13 Febbraio per PC (via Steam), Xbox Series e PlayStation 5. E’ altresì presente all’interno della selezione del catalogo Xbox Game Pass (Ultimate e PC).
Versione testata: Xbox Series X
Pistole sull’orlo di una crisi di nervi
Nessuno ci credeva. Davvero nessuno. Eppure la missione ha avuto successo. L’innominato ed improvvisato cacciatore di taglie di High on Life è riuscito ad eliminare un pericoloso cartello intergalattico della droga, salvando l’umanità dall’orlo dell’estinzione. Un’impresa di questo genere non poteva che non portare fama e gloria al taciturno protagonista della vicenda, divenuto famoso in ogni angolo dell’universo. Tuttavia un bel giorno, una misteriosa figura riemerge dal passato mettendo una taglia sulla testa della sorella del protagonista. Inizierà una nuova entusiasmante e pericolosissima avventura per sventare una nuova cospirazione, stavolta ordita dalla multinazionale Rhea Pharmaceuticals, che minaccia non solo la famiglia del protagonista ma anche l’intera umanità. Di nuovo.
Quello che era uno dei maggiori timori legati all’uscita di scena di Roiland era proprio la scrittura di High on Life 2. Sarebbe riuscito a mantenere tutte le caratteristiche del predecessore? Fortunatamente non solo la risposta è positiva, ma il risultato finale si è rivelato addirittura superiore. La sceneggiatura è fulminante e pungente, capace tanto di sorprendere con parodie canzonatorie quanto di scendere fino all’arguzia più gretta.

Il rovescio della medaglia, ad ogni buon conto, è duplice. Da un lato l’umorismo, si sa, non è un linguaggio universale. Quello che può far sghignazzare una persona potrebbe lasciare indifferente l’altra, se non metterla addirittura a disagio o offenderla. Dall’altro lato, High on Life 2 è a tratti addirittura più verboso del predecessore. Il risultato è che le ampie quantità di dialoghi tendono a rompere il ritmo del gameplay, soprattutto quando le conversazioni tendono ad accavallarsi con l’azione. Forse si poteva trovare un equilibrio più efficace.
Artisticamente, High on Life 2 amplia a dismisura il coloratissimo universo già visto nel predecessore. Si tratta di un titolo in cui sono ancora forti le influenze del proprio creatore, la cui firma non cessa di palesarsi anche nei design delle creature o nell’utilizzo quasi cardiopatico dei contrasti. L’Unreal Engine 5 riesce a gestire tutto sommato bene illuminazione ed ombre, tuttavia permangono i singhiozzi oramai tristemente comuni ai titoli firmati dal motore Epic. Ecco dunque che glitch e bug assortiti si presentano abbastanza di frequente, perlomeno senza compromettere in modo incisivo l’esperienza globale.

Mai, quest’onda mai
Principali fautori del successo virale di High on Life, gli imprevedibili gatliani restano giustamente al centro della scena anche nel sequel.
Le armi senzienti non solo tornano in High on Life 2, ma si presentano maggiormente numerose ed eclettiche. Un totale di sei bocche da fuoco, tutte profondamente diverse le une delle altre, che ampliano drasticamente la varietà del gunplay. Chi ha giocato al primo capitolo sa bene che questo era uno degli aspetti più controversi, con un feedback delle sparatorie non all’altezza del livello imposto dalla concorrenza. Per fortuna, il nuovo capitolo recupera gran parte del terreno e, seppur non riuscendo pienamente a raggiungere lo standard aureo del genere, il feeling è nettamente più gradevole. Complici anche alcune armi improvvisate che rendono sempre imprevedibile quello che accadrà nell’incedere dell’avventura.

Se tutto ciò che ruota attorno ai gatliani si rinconferma piacevolmente, ad aggiungere la maggiore sostanza ludica è l’inserimento dello skateboard. Al posto del classico scatto, il protagonista può saltare sulla tavola e lanciarsi in scorribande rapidissime ed acrobatiche a colpi di salti, trick e grind.
Ad essere sinceri, eravamo titubanti su questa novità. Temevamo infatti che inserire una meccanica di questo tipo avrebbe potuto porre variabili aleatorie al level design, al ritmo di gioco ed all’enemy placement. Fortunatamente, siamo stati smentiti. Per gran parte, perlomeno. Lo skateboard si rivela una risorsa favolosa in termini esplorativi e garantisce ancora più dinamismo al gameplay. Sul versante dei combattimenti, invece, l’eccessiva velocità a volte crea più problematiche che soluzioni. Di fatto, spesso il giocatore è costretto a rallentare per risolvere efficacemente i conflitti a fuoco. Chiariamo: le routine comportamentali dei nemici sono piuttosto basilari e non bisogna aspettarsi chissà quali tattiche da parte dell’IA. Tuttavia mirare in corse sfrenate non sempre è facilissimo.

Sotto a chi tocca
Dal punto di vista strutturale, High on Life 2 riconferma la formula del primo capitolo.
Le taglie si susseguono una dopo l’altra e, man mano che i membri della Rhea Pharmaceuticals vengono accompagnati davanti al Creatore, anche i livelli si fanno più intraprendenti. Attraverso un hub centrale nel quale poter acquisire potenziamenti, il giocatore è chiamato a selezionare la prossima destinazione per ritrovarsi sovente in macro-aree esplorabili, dense di collezionabili. Ma soprattutto, varietà.
Se infatti vi aspettate solo sparatorie ed esplorazione, beh, preparatevi a cambiare idea. High on Life 2 sa essere deliziosamente imprevedibile tra platform, boss battle, enigmi ambientali, ester egg folli e trovate deliranti. Tutti ci potevamo attendere meno di risolvere uno scenario da whodunit, partecipare ad un imbarazzante speed dating o sfondare la quarta parete così tante volte. Se siete quel tipo di giocatori che apprezzano la follia a briglia sciolta, gli sviluppatori di Squanch Games saranno alcuni dei vostri nuovi migliori amici.

Inevitabilmente, quando un titolo vuole essere così polarizzante nelle proprie scelte ludiche e narrative, c’è da mettere in conto che non tutti potrebbero apprezzarlo in egual misura.
Preso infatti come FPS, High on Life 2 non reinventa la ruota e si “limita” ad essere una proposta solida ma non particolarmente di spicco nel panorama odierno. Se invece lo si considera come un pacchetto completo fatto di ironia, imprevedibilità ed un pizzico di genuino umorismo politicamente scorrette, il discorso cambia radicalmente. Apprezzare le sfumature del titolo non solo permette di vivere un’avventura ridicolmente divertente, ma anche di godere appieno di tutte le trovate che gli sviluppatori di Squanch Games hanno riversato in questo titolo. D’altronde, la somma fa il totale, no?

Commento finale
High on Life 2 riesce in un compito tutt’altro che scontato. Non solo preserva l’iconica dimensione sardonicamente arguta del predecessore, ma altresì riesce ad arricchire e raffinare la formula ludica con maggiore qualità e varietà. Il tutto, ovviamente, all’insegna della follia più imprevedibile. Chi ha amato il primo capitolo, adorerà sfrecciare sullo skateboard tra una battuta sagace ed una taglia galattica. Per tutti gli altri, il pazzo universo di Squanch Games potrebbe conquistarvi a condizione di accoglierne il peculiare umorismo e l’impostazione strutturalmente classica.



