Recensione IL-2 Sturmovik: Birds of Prey

La liberazione nelle vostre mani

Come diretto seguito del suo predecessore, Il-2 Sturmovik: Birds of Prey riprende in particolare le ultime fasi della seconda guerra mondiale, partendo, in ordine cronologico, dalla terribile battaglia di Dover sulla “Manica” fino allo scontro finale di Berlino, senza dimenticare naturalmente la liberazione italiana ed altri importanti eventi del conflitto. La bravura del team sviluppatore risiede, come detto, non solo nell’aver saputo realizzare, videoludicamente parlando, una riproduzione accurata di ogni battaglia (nei limiti, naturalmente), ma anche nell’informare il giocatore con documenti che riproducono stralci ed episodi dell’epoca tramite una fantastica sezione “Enciclopedia”, che funge praticamente da lezione storica per l’utente tra una partita e l’altra.

Aldilà di questo e passando al gioco vero e proprio, gli sviluppatori si sono resi conto che rispetto all’episodio realizzato nel 2001 dovevano in qualche modo accontentare la ristretta cerchia di fan creatasi nel tempo ma anche farsi amare dal pubblico “console”, poco avvezzo per forza di cose ai simulatori di volo. Così, prima di iniziare ogni partita, il gioco da la possibilità di scegliere la modalità con cui cimentarsi in battaglia. Si parte da quella “Arcade”, che fornisce all’utente un immediato controllo del mezzo, con munizioni e “vite” infinite. Il secondo livello è invece segnato dalla modalità “Realistica”, che non solo toglie quest’ultime caratteristiche ma elimina anche importanti aiuti di pilotaggio del velivolo. Infine, quella “simulativa”, la più difficile del gioco, tenta nel suo piccolo di ricreare tramite pad la sensazione di controllare un velivolo dell’epoca. Operazione in parte riuscita, spieghiamo perché.

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Lasciando per un attimo i pareri riguardo le altre due modalità al prosieguo di questa recensione, la “Simulativa” ci ha soddisfatto e deluso allo stesso tempo. Se è vero che molte cose vengono riprodotte fedelmente e si ha davvero la sensazione di stare in cabina di pilotaggio, altre sono state evidentemente messe da parte, o comunque frutto di una poca cura durante le fasi di sviluppo. Il difetto più grande tra gli altri è lo stallo continuo. Adesso, è chiaro che non pretendiamo certo una immediatezza pari ad un qualsiasi gioco arcade, ma troviamo che questa problematica tipica degli aerei del secolo scorso sia fin troppo accentuata facendovi trovare più a combattere con la cloche del mezzo che con gli avversari. Dato che non parliamo di un Flight Simulator, ma di un gioco di aerei da combattimento, capite subito che la cosa ha i suoi evidenti svantaggi. Pertanto, a meno che non disponiate di una periferica dedicata proprio a questo genere di videogiochi, l’esperienza di gioco potrebbe risultare piuttosto frustrante per la maggior parte dei videogiocatori, potendo risultare appagante soltanto per gli utenti che hanno, come detto una certa dimestichezza con simulatori di volo e periferiche adeguate. Giocando in questo modo inoltre avrete a disposizione non solo unicamente la visuale in soggettiva interna all’abitacolo, ma soprattutto nessun HUD vi sarà di supporto, lasciandovi quindi lì come se foste davvero in battaglia, e niente che vi indicherà quali siano i nemici o gli amici.

Tornando indietro, attraverso le altre due tipologie di gioco riuscirete decisamente a godervi meglio questo Il-2 Sturmovik, pur non essendo un “barone rosso“. Senza concentrarci troppo su una delle due, grazie ad un sistema sempre immediato e appagante, gli sviluppatori riescono a donare al giocatore la splendida sensazione dei combattimenti aerei, con un ritmo sempre frenetico ed elevato tipico dei prodotti d’azione. Il controllo del mezzo infatti non è per nulla complicato, specialmente ai livelli più bassi. La levetta analogica sinistra è studiata per i movimenti dell’aereo, mentre quella destra controllerà la velocità del mezzo, con movimenti sull’asse Y. In orizzantale aggiusterete invece la coda: azione utile nelle operazioni di assoluta precisione. Specialmente per quanto concerne la modalità “Arcade”, il prodotto assume adesso contorni più da videogioco che da simulatore. Ricompare l’HUD, indicando in tempo reale una mole importante di dati: nemici da colpire, raggio di fuoco da tenere in considerazione prima di sparare (contate sempre il deflusso dei proiettili in aria), obiettivi primari e secondari e così via. Si ha la possibilità di scegliere altre visuali, in particolare la più comoda in terza persona e inoltre si ottengono, come detto, una grossa quantità di aiuti che difficilmente vi faranno finire in stallo o vi costringeranno a grandi correzioni di manovra. Sono qui in effetti le uniche grosse differenze tra le modalità “Arcade” e “Realistica”. In quest’ultima vedrete sparire innanzitutto il mirino che vi indicherà dove sparare per colpire il nemico. Inoltre diversi supporti dalla CPU saranno disattivati e dovrete stare più attenti al controllo del mezzo. Niente di impossibile, comunque e lontano soprattutto dall’elevato livello di sfida della “Simulativa”.

La campagna principale del gioco, nonché colonna portante dell’intera produzione, è a sua volta suddivisa in altre piccole campagne, corrispondenti ognuna ad un differente episodio storico (quelli accennati in apertura) e con i quali difficilmente vi annoierete. Gli sviluppatori riescono abilmente ad offrire una esperienza sempre varia e coivolgente, con missioni che vanno dal semplice combattimento all’ultimo sangue a compiti più meticolati e delicati come il bombardamento di una posizione (e controllare un bombardiere di grosse dimensioni fa effetto, non c’è che dire) o le azioni diversive per spianare la strada ai gruppi di terra. Certo, il gioco si scontra con uno dei difetti più comuni per le produzioni di questo genere: la ripetitività e comunque anche un po’ di frustrazione per certe missioni, specialmente quelle finali, di alta difficoltà. Nel complesso però Gaijin Entertainment centra in pieno l’obiettivo di un gameplay ricco di alternative e facilmente adattabile alle esigenze del vasto pubblico da console. Non perfetto, ma quasi.

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