Recensione in pillole: In My Shadow

Versione testata: PC

Un’infanzia ordinaria racchiude una gran quantità di momenti che segnano la nostra vita. Le piccole cose, per un bambino, sono delle enormi meraviglie o delle tragedie immani. Cose che finiscono per rimanerci impresse anche in età adulta e per essere ricordate con nostalgia. Questo è quello su cui gioca In My Shadow, nuovo titolo indipendente rilasciato da Playbae, che abbiamo recensito per voi.

Che gioco è?

In My Shadow è un interessante puzzle game platform in cui una ragazza ripercorre i ricordi che la legano alla casa in cui è cresciuta. Dai momenti spensierati trascorsi con il suo cucciolo o con suo fratello fino a momenti tristi e dolorosi che hanno segnato la sua crescita. Il clima è emozionante e coinvolgente, portando spesso il giocatore alla commozione.

Il gameplay è strutturato su un criterio molto semplice: spostare degli oggetti in modo da poter raggiungere la fine dei livelli. Il percorso che si deve seguire, tuttavia, non è quello degli oggetti in sé, bensì quello delle ombre che essi proiettano. Tutti gli oggetti che muoviamo sono infatti illuminati da una fonte di luce e producono un’ombra sulla parete. Mettendoli nella posizione corretta li potremo utilizzare come piattaforme per percorrere i livelli e recuperare le pagine di ricordi che ci servono per completarli.

Non tutti gli oggetti però generano delle ombre e non tutti gli oggetti si possono muovere in qualsiasi direzione. Alcuni di essi sono infatti immobili e non vengono colpiti dalla luce, rivelandosi quasi degli ostacoli. Altri, invece, si possono spostare soltanto a sinistra e destra oppure avanti e dietro. Ad essi vanno aggiunte alcune ombre che sono collocate sotto forma di ostacoli. Seghe rotanti, piattaforme appuntite e ostacoli aguzzi che si muovono per il livello, molte sono le insidie che complicano il nostro percorso. Tutto ciò rende il gameplay estremamente impegnativo e complesso.

Playbae ha sicuramente fatto un grande sforzo nel realizzare level design e trama del suo titolo. La quantità di elementi che si sfruttano per muoversi tra i livelli è enorme e ognuno di essi ha degli effetti diversi. Dalle piattaforme fragili a quelle che non si possono spostare, dai teletrasporti agli ostacoli che uccidono la nostra ombra, fino alla fine del gioco non si smette di scoprire nuovi elementi.


Perché giocarlo?

Il punto di forza di In My Shadow è sicuramente la narrazione che, incorniciata da una buona colonna sonora, riesce a spingere il giocatore a voler continuare l’avventura. Interamente ambientato nelle diverse stanze di una comune casa, In My Shadow ripercorre i ricordi che una ragazza ha di quel luogo. Dai momenti di infanzia alle crisi adolescenziali e i litigi familiari. Il gioco offre uno specchio nostalgico su un’infanzia ordinaria, senza grandi sconvolgimenti e drammi. Sono le piccole cose comuni a destare le mancanze più grandi.

Il level design è curato ed è frutto di un grande studio su fisica e sui giochi di luce che colpiscono gli oggetti. A seconda dell’illuminazione della stanza, infatti, le ombre proiettate variano permettendo di utilizzare in maniera sempre differente anche gli oggetti come le sedie che vengono usati per gran parte del gioco.

I livelli presentano un grado di sfida crescente e diventa sempre più difficile completarli in breve tempo. Nonostante il gioco abbia una breve durata, infatti, non sarà semplice completare i livelli più avanzati in pochi tentativi e sarà necessario tentare più e più volte. Ciò, alla lunga, potrebbe rivelarsi frustrante per chi non è appassionato del genere ed è per questo che Playbae ha deciso di inserire la possibilità di saltare i livelli che non riusciamo a portare a termine.


Perché no?

Se giocare con il pad si rivela abbastanza piacevole, l’utilizzo di mouse e tastiera risulta invece macchinoso. La risposta dei comandi, a parità di sensibilità, è rallentata e costringe il giocatore ad un maggior numero di movimenti per spostare gli oggetti. Oggetti che, in alcuni casi, non seguono del tutto lo spostamento del mouse ma si muovono solo in una direzione per volta. Come detto, il movimento è invece molto fluido e preciso se si usa il pad.

Proprio a causa della complessità dei livelli, risulta arduo terminare il gioco senza saltarne nessuno. Quelli conclusivi, in particolare, richiedono un enorme numero di tentativi per un giocatore che non ha grande esperienza nel genere. I players che non sono appassionati di puzzle games potrebbero trovarsi in grave difficoltà.


Commento finale

In My Shadow è un titolo che offre un’esperienza emozionante e coinvolgente che lascia il giocatore in balia delle proprie emozioni. Le caratteristiche del titolo lo rendono però difficile da apprezzare per chi non è appassionato di puzzle games. Playbae ha sicuramente fatto un grande lavoro sul level design ma risulta spesso eccessivamente complicato capire in quale ordine posizionare gli oggetti per arrivare al completamento dei livelli. Questo potrebbe spingere i giocatori ad abbandonare il gioco prima del tempo, a causa della frustrazione che può derivare dal dover ripetere uno stesso livello decine di volte. Il titolo è dunque consigliato prevalentemente agli amanti del genere ma, con alcuni aggiustamenti, potrebbe essere apprezzato anche da una maggior fetta di pubblico.


6.5

Buon potenziale ma si può far meglio


In My Shadow è un titolo che offre un’esperienza emozionante e coinvolgente che lascia il giocatore in balia delle proprie emozioni. Le caratteristiche del titolo lo rendono però difficile da apprezzare per chi non è appassionato di puzzle games. Playbae ha sicuramente fatto un grande lavoro sul level design ma risulta spesso eccessivamente complicato capire in quale ordine posizionare gli oggetti per arrivare al completamento dei livelli. Questo potrebbe spingere i giocatori ad abbandonare il gioco prima del tempo, a causa della frustrazione che può derivare dal dover ripetere uno stesso livello decine di volte. Il titolo è dunque consigliato prevalentemente agli amanti del genere ma, con alcuni aggiustamenti, potrebbe essere apprezzato anche da una maggior fetta di pubblico.

PRO


CONTRO

Antonio Rodofile
Già da prima di imparare a scrivere, i miei genitori mi hanno messo un pad tra le mani. Quel pad, nel corso degli anni, ha cambiato forma, dimensioni, peso ma la passione è rimasta invariata. Dopo tanti anni di studi tra media, cinema e videogiochi, sono sbarcato un po' per caso e un po' per destino nella critica videoludica che concilia le mie due più grandi passioni: scrivere e giocare.

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