Recensione in pillole Re:Turn 2 – Runaway

Questa volta Red Ego Games si è messa in proprio, sviluppando e producendo Re:Turn 2 – Runaway sequel diretto di Re: Turn – One Way Trip, uscito durante il 2020, di cui trovate qui la nostra recensione.


Versione testata: PC


A distanza di poco più di un anno lo sviluppatore londinese torna sui suoi passi e porta alla ribalta il proseguo della storia del primo capitolo, mantenendo gli asset del gioco sostanzialmente invariati.

Re:Turn 2 – Runaway è disponibile su  Xbox Series X/S, PlayStation 4, Xbox One, Microsoft Windows, Nintendo Switch, Classic Mac OS, PlayStation 5, quindi qualora foste interessati dovrete semplicemente scegliere la piattaforma più adatta alle vostre esigenze.

Che gioco è?

Re:Turn 2 – Runaway, seguendo le orme tracciate dal capitolo precedente, rimane invariato per quanto riguarda identità e struttura: è un horror di tipo psicologico, basato su sistema isometrico in 2D a spostamento orizzontale. La realizzazione artistica è veicolata tramite una tradizionalissima pixel art, dalle tinte noir, opprimenti, inquietanti e pregne di pathos.

Rispetto al suo predecessore l’impatto visivo è leggermente migliorato, la qualità complessiva è superiore, il che si traduce con texture più nitide e distinte ed una palette dei colori più accattivante. Tuttavia nel bene e nel male, permane un fortissimo senso di familiarità e dejà vu con One Way Trip, per cui scorrendo gli screen di entrambi i capitoli risulterebbe difficile a volte distinguere a chi appartengano.

Riprendendo la trama vestiremo di nuovo i panni di Saki, la nostra protagonista. A tal riguardo però è necessario fare un passo indietro per apprezzarne meglio l’incipit di questo seguito.

Per farla breve e senza spoilerare troppo (se preferite la versione più dettagliata andate direttamente alla nostra recensione), nel primo capitolo Saki e i suoi amici si appartarono per un pic-nic che ben presto terminò in tragedia. Un fantomatico treno dall’aspetto molto antico apparve dove prima non c’era nulla, ed in seguito gli amici della protagonista spariti misteriosamente uno ad uno.

Re:Turn 2 – Runaway riparte esattamente da dove era finito il precedente capitolo, cosa che non vi sveliamo dettagliatamente proprio per questione di spoiler. Il suo viaggio drammatico, ormai sola ed abbandonata, non è ancora finito, nuovi orrori ed enigmi si staglieranno di fronte a lei in questa nuova avventura.

Perché giocarlo?

Sono presenti degli elementi di varia natura, che potrebbero attrarre una certa platea di giocatori ad acquistare questo nuovo titolo di Red Ego Games. Detto che il titolo è ovviamente consigliato per gli estimatori di Re:Turn One Way Trip, Runaway potrebbe essere una buona scelta per gli amanti della pixel art, delle piccole ed intime storie adolescenziali a tinte horror.

Ben lontano dalla canonica struttura dei videogame classici, qui siamo difronte ad una sorta di racconto interattivo, dove il gameplay recita un ruolo decisamente marginale. Vi sono delle interazioni con l’ambiente e con alcuni oggetti funzionali allo sviluppo della trama, ma i punti di forza indubbiamente risiedono nell’ambientazione curata, negli scenari emotivamente toccanti, e nella narrazione serrata e sentita degli avvenimenti della protagonista.

La longevità estremamente ridotta, parliamo di circa 2-3h per portare a termine la storia, potrebbe venire incontro al gusto di chi non fosse particolarmente attratto da giochi con un monte ore notevole, preferendo esperienze mordi e fuggi.

Perché no?

Non abbiamo compreso completamente il senso di far uscire a distanza di quasi 2 anni un sequel dalle 3h di gioco, trattato come un singolo gioco. Visto anche il prezzo ridotto rispetto al primo capitolo, avrebbe forse avuto più senso intenderlo come un DLC di One Way trip, considerandone inoltre l’evidente continuità sia a livello artistico che narrativo.

Come per il predecessore permangono gli stessi limiti strutturali: se siete amanti di giochi dal gameplay spiccato e predominante, state alla larga da questo titolo, dove la vostra occupazione principale sarà godervi l’evolvere degli eventi.

La stessa ridotta longevità che per alcuni potrebbe essere un valido incentivo all’acquisto, per altri potrebbe rappresentare un limite evidente allo spendere del denaro (tanto o poco che sia) per un prodotto dalla durata così esigua.

Il panorama indie ci ha ormai abituati, grazie alla sua sempre varia ed inarrestabile produzione di titoli per tutti i gusti, a valutare attentamente un gioco prima del relativo acquisto, al fine di ottimizzare le proprie spese verso prodotti di proprio gradimento.

L’acquisto di Re:Turn 2 – Runaway deve necessariamente passare attraverso questa valutazione non essendo un gioco adatto ai gusti dei più.

Commento Finale

Re:Turn 2 – Runaway prosegue la linea tracciata dal precedente capitolo, manca però di coraggio ed intraprendenza non abbandonando mai la propria comfort zone. Un gameplay pressoché inesistente ed una longevità ridotta all’osso sono tra i fattori principali che non ci hanno propriamente convinto ed entusiasmato. Sempre delizioso e rifinito il comparto artistico riprodotto in pixel art, non basta forse per giustificarne la spesa, di quello che più coerentemente sarebbe dovuto essere un DLC piuttosto che un gioco a-sé-stante. Acquisto consigliato per gli amanti del genere e per gli estimatori di Re:Turn One Way Trip, rimasti in sospeso in attesa di nuovi sviluppi della trama.

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6.3

Re:Turn 2 - Runaway


Re:Turn 2 - Runaway prosegue la linea tracciata dal precedente capitolo, manca però di coraggio ed intraprendenza non abbandonando mai la propria comfort zone. Un gameplay pressoché inesistente ed una longevità ridotta all'osso sono tra i fattori principali che non ci hanno propriamente convinto ed entusiasmato. Sempre delizioso e rifinito il comparto artistico riprodotto in pixel art, non basta forse per giustificarne la spesa, di quello che più coerentemente sarebbe dovuto essere un DLC piuttosto che un gioco a-sé-stante. Acquisto consigliato per gli amanti del genere e per gli estimatori di Re:Turn One Way Trip, rimasti in sospeso in attesa di nuovi sviluppi della trama.

PRO

Artisticamente curato, emotivamente toccante

CONTRO

Longevità molto ridotta, sequel poco intraprendente
Stefano Taccari
Stefano Taccari
Gamer dal 1987, padre di due piccoli gamers, griller, Dungeon Master e batterista hardcore. "I VG sono uno strumento che ci permette di entrare in contatto con altri universi".

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