Recensione Indiana Jones e l’antico Cerchio + L’Ordine dei Giganti (Nintendo Switch 2)

Dopo la pubblicazione a fine 2024 su PC (versione da noi testata) e Xbox Series e l’approdo su PlayStation 5 nel 2025, Indiana Jones e l’antico Cerchio arriva anche su Nintendo Switch 2. Si tratta di un porting ambizioso e, per molti versi, sorprendente. MachineGames ha mantenuto intatto il cuore dell’avventura, sacrificando – per forza di cose considerando le specifiche della console – soprattutto fluidità e risoluzione per preservare atmosfera e coerenza visiva. L’aggiunta del DLC –L’Ordine dei Giganti – completa il pacchetto con un’espansione breve ma ben integrata, più interessante per i fan dell’universo di Indy che per chi cerca una deviazione davvero innovativa dal gioco base.

Sia Indiana Jones e l’antico Cerchio che L’Ordine dei Giganti sono già disponibili per PC, PlayStation 5 e Xbox Series X (il gioco base è incluso anche nel catalogo Game Pass) mentre le versioni Nintendo Switch 2 sono acquistabili dal 12 maggio 2026 rispettivamente a 69,99 € per l’antico Cerchio e 19,99 € per L’Ordine dei Giganti.


Versione testata: Nintendo Switch 2


Un mondo di misteri vi attende

La storia principale è un classico racconto indiana-jonesiano (un’avventura in soggettiva per giocatore singolo ambientata tra gli eventi di I predatori dell’arca perduta del 1981 e L’ultima crociata del 1989): nel 1937, tra Vaticano, Egitto e altre location esotiche, Indy è chiamato ad inseguire un mistero legato all’Antico Cerchio, con un’impostazione che mescola archeologia, complotti e tensione da avventura seriale. La struttura narrativa punta molto sul ritmo cinematografico, sul senso di scoperta e sull’alternanza tra enigmi, esplorazione e momenti più spettacolari, in modo molto coerente con la tradizione della saga.

L’Ordine dei Giganti è un’espansione contenuta ma strutturata (che si inserisce con naturalezza nella struttura di gioco principale), centrata su una missione secondaria che si può affrontare – come anticipato – nel Vaticano e che porta Indy nelle catacombe romane dimenticate. Il contenuto riprende senza troppi rischi i pilastri del gioco base e approfondisce la storia dell’ordine dei nefilim, la tribù dei giganti introdotta nella trama del gioco base con un taglio da indagine laterale che non stravolge l’impianto originale. Il DLC presenta nuove incredibili ambientazioni, qualche enigma, nemico inedito e un ritmo ben dosato. La durata si aggira tra le 4 e le 6 ore, a seconda della precisione con cui si affrontano enigmi e si ricercano gli extra, quindi non è un DLC lunghissimo ma nemmeno un contenuto meramente riempitivo. Il limite più evidente è che non osa davvero cambiare formula o ambizione narrativa: funziona bene, diverte, ma resta più un buon capitolo aggiuntivo che un’avventura memorabile.

Azione elettrizzante su Nintendo Switch 2

Sul piano ludico, il passaggio a Nintendo Switch 2 non cambia la natura dell’esperienza (per un approfondimento dettagliato vi rimandiamo alla recensione del buon Arturo): resta un’avventura in prima persona che alterna esplorazione, furtività, combattimenti corpo a corpo, sparatorie (quando necessario) e risoluzione di puzzle ambientali, con la frusta al centro di tutto come strumento per muoversi, distrarre, disarmare e arrampicarsi. La cosa più importante è che il porting non sembra snaturare il ritmo del gioco: le sezioni narrative e investigative restano ben separate da quelle più tese, e l’insieme continua a premiare osservazione, gestione degli spazi e approccio “tipicamente alla Indy” più che la pura aggressività. In pratica, la struttura si fonda su tre pilastri: esplorare, infiltrarsi e risolvere. L’esplorazione è il cuore dell’esperienza, perché ogni area nasconde percorsi alternativi, collezionabili, enigmi e piccoli segreti ambientali. La furtività è spesso il modo migliore per avanzare, ma quando il gioco decide di alzare l’asticella in termini di ritmo, i combattimenti diventano più fisici e concitati, senza però trasformarsi in uno shooter tradizionale in stile Wolfenstein. In modalità docked, il gameplay beneficia soprattutto della maggiore comodità visiva: leggere indizi, osservare ambienti e orientarsi nei livelli risulta più semplice, e il colpo d’occhio sostiene meglio la natura cinematografica dell’avventura. In handheld, invece, il gioco conserva la stessa struttura ma si affida molto di più alla precisione dei controlli e alla buona leggibilità dell’interfaccia, motivo per cui il supporto al giroscopio e al mouse diventa particolarmente utile.

Uno degli aspetti più interessanti della versione Nintendo Switch 2 è il supporto ai controlli specifici dell’hardware, compresa la modalità mouse e il giroscopio dei Joy-Con 2. Le opzioni extra della console ibrida di Nintendo cambiano davvero la qualità della vita, soprattutto nei passaggi più delicati di mira e manipolazione. Il giroscopio permette micro-correzioni rapide e naturali, mentre la modalità mouse può risultare molto comoda per chi vuole un feeling più vicino al PC. Dal punto di vista del design, questa scelta ha senso perché Indiana Jones e l’antico Cerchio vive di interazioni frequenti con l’ambiente, piccoli allineamenti, apertura di passaggi e un uso costante della frusta, quindi ogni opzione che aumenti precisione e comfort ha un impatto concreto sull’esperienza. Restano comunque disponibili approcci più tradizionali (come il supporto al Pro Controller), così da lasciare al giocatore la scelta del setup (con tanto di varie impostazioni di personalizzazione e opzioni complete di rimappatura dei comandi) più adatto al proprio stile.

Il gameplay funziona soprattutto quando lascia spazio all’esplorazione ragionata e alla costruzione della tensione, invece di forzare il giocatore in scontri continui. È un titolo che premia l’attenzione ai dettagli, l’osservazione e il gusto della scoperta, qualità che su Switch 2 si mantengono intatte anche grazie alla presenza delle opzioni di input più flessibili. In breve, su Nintendo Switch 2 il gameplay resta uno dei punti di forza dell’intera produzione: solido, vario, coerente con il personaggio e ben adattato alla doppia anima di Nintendo Switch 2 che punta sia ad offrire un’esperienza da salotto da grande schermo e sia in mobilità.

Grafica e tecnica

Sul fronte grafico, Indiana Jones e l’antico Cerchio su Nintendo Switch 2 adotta una soluzione prudente ma efficace, puntando su un’esperienza complessivamente stabile più che su un impatto visivo aggressivo (con una ricostruzione dinamica che tende a essere più elevata quando la console è collegata al dock e più bassa in portatile). Questo approccio consente di mantenere intatti molti elementi chiave dell’impatto visivo con un’impostazione tecnica che preferisce dare maggior peso alla presentazione cinematografica. In modalità docked il gioco ne guadagna in pulizia dell’immagine e tenuta generale (girando a 1080p con DLSS), risultando più convincente su TV, mentre in portatile (gira a 720p) i compromessi diventano più evidenti, soprattutto nella nitidezza (sebbene lo schermo sia da 7,9 pollici, si tratta pur sempre di un LCD, e nelle sezioni più buie si fatica un po’ a muoversi e a districarsi) e nella leggibilità dei dettagli più fini (con più di qualche difficoltà nel leggere o comprendere subito gli indizi). L’aspetto resta comunque convincente e – a tratti – impressionante e – sebbene la qualità grafica sia sensibilmente inferiore fuori dalla modalità docked – l’esperienza in portatile rimane comunque ottima.

Il frame rate sembra attestarsi su un target di 30 fps (non sempre costante), scelta che aiuta a preservare coerenza e atmosfera ma che inevitabilmente limita la fluidità rispetto alle altre versioni console. Nonostante ciò, il colpo d’occhio resta efficace grazie a una direzione artistica solida e che fa gran parte del lavoro e a una buona gestione di illuminazione, ambienti (davvero ricchi di dettagli e che sembrano trasudare vita) e materiali, elementi che permettono al gioco di conservare gran parte del suo fascino anche sull’hardware Nintendo. Non mancano però fenomeni di pop-in – in particolar modo nella sezione iniziale dell’avventura, dove la vegetazione la fa da padrona – qualche stuttering evidente quando c’è troppo carico sulla CPU con evidenti blocchi della schermata, anche durante il passaggio alla cutscene video e che accompagnano praticamente tutta l’avventura e qualche texture – inevitabilmente – di bassa qualità. Ma il gioco è talmente coinvolgente e divertente – con l’esperienza che risulta godibilissima anche su Nintendo Switch 2 – che davvero non importa se ci sono mancanze o piccoli problemi tecnici (considerando che la dimensione complessiva è di 57.3 GB rispetto agli oltre 100 GB delle altre versioni, si può parlare di vero e proprio miracolo).

Sonoro e atmosfera

Il comparto sonoro è uno dei punti forti dell’esperienza, perché lavora in perfetta sintonia con l’identità di Indiana Jones: colpi, frustate, passi, ambienti sotterranei e musiche sono tutti costruiti per evocare immediatamente il tono da blockbuster avventuroso. Il doppiaggio e la regia audio contribuiscono in modo decisivo a dare personalità alle scene, mentre la colonna sonora richiama l’immaginario classico della saga senza risultare invasiva. Su Nintendo Switch 2, il suono beneficia sia del gioco in TV sia dell’uso portatile, ma la differenza più rilevante non è tanto qualitativa quanto di percezione: in docked l’impianto audiovisivo enfatizza meglio la scala dell’avventura, mentre in handheld l’esperienza diventa più intima e da viaggio, senza perdere il peso dei dettagli sonori più significativi.

Commento finale

Nel complesso, la versione Nintendo Switch 2 di Indiana Jones e l’antico Cerchio convince perché non tradisce l’anima del gioco: l’avventura resta ricca, ben ritmata e molto fedele allo spirito della saga. Le specifiche della console impongono diversi compromessi tecnici rispetto ad altre versioni console (soprattutto in versione portatile sebbene risulti – a tratti – ugualmente impressionante), viene sacrificata un po’ la fluidità, il framerate a 30 fps non è sempre stabile (con una chiara perdita di frame per gran parte dell’avventura) ma l’esperienza complessiva diverte e resta godibile – dall’inizio alla fine – grazie anche al supporto ai controlli specifici dell’hardware Nintendo compresa la modalità mouse e il giroscopio dei Joy-Con 2, all’ottimo lavoro svolto sul sistema di illuminazione e ad una veste grafica – considerando la natura ibrida di Switch 2 – decisamente notevole. L’aggiunta del DLC – L’Ordine dei Giganti – completa il pacchetto con un’espansione breve ma ben integrata, più interessante per i fan dell’universo di Indy che per chi cerca una deviazione davvero innovativa dal gioco base.

8.7

Indiana Jones e l’antico Cerchio + L’Ordine dei Giganti (Nintendo Switch 2)


Nel complesso, la versione Nintendo Switch 2 di Indiana Jones e l’antico Cerchio convince perché non tradisce l’anima del gioco: l’avventura resta ricca, ben ritmata e molto fedele allo spirito della saga. Le specifiche della console impongono diversi compromessi tecnici rispetto ad altre versioni console (soprattutto in versione portatile sebbene risulti - a tratti - ugualmente impressionante), viene sacrificata un po' la fluidità, il framerate a 30 fps non è sempre stabile (con una chiara perdita di frame per gran parte dell'avventura) ma l'esperienza complessiva diverte e resta godibile - dall'inizio alla fine - grazie anche al supporto ai controlli specifici dell’hardware Nintendo compresa la modalità mouse e il giroscopio dei Joy-Con 2, all'ottimo lavoro svolto sul sistema di illuminazione e ad una veste grafica - considerando la natura ibrida di Switch 2 - decisamente notevole. L’aggiunta del DLC - L’Ordine dei Giganti - completa il pacchetto con un’espansione breve ma ben integrata, più interessante per i fan dell’universo di Indy che per chi cerca una deviazione davvero innovativa dal gioco base.

PRO

Atmosfera e scrittura da autentica avventura di Indiana Jones I Gameplay vario, con esplorazione, stealth, puzzle e combattimenti ben alternati I Sonoro molto curato I Controlli Switch 2 interessanti, con supporto a mouse e giroscopio I Buona tenuta generale in docked e esperienza ancora valida in handheld ...

CONTRO

... anche se in handheld l’impatto visivo perde qualcosa in nitidezza e pulizia I 30 fps (non sempre costanti) e compromessi tecnici inevitabili soprattutto in portatile I qualche difficoltà a districarsi nelle sezioni più buie a causa dello schermo LCD della console (su un OLED sarebbe decisamente diverso)

4News.it è una fonte di OpenCritic.com, il più grande aggregatore internazionale di review dedicato al mondo dei videogames.

Ultimi Articoli

Articoli correlati