Recensione John Carpenter’s Toxic Commando, uno sparatutto co-op horror negli anni ’80

Il mondo dei videogiochi ha spesso cercato di catturare l’essenza del cinema horror classico. Molti titoli hanno provato a replicare le atmosfere cupe e oppressive dei grandi esponenti del genere. Tuttavia pochi riescono a trasmettere la pura energia dei film d’azione degli anni ottanta, e tra questi c’è sicuramente John Carpenter’s Toxic Commando.

Sviluppato da Saber Interactive, questo titolo è una lettera d’amore al cinema di genere. Il nome del leggendario regista non è solo un fregio commerciale, infatti l’intera estetica del gioco prende ispirazione dal suo stile unico e caratteristico. Ci troviamo di fronte a un’esperienza cooperativa frenetica e volutamente esagerata.

Il gioco non cerca il realismo a tutti i costi, e punta invece a divertire con un mix di esplosioni e ironia. Fin dai primi istanti si respira un’aria da buddy movie tipico degli anni ’80. I protagonisti sono mercenari di seconda scelta ma con molto carisma e la battuta sempre pronta. Il loro obiettivo è sopravvivere a un’apocalisse soprannaturale senza precedenti. La premessa narrativa è semplice ma efficace. Tutto inizia con un esperimento corporativo andato terribilmente storto.


Versione testata: PC (Steam)


Trama

In un futuro non troppo lontano l’avidità umana ha superato quasi ogni limite. Una potente corporazione ha infatti deciso di scavare nel nucleo terrestre per estrarne energia e risorse inesauribili. Quello che non sapevano però è che nel cuore del pianeta riposava un’antica divinità. Lo Sludge God è un abominio arcano rimasto dormiente per millenni, e il suo risveglio ha scatenato una catastrofe di proporzioni inimmaginabili.

Una disgustosa sostanza nera ha iniziato a sgorgare dalle viscere della terra, e ha contaminato tutto ciò con cui è venuta in contatto. Il suolo si è trasformato in scorie tossiche e gli esseri umani trasformati in mostri non morti al servizio della divinità primordiale. Il genio dietro questo assurdo esperimento ha però un piano d’emergenza: arruolare i migliori soldati del mondo per rimediare all’errore. Purtroppo però i professionisti costano troppo per una società in bancarotta. Per questo motivo ha scelto i Toxic Commando, un gruppo di mercenari scapestrati e pronti a tutto per qualche spicciolo.

Comparto tecnico di prim’ordine

Saber Interactive ha dimostrato una grande padronanza tecnologica negli ultimi anni. Il cuore pulsante di questo titolo è lo straordinario Swarm Engine, la stessa tecnologia vista anche in World War Z. Lo studio ha però migliorato il motore per questa occasione, e la quantità di nemici a schermo è semplicemente impressionante. Vedere migliaia di infetti riversarsi verso la squadra è un’esperienza sbalorditiva.

Le orde si muovono con una fluidità che lascia quasi senza fiato. e non si avvertono cali di frame rate significativi nemmeno durante i combattimenti. Questo aspetto è fondamentale per un titolo basato sulla velocità come uno sparatutto scanzonato come John Carpenter’s Toxic Commando. L’illuminazione gioca poi un ruolo chiave nel creare l’atmosfera apocalittica desiderata. I riflessi sulla sostanza nera emessa dallo Sludge God sono molto efficaci, mentre i modelli dei personaggi, seppur molto dettagliati, non spiccano di certo per originalità nel design. Così come le ambientazioni del resto, che risultano però ampie e ricche di dettagli post apocalittici piuttosto convincenti.

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Classi e strategie

John Carpenter’s Toxic Commando supporta una squadra composta da un massimo di quattro giocatori, e ogni partita o missione può essere affrontata in solitaria o in compagnia. La cooperazione in questo caso non è solo un suggerimento, ma quasi una necessità. I giocatori possono scegliere tra quattro classi distinte molto ben bilanciate. Il DPS è il classico assaltatore focalizzato sulla potenza di fuoco pura. Il Medico è indispensabile per mantenere in vita il gruppo ferito. Il Tank può assorbire enormi quantità di danni proteggendo i compagni. Infine l’Operator, l’unico un po’ diverso dal solito, è un tecnico esperto nell’uso di droni e tecnologia avanzata.

Ogni classe possiede inoltre un’abilità speciale unica che può cambiare le sorti degli scontri. Salire di livello permette poi di sbloccare nuovi potenziamenti negli alberi abilità delle singole classi, e anche le armi crescono di efficacia nel tempo. È possibile infatti equipaggiare accessori per migliorare la precisione o il danno delle molte bocche da fuoco che il gioco mette a disposizione. La sinergia tra le diverse classi è fondamentale per superare le difficoltà più importanti, anche perché gli zombie non solo infiniti, ma ce ne sono alcune tipologie speciali che si rivelano molto più aggressive e coriacee.

L’arsenale dei Toxic Commando

Il sistema di combattimento di John Carpenter’s Toxic Commando è un mix esplosivo di stili diversi. Ogni giocatore dispone di due armi principali intercambiabili rapidamente in battaglia. A queste si aggiungono una pistola di emergenza e granate tattiche, e per il corpo a corpo è possibile usare un coltello. L’arsenale è vastissimo e diviso tra armi leggere e pesanti. Le armi pesanti sono devastanti ma hanno caricatori molto limitati nel tempo. Quelle leggere permettono di mantenere una pioggia di piombo costante.

Gestire le munizioni è un aspetto critico dell’economia di ogni missione. Non bisogna mai sprecare colpi preziosi contro nemici isolati e deboli. In giro per le mappe si trovano anche cristalli speciali molto preziosi. Questi cristalli serviranno per acquistare o potenziare le armi del proprio arsenale. Sparse per la mappa ci sono poi anche casse contenenti armi leggendarie potentissime. Attivarle però non è gratuito, ed è necessaria una speciale risorse utile anche ad utilizzare le torrette mitragliatrici o attivare meccanismi e protezioni. Il feeling dei colpi è pesante e gratificante e le hit box rispondono piuttosto bene.

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Il veicolo come compagno di viaggio

Uno degli aspetti più distintivi di John Carpenter’s Toxic Commando è sicuramente l’uso dei veicoli. Le mappe sono semi aperte e richiedono spostamenti rapidi e sicuri, ed è qui che entrano in gioco i veicoli. I mezzi di trasporto non servono infatti solo a muoversi velocemente, sono vere e proprie fortezze mobili equipaggiate di tutto punto. Ogni veicolo possiede infatti caratteristiche uniche e strumenti di supporto. Alcuni sono dotati di mitragliatrici pesanti per falciare le orde di zombie, altri trasportano rifornimenti medici vitali per i commando a piedi.

Un elemento molto interessante è l’utilizzo dell’argano sui mezzi pesanti. Serve per arpionare oggetti o tirarsi fuori dal catrame radioattivo. Bisogna però prestare molta attenzione alla gestione del carburante disponibile. Senza benzina infatti il veicolo rischia di diventare una trappola mortale in mezzo agli zombie. I mezzi possono poi essere danneggiati e richiedono riparazioni costanti sul campo.

Campagna e rigiocabilità

Il gioco si sviluppa attorno a un hub principale funzionale, sia narrativamente che soprattutto a livello ludico. Il miliardario che ci ha assunti infatti ci fornisce costantemente aggiornamenti sulle missioni, e qui i giocatori possono scegliere l’eroe da guidare e prepararsi per la prossima missione. Dall’hub si può accedere alla campagna principale o a partite veloci.

Le missioni principali inoltre riposizionano gli obiettivi in modo dinamico all’interno delle aree, rendendo ogni partita diversa dalla precedente in modo efficace. La non linearità dei percorsi permette inoltre di approcciare le sfide diversamente, puntando dritti all’obiettivo o cercando scorciatoie o soluzioni alternative.

Le mappe sono disseminate di segreti e risorse da raccogliere avidamente. Ogni missione portata a termine fornisce gettoni utili per le riparazioni o per sbloccare potenziamenti per le prossime partite. La struttura a livelli permette inoltre sessioni di gioco brevi ma intense, che non fanno annoiare grazie al ritmo serrato dell’azione.

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Una storia che poteva dire di più

La storia del gioco non è scritta male ed è recitata con passione. Tuttavia, il ritmo frenetico e le poche spiegazioni iniziali non sempre concedono il giusto tempo per apprezzarla o approfondirla. Il contesto viene spiegato rapidamente per poi buttare il giocatore subito nell’azione.

L’atmosfera da buddy movie anni ottanta è però il vero collante. Le battute tra i mercenari sono spesso divertenti e azzeccate, e si percepisce la firma di John Carpenter nel tono generale dell’opera. Il mix tra orrore sovrannaturale e commedia d’azione funziona molto bene, con il gioco che non si prende mai troppo sul serio. La colonna sonora richiama le sonorità sintetiche tipiche del regista americano, che contribuisce a creare un’esperienza coesa e coerente.

Commento finale

John Carpenter’s Toxic Commando è un titolo che sa esattamente cosa vuole essere. Non cerca di rivoluzionare il genere degli sparatutto cooperativi online, e vuole invece perfezionare la formula delle orde massicce di nemici. Il risultato è un action divertente e tecnicamente solido su ogni piattaforma. Se amate la collaborazione tra amici questo titolo vi soddisferà.

L’influenza di John Carpenter dona un certo fascino ad ogni ambientazione. È un cocktail esplosivo di proiettili e zombie d’altri tempi. La progressione è abbastanza profonda e sprona a migliorare costantemente il proprio arsenale.

In conclusione, John Carpenter’s Toxic Commando rappresenta una delle sorprese più piacevoli del panorama cooperativo attuale. Il titolo riesce a bilanciare perfettamente l’azione frenetica con una progressione gratificante e un’atmosfera cinematografica d’altri tempi. Grazie alla potenza dello Swarm Engine di Saber Interactive le orde di nemici diventano uno spettacolo visivo che lascia a bocca aperta.

Anche se la narrazione corre veloce e alcuni elementi di design possono sembrare familiari, la solidità del gameplay e il divertimento che scaturisce dall’uso dei veicoli e delle bocche da fuoco rendono l’esperienza imperdibile per gli appassionati del genere horror e d’azione.

John Carpenter’s Toxic Commando sarà disponibile dal 12 marzo 2026 Steam, PS5 e Xbox Series.

8.0

John Carpenter's Toxic Commando


John Carpenter's Toxic Commando rappresenta una delle sorprese più piacevoli del panorama cooperativo attuale. Il titolo riesce a bilanciare perfettamente l'azione frenetica con una progressione gratificante e un'atmosfera cinematografica d'altri tempi. Grazie alla potenza dello Swarm Engine di Saber Interactive le orde di nemici diventano uno spettacolo visivo senza precedenti che mette alla prova i riflessi e la coordinazione del team. Anche se la narrazione corre veloce e alcuni elementi di design possono sembrare familiari la solidità del gameplay e il divertimento puro che scaturisce dall'uso dei veicoli rendono l'esperienza imperdibile per gli appassionati del genere horror e d'azione.

PRO

Lo Swarm Engine gestisce migliaia di nemici a schermo con una fluidità tecnica eccezionale garantendo un impatto visivo e un'azione senza sosta | L'integrazione dei veicoli nel gameplay non è solo un mezzo di trasporto ma aggiunge uno strato tattico fondamentale grazie all'uso di argani e risorse | L'atmosfera ispirata ai film di John Carpenter cattura perfettamente lo spirito dei buddy movie anni ottanta con un mix vincente di horror e ironia

CONTRO

La narrazione procede troppo velocemente lasciando poco spazio per approfondire adeguatamente il contesto e la storia dello Sludge God | Il design dei personaggi e delle ambientazioni non brilla per originalità | L'IA ed alcune animazioni dei nemici mostrano occasionali legnosità

4News.it è una fonte di OpenCritic.com, il più grande aggregatore internazionale di review dedicato al mondo dei videogames.

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