A distanza di un anno dall’esordio ufficiale del titolo del team russo Sobaka Studio, l’espansione KIBORG: Descent si prefissa un obiettivo molto semplice. Ovvero: prolungare la sofferenza di Lee Morgan con combattimenti ancora più intensi e brutali.
In sede di recensione, eravamo rimasti piacevolmente colpiti da questo progetto nel quale “combattimenti tesi e violenti si mescolano ad un incedere costante, in cui il senso di progressione è assicurato“. Al netto di un comparto tecnico migliorabile ed un bilanciamento non esattamente impeccabile, KIBORG si era dunque rivelato uno dei prodotti probabilmente più incompresi della scorsa stagione videoludica. Probabilmente passando anche fin troppo inosservato. L’arrivo di questo nuovo DLC fornirà il giusto pretesto per dar nuovo lustro al coraggioso ibrido rogue-like tra picchiaduro old-school e sparatutto?
KIBORG: Descent è disponibile dal 30 Aprile per PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series e PC via Steam.
Versione testata: PlayStation 5
Discesa negli inferi
Descent è ambientato dopo i titoli di coda del titolo originario e pertanto, per sua stessa natura, risulta accessibile solo successivamente aver terminato almeno una volta KIBORG.
Sopravvissuto alle indicibili violenze del programma televisivo Last Ticket, il protagonista Lee Morgan scopre la cruda realtà. La sua libertà non si trovava in cima alla torre Omega-201, bensì molto più in basso. La chiave della sopravvivenza risiede infatti al di sotto di tutti i livelli già conquistati, nelle profondità più segrete della torre stessa. Descent mette così sul piatto tre nuove aree. Ciascuna di esse con una direzione artistica ben precisa, capaci di segnare un deciso passo avanti rispetto alla omogeneità visiva dell’avventura base. Morgan si troverà ad affrontare così le rovine di una civilta dimenticata, i misteriosi meccanismi dell’abbandonata fabbrica KENKOU e l’abisso vero e proprio, un inferno in continua mutazione.
Il tutto porta con sé nuovi approfondimenti nei confronti della storia di KIBORG, nella fattispecie i segreti della torre e della sfuggente Sostanza. Da questo punto di vista ed al netto di un tono generale che resta quello cinico del gioco base, Descent appare tuttavia un completamento quasi indispensabile rispetto alle vicende finora narrate.

Violenza evoluta
Le nuove ambientazioni non sarebbero abbastanza se ad essere rinfoltite non fossero anche le file nemiche.
In questo senso, Descent propone oltre dieci nuove tipologie di nemici e tre boss leggendari, il cui culmine rappresenta il vero e proprio cuore pulsante dell’espansione: lo scontro finale con Volkov. Questo rappresenta probabilmente uno dei maggiori selling point di Descent, non solo perché contribuisce alla quadratura del cerchio sulla vicenda di KIBORG (rimasta fin troppo aperta nel gioco base), ma anche perché ne rappresenta un degno coronamento. Se proprio dobbiamo essere pignoli, c’è da dire che non riusciamo ad essere particolarmente fan di questo genere di strategie in chiave di supporto post lancio per quanto lodevole sia l’offerta ed il suo price tag (€ 9,75).
Ovviamente, nuovi avversari implicano nuove grandi difficoltà da affrontare. Ecco dunque che occorre barcamenarsi tra impegnative ondate di nemici, driblando trappole mortali sempre più infide e devastanti. Descent non scherza e l’aver relegato l’accesso al DLC alla conclusione di almeno una run completa di KIBORG è solo la punta dell’iceberg.

Armi e ritagli… ehm, bagagli
Occorre infatti che il messaggio sia ben chiaro: Descent non solo è rivolto a chi ha concluso KIBORG, ma anche e soprattutto a chi ne ha padroneggiato il loop ludico ed ogni sfumatura di gameplay.
L’espansione realizzata da Sobaka Studio, come si suol dire, è infatti sporca e cattiva. Descent picchia duro, non fa sconti e presuppone che il vostro Lee Morgan abbia libero accesso a quasi tutti i suoi potenziamenti. Non perché siano tecnicamente indispensabili. Bensì perchè in senso contrario la sfida diventa fin troppo impari. Al punto che ci siamo detti: com’è l’esperienza con Descent, posto che già KIBORG, già di per sé era segnato da un bilanciamento non ottimale? A nostro avviso, tutto ruota attorno al comprendere cosa vuole essere questo DLC. Vi approcciereste a The Old Hunters senza aver padroneggiato alla perfezione Bloodborne? La risposta risiede in questo. Se poi siete davvero sadici, beh, sappiate che ci sono pure difficoltà opzionali ancora superiori.
Descent non è probabilmente un’esperienza per tutti. Ma non vuole esserlo. E’ rivolta espressamente a chi ha amato KIBORG, a chi ne ha estratto la sua essenza più pura, a chi voleva ancora menare le mani in questo peculiare roguelite russo. Anche al costo delle spigolosità che porta in dote, sia dal punto di vista del bilanciamento, sia sul versante tecnico che eredita le medesime incertezze del titolo originario.

Commento finale
KIBORG: Descent è l’atto conclusivo del roguelite di Sobaka Studio, che porta alle estreme conseguenze l’identità stessa della lotta di Lee Morgan. Una vera e propria discesa all’inferno che racchiude l’epilogo di una vicenda cruda e cinica, arricchita da tanta azione, nuovi contenuti ed un livello di difficoltà tarato verso l’alto. Proprio questo aspetto potrebbe allontanare chi non ha amato visceralmente l’ascesa alla torre Omega-201, unito ad un comparto tecnico non particolarmente brillante. Se tuttavia siete tra i sopravvissuti del programma televisivo Last Ticket e non vedete l’ora dello scontro finale con Volkov, questa è la vostra ora.




