Recensione KIYO – Bunny Tyranny, libertà agli oppressi!

KIYO – Bunny Tyranny è un indie stealth-platformer 2D che unisce cyberpunk, satira sociale e un mondo distopico governato da una tirannia. Il gioco è sviluppato dallo studio indie Pixel Rats – un team molto piccolo, composto da due soli sviluppatori che hanno lavorato al titolo per quattro anni – e pubblicato da CobraTekku Games, un publisher che si sta focalizzando su titoli indie di nicchia e decisamente particolari (vedasi Citadrill, The Edge of Allegoria o Verho – Curse of Faces). Questa edizione è la prima uscita creativa del team e il risultato è un prodotto con un’identità molto chiara che ribalta il concetto di come dovrebbero essere gli animali carini e coccolosi.

KIYO – Bunny Tyranny è disponibile per PC (tramite Steam) e Nintendo Switch al prezzo consigliato di 14,99 €.


Versione testata: Nintendo Switch


Dimenticatevi i coniglietti carini e innocenti

I conigli risiedono nella città distopica di Rabbithole City dominata da una BunnyCorp che ha instaurato un regime totalitario e governa la città con paura, corruzione e tirannia. Sfruttando la tecnologia come distrazione definitiva per la popolazione (vi ricorda qualcosa?), in un’esperienza che rompe la quarta parete, il saggio e ottimista Gufo incarica voi, un umano dietro uno schermo di un computer, di controllare Kiyo (una lince tigrata). Dovrete guidare questo felino senziente e, in seguito, la sua banda attraverso questa città cyberpunk, scoprendone i segreti, il tutto mentre sarete ostacolati dal fatto di essere un “ex predatore”. La storia è sorprendentemente ben sviluppata per un platform indie. Ci sono alcuni punti narrativi interessanti, raccontati attraverso dialoghi scorrevoli ma senza dare chissà quale background approfondito ai personaggi.

Ma attenzione il gioco è disseminato di umorismo per adulti, come ad esempio un ambiguo locale notturno chiamato “Club69” con puzzole che si esibiscono in spogliarelli, o poster di attualità che pubblicizzano “Bo-tail” per aumentare le dimensioni della coda. Questo gioco non è certamente adatto a un pubblico giovane, nonostante il suo aspetto (apparentemente) carino e coccoloso.

KIYO – Bunny Tyranny costruisce il suo mondo distopico su una serie di metafore sociali molto chiare, che non sono solo decorative, ma servono a dare un senso di critica alla realtà moderna. La città di Rabbithole City è il cuore di questa satira, e i conigli che la governano rappresentano una caricatura dell’autoritarismo tecnologico, della sorveglianza e della dipendenza dai dispositivi.

I conigli sono descritti come smartphone-addicted, e questo non è un dettaglio casuale: è la metafora centrale del gioco. La loro tecnologia – così come il regime autoritario della BunnyCorp che ha instaurato un regime totalitario – non è solo un mezzo, ma diventa un sistema di controllo. La loro “dipendenza” è un modo per dire che la tecnologia moderna non è solo utile, ma può diventare un mezzo di oppressione se usata in modo autoritario. Il gioco usa questo per criticare la dipendenza tecnologica contemporanea, dove i dispositivi non sono solo strumenti, ma anche modi di controllo sociale. La città è dominata da una tecnocrazia che usa la sorveglianza per controllare ogni cosa. I conigli sono quindi una caricatura di una società che è controllata, ma non in modo violento, ma in modo tecnologico.

Gameplay e meccaniche distintive

Il gameplay – story-driven – si svolge in diverse aree della città, accessibili tramite una linea della metropolitana. I vari edifici presentano diversi livelli platform che richiedono di raggiungere oggetti come chiavi, tessere o persino personaggi non giocanti. Queste sezioni platform sono principalmente stealth, un genere che ci piace molto se dosato con moderazione, ma che abbiamo trovato piuttosto ripetitivo. Per aggiungere un po’ di pepe alla situazione, però, ci sono degli strumenti che aiutano a superare la crudele polizia conigliesca. Potrete usare una corda per arrampicarti sulle piattaforme, delle ossa per distrarre i Doberman di pattuglia, delle carote e delle birre per distrarre diversi tipi di guardie o delle frecce per eliminarle direttamente. Se sarete abbastanza veloci e furtivi, potrete persino sbranarli a morte. Nel complesso, il gameplay è piuttosto semplice e, come già sottolineato, la storia lo rende comunque abbastanza interessante. Ciò che delude è la generale goffaggine dei comandi. Potrebbe essere intenzionale, dato che l’elemento della quarta parete implica che il personaggio sia consapevole di sé e che sia controllato da un essere umano, ma la sensazione rimane comunque strana.

Grafica e tecnica

Su Nintendo Switch la resa visiva è molto pulita e il frame rate è stabile. La grafica in pixel art è interessante. La combinazione di grafica a 32 bit con alcuni lievi elementi 3D delle texture in primo piano e sullo sfondo crea ambienti neon molto interessanti da osservare, soprattutto considerando che il paesaggio è in stile synth/cyber futuristico, sullo sfondo di un cielo cupo e tetro. Allo stesso modo, la musica di sottofondo synthwave, sebbene ripetitiva, è allegra e piacevole, contribuendo all’atmosfera generale di gioco.

Commento finale

Kiyo – Bunny Tyranny è un solido – quanto strampalato – titolo stealth-platformer 2D caratterizzato da una storia piacevole che rappresenta una caricatura dell’autoritarismo tecnologico, della sorveglianza e della dipendenza dai dispositivi, un gameplay – semplice e prettamente stealth che – al netto di una certa ripetitività – ha carisma e fascino, il tutto impreziosito da quel pizzico di umorismo per adulti che lo rende divertente. Ci sentiamo di consigliarlo a chi apprezza titoli stravaganti e fuori dall’ordinario!

8.0

KIYO – Bunny Tyranny


Kiyo – Bunny Tyranny è un solido - quanto strampalato - titolo stealth-platformer 2D caratterizzato da una storia piacevole che rappresenta una caricatura dell’autoritarismo tecnologico, della sorveglianza e della dipendenza dai dispositivi, un gameplay - semplice e prettamente stealth che - al netto di una certa ripetitività - ha carisma e fascino, il tutto impreziosito da quel pizzico di umorismo per adulti che lo rende divertente. Ci sentiamo di consigliarlo a chi apprezza titoli stravaganti e fuori dall'ordinario!

PRO

Meccanica stealth abbastanza divertente I La grafica in pixel art è davvero interessante I Ci sono alcuni punti narrativi interessanti I Musica synthwave con un sound molto coerente con l’ambientazione

CONTRO

Comandi lenti e poco reattivi I Non per tutti

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