Recensione Lumines Arise, il ritorno della sinestesia videoludica firmata Tetsuya Mizuguchi

Lumines Arise è uno di quei titoli per cui non si può prescindere da una prova in prima persona, se si vuole tentare di capirlo realmente. Non solo perché è arduo descrivere con banali parole la reincarnazione del franchise dai creatori di Tetris Effect: Connected. A ben ragionare infatti, anche giocandolo direttamente si può restare con il latente dubbio su cosa effettivamente vuole trasmettere il titolo firmato dal visionario Tetsuya Mizuguchi, il cui contributo al media è legato a titoli come Space Channel 5, Rez e Child of Eden.

A distanza di oltre vent’anni da quel Lumines: Puzzle Fusion in grado di divenire un iconico titolo di lancio di PlayStation Portable, il rompicapo rinasce con Enhance Game e Monstars Inc.. Con un risultato spettacolare e mai così completo sotto il profilo dell’offerta ludica. Ma sarà riuscito a diventare, al contempo, anche un puzzle adatto a tutto il pubblico?

Lumines Arise è disponibile dall’11 Novembre per PC (via Steam) e PlayStation 5.


Versione testata: PlayStation 5


Blocchi a cascata

Iniziamo da principio. Come si gioca ad un capitolo di Lumines?

Tecnicamente il funzionamento è piuttosto semplice e strizza l’occhio alle regole generali di Tetris. I giocatori manipolano blocchi 2×2 che cadono dall’alto verso il basso dello schermo. Le loro conformazioni prevedono fino a due colori/tipo e l’obiettivo di fondo è quello di creare quadrati di un colore/tipo (da minimo 2×2 ma anche e soprattutto di maggiori dimensioni). Nel frattempo, una linea temporale attraversa il campo di gioco seguendo il ritmo della musica. Al suo passaggio vengono eliminati i quadrati completati nel frattempo, generando punti a seconda delle combinazioni realizzate. Semplice, no?

Per avanzare nei livelli occorre completare un obiettivo minimo di quadrati 2×2.

Accessibilità è infatti il principio cardine che permette a chiunque di approcciare la serie. Una immediatezza che affonda le proprie radici in una variante ludica del concept dell’immortale titolo di Aleksej Leonidovič Pažitnov. Con una fondamentale distinzione. Mentre in Tetris si ragiona nella prospettiva del completamento di linee orizzontali, Lumines richiede non solo di riflettere in termini di blocchi, ma anche per disposizione cromatica, reazioni a catena ed inesorabilità della linea temporale. Lumines Arise, dal canto suo, riconferma questa variazione paradigmatica arricchendola di ulteriori strati di tecnicismi che lo rendono sempre più “easy to lear, hard to master“.

Incasellare quadrati suddividendoli per colore e tipo è infatti un’operazione molto più facile a dirsi che a farsi. Vuoi per automatismi mentali di lunga data, vuoi per un pensiero che tende con maggior enfasi e velocità a raggruppare sommariamente per somiglianza e non con una struttura precisa, Arise mette i giocatori davanti all’evidenza. Iniziare a giocare è semplice, padroneggiare tempistiche e strategie di manipolazione è tutta un’altra questione. Soprattutto se la fretta è legata non solo alla costante caduta dall’alto di blocchi 2×2 ma anche dal ricorrente timing della linea temporale. Ragionate. Possibimente in fretta.

Ogni livello sa essere diverso, anche se il gameplay di fondo è sempre lo stesso.

Tieni il tempo, il ritmo non finisce mai

La principale novità ludica è rappresentata dalla meccanica Burst.

Si tratta di una risorsa concessa ai giocatori, attraverso la quale è possibile fermare temporaneamente lo scorrimento della linea temporale. In questo modo, non solo si impedisce ai quadrati formatisi di essere eliminati. Ma soprattutto, si ha la possibilità di renderli sempre più grandi prima dello scadere del tempo. Quando la linea temporale si rimette in azione, un Burst correttamente sfruttato apre la porta ad una sequenza incredibile di combo che svuotano lo schermo, accumulando valanghe di punti.

Il beat di questo livello è clamoroso.

Potrebbe sembrare un altro concetto piuttosto semplice, ma all’atto pratico persino attivare correttamente il Burst diventa questione di esperienza e scaltrezza. Un Burst attivato al momento giusto è in grado di sovvertire gli esiti di una partita, mentre bruciarlo senza le opportune considerazioni può portare ad un totale spreco.

Il tutto si traduce in una incredibile scarica di adrenalina e dopamina quando le cose vanno per il verso giusto. Ma anche di una buona dose di frustrazione, specie quando all’inizio si cerca di apprendere le basi del gameplay. Fortunatamente, è difficile (anzi, impossibile) non cadere nella classica trappola “ancora una partita e smetto” quando l’estetica è di una tale qualità. Arise è stilisticamente ineccepibile non solo in qualsiasi elemento di art design, ma anche clamorosamente spettacolare per effettistiche e luci. Se le immagini a corredo di questa recensione vi incuriosiscono, preparatevi a restare a bocca aperta ogni cinque minuti. Un manifesto di come la sensibilità artistica sarà sempre superiore al mero showcase di forza grafica bruta.

Un Burst al momento giusto può fare tutta la differenza del mondo.

Equilibrio zen

Lumines Arise si contraddistingue inoltre per un’offerta contenutistica davvero generosa. Qualcosa di mai banale quando si parla di puzzle game.

Abbiamo così la modalità Viaggio, un percorso single player attraverso oltre 30 livelli che racconta un’odissea sinestetica senza precedenti. Da ambientazioni steampunk a cucine vivaci, da trip animaleschi a visionarie nuotate tra i fondali marini… Fidatevi quando parliamo di qualcosa di inspiegabile a parole. Lumines Arise è in grado di stupire con qualsiasi transizione da un’atmosfera all’altra, graziata ciascuna non solo da un’estetica unica nel suo genere ma anche da un accompagnamento musicale praticamente perfetto per varietà, qualità e ricchezza eterogena.

Questa campagna può tenere impegnati per circa otto ore, in linea di massima. Si, perché come già anticipato Lumines Arise non è particolarmente dolce nei confronti del pubblico. La pianificazione tattica necessaria per avanzare nei livelli è elevata, ma lo è ancor di più la capacità di adattamento e la rapidità di pensiero. Magari c’è chi potrebbe trovare eccessivamente severo un titolo come questo, basato comunque a monte da una randomicità per definizione. Tuttavia, si tratta a nostro avviso di una precisa scelta di game design, comunque peraltro alla stragrande maggioranza degli esponenti del genere. Arise chiede di conoscere le proprie regole e saperle applicare: solo la pratica rende perfetti.

Ogni stage è una carezza audiovisiva.

Proprio a questo riguardo, Lumines Arise propone anche numerose sfide di abilità con una stuzzicante modalità Missioni. Partendo dal tutorial nozionistico di base, passando per le tecniche avanzate, il gioco accompagna per mano verso sfide di difficoltà crescente che, in un certo senso, preparano non solo per la modalità Viaggio ma anche per il multiplayer. Presente sia con supporto online che in locale a due giocatori, su tutte le proposte spicca la Battaglia Burst. Si tratta di una sfida competitiva al meglio di tre round in cui il Burst non serve solo per ottenere punti ma anche per riempire di blocchi l’avversario. Trovano poi spazio classiche sfide a tempo, una sorta di modalità sorpavvivenza (che si aggiunge a quella per giocatore singolo sbloccabile una volta finito il Viaggio) nonché il Burst Rapido, una sfida arcade quotidiana a chi crea il Burst più grande.

Ciliegina su una torta mai così appetitosa è sistema di progressione. Strutturata intorno ai Loomii (gli avatar virtuali dei giocatori), essa si sviluppa attorno allo sblocco di una miriade di oggetti di personalizzazione, con la più vasta selezione mai vista nella serie. Magari sembrerà poco per alcuni, ma nel grande schema delle cose è un ulteriore idea piacevole, soprattutto per i completisti.

La Battaglia Burst ci ha ricordato alcune iconiche modalità competitive di grandi classici.

Commento finale

Lumines Arise è l’ennesima geniale opera che porta la firma di Tetsuya Mizuguchi. Magnetico ed assuefacente, il ritorno del puzzle game nato vent’anni fa su PSP è un’ulteriore ciliegina sulla torta di un 2025 stratosferico. Esteticamente ipnotico e con una soundtrack praticamente perfetta, Arise mette sul piatto altresì un’offerta contenutistica incredibilmente generosa che spazia tra modalità per giocatore singolo fino ad un robusto comparto online. Oggi come allora, la saga continua tuttavia a non essere un’esperienza per tutti a causa delle sue peculiarità ludiche nonché della sua ripida curva di apprendimento. Per gli amanti del genere ma anche per tutti coloro che vogliono provare qualcosa di realmente diverso ed autoriale, si tratta di una piccola gemma preziosa da non lasciarsi sfuggire.

8.5

Lumines Arise


Lumines Arise è l'ennesima geniale opera che porta la firma di Tetsuya Mizuguchi. Magnetico ed assuefacente, il ritorno del puzzle game nato vent'anni fa su PSP è un'ulteriore ciliegina sulla torta di un 2025 stratosferico. Esteticamente ipnotico e con una soundtrack praticamente perfetta, Arise mette sul piatto altresì un'offerta contenutistica incredibilmente generosa che spazia tra modalità per giocatore singolo fino ad un robusto comparto online. Oggi come allora, la saga continua tuttavia a non essere un'esperienza per tutti a causa delle sue peculiarità ludiche nonché della sua ripida curva di apprendimento. Per gli amanti del genere ma anche per tutti coloro che vogliono provare qualcosa di realmente diverso ed autoriale, si tratta di una piccola gemma preziosa da non lasciarsi sfuggire.

PRO

Visivamente e musicalmente sublime | Gameplay "easy to learn, hard to master" | Ricco di contenuti |

CONTRO

Richiede dedizione e senso del ritmo | Estremamente autoriale come tutte le opere di Tetsuya Mizuguchi | Gestione e personalizzazione dei Loomi piuttosto ordinaria |

4News.it è una fonte di OpenCritic.com, il più grande aggregatore internazionale di review dedicato al mondo dei videogames.

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