Annunciato nell’Agosto del 2022, Luna Abyss è quello che si può autenticamente definire una bestia strana. Presentato fin dall’inizio come un FPS single player in salsa bullet hell, il titolo si è tuttavia mostrato col contagocce nel tempo. La sua ultima apparizione risale infatti, in buona sostanza, alla Gamescom del 2023, quando ancora il team di sviluppo si presentava con il nome di Bonsai Collective. Da quel momento, un lungo periodo di silenzio che aveva iniziato a far dubitare della buona salute del progetto. Fino alla fine del 2025, quando la software house rinominata Kwalee Labs (sotto egida del publisher Kwalee) ha ufficializzato il lancio nel corso del 2026.
Un periodo di sviluppo generoso per un titolo rimasto piuttosto lontano dalle luci della ribalta, pur continuando a collezionare incoraggianti riconoscimenti dedicati al mondo dello sviluppo indipendente. Tutto questo però non fornisce una sufficiente motivazione a quanto abbiamo detto in premessa: perché abbiamo definito il titolo una “bestia strana“? Ve lo spieghiamo con molto piacere.
Luna Abyss è disponibile dal 22 Maggio per PC (via Steam), Xbox Series e PlayStation 5. E’ inoltre presente nei cataloghi degli abbonati a Game Pass Ultimate e PC Game Pass.
Versione testata: PlayStation 5
Come sopra, così sotto
In un futuro neanche troppo distante, una condanna al carcere regala prospettive ben diverse da quelle della nostra società contemporanea. La pena prevista per la protagonista di Luna Abyss la porta infatti a scontare un periodo di “lavori forzati” su un’enorme struttura abbandonata che si snoda nelle vastità del cuore di Luna, un satellite artificiale dalle origini misteriose apparso nei cieli oltre duecento anni prima. Non però attività di pubblica utilità, bensì vere e proprie spedizioni di ricerca nelle profondità dell’Abisso, la parte più nascosta ed imperscrutabile della costruzione, resa pericolosa dalla diffusione di una Piaga che ha corrotto ambiente e presenze senzienti. E non in prima persona, bensì attraverso l’utilizzo di avatar a controllo remoto.
Il compito è semplice ma pericoloso: recuperare una tecnologia ormai perduta, forse legata alla scomparsa della colonia preesistente. Ribattezzata in codice come Fawkes, la protagonista sarà suo malgrado supervisionata da una guardia carceraria artificiale di nome Aylin. Ma tutto appare molto più ineffabile ed angosciante quando si inizieranno ad intrecciare le storie di misteriosi comprimari, il terribile destino della città di Greymont, le origini della Piaga e i dogmi religiosi dell’enigmatico Gran Padre.

Fin dalle prime ore, Luna Abyss palesa quello che non fatichiamo a definire un calderone di influenze. Tanto nella trama quanto negli spunti di gameplay (dei quali parleremo), sono infatti piuttosto lampanti le ispirazioni di titoli come Bioshock, NieR: Automata, Returnal, Portal e Metroid Prime. Il risultato finale, almeno dal punto di vista della sceneggiatura, è un racconto sci-fi affascinante. Al quale si perdona piuttosto volentieri qualche piccola ingenuità, soprattutto quando si mettono insieme ecletticamente così tante tematiche e suggestioni filosofiche. Con un risultato sinceramente ottimo. Certo: è un vero peccato l’assenza dei sottotitoli in italiano.
Sullo stesso orizzonte si muove tutto ciò che ruota attorno alla presentazione visiva. Pur con una veste grafica tecnicamente non così avveniristica (anzi, oseremo dire che strizza l’occhio più o meno velatamente all’estetica della settima generazione delle home console con annessi fastidiosi caricamenti frequenti), Luna Abyss sa osare.
Lo fa con contrasti cromatici forti e decisi, ma anche con l’uso di estese zone d’ombra e luci fioche in attesa di esplodere con improvvise vampate di colore. Lo fa con una imprevedibilità quasi molesta nel susseguirsi delle ambientazioni, che spaziano funambolicamente da caverne insidiose a foreste aliene, passando per colonie disabitate ed architetture brutaliste. E con un personaggi il cui tratto artistico richiama (ma senza raggiungerne i fasti o il piglio fortemente identitario, sia ben inteso) alla scuola giapponese di Akihiko Yoshida. Il tutto graziato da un’ottima colonna sonora composta da David Housden (noto per Thomas Was Alone e Volume) e registrata nei prestigiosi Air Studios di Londra.

Il lato oscuro della luna
Dicevamo che Luna Abyss è stato presentato, fin dall’annuncio, come uno shooter in prima persona con un feroce ritmo da bullet hell. E lo è, ma con un’avvertenza: c’è molto di più di quello che ci aspettavamo. Ma iniziamo dalle basi.
Si: il titolo di Kwalee Labs è un FPS che punta tutto sull’esperienza single player mettendo il giocatore al primo posto in una sequenza di situazioni molto eterogenee e con una progressione sempre sostenuta. I livelli, estremamente vari pur nell’essere tendenzialmente lineari, introducono fin dall’inizio Fawkes al cuore dichiarato del gameplay: lo shooting. La protagonista deve opporsi alle creature contaminate dalla Piaga in contesti da vero e proprio bullet hell, con una pioggia di proiettili da evitare in maniera non così dissimile dal flow marchio di fabbrica di Housemarque. Con una distinzione fondamentale: la presenza di un lock-on che fissa la mira sugli avversari. Una scelta che all’inizio potrebbe sembrare una semplificazione eccessiva, ma che con l’avanzare dei livelli e l’inasprirsi dei combattimenti (e delle sfere luminose a schermo) diventa un’opzione quasi indispensabile per sopravvivere.

I combattimenti non sono tuttavia meri esercizi di forza bruta. Fawkes dovrà ragionare e sfruttare le abilità a sua disposizione, nonché le funzioni specifiche delle sue armi. Alcuni avversari avranno uno scudo debole solo ad una specifica bocca da fuoco, mentre altri richiederanno l’uso di una tattica difensiva precisa. Ciascun combattimento è dunque al contempo un piccolo enigma da risolvere, con priorità di attacco e difesa da considerare. Tutto esplode (letteralmente) nelle fasi più avanzate e contro i boss, che danno filo da torcere e costringono ad un uso chirurgico delle abilità.
Non si tratta tuttavia di un flow sempre perfetto. Talvolta infatti il level design mortifica l’enemy placement e le capacità di movimento della protagonista. A volte basta nascondersi dietro ad un pilastro per risolvere uno scontro, mentre in altre situazioni sembra essere quasi inevitabile subire danni rischiando il game over. Ma Luna Abyss, sorprendentemente, non è solo sparatorie. Anzi. Si può dire che si passano spesso molti minuti senza imbracciare alcun tipo di arma. E che si fa?

Spara, salta, pensa!
Luna Abyss, in virtù delle sue molteplici fonti di ispirazione, ne eredita altresì alcune soluzioni di gameplay restituendo un’esperienza complessiva lontana da quello che ci si poteva attendere.
E così, il titolo propone una ricca narrazione ambientale con una fondamentale importanza riservata al recupero dei documenti di lore. Ma propone anche articolate sezioni di platforming, tra strapiombi da superare e raggi laser sotto cui scivolare. Ci sono parentesi dedicate all’esplorazione, con interruttori da dover raggiungere usando un po’ di materia grigia. E perfino abilità che trascendono la tecnologia che richiamano proiezioni astrali e possesso di corpi estranei, con soluzioni di gameplay che appartengono più al genere dei rompicapo che non a quelli squisitamente tipici degli FPS.
Una varietà sinceramente sorprendente, che impedisce al giocatore di annoiarsi e che lo pone di fronte ad una continua sorpresa. Sia essa in termini di sceneggiatura, sia nell’ambito delle situazioni di gameplay che si susseguono.

A questo punto avrete capito del perchè abbiamo definito Luna Abyss una “bestia strana”. Al netto dei suoi propositi dichiarati, il titolo Kwalee Labs si è rivelato molto più sfaccettato ed intrigante. A tratti quasi caotico per la quantità di idee in esso contenute, messe insieme con tanto cuore ma non sempre con pari raffinatezza di game design.
Proprio quest’ultimo aspetto è infatti altrettanto evidente. Luna Abyss funziona, diverte, sorprende. Ma è anche figlio di compromessi tecnici e ludici. La presentazione grafica non sempre è al passo coi tempi. Lo shooting non è impeccabile in ogni occasione, gli enigmi tendono ad essere facilotti, il platforming è apprezzabile ma mai memorabile. Al tempo stesso, ci troviamo di fronte ad uno dei casi più emblematici di un titolo che è migliore della somma dei suoi singoli componenti.
Presi indipendentemente, gli elementi che compongono Luna Abyss non colpiscono granché. Vuoi per meccaniche non abbastanza approfondite, vuoi per difetti nel level design, vuoi per una sceneggiatura che paga dazio nei confronti di tante altre opere. Ma nel suo insieme, Luna Abyss riesce ad elevarsi, ad essere qualcosa di più. Un’opera strana, magnetica, oscura. Ma nondimeno tremendamente seducente nella sua orgogliosa imperfezione.

Commento finale
Luna Abyss è quello che accade quando si prendono infinite fonti di ispirazione di altissimo livello, si mettono nel mixer con qualche spezia esotica e si portano in una tavola apparecchiata a festa. Al tempo stesso deliziosa ed imperfetta, derivativa ed originale, adrenalinica e riflessiva, l’opera di Kwalee Labs riesce a conquistare con il cuore più che con la testa facendosi perdonare (con piacere) anche piccoli errori e sbavature. Un FPS in salsa bullet hell che riesce ad essere anche platform, puzzle ed avventura narrativa, con l’ambizione e l’incoscienza propria solo di coloro che osano farlo. Dategli una possibilità: potrebbe conquistarvi e trascinarvi in un seducente Abisso.


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