Recensione Mario Tennis Fever, un’esplosione di colori a suon di racchetta

A distanza di otto anni da Mario Tennis Aces, arriva Mario Tennis Fever sviluppato da Camelot Software Planning e pubblicato da Nintendo per Nintendo Switch 2. Si tratta di uno sportivo arcade – al netto di una modalità storia poco incisiva e qualche problema di bilanciamento nelle nuove meccaniche – decisamente solido e accessibile che porta il tennis dell’universo di Mario a un nuovo livello di spettacolarità, trasformando ogni scambio in una piccola esplosione di colori, colpi speciali e colpi di scena. In campo non c’è solo precisione, ma anche creatività: le racchette frenesia, gli effetti che stravolgono i campi e un roster ricchissimo rendono ogni partita diversa dalla precedente, perfetta tanto per sfide tirate quanto per serate spensierate in compagnia. È un gioco che non ha paura di esagerare, che mescola arcade e strategia con un ritmo frenetico ma accessibile, riuscendo a coinvolgere sia chi cerca un semplice divertimento “da divano” sia chi vuole spremere al massimo le possibilità offerte dal sistema di gioco. Ma andiamo con ordine!


Versione testata: Nintendo Switch 2


Storia

La novità principale sul fronte narrativo è la modalità Storia, che introduce un piccolo viaggio avventuroso invece di limitarsi ai soli tornei. In questa campagna Mario e compagni vengono trasformati in versioni “baby” e devono affrontare mostri e sfide tennistiche per tornare alla normalità, con Baby Mario come protagonista principale in molte sezioni. Una parte consistente della storia si svolge in un’Accademia di Tennis gestita dai Toad, dove il protagonista recupera gradualmente le sue abilità tramite minigiochi e allenamenti.

Il tono resta leggero e cartoonesco, con pretesti narrativi semplici come la ricerca di un frutto dorato magico necessario per guarire Daisy e permettere l’avvio di un importante torneo. Il problema è che l’intera campagna rimane breve e poco ispirata, più vicina a un lungo tutorial (circa tre ore) che a un’avventura memorabile.

Gameplay e modalità

Il cuore del gioco è rappresentato da un tennis arcade estremamente frenetico, immediato nei controlli ma sorprendentemente stratificato e capace di offrire una certa profondità ai livelli più alti. Oltre ai colpi classici (top spin, slice, tiri a rete, pallonetti, schiacciate), è possibile caricare i colpi per aumentarne potenza e velocità, e di sferrare varianti potenziate con doppi input, così da controllare profondità e angolazioni dello scambio. A questo si aggiunge un rinnovato gioco con i piedi: scivolate, tuffi e recuperi estremi permettono di rimettere in gioco palline difficili con un ritmo che premia sia l’istinto sia il posizionamento e la gestione del timing.

Fever è più fedele a quello che ci si aspetterebbe da un gioco di Mario Tennis rispetto ad Aces, che si sforza un po’ troppo nel voler essere una simulazione sportiva realistica, con qualche espediente in più per non farsi mancare nulla. Sebbene i campi sembrino un po’ più stretti, o più limitati, l’esperienza di scambio e servizio è fluida e reattiva. A proposito di campi, c’è più varietà, quindi, proprio come nello sport reale, quando si gioca, si può percepire la differenza tra un campo in erba e uno in terra battuta.

Detto questo, la grande novità sono le racchette frenesia: ce ne sono circa 30, ciascuna con un potere speciale che si attiva riempiendo una barra dedicata (collocata nell’angolo sinistro dello schermo) durante lo scambio. Una volta piena, la racchetta permette di liberare un colpo frenesia (ovvero una pallina velocissima e dagli effetti imprevedibili) capace di cambiare radicalmente l’inerzia del punto: la racchetta di ghiaccio crea una scivolosa porzione di campo ghiacciata, quella minifungo sparge minifunghi che rimpiccioliscono l’avversario che li tocca, la racchetta ombra evoca un vostro doppio in campo, la racchetta scattante aumenta enormemente la velocità di movimento, altre – come quella amperino – consentono trasformano il campo con hazard in stile Mario Kart. Questo costringe a pensare non solo al colpo successivo, ma alla gestione del ritmo: scambiare per caricare la barra, scegliere il momento migliore per usare l’abilità e, dall’altro lato, imparare a contrattaccare i colpi frenesia, spesso (prima che abbiano toccato il suolo) rispedendoli al mittente se colpiti al momento giusto. Questi poteri rendono ogni partita spettacolare e caotica, ma non tutte le racchette risultano perfettamente bilanciate, con alcune chiaramente più efficaci di altre. Dopo aver sbloccato tutte le racchette frenesia disponibili, abbiamo iniziato a sperimentare e – vi garantiamo – c’è davvero tanto da provare in modo da andare a creare sinergie e abbinamenti apparentemente infinite tra personaggi e racchette frenesia.

Un’offerta decisamente ricca

Il roster – come anticipato – è il più ampio della serie, con circa 38 personaggi selezionabili che coprono archetipi diversi (potenza, tecnica, velocità, all-round) e favoriscono stili di gioco distinti.

Sul fronte delle modalità, Mario Tennis Fever offre una struttura molto variegata pensata per adattarsi a quasi ogni tipo di giocatore. La modalità Torneo rappresenta il cuore classico dell’esperienza, con competizioni a eliminazione in cui affrontare la CPU (sorprendentemente abile) o altri giocatori, impreziosite da una telecronaca in tempo reale del Fiore parlante che commenta punti e scambi come in una vera diretta sportiva. Se fosse stata un po’ più approfondita sarebbe stata perfetta. Ci sono tre livelli di difficoltà (Trofeo Fungo, Trofeo Fiore e Trofeo Stella)) sia per il singolo che per il doppio, ma si completano in un paio d’ore. Le Torri delle Sfide propongono invece una progressione a piani, in cui si affrontano match con regole diverse e un numero limitato di vite: perdere troppi incontri sta a significare dover ricominciare la scalata, creando una dinamica quasi roguelite leggera che spinge a studiare personaggi, racchette e approcci più efficienti.

Una delle sezioni più creative è quella degli Incontri con regole speciali, che raccoglie modalità con regole non convenzionali e campi dotati di gimmick uniche. Tra questi ci sono, per esempio, il Tiro agli anelli, dove bisogna far passare la palla attraverso cerchi sospesi per guadagnare punti extra, o il Campo foresta, in cui occorre nutrire le Piante Piranha colpendo le palline verso di loro per espandere la propria metà campo o ostacolare l’avversario. Spicca anche il Campo meraviglia, che introduce sul terreno di gioco gli effetti meraviglia di Super Mario Bros. Wonder, modificando la struttura del campo, la fisica della pallina o persino le dimensioni dei personaggi nel pieno dello scambio, creando situazioni imprevedibili e molto spettacolari.

La modalità Storia, come detto più su, propone una campagna narrativa in cui Mario e i suoi amici vengono trasformati in versione baby e devono affrontare una serie di sfide tennistiche e boss per tornare alla normalità, esplorando ambienti come l’Accademia di Tennis e varie zone del Regno dei Funghi. Ogni capitolo della storia introduce nuove varianti di gameplay, minigiochi di precisione, incontri speciali e utilizzo mirato delle racchette frenesia, fungendo da grande palestra per imparare tutte le meccaniche in modo guidato ma più vario di un semplice tutorial. Ci vogliono dalle tre alle quattro ore per imparare a giocare. Ci sono alcuni scontri divertenti ma è breve e piuttosto elementare nello scopo, con una manciata di combattimenti contro i boss in cui bisogna scegliere il colpo giusto per infliggere danni. Insomma, niente che non conosciate già!

A completare il quadro troviamo il multiplayer locale e online, con stanze personalizzabili e incontri classificati, oltre alla modalità swing che permette di usare i Joy-Con 2 come racchette tramite i comandi di movimento (anche se questi controlli non risultano sempre precisi e affidabili come quelli tradizionali), pensata per un’esperienza più fisica e immediata, in stile party da salotto. Nel complesso, il gameplay è tra i migliori della serie: rapido, spettacolare e ad alta rigiocabilità, soprattutto in compagnia (migliorabile in solitaria), pur risultando leggermente meno profondo del precedente Mario Tennis Aces per via di un approccio più accessibile.

Confronto (in breve) con Mario Tennis Aces

Mario Tennis Fever e Mario Tennis Aces condividono la base del tennis arcade firmato Nintendo, ma puntano nell’offrire sensazioni diverse. Aces è costruito intorno alla gestione della barra dell’energia, ai colpi intensi, a velocità altrettanto intensa e alla rottura delle racchette: ogni scambio è quasi un duello da picchiaduro, dove posizionamento, timing perfetto e scelta di quando rischiare diventano centrali. Questo lo rende molto gratificante per chi ama studiare il meta e migliorare nel competitivo, ma anche piuttosto punitivo per chi non padroneggia tutte le sue meccaniche avanzate. Fever, invece, alleggerisce proprio questo strato di complessità e sposta il fulcro dell’esperienza sulle Racchette Frenesia e sugli “effetti meraviglia”, privilegiando spettacolo, ritmo e immediatezza rispetto alla profondità strategica pura.

Anche sul piano delle modalità si sente questa divergenza di filosofia. Mario Tennis Aces nasce con una forte vocazione al gioco competitivo online: ha una buona struttura di tornei e classifiche, ma una modalità storia che, pur interessante come idea “adventure”, è corta e strutturata per costringere a usare ogni meccanica, con picchi di difficoltà che possono risultare frustranti. Mario Tennis Fever propone una storia più leggera, con la versione “baby” dei personaggi e una progressione che sa più di lungo tutorial narrativo che di vera avventura, meno memorabile ma decisamente più digeribile da chi si avvicina per la prima volta alla serie. In compenso, Fever arricchisce molto il contorno: più varianti di regole, campi con gimmick più vistose, modalità pensate esplicitamente per l’uso party in locale e online, così da riempire meglio la proposta.

Dal punto di vista del feeling in campo, Aces dà la sensazione di un sistema più rigido ma anche più fine: le partite ad alto livello dipendono moltissimo dalla lettura dell’avversario e dalla gestione dell’energia, e i margini di errore sono decisamente ridotti. Fever mantiene un buon livello di profondità di base, con differenze nette tra i personaggi e possibilità di giocare in modo aggressivo o conservativo, ma si permette più caos controllato: i poteri delle racchette frenesia, gli effetti che modificano campo e pallina, le trovate scenografiche rendono il risultato di uno scambio un po’ meno leggibile e, di conseguenza, leggermente meno adatto a chi cerca un ambiente super competitivo e pulito.

Anche tecnicamente e artisticamente si percepisce un’evoluzione naturale. Aces, per l’epoca, era già un ottimo biglietto da visita per Switch: colorato, leggibile, con belle animazioni, ma con alcuni campi e dettagli meno ispirati. Fever, arrivando dopo e su hardware più recente, spinge di più su effetti, definizione dei modelli e ricchezza di ciò che succede attorno al campo, valorizzando il carattere festoso del gioco. Il rovescio della medaglia è che l’azione è più esplosiva ma talvolta anche più carica, mentre Aces rimane un po’ più pulito e leggibile per chi osserva ogni micro-movimento per anticipare l’avversario.

Se siete interessati soprattutto al confronto tecnico, al miglioramento personale e alle partite online serrate, Mario Tennis Aces resta il riferimento: è il capitolo che più trasforma il tennis arcade in un quasi-picchiaduro con la racchetta. Se invece privilegiate il divertimento immediato, la varietà di modalità e l’idea di un gioco che funzioni benissimo in compagnia e contraddistinto da tante situazioni spettacolari, Mario Tennis Fever è più vicino a quello che state cercando.

Comparto grafico

Dal punto di vista visivo, Mario Tennis Fever rappresenta un netto passo avanti rispetto ai capitoli precedenti (risultando un po’ più pittoresco di Aces), sfruttando l’hardware di Nintendo Switch 2 per proporre modelli dei personaggi più definiti e animazioni molto fluide. I campi di gioco sono vari e coloratissimi, con un forte uso di effetti particellari, trasformazioni del terreno e elementi dinamici attivati dalle racchette frenesia o dagli effetti meraviglia. Il tutto accompagnato da una presentazione di buonissimo livello che fa sembrare di essere davvero nel Regno dei Funghi. Il gioco, è esattamente ciò che ci si aspetterebbe da un Mario Tennis: colorato, caotico e pieno di animazioni che mettono in risalto le personalità distintive di ogni personaggio giocabile.

Le animazioni dei colpi speciali e dei movimenti dei personaggi riescono a trasmettere bene il senso di impatto e velocità, senza perdere leggibilità anche nelle fasi più caotiche. L’interfaccia è pulita con indicatori chiari per barra frenesia, punteggio e condizioni particolari del campo, facilitando la comprensione anche ai giocatori meno esperti. Solo alcuni elementi di contorno, come il pubblico o certi sfondi delle mappe, risultano meno curati rispetto al resto, ma non incidono sull’esperienza complessiva.

Tecnica e sonoro

Tecnicamente il gioco si presenta molto solido: Le prestazioni su Switch 2 sono sostanzialmente impeccabili. Abbiamo giocato per circa 15 ore e non abbiamo riscontrato alcun problema in termini di frame rate o prestazioni, né in modalità portatile né in modalità docked. Anche i tempi di caricamento sono contenuti, quindi difficilmente si attende più di un paio di secondi per iniziare la partita successiva, il che contribuisce alla sensazione di immediatezza che caratterizza l’intera esperienza. Anche in multiplayer locale e online, le prestazioni restano tendenzialmente buone, con lievi problemi di latenza che dipendono più dalla connessione che dal netcode di base.

Il comparto sonoro mantiene lo stile allegro tipico dei titoli sportivi Nintendo, con musiche vivaci che si adattano ai diversi campi e alle situazioni più concitate. Gli effetti dei colpi, dei poteri frenesia e degli elementi ambientali sono ben riconoscibili e aiutano a leggere ciò che accade in campo anche solo ascoltando. Spicca la presenza di un commentatore, il Fiore parlante, che interviene durante gli scambi con frasi brillanti e contribuisce a rendere le partite più coinvolgenti e televisive.

Commento finale

Mario Tennis Fever è uno sportivo arcade riuscito, che porta la serie a una maturità fatta di tante modalità, un roster corposo e un gameplay esplosivo, perfetto per serate in compagnia e sfide online. Pecca però sul fronte single player, con una modalità storia che non sfrutta appieno il potenziale del cast e funge soprattutto da lungo tutorial, e con un bilanciamento delle racchette frenesia che richiederà probabilmente qualche aggiustamento. Considerando però la solidità del gameplay e la grande rigiocabilità, Mario Tennis Fever è un’esperienza che ci sentiamo di consigliare sia agli appassionati di Tennis e sia ai giocatori della domenica che vogliono provare qualche swing! In definitiva, non c’è complimento migliore che possiamo fare a Nintendo e Camelot che dire che Mario Tennis Fever ci ha davvero entusiasmato e ci fa ben sperare per il futuro dei giochi sportivi ambientati nel Regno dei Funghi. Se lo sviluppatore riuscirà ad applicare la stessa formula agli spin-off di Mario dedicati al golf, al baseball e al calcio, allora ci saranno molte sorprese per Nintendo Switch 2 nel corso della sua storia.

8.3

Mario Tennis Fever


Mario Tennis Fever è uno sportivo arcade riuscito, che porta la serie a una maturità fatta di tante modalità, un roster corposo e un gameplay esplosivo, perfetto per serate in compagnia e sfide online. Pecca però sul fronte single player, con una modalità storia che non sfrutta appieno il potenziale del cast e funge soprattutto da lungo tutorial, e con un bilanciamento delle racchette frenesia che richiederà probabilmente qualche aggiustamento. Considerando però la solidità del gameplay e la grande rigiocabilità, Mario Tennis Fever è un'esperienza che ci sentiamo di consigliare sia agli appassionati di Tennis e sia ai giocatori della domenica che vogliono provare qualche swing! In definitiva, non c'è complimento migliore che possiamo fare a Nintendo e Camelot che dire che Mario Tennis Fever ci ha davvero entusiasmato e ci fa ben sperare per il futuro dei giochi sportivi ambientati nel Regno dei Funghi. Se lo sviluppatore riuscirà ad applicare la stessa formula agli spin-off di Mario dedicati al golf, al baseball e al calcio, allora ci saranno molte sorprese per Nintendo Switch 2 nel corso della sua storia.

PRO

Gameplay immediato caratterizzato da un ritmo veloce e partite spettacolari I tantissime modalità che garantiscono una ottima rigiocabilità I roster molto ampio con 38 personaggi e grande varietà di campi e racchette frenesia I comparto grafico e tecnico convincente I atmosfera sonora azzeccata

CONTRO

Modalità storia breve e troppo lineare I alcune racchette frenesia risultano sbilanciate e possono rovinare l'esperienza in termini di competitività I controlli di movimento un po' imprecisi e meno soddisfacenti rispetto allo schema tradizionale I approccio più accessibile che rende il sistema - a tratti - meno profondo rispetto a Mario Tennis Aces

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