Recensione Mortal Kombat 11: Aftermath

Articolo di · 2 Giugno 2020 ·

La tua anima è mia!

Versione testata PlayStation 4 Pro

Mortal Kombat è un franchising di videogiochi da combattimento, sviluppato da Midway Games nel 1992. La realizzazione del primo capitolo della serie fu originariamente basata su un’idea avuta da Ed Boon e John Tobias. Volevano realizzare un videogioco che avesse come protagonista Jean- Claude Van Damme, noto per le sue incredibili doti marziali, che gli sono valse diversi titoli e per le tante pellicole cinematografiche che lo hanno resero celebre in quegli anni: Kickboxers, Senza esclusione di colpi, Aquila nera, Cyborg, Colpi proibiti, Lionheart, I nuovi eroi (Universal Soldier).

Il gioco picchiaduro più redditizio di sempre

Quando quell’idea fu poi concettualizzata, decisero di creare un gioco di combattimento a tema fantasy, Mortal Kombat, tuttavia rendendo omaggio alla star del cinema belga attraverso il personaggio di Johnny Cage (JC è molto simile a JCVD). Mortal Kombat è stato il primo picchiaduro in assoluto a introdurre un combattente segreto, ottenibile qualora il giocatore avesse soddisfatto una serie di requisiti.

Mortal Kombat 1992 - Recensione Mortal Kombat 11: Aftermath

Dopo l’ottimo successo del gioco originale si sono susseguiti molti sequel e spin-off costituiti da diversi giochi d’azione-avventura, nonché una serie di fumetti e un gioco di carte. Il produttore cinematografico Lawrence Kasanoff ha concesso in licenza i diritti sul gioco nei primi anni ’90 e ha prodotto il primo film di successo mai realizzato a tema videoludico. Lawrence ha anche prodotto il secondo film, le serie TV animate, i film delle serie TV live-action e un tour live-action. Mortal Kombat è diventato il franchise di combattimento di maggior successo nella storia dei videogiochi e uno dei franchise mediatici più redditizi di tutti i tempi.

La serie ha la reputazione di avere una dose di violenza senza eguali, in particolare, le sue fatality (mosse finali che consentono al giocatore di finire l’avversario). Le controversie intorno a Mortal Kombat, in parte, hanno portato alla creazione del sistema di classificazione dei videogiochi dell’ESRB. In seguito al fallimento di Midway, il team di sviluppo di Mortal Kombat è stato acquisito dalla Warner Bros. Entertainment e trasformato in NetherRealm Studios. L’acquisizione ha portato ad una nuova era del famoso picchiaduro, grazie alla possibilità di sfruttare i diritti dei personaggi di proprietà di Warner Bros: Alien, Predator, Jason Voorhees, Freddy Krueger e molti altri.

Conseguenze

Mortal Kombat 11 è soltanto l’ultima incarnazione del picchiaduro, la decima per la precisione (qui la nostra recensione alla quale vi rimandiamo soprattutto per conoscere meglio le modalità e il sistema di combattimento). Ad oggi è probabilmente il migliore gioco di combattimento disponibile per l’attuale generazione di console. Sembra incredibilmente equilibrato, ha un cast solido di personaggi, una storia divertente e un sacco di contenuti. La nuova espansione: Aftermath aggiunge un piccolo gruppo di combattenti giocabili. Sheeva, Fujin e RoboCop (sì, il cyberpoliziotto protagonista dell’omonima pellicola diretta da Verhoeven e interpretato da Peter Weller nel 1987). I nuovi personaggi presentano sfaccettature diverse dal resto del cast di personaggi, dando al roster esistente ancora più varietà.

RoboCop - Recensione Mortal Kombat 11: Aftermath

Vivo o morto, tu verrai con me!

Il più interessante del gruppo è senza ombra di dubbio RoboCop. Quando è stato annunciato che si sarebbe aggiunto alla lista di combattenti, siamo rimasti sorpresi. Molti dei personaggi ospitati in passato provengono da film horror. Naturalmente, ci saremmo aspettati un altro personaggio del genere, soprattutto perché Mortal Kombat 11 non presenta una vera icona horror (a parte Terminator e con le dovute differenze). Ad ogni modo, RoboCop rappresenta un’aggiunta molto solida a MK11.

Il “protettore” di Detroit City sembra preferire il medio-lungo raggio. La maggior parte dei suoi attacchi e mosse speciali tende a spingere l’avversario fuori dalla portata di qualsiasi attacco ravvicinato. Tuttavia, se l’avversario si avvicina, RoboCop ha uno scudo antisommossa che contrasta la maggior parte dei colpi ravvicinati spingendo l’avversario a metà raggio. Inoltre, può avvalersi della celebre pistola Auto-9 e del Cobra Assault Cannon, quest’ultimo concepito dalla OCP (Omni Consumer Products) per l’esercito e poi utilizzato da Clarence Boddicker su gentile concessione del Vicepresidente della OCP Richard “Dick” Jones per uccidere RoboCop.

“I nuovi personaggi sono piuttosto diversi rispetto al resto del cast dando al roster esistente ancora più varietà.”

A differenza di quanto accaduto con Terminator, la cui recitazione vocale non era stata realizzata da Arnold Schwarzenegger, RoboCop è doppiato direttamente da Peter Weller che ha prestato nuovamente la sua voce e la sua somiglianza per la creazione del personaggio. Potrebbe sembrare qualcosa di poco conto ma a dire il vero aggiunge quel senso di autenticità che consente al robotico poliziotto di sentirsi effettivamente parte di questo bizzarro universo di combattenti.

NetherRealm Studios ha svolto un ottimo lavoro nella creazione di un set di mosse che ricorda ciò che RoboCop fa nel film, rendendolo comunque utilizzabile in Mortal Kombat 11. Abbiamo sempre immaginato RoboCop essere un po’ rigido e pesante, ma in MK11 ha una buonissima mobilità tanto da consentirgli di sferrare un pugno o un calcio, che sia da vicino o a lungo raggio, senza grossi problemi. Ciò è perfettamente esemplificato dal set di mosse del personaggio.

«Per gli Shokan!»

L’atteso Sheeva (il cui nome deriva da Shiva, dio indiano della distruzione) ritorna in Mortal Kombat con Mortal Kombat 11: Aftermath. Introdotto in Mortal Kombat 3 (1995) presenta ancora il suo set di mosse incredibilmente vario e molto divertente da utilizzare grazie alle sue quattro braccia. Sembra che Sheeva riesca a sopraffare l’avversario con attacchi pazzoidi e forti. Ha alcune opzioni di suddivisione in zone, tonnellate di incredibili alternative ( a distanza ravvicinata e un sacco di potenziale combinato, il che lo rende un combattente incredibilmente dinamico e intimidatorio.

Per quanto riguarda invece Fujin, il famoso Dio del vento e fratello minore di Raiden sembra essere il più equilibrato del set di Aftermath. Non lo si vedeva in azione dal lontano 2006 (quando L’Italia trionfò a Berlino) in Mortal Kombat: Armageddon. “The Wind God” è veloce e si avvale di un sacco di attacchi da giocoliere con cui ci siamo divertiti moltissimo. Come Sheeva, sembra molto ben progettato ma assolutamente unico rispetto agli altri del roster. Dalla sua mossa tornado, che è possibile controllare manualmente, ai suoi calci alti, Fujin è un personaggio molto interessante ed è quello che ci è piaciuto di più sperimentare.

“Gran parte del successo della trama è dovuto alla performance di Cary-Hiroyuki Tagawa nei panni di Shang Tsung. Lo stregone è al centro di Aftermath ed è assolutamente straordinario.”

Mortal Kombat 11: Aftermath è una storia inedita che continua dove si conclude la storia del gioco base. Con l’attuale track record dei NetherRealm Studios, sembrava che la storia di Aftermath sarebbe stata buona, almeno. Tuttavia, in realtà è riuscita a superare le più rosee aspettative. Gran parte del successo è dovuto alla performance di Cary-Hiroyuki Tagawa (l’attore giapponese naturalizzato americano) nei panni di Shang Tsung. Lo stregone è il protagonista di Aftermath ed è assolutamente straordinario. Ogni linea che Tagawa dice è perfettamente eseguita in un modo stranamente accattivante. Ogni volta che Shang Tsung appare sullo schermo, siamo stati a dir poco entusiasti di vederlo e di sentire quello che aveva da dire, il che è piuttosto strano trattandosi di un picchiaduro e non di un gioco d’avventura.

MK11A 6 - Recensione Mortal Kombat 11: Aftermath

Kronika e le sabbie del tempo

Oltre alla fantastica performance di Tagawa, Mortal Kombat 11: Aftermath continua la storia in modo divertente ed efficace. Tutto ha inizio da Kronika: una dea in grado di controllare le sabbie del tempo, la quale decide, con un sol colpo, di eliminare Raiden e i suoi fidi compagni per riportare il mondo in equilibrio. Si tratta di un espediente sicuramente non inedito ma che funziona in quanto permette di riproporre alcuni lottatori ormai scomparsi da tempo. C’è davvero tanta carne a cuocere il che rende a tratti difficoltoso seguire gli avvenimenti. Seguiremo Shang Tsung, Nightwolf e Fujin e tutti i caratteri DLC tranne le guest star come RoboCop e Terminator (che sicuramente avrebbe avuto poco senso inserire). Senza rovinare nulla, ci sono degli incontri davvero interessanti tra personaggi che rendono la storia utile e nostalgica per i fan di Mortal Kombat. Il finale è probabilmente un po’ deludente, ma è stato gestito comunque bene. Senza spoilerare nulla, l’epilogo cambia a seconda di una scelta che sarà necessaria fare alla fine.

MK11A 8 - Recensione Mortal Kombat 11: Aftermath

Aftermath dà quindi diversi spunti interessanti alla storia e sarà interessante vedere come NetherRealm Studios li sfrutterà nel prossimo gioco o espansione. Nel complesso, la storia si estende per circa 2 3 ore e riteniamo che sia stata una solida aggiunta a una narrazione già incredibilmente fantastica.

Commento finale

Mortal Kombat 11: Aftermath è davvero una grande espansione di un gioco di combattimento già sorprendente. Tutti i nuovi personaggi giocabili rappresentano aggiunte solide e uniche e la storia è un’altra divertente corsa alla quale ci ha fatto piacere partecipare grazie anche alla notevole performance di Cary-Hiroyuki Tagawa. Di solito, il prezzo non è mai un punto di discussione per le recensioni, ma data la quantità di contenuti forniti e il costo di tali contenuti, ci è sembrato doveroso discutere. Mentre Mortal Kombat 11: Aftermath è un’espansione davvero fantastica con nuovi combattenti giocabili e una interessante storia inedita, ha un costo non irrilevante. Se vi piace davvero tutto ciò che Mortal Kombat 11 ha da offrire, pensiamo che il prezzo di € 39,99 sia più che giustificato. Tranquilli, non ve ne pentirete!

Criterion 10
8.5

Consigliato

Mortal Kombat 11: Aftermath è davvero una grande espansione di un gioco di combattimento già sorprendente. Tutti i nuovi personaggi giocabili rappresentano aggiunte solide e uniche e la storia è un'altra divertente corsa alla quale ci ha fatto piacere partecipare grazie anche alla notevole performance di Cary-Hiroyuki Tagawa. Di solito, il prezzo non è mai un punto di discussione per le recensioni, ma data la quantità di contenuti forniti e il costo di tali contenuti, ci è sembrato doveroso discutere. Mentre Mortal Kombat 11: Aftermath è un'espansione davvero fantastica con nuovi combattenti giocabili e una interessante storia inedita, ha un costo non irrilevante. Se vi piace davvero tutto ciò che Mortal Kombat 11 ha da offrire, pensiamo che il prezzo di € 39,99 sia più che giustificato.


+
    - La storia di Aftermath è riuscita a superare le più rosee aspettative
    - Ben tre nuovi lottatori
    - RoboCop vale da solo il prezzo del biglietto
-
    - Il finale è un po' deludente
    - Il prezzo potrebbe risultare eccessivo per alcuni giocatori

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