Recensione Razer Nari Ultimate Wireless

Una rivoluzione.

Al feedback aptico siamo oramai abituati: la vibrazione nei pad delle nostre console, i cellulari, gli accessori per il gaming come volanti e cloche, è oramai una funzionalità di base e non un optional. Con l’arrivo di Nintendo Switch e del suo Rumble HD abbiamo poi scoperto che questo feedback può essere così preciso da ingannare il nostro cervello a tal punto da simulare addirittura “due cubetti di ghiaccio che si scontrano” dentro il nostro Joy-Con. Eppure a nessuno era mai venuto in mente di utilizzare questa tecnologia in un paio di cuffie. A pensarci per prima è stata Razer, che con la tecnologia Hypersense alla base delle cuffie Razer Nari Ultimate Wireless mira a rendere la nostra esperienza di gioco ancora più coinvolgente.

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Overwatch Lùcio Edition

Le Razer Nari Ultimate Wireless sono cuffie closed-back over-ear appositamente studiate per il gaming. La versione da noi provata, però, è una particolare edizione limitata dedicata a Overwatch e, in particolare, al personaggio di Lúcio. La particolarità, come prevedibile per i fan, sta nella colorazione che riprende gli stilemi tipici della bandiera brasiliana, nazione da cui il l’eroe di Overwatch proviene, e nella presenza dell’emblema a forma di rana presente sui due padiglioni. Tale emblema, che rappresenta anche la ultimate di Lúcio, è retroilluminato grazie a led RGB controllabili e personalizzabili attraverso l’app Synapse 3, che sovraintende a tutti i prodotti dell’ecosistema Razer. L’archetto è di tipo autoregolabile ed è costituito da due parti, una rigida in alluminio ed un’altra, quella direttamente a contatto con la testa del giocatore, in tessuto traspirante nella parte inferiore ed in pelle sintetica nella parte superiore. In questa versione speciale, sulla fascia in pelle è stampato il logo di Overwatch, mentre se si sceglie la versione non personalizzata è presente il logo Razer.

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Design e comfort

Fatta eccezione quindi per l’estetica personalizzata a tema Overwatch, questa versione è per il resto del tutto identica a quella classica. Il design è dominato dai due grandi padiglioni sovra-auricolari rivestiti in pelle sintetica nella parte esterna ed in tessuto nella parte a diretto contatto con le tempie. L’imbottitura di ben 2 cm, tuttavia, non è in memory foam tradizionale, ma all’interno della schiuma ad alta densità è stato iniettato un particolare gel rinfrescante che, oltre a rendere estremamente soffici i due padiglioni, ha lo scopo di evitare un eccessivo surriscaldamento dopo diverse ore di utilizzo.

La particolare morbidezza dei padiglioni e la forza di serraggio non esagerata, unite a delle invisibili scanalature ricavate nell’imbottitura dei padiglioni stessi, li fanno risultare particolarmente comodi anche per chi indossa gli occhiali.

Nella parte inferiore del padiglione destro trovano spazio la rotella per il controllo del volume ed un comodissimo vano per inserire il dongle USB necessario per il collegamento wireless con il PC. Un dettaglio che vi tornerà particolarmente utile quando si viaggia con cuffie al seguito, sebbene, viste le dimensioni molto generose, la portabilità non sia il punto forte di queste cuffie. Sul lato sinistro, invece, trovano posto il pulsante per disattivare il microfono, una seconda rotella che serve a controllare la chat in game, una porta micro USB e un jack audio da 3,5 mm per utilizzarle in modalità cablata, oltre al microfono retrattile.

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I due padiglioni possono anche essere ruotati internamente di 45° per renderle più comode quando appoggiate sulle spalle.

Nonostante le dimensioni abbondanti, le cuffie sono decisamente confortevoli grazie ad un peso solo di poco superiore a quello di altre cuffie nella medesima categoria, 407 grammi contro, ad esempio, i 399 grammi delle Logitech G933. La forza di serraggio sulle tempie non molto elevata e probabilmente  una distribuzione dei pesi non proprio eccezionale a causa della presenza dei rotori dedicati all’Hypersense all’interno dei padiglioni, però, le rendono non molto stabili sulla testa. Tuttavia, ciò potrebbe rappresentare un problema solo se ci si muove troppo durante il gaming o, ad esempio, se si intende utilizzarle in abbinamento ad un visore VR.

La tecnologia che fa la differenza

Il vero punto di forza di queste cuffie si trova però sotto la scocca. Innanzitutto, Razer ha scelto di equipaggiare le sue Nari Ultimate Wireless con driver da 50 mm in neodimio con una buona risposta in frequenza tra i 20 Hz e i 20 kHz; sebbene fuori dalle specifiche “Hi-Res” (che richiedono un minimo di 40 kHz nella gamma alta), i driver hanno una buona sensibilità e sono in grado di riprodurre con buona dinamicità l’intera gamma armonica. Pur con una risposta in frequenza più bassa rispetto ad altri competitor come le SteelSeries Arctic Pro, il suono che queste cuffie sono in grado di riprodurre è certamente piacevole. Certo, come la gran parte delle cuffie dedicate al gaming, anche le Razer Nari Ultimate Wireless tendono ad enfatizzare gli estremi della gamma sonora, i bassi in particolare, ma l’effetto in questo caso non è mai fastidioso. Al contrario, risulta decisamente coinvolgente nel gaming come pure con quei generi musicali, come l’hip pop e l’RnB, dove una certa “esasperazione” della gamma dinamica è anzi voluta.

THX Spatial Audio

Le cuffie sono dotate della tecnologia THX Spatial Audio, una soluzione di audio posizionale avanzato sviluppata in collaborazione con THX. Il sistema è basato sul cosiddetto “audio ad oggetti” (Dolby Atmos e DTS:X sono altre applicazioni di questa tecnologia), che codifica le sorgenti audio non più basandosi sui canali (front, center, rear, surround) ma tramite il posizionamento in uno spazio 3D, indipendentemente dalla posizione degli altoparlanti per la riproduzione. Il sistema funziona talmente bene, soprattutto per quanto riguarda l’allargamento in verticale della scena sonora, che in giochi come Call of Duty: Warzone, dove è fondamentale l’individuazione della sorgente sonora, sia essa determinata dal ronzio delle casse per il loot o dal rumore dei passi di un nemico, lo abbiamo addirittura preferito al  nostro sistema Home Theater a 5.1.2 canali (anch’esso studiato per Dolby Atmos).

Hypersense, effetto “wow”

La vera novità, ed il motivo per cui le Nari ci hanno così tanto interessato, è indubbiamente Hypersense, il nuovo sistema di feedback aptico sviluppato per offrire un grado di immersività superiore. Il sistema funziona grazie ad un DSP che controlla due rotori aptici sviluppati da Lofelt e posizionati all’interno di ciascun padiglione. Il DSP ha il compito di “interpretare” il segnale sonoro compreso nella gamma tra i 20 Hz e i 200 Hz (la gamma bassa solitamente occupata da effetti sonori come armi da fuoco, esplosioni, il rumore di un cingolato ecc.) e trasformarlo in vibrazioni che vengono quindi “sparate” direttamente verso le vostre tempie. Se la cosa a parole sembra alquanto strana e fastidiosa, nella realtà invece è un’esperienza inizialmente leggermente straniante, ma dopo pochi minuti così naturale che vi chiederete perché mai nessuno ci abbia pensato prima d’ora. Essendo controllato da un DSP, i giochi non devono essere sviluppati appositamente per sfruttare Hypersense e quindi è possibile goderne con tutti i titoli in commercio. Naturalmente, titoli come Warzone, DOOM Eternal e in generale gli FPS sono i principali titoli con cui è possibile godere di questa esperienza straordinariamente immersiva ma la stessa resta comunque godibilissima ovunque, anche, per dire, in Ori and the Will of the Wisps. La presenza del feedback aptico di Hypersense in qualche modo contribuisce, forse giocando sulla nostra mente, a migliorare la resa di tutti gli effetti sonori, che appaiono ancora più coinvolgenti: un colpo di carro armato, i colpi cadenzati di una mitragliatrice SA87 e l’esplosione di una granata vi sembreranno incredibilmente realistici. La differenza vi sembrerà ancora più evidente se proverete a disattivare l’opzione Hypersense tramite il software Synapse 3: al gioco sembrerà mancare di qualcosa.

E con la musica?

Se con giochi e, per analogia, anche con contenuti cinematografici, l’esperienza con Hypersense è stata esaltante, con la musica non possiamo dirci altrettanto entusiasti. Sia chiaro, le Nari Wireless Ultimate sono un headset ottimo anche sotto questo punto di vista, purché amiate suoni molto corposi in basso e i bassi esagerati propri delle cuffie da gaming e di Razer in particolare. Tuttavia, con la musica l’effetto “wow” di Hypersense perde un po’ la sua ragione d’essere. Sebbene, come detto, tramite il  software Synapse 3 sia possibile non soltanto disattivarlo ma anche regolarne l’intensità, avremmo gradito che una delle due rotelle presenti sui padiglioni o un pulsante fosse dedicato espressamente ad Hypersense in modo da poterlo attivare a disattivare a seconda dell’utilizzo delle cuffie.

Wireless, batteria e microfono

Le Nari Ultimate Wireless funzionano grazie ad un piccolo adattatore radio che consente l’ottenimento di un segnale stabile e preciso anche ad oltre 10 metri di distanza. Sebbene non utilizzi il segnale bluetooth, inoltre, la batteria non ci ha impressionato. Razer dichiara 8 ore con Hypersense attivato, ma nella prova diretta e con la stessa condizione abbiamo raggiunto circa 7 ore di riproduzione gaming (dove lo sforzo dei rotori è sicuramente più elevato), mentre aumentava a più di 10 ore con un livello settato ad un quarto.

Il microfono retrattile è dotato di una piccola luce rossa che si attiva quando è disattivato ed in generale funziona molto bene. L’audio, infatti, risulta chiaro e cristallino e con pochissima alterazione del tono di voce.

Conclusioni e giudizio

Le cuffie Razer Nari Wireless Ultimate sono un headset davvero sorprendente che unisce una qualità sonora di primo livello a tecnologie all’avanguardia e rivoluzionarie come THX Spatial Audio e Hypersense. Inutile dire che è questo il vero punto di forza dell’headset in questione e la ragione che giustifica un prezzo non proprio accessibile: 250€ per la versione wireless Lúcio Edition, 200€ per la versione wireless standard e circa 150€ per quella cablata. Tuttavia, se accetterete di passare sopra qualche piccolo difetto, come una stabilità non proprio eccezionale e qualche squilibrio nella gamma dinamica, vi ritroverete di fronte ad un prodotto in grado di rivoluzionare nel vero senso della parola la vostra esperienza di gioco.

 



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