Recensione Serious Sam: Siberian Mayhem

Spin-off stand alone, Serious Sam: Siberian Mayhem arriva a poco più di un anno di distanza dal quarto capitolo della celeberrima saga.


Versione testata: PC


Sviluppato a quattro mani dai ragazzi di Croteam e Timelock Studio il titolo è stato prodotto per PC da Devolver Digital, noto publisher del quale abbiamo ultimamente recensito l’ottimo Death’s Door.

Parlando dei gamer vecchia scuola, probabilmente quelli che non conoscono le epiche gesta del “serioso” Sam si possono contare sulle dita di una mano. Nei primi anni 2000 infatti, il brand era tra i più noti nel mondo degli fps, anche se non sempre apprezzato poichè considerato molto poco accomodante rispetto ai canonici standard di settore.

Diversamente, ai giocatori più giovani il brand risulterà del tutto nuovo, complice un sostanziale silenzio di Croteam protrattosi quasi un decennio dopo il terzo capitolo della serie arrivato nel 2011, interrottosi solo con l’arrivo, nel 2020, di Serious Sam 4.

Siberian Mayhem: Un Serious Sam in versione innevata

Rispetto a Serious Sam 4, questo Siberian Mayhem è sostanzialmente un’espansione bella corposa (circa 10h per portare a termine la prima run), ma che attinge a piene mani dal capitolo precedente della saga. Sviluppato chiaramente attraverso lo stesso engine, ne mantiene pregi e difetti, ma di questo parleremo accuratamente più avanti.

Siamo alle prese con le tamarre e fuori-di-testa scorribande del prodigo Sam Stone, questa volta impegnato a combattere l’invasione aliena dell’Orda di Mental.

Serious Sam: Siberian Mayhem

Venuto meno l’appoggio del generale Howard Brand, Capo dell’esercito Alien Acquisition Team, corrotto dal potere del Santo Grail, il povero ma agguerrito Sam si trova per l’ennesima volta da solo contro tutti.

In esclusiva compagnia del suo ampio arsenale di armi e proiettili dovrà sgominare la minaccia aliena a suon di citazioni e smitragliate, nella disperata impresa di raggiungere finalmente Tunguska.

Finora la Russia non mi sembra così strana. Paese diverso, stesse rotture di palle extraterrestri.” – Sam Stone

Ecco, quello che dovevate sapere sulla storia lo sapete. Da qui in avanti, non vi aspettate Npc, grandi dialoghi o sviluppi narrativi complessi, in Serious Sam: Siberian Mayhem (come d’altronde in tutti i precedenti capitoli, ndr), quella che solitamente si chiama storia, è semplicemente il minimo input sindacale per dar via alla carneficina.

Scelta anacronistica?

Tra le produzioni recenti con un background proveniente dal passato, quella di Serious Sam è senza ombra di dubbio una tra le più coerenti all’idea originale, nel bene e nel male.

A differenza dei suoi competitor dell’epoca, tra cui spiccano ovviamente Doom e Wolfenstein, per la serie di Serious Sam si è scelto di rimanere ancorati agli asset originali.

Doom e Wolfenstein ad esempio hanno rinnovato completamente la serie, adeguandola tecnicamente alle altre produzioni moderne in termini di grafica ed animazioni, evolvendone la narrazione e gli elementi a contorno.

Con Serious Sam tutto questo non è accaduto e come dicevamo, il team ha deciso di “riciclare” il vecchio materiale, adattandolo alle nuove storie. Sono scelte, ed in quanto tali vanno comunque rispettate, ma mettere le mani su Serious Sam: Siberian Mayhem e trovarsi un comparto grafico che ci riporta indietro di 10 anni ed animazioni legnose non ci ha propriamente soddisfatti.

Serious Sam: Siberian Mayhem

Ma non è solo questione di appagare l’occhio, quanto piuttosto di svecchiare una serie che aveva fatto della sua originale linea artistica nonché del gameplay adrenalinico & scanzonato, un vessillo da sventolare con fierezza.

Persino la componente online e multiplayer è stata sostanzialmente trascurata. Aspetto ad oggi, soprattutto per gli FPS, che risulta determinante in fatto di longevità e ri-giocabilità di un titolo, a dispetto di una campagna single player spesso corta e superficiale.

Gunplay: il cuore di Sam

Serious Sam: Siberian Mayhem è suddiviso in 5 capitoli, riaffrontabili più volte, al fine di migliorarne lo score. Diversi i livelli di difficoltà disponibili, ma tolto il primo, “turista” – un livello questo alla stregua del God mode dei cheat tanto di moda negli anni 2000 – dal livello facile in su si dovranno sudare moltissime camicie per tenere cara la pelle.

Questa ultima espansione mantiene inalterata l’impostazione marcatamente hardcore del suo gunplay: spazi sconfinati, infinite orde di nemici che attaccano all’unisono, e frenesia a palate: morire sopraffatti da orrende creature sarà un must.

L’ultimo FPS recensito prima di mettere le mani su questo Serious Sam: Siberian Mayhem è stato Halo Infinite, e la sua campagna single player (qui la nostra recensione). Passare dall’uno all’altro è stato come vedere un film a velocità normale, per poi rivederselo a velocità X10!

Si potrà scegliere tra molte armi a disposizione, impugnandone anche due per volta, oltre al coltello per le uccisioni melee e vari esplosivi da lancio. Nulla è cambiato negli anni, fatta eccezione per qualche nuovo mostro o arma per rinverdire e variegare un minimo tutto il comparto (ad esempio, trattandosi di un’espansione in terra russa, avremo disponibile anche l’iconico AK-47).

Serious Sam: Siberian Mayhem

Presente anche un accenno alle classiche dinamiche Rpg, con un semplice albero di skill sbloccabile raccogliendo sfere di colore viola e selezionando la nuova abilità.

Così facendo saremo in grado di impugnare due armi contemporaneamente o aumentare il range dell’attacco melee, e via discorrendo.

Per chi abbia vissuto l’epoca delle mitiche frag-fest, o delle lunghe lan con gli amici, giocare a Serious Sam: Siberian Mayhem riporterà esattamente con la mente a quei tempi. La memoria muscolare dopo qualche attimo di incertezza si riattiverà, e l’odore dei primi anni 2000 si farà subito intenso.

Tuttavia siamo agli albori del 2022, e non a tutti questo retrogusto malinconico potrebbe piacere.

L’agorafobia ed il cuore in gola

L’aspetto che invece è rimasto positivamente inalterato dall’inizio della serie fino ad oggi, è quanto gli scenari di Serious Sam siano in grado di trasmettere al giocatore sotto il profilo emotivo.

La scena la conosciamo già, ci diciamo di non farci prendere dal panico, ma all’avvio dell’iconico sottofondo epic metal, indice dell’arrivo delle orde, le nostre terga si stringeranno all’istante, le dita frulleranno veloci sulla tastiera, e le pulsazioni aumenteranno a dismisura.

Nonostante l’impatto visivo non aiuti l’immersività, ed il gameplay sia il risultato di un loop piuttosto banale riproposto ad ogni capitolo del gioco, il nostro cervello alla visione di quello che potrebbe sembrare un bel bottino incustodito in lontananza, inizierà ad inviare al resto dei nostri arti disperati segnali di pericolo.

Pochi giochi sono in grado di raggiungere tali livelli di tamarra e talvolta insensata epicità: mostri di ogni tipo che ci vengono incontro in quantità industriali, ed il nostro protagonista in t-shirt e doppio lanciarazzi che trivella qualsiasi cosa passi sullo schermo, a ritmo di sataniche cavalcate metallare.

Serious Sam, per quel che è, o si odia, o si ama.

Why so Serious?

Comparto tecnico

Come già accennato, tecnicamente la scelta dei team di sviluppo è stata di utilizzare lo stesso motore grafico di Serious Sam 4, e per quanto un po’ svecchiato complessivamente, l’impatto rimane piuttosto deludente.

Va bene che il fulcro del gioco è identificabile in altro, ma al giorno d’oggi una grafica così piatta, priva di elementi ambientali, particellari, e dalle texture spesso slavate, va giù come un boccone amaro.

Non solo: a fronte di questo impatto visivo piuttosto scarno abbiamo verificato purtroppo anche uno scarso livello di ottimizzazione.

Serious Sam: Siberian Mayhem

Abbiamo giocato Serious Sam: Siberian Mayhem impostando le poche opzioni disponibili al massimo in risoluzione 4K utilizzando una RTX 3080Ti ed un Ryxen 5800X, e gli FPS raggiunti sono stati inferiori rispetto ad altre produzioni con grafica nettamente superiore.

Durante l’uso della balestra, utilizzando il mirino ottico, abbiamo rilevato drastici cali di frame, il che ha reso l’arma ad uso cecchino pressoché inutilizzabile.

Fatto presente che la natura del titolo sia di spin-off stand alone, e che sia stato concepito con l’ausilio di alcuni modder, il risultato complessivo non ci ha soddisfatto nè in termini visivi nè prestazionali.

Commento finale

Serious Sam: Siberian Mayhem rappresenta l’ennesima convinta scelta dello sviluppatore, in termini di coerenza con le origini della saga. Tuttavia nel suo complesso questa proposta non può convincere pienamente. L’impatto grafico d’altri tempi, così come la legnosità delle animazioni, l’assenza di rivisitazioni a livello di scrittura e di struttura di gioco, pongono Serious Sam diversi passi indietro rispetto ai suoi concorrenti. Seppur capace di pizzicare con intensità le giuste corde emozionali del giocatore, a nostro avviso è lampante la necessità di un deciso punto di svolta.

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6.5

Serious Sam: Siberian Mayhem


Serious Sam: Siberian Mayhem rappresenta l'ennesima convinta scelta dello sviluppatore, in termini di coerenza con le origini della saga. Tuttavia nel suo complesso questa proposta non può convincere pienamente. L'impatto grafico d'altri tempi, così quanto la legnosità delle animazioni, l'assenza di rivisitazioni a livello di scrittura e di struttura di gioco pongono Serious Sam diversi passi indietro rispetto ai suoi concorrenti. Seppur capace di pizzicare con intensità le giuste corde emozionali del giocatore, a nostro avviso è lampante la necessità di un deciso punto di svolta.

PRO

Gunplay adrenalinico, frenetico e divertente, colonna sonora incalzante, adatto agli amanti della saga

CONTRO

Tecnicamente obsoleto, mal ottimizzato, indietro rispetto alle altre produzioni odierne
Stefano Taccari
Stefano Taccari
Gamer dal 1987, padre di due piccoli gamers, griller, Dungeon Master e batterista hardcore. "I VG sono uno strumento che ci permette di entrare in contatto con altri universi".

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