Se SHINOBI: Art of Vengeance rappresenterà il metro qualitativo del revival delle IP storiche SEGA annunciate ai The Game Awards 2023, siamo in una botte di ferro. Quel clamoroso annuncio di quasi due anni fa aveva sorpreso l’industria e i fan, con la prospettiva del ritorno di classici intramontabili come Jet Set Radio, Golden Axe, Streets of Rage e Crazy Taxi. Fiduciosi nella cura e delle virtù dell’azienda giapponese (negli ultimi anni tra le migliori del panorama videoludico, visto il proprio output di grandi titoli), solo pochi mesi fa veniva mostrata la rinascita del ninja con al timone il team di sviluppo parigino Lizardcube.
Autori di Wonder Boy: The Dragon’s Trap ma soprattutto di quel capolavoro di Streets of Rage 4, il rinnovo della partership con SEGA lasciava presagire ottime sensazioni per la nuova avventura nei panni di Joe Musashi. Ma anche nelle più rosee aspettative non ci potevamo attendere un risultato eccelso come questo.
SHINOBI: Art of Vengeance è disponibile dal 29 Agosto per PC (via Steam), Xbox One, Xbox Series, PlayStation 4, PlayStation 5 e Nintendo Switch.
Versione testata: PlayStation 5
L’arte di combattere
Togliamoci subito un dente. SHINOBI non è mai stata una saga che ha fatto della trama il suo fiore all’occhiello. In questo senso, Art of Vengeance purtroppo non si discosta dalla tradizione.
Grazie ad un’azione su vasta scala in tutto il mondo, l’organizzazione paramilitare ENE Corp. si è imposta come forza dominate schiacciando eserciti e resistenze. Il tutto sotto il comando dell’ambizioso e spietato Lord Ruse. Solo un gruppo di valorosi guerrieri è in grado di opporsi allo schiacciante avversario. Il Clan Oboro, già difensore di deboli ed oppressi nel corso della storia e guidato dal leggendario ninja Joe Musashi, è l’ultima speranza per l’umanità. Dopo aver fatto ritorno al proprio villaggio ed aver assistito sgomento alla sua distruzione per opera delle armate di Lord Ruse, Musashi partirà per una missione di vendetta, per sconfiggere il nuovo male.

Come è facile intuire, la sceneggiatura di Art of Vengeance è piuttosto semplice e lineare, fornendo un mero pretesto per giustificare la mattanza a schermo e la furia del maestro ninja. Sotto questo punto di vista, si è forse persa un’occasione per dare maggior profondità all’iconico protagonista ed alle battaglie di un franchise storico. Tolto questo aspetto, tuttaiva la decisione di affidare SHINOBI a Lizardcube si è rivelata semplicemente illuminata.
Togliamo dunque un altro pensiero, parlandovi della direzione artistica. Dalle immagini a corredo di questa recensione traspare ma in movimento ancor di più: Art of Vengeance è visivamente divino. Gli artisti della software house francese, dopo aver ammaliato con il lavoro svolto su Streets of Rage, confermano tutta la propria padronanza dell’arte 2D. Un vero e proprio lavoro eseguito allo stato dell’arte, con ambientazioni e personaggi straripanti di dettagli, colori vivi ed avvolgenti, animazioni così morbide e curate da lasciare a bocca aperta. Il tutto a 60 fps, al netto di qualche leggerissima sbavatura qui e là. La nuova avventura di Joe Musashi è l’ennesimo magnifico manifesto di come non necessariamente occorono le tre dimensioni per rendere un titolo memorabile. Anzi.

La via del ninja
SHINOBI: Art of Vengeance non è tuttavia un mero showcase artistico. Non di meno, è soprattutto un action platormer di altissimo livello.
Il cammino di vendetta di Joe Musashi lo porterà a dar fondo non solo a tutte le proprie abilità ginniche, ma anche a quelle combattive. Lizardcube è riuscita ad unire con grazia le due anime di SHINOBI, proponendo un sistema di controllo reattivo e chiurgicamente preciso. E così, il platforming è strutturato al punto da richiedere attenzione ed abilità per padroneggiare i movimenti del ninja. Allo stesso tempo, il sistema di combattimento è quanto di più vicino ad uno stylish action declinato su un infrastruttura ludica bidimensionale. Lo shinobi è rapidissimo e letale, ma anche i suoi nemici non sono da meno. Il risultato sono scontri che richiedono impegno e creatività, gestendo una marea sempre più vasta di mosse e potenziamenti (i ningi). Un titolo magnificamente stratificato, sorprendentemente vario e che travolge il giocatore con continue sorprese ed una elevata eterogeneità di situazioni.

Tutto questo ben di Dio sarebbe inutile senza un adeguato parterre de rois di avversari. Il nuovo SHINOBI decisamente non delude. Il titolo presenta infatti una fantasmagorica varietà di nemici, non solo e non tanto da un punto di vista estetico ma soprattutto per move set. Ciascun nemico richiede attenzione, in virtù di abilità diverse e differenti metodi di approccio per sfondarne le difese. E strizzando l’occhio anche ad una differente scuola di action, occhio anche alla possibilità di giustiziare i nemici. Oltre a funamboliche juggle e attacchi di un’agilità impensabile, ogni colpo messo a segno riempie un indicatore che, una volta caricato, permette un’uccisione istantanea. La ricompensa? Un bel bottino di denaro, salute e kunai.
Contrariamente ai metroidvania più diffusi, Art of Vengeance si snoda attraverso una serie di livelli e non su un unico mondo interconnesso. Badate bene tuttavia. I livelli della produzione sono enormi e ricchi di segreti, con un’estensione che non si limita alla orizzontalità bensì anche alla verticalità. Finire un livello la prima volta non comporta dunque averne visto ogni aspetto. Anzi, tutt’altro. Proprio lo sblocco di abilità avanzate e l’accesso a determinati ningi incoraggia il giocatore a ripercorrere i propri passi per completare nel modo più pieno il titolo. Perché ne vale la pena, oh si se ne vale la pena.

Chi non risica…
Il nuovo SHINOBI non è infatti pensato per essere giocato distrattamente con una run fugace. O meglio, per chi volesse ignorare il backtracking e puntare direttamente ai titoli di coda, questo è ben possibile. Sia chiaro che in questo modo il gioco raggiungerebbe i suoi titoli di coda in meno di dieci ore sacrificando tuttavia praticamente metà dei contenuti di Art of Vengeance.
Lizardcube ha infatti infarcito il titolo di segreti e collezionabili che rendono il gameplay sempre più bello, avvincente e stimolante. La maggior parte dei contenuti è infatti un premio per chi affronta le sequenze platform più impegnative, le sfide tenute nascoste dall’uso di particolari abilità e i combattimenti più rischiosi. Il level design brilla di luce propria nell’accompagnare il giocatore sempre più verso nuove vette di abilità e tecnicismi, esaltando i giocatori che sapranno dedicarsi anima e corpo alle vie del ninjutsu.

Al tempo stesso, Art of Vengeance palesa una doppia anima legata alla difficoltà. Da un lato, finire il gioco nei suoi passaggi essenziali è alla portata di tutti. La curva di apprendimento è infatti dolce e i nemici, sebbene picchino duro, non sono mai un reale ostacolo finché si resta nel seminato principale del titolo. Anche i boss tendono a venire giù senza particolari grattacapi. La situazione tuttavia cambia radicalmente quando si decide di voler fare tutto. Qui la difficoltà si impenna drasticamente tra sessioni platform che non perdonano e combattimenti che vi faranno sudare i polpastrelli.
Arrivati a questo punto avrete intuito a chi si rivolge SHINOBI: Art of Vengeance. Nel suo essere il prodotto inaugurale di una nuova primavera per le IP storiche di casa SEGA, il lavoro di Lizardcube si è rivelato straordinario. Un titolo sopraffino, in grado di restare impresso nella memoria non solo dei fan della saga ma anche di quella di tutti gli amanti dell’azione. Attenzione però: il viaggio inizia docilmente ma si trasforma in qualcosa di gustosamente impegnativo. D’altronde, non si è mai detto che la vita dei ninja è tutta rose e fiori, no?

Commento finale
SHINOBI: Art of Vengeance è, senza troppi giri di parole, uno dei migliori titoli del 2025. Lizardcube e SEGA riescono non solo nell’impresa di resuscitare Joe Musashi, ma addirittura a farlo con una qualità così sopraffina da diventare istantaneamente il capitolo più avvincente di una saga con quasi quattro decadi sulle spalle. Esteticamente favoloso e ludicamente entusiasmante, la nuova impresa dai creatori di Streets of Rage 4 non può mancare nella ludoteca di tutti gli appassionati di action platformer e di tutti gli amanti del gaming di pregio.







