Recensione Super Meat Boy 3D, carne da cannone

Super Meat Boy 3D non è un titolo per tutti. Decidiamo di iniziarla così questa recensione, con un monito perentorio del quale ci assumiamo tutte le responsabilità del caso. Quello che tuttavia sarebbe un campanello di allarme nella ordinarietà delle situazioni, diventa in questo caso un sospiro di sollievo.

L’originario Super Meat Boy nasceva circa 16 anni fa come successore spirituale di Meat Boy, flash game del 2008 sviluppato da Edmund McMillen e da Jonathan McEntee. Un antesignano della scena indie moderna, che tuttavia aveva scelto di parlare un linguaggio di una brutalità inaudita. Il titolo sviluppato dallo stesso McMillen e Tommy Refenes era infatti un precision platform a scorrimento bidimensionale difficile e spietato. Pensato non tanto per risultare appetibile al pubblico più vasto, bensì per rivolgersi esplicitamente ai fan più integralisti delle time trial e del perfezionismo. Affrontare Super Meat Boy significava accettare il turpiloquio come mantra purificatorio tra un tentativo e l’altro di superare un livello o raggiungere un tempo da record. Se siete tra quelli che pensano (ancora) che i soulslike siano ardui, beh, non avete mai preso in mano il titolo di Team Meat.

Il titolo diede origine ad un sequel non altrettanto fortunato (Super Meat Boy Forever, che non solo perse il supporto del creatore Edmund McMillen ma divenne un auto-runner) ed un ancor meno memorabile spin-off (Dr. Fetus’ Mean Meat Machine, un puzzle game ispirato a Puyo Puyo). In questa prospettiva che sembrava allontanare i giorni di gloria, Team Meat ha collaborato con la software house tedesca Sluggerfly per il passo più ambizioso nella storia del franchise. La transizione al 3D. Il coraggio sarà stato ripagato?

Super Meat Boy 3D è disponibile dal 31 Marzo per PC (via Steam), Xbox Series, PlayStation 5 e Nintendo Switch 2.


Versione testata: PlayStation 5


Pasticcio di carne

Trasportare un franchise così strettamente legato alla bidimensionalità in un contesto tridimensionale non era un compito facile. Anzi. Non poche erano le perplessità legate al progetto che rischiava, nella migliore delle ipotesi, di snaturare il carattere fieramente identitario di Super Meat Boy.

Il motivo è facilmente intuibile. Il franchise si basa sul platforming di precisione, in cui è fondalmentale muoversi al momento giusto per superare indenni gli ostacoli. Oltre ad una perfetta padronanza delle skill di movimento, tutto ruota attorno ad un level design certosino che consente al giocatore di affrontare con successo le sfide. Una geometria tuttavia pensata su un mondo a scorrimento bidimensionale, che si fonda su regole percettive, collissioni e gestione dello spazio molto diverse da un mondo interamente tridimensionale.

Paint it red.

E così Team Meat ha stretto un’alleanza con Sluggerfly per affrontare la sfida. Quello che ai più potrebbe suonare come una software house quasi sconosciuta, a noi ha trasmesso fiducia nel progetto fin dall’annuncio. Si trattano infatti degli stessi sviluppatori che hanno realizzato, nel 2022, lo spassoso e dissacrante Hell Pie di cui vi abbiamo parlato con toni a tratti entusiastici e che consideriamo una piccola perla nascosta di questa generazione.

Il primo ostacolo era prettamente artistico. Come adattare uno stile essenziale dal look squadrettato? Il passaggio al 3D ha dato l’opportunità di confermare alcuni tratti caratteristici ed espanderne sapientamente di nuovi. Posta una trama ancora una volta solo abbozzata (Meat Boy deve salvare Bandage Girl dalle grinfie de Dr. Fetus, fine), il titolo esplora un mondo molto più vivace e colorato, destinato a macchiarsi del sangue del nostro cubetto di carne. Restano la feature visive che han reso riconoscibile il franchise, ma è impossibile non notare le positive influenze di Hell Pie.

Il risultato è un titolo che si presenta visivamente fresco e carismatico, con un giusto equilibrio tra novità e tradizione, tra recupero dei leitmotiv del franchise ed innovazione espressiva. Ed altrettanto pulito si è rivelato il versante della ottimizzazione tecnica, con un frame rate stabilmente a 60 FPS ed un dettaglio grafico di tutto rispetto. Non che avrete chissà quanto tempo per ammirare i dettagli, sia chiaro.

Andando avanti le lame circolari saranno l’ultima delle vostre preoccupazioni.

Carpaccio fresco

Se esteticamente dunque il titolo non è mai stato così spregiudicato, il vero banco di prova risiedeva tuttavia nel gameplay.

Team Meat e Sluggerfly sono riusciti a portare a casa una missione quasi impossibile. Super Meat Boy 3D regala le medesime sensazioni ludiche del capostipite. Nei panni del piccolo Meat Boy, l’obiettivo sarà dunque quello di superare indenne i livelli nel minor tempo possibile. La mobilità del protagonista gli permette di lanciarsi in corse a perdifiato, correre lungo le pareti ed arrampicarsi a forza di wall jump. Ma, si sa, la potenza è nulla senza controllo. Il nodo è infatti evitare, lungo il tragitto, un numero spropositato di insidie tra automi, lame rotanti, fili spinati, laghi di magma, fiumi di acido e chi più ne ha più ne metta.

I cubi di acido sono infami.

Il level design si è rivelato sorprendentemente acuto. Meat Boy è portato a sfruttare verticalità e spazi aperti non solo per evitare gli ostacoli, ma anche e soprattutto per trovare le scorciatoie perfette per totalizzare i punteggi migliori. Gli sviluppatori, ben consi della più elevata difficoltà percettiva della terza dimensione, hanno introdotto un segnalino ombra (un cerchio rosso sotto il personaggio) per aiutare i giocatori a capire esattamente dove atterreranno. Non un’idea chissà quanto innovativa, sia chiaro. Ma un accorgimento praticamente fondamentale per far funzionare questa nuova incarnazione del franchise.

Certo, da quest’ultimo punto di vista non tutto fila sempre liscio. In alcuni frangenti la velocità di esecuzione è tale da lasciare ben poco margine ad una lettura consapevole del level design. In altri, sono le abilità di Meat Boy a non essere facilmente malleabili alle sfide. Si tratta, nell’ottica generale, di sbavature di poco conto che non tolgono tuttavia il plauso alla riuscita di questa missione quasi impossibile.

In alcuni frangenti ci si deve armare di molta molta molta calma.

Carne al sangue

Super Meat Boy 3D è un titolo difficile. E questo è al contempo il più grosso sospiro di sollievo e la sua controindicazione maggiore.

Da un lato, è la cifra identitaria stessa del franchise ad essere stata preservata con successo. Un platform di precisione che funzionava come un orologio nella sua incarnazione originaria e che adesso, anche in un contesto diverso, continua a trasmettere le medesime sensazioni. Arrivare alla fine di un livello è frutto di una comprensione che interseca level design, insidie ambientali ed abilità da padroneggiare. Ma farlo senza morire mai ed ottenendo un tempo record, è tutto un altro paio di maniche. Soprattutto se non ci si ferma al set base dei livelli e si decide di affrontare la sfida del Mondo Oscuro. Una brutale variante dei primi, resi ancor più pericolosi e con margine di errore prossimi allo zero.

Le boss fight potevano dare molto di più.

Dall’altro lato, esattamente come per il titolo del 2010, Super Meat Boy 3D si è rivelato un’esperienza impossibile da consigliare a tutti. Non solo la sua propensione (quasi religiosa) al trial & error lo rendono inavvicinabile senza la giusta forma mentis. Ma anche chi ama il genere del platforming potrebbe trovarlo fin troppo integralista. Avete presente l’impegno necessario per fare i tempi migliori in Crash Bandicoot 4: It’s About Time (vanilla)? Ecco, allora avete un’idea delle abilità richieste qui.

Il titolo, tuttavia, sa ricompensare tutti coloro che hanno il coraggio della dedizione. Non solo per la soddisfazione intrinseca del superare gli ostacoli più insidiosi. Ma anche per la quantità di contenuti che gli sviluppatori hanno inserito in Super Meat Boy 3D. Oltre a 75 livelli standard, ne sono presenti altri 75 del già citato Mondo Oscuro. Ognuno di essi con un tempo da battere. Ci sono poi livelli nascosti con sperimentazioni low-poly retrò, personaggi da sbloccare e trofei/achievements di una malignità tale da essere a tratti preoccupanti. Se amate il completismo, il titolo vi saprà tener compagnia per tantissime ore. Unico neo? Le boss fight, una novità del titolo, che tuttavia si risolvono in classiche time trail senza particolari guizzi in termini di meccaniche.

Finire i mondi senza morire mai è un’impresa degna dei giocatori più abili.

Commento finale

Super Meat Boy 3D riesce nell’impresa di trasportare tutte le caratteristiche di una serie intrinsecamente bidimensionale in un avvincente platform tridimensionale. Team Meat e Sluggerfly firmano una nuova incarnazione per l’iconico indie nato sedici anni fa, che tuttavia ha in sé la stessa arcigna e spigolosa identità. Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un titolo estremamente severo, che richiede elevata precisione e calma olimpica, ma che sa regalare soddisfazioni enormi grazie anche ad un’offerta assolutamente ricca e soddisfacente. Anche al netto di qualche imprecisione nella percezione degli spazi di questa nuova incarnazione. Al tempo stesso, ieri come oggi il franchise si dimostra non adatto a tutte le platee: ma se siete tra chi adora essere portato al limite delle proprie abilità (e della propria pazienza), questo è il titolo che fa per voi.

8.0

Super Meat Boy 3D


Super Meat Boy 3D riesce nell'impresa di trasportare tutte le caratteristiche di una serie intrinsecamente bidimensionale in un avvincente platform tridimensionale. Team Meat e Sluggerfly firmano una nuova incarnazione per l'iconico indie nato sedici anni fa, che tuttavia ha in sé la stessa arcigna e spigolosa identità. Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un titolo estremamente severo, che richiede elevata precisione e calma olimpica, ma che sa regalare soddisfazioni enormi grazie anche ad un'offerta assolutamente ricca e soddisfacente. Anche al netto di qualche imprecisione nella percezione degli spazi di questa nuova incarnazione. Al tempo stesso, ieri come oggi il franchise si dimostra non adatto a tutte le platee: ma se siete tra chi adora essere portato al limite delle proprie abilità (e della propria pazienza), questo è il titolo che fa per voi.

PRO

Riesce miracolosamente ad adattare il flow bidimensionale ad un mondo tridimensionale | Impegnativo e gratificante | Ricco di contenuti |

CONTRO

In alcune situazioni la percezione degli spazi non è immediata | Per essere completato c'è bisogno di manualità e pazienza | Si poteva osare di più nelle boss fight? |

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