Terminator 2D: NO FATE basa la sua stessa esistenza su un fondamento concettuale abbastanza indiscutibile. Ovvero che la saga nata dall’estro creativo di James Cameron e Gale Anne Hurd ha raggiunto il suo picco di massimo splendore nel 1991. Certamente, il franchise è andato avanti negli anni con una robusta quantità di pellicole, serial televisivi, fumetti e prodotti di animazione. Ma come soprattutto i fan più accaniti sapranno ammettere, gli sforzi creativi hanno spesso incontrato alterne fortune sfociando in una continuity fin troppo umorale e mutevole, sovente incline ai retcon.
In uno scenario attuale che non ha mai realmente reso giustizia al potenziale del concept originario, Terminator 2 – Il giorno del giudizio non solo è considerato il pinnacolo della saga ma anche uno dei migliori film di tutti i tempi. Al punto da essere selezionato per la conservazione nel National Film Registry degli Stati Uniti dalla Biblioteca del Congresso per essere stato “culturalmente, storicamente o esteticamente significativo“. Con questa consapevolezza, gli sviluppatori di Bitmap Bureau hanno così avuto un’intuizione coraggiosa. Prendere Judgment Day e realizzarne un adattamento videoludico, non solo ripercorrendo gli eventi originali ma estendendone le ambizioni. Il tutto in un contesto da sparatutto a scorrimento che strizza l’occhio proprio agli anni ’90.
Terminator 2D: NO FATE è disponibile dal 12 Dicembre per PC (via Steam), Xbox One, Xbox Series, PlayStation 4, PlayStation 5 e Nintendo Switch.
Versione testata: Xbox Series X
29 Agosto 1997
Ci fa un po’ strano accennare brevemente alla trama di un titolo che ripercorre un iconico film di oltre trent’anni fa.
Nell’anno 2029, l’umanità è stata annientata da Skynet, un’intelligenza artificiale sfuggita al controllo sfociando in un terribile olocausto nucleare. La Resistenza viene guidata da John Connor, ultimo baluardo di speranza nella guerra contro le macchine. Tuttavia, le risorse di Skynet sono in evoluzione: elabora infatti una tecnologia per viaggiare nel tempo. Nella sua fredda efficienza, stabilisce che impedire la nascita di John Connor sia la chiave per vincere definitivamente la guerra. Dopo aver inviato un Terminator T-800, un cyborg assassino, nel passato e senza aver ottenuto il successo sperato, la giovane Sarah Connor del passato capisce il ruolo fondamentale che rivestirà suo figlio negli anni a venire. Skynet non demorde e manda un nuovo cyborg ad uccidere John Connor, stavolta un inarrestabile T-1000. Inizierà una nuova lotta per la sopravvivenza con un improbabile alleato: un T-800 amichevole inviato dal John Connor del futuro.

NO FATE non si limita a replicare le scene più leggendarie del film, ma espande la narrazione andando a proporre scenari originali e addirittura finali multipli a seconda di alcune scelte chiave. Se vi siete sempre chiesti cosa ha fatto esattamente Sarah Connor per finire in un ospedale psichiatrico oppure come si è svolta la resistenza nel futuro, NO FATE risponde a queste domande. Non solo restando fedeli all’opera originale, ma arricchendola di nuovi spunti e sezioni dinamiche.
Il tutto viene presentato con una pixel art davvero ricca di dettagli, animazioni fluide ed una fluidità apprezzabile. Il colpo d’occhio di Terminator 2D incanta soprattutto i fan del franchise, che si troveranno a respirare le stesse atmosfere del film. E soprattutto a rivedere Linda Hamilton e Robert Patrick nei loro rispettivi ruoli. Dispiace invece che a mancare sia proprio il T-800 di Arnold Schwarzenegger, le cui fattezze non sono state riprodotte a causa dell’assenza delle relative licenze, sostituito da un più generico omaccione castano. E’ una mancanza di cui eravamo già a conoscenza da tempo, ma che su schermo si riconferma tristemente. Per fortuna, gli sviluppatori sono riusciti invece a trasportare in NO FATE le musiche riadattate da Terminator 2: Il giorno del giudizio oltre a nuovissime composizioni originali. Una gioia per il cuore.

Sono un organismo cibernetico
Oltre a voler omaggiare degnamente l’universo narrativo di Terminator, NO FATE aveva un ulteriore obiettivo. Realizzare un’esperienza da sala giochi che ne rievocasse le atmosfere ed il feeling generale.
In questo senso, l’impegno profuso dagli sviluppatori di Final Vendetta e Battle Axe è evidente. Attraverso un’ampia selezione di livelli, NO FATE accompagna il giocatore attraverso scenari familiari ed originali intrisi di azione e spettacolarità. Che si tratti dello sfuggire al T-1000 in sella ad una moto o di fronteggiare gli orrori di Skynet nel 2029, il titolo regala un’esperienza autenticamente old school impreziosita da un gameplay frenetico ed una varietà addirittura inaspettata.

Lungi dall’essere una mera proposta ludica in cui si spara lungo scenari lineari, NO FATE si diverte variando spesso l’interpretazione del genere. Dall’inserimento di meccaniche da cover shooter a sessioni sui binari, da fasi stealth a combattimenti da beat’em’up. L’esperienza regala sempre qualcosa di nuovo ed avvincente, in grado di galvanizzare i fan con un connubbio tra classicità e concept contemporanei. Con una prospettiva del genere, il gameplay può accompagnare solo (cit). Si spara, si salta, si usano abilità speciali, si schivano i colpi. Il tutto con una rapidità di esecuzione che deve tener conto dell’aggressività dei nemici, della dinamicità dei movimenti e della velocità degli attacchi.
In questo senso, abbiamo notato che il ricorso al dpad del controller è in assoluto la soluzione preferibile. Nel corso della nostra prova su Xbox Series infatti ci siamo trovati spesso a dover fare i conti con una rilevazione degli imput piuttosto nervosa ricorrendo alla levetta analogica. Una circostanza che invece tende a svanire ricorrendo ai classici tasti direzionali. E considerando quanto stiamo per dirvi, non si tratta di una questione di lana caprina.

Hasta la vista, baby
Vogliamo dedicare questa sezione della recensione ad un punto fondamentale di Terminator 2D: NO FATE. Qualcosa cha ha guidato e tracciato il concept stesso immaginato dal team di sviluppo. Stiamo parlando della curva di difficoltà.
In maniera neanche troppo ironica, “Hasta la vista” non è solo la citazione regina de Il giorno del giudizio ma identifica anche l’impostazione di difficoltà espressamente consigliata dal team di sviluppo perché maggiormente aderente alla loro effettiva visione creativa. Proprio perché pensiamo che le opere debbano essere sempre valutate, per quanto possibile, nella loro chiave di lettura originale, ci siamo cimentati con la difficoltà suggerita.

Non vogliamo nascondere che il risultato è stato piuttosto severo. NO FATE è infatti un titolo estremamente punitivo, che richiede non solo una padronanza perfetta del proprio personaggio ma anche e soprattutto una elevata reattività ai pericoli a schermo. Ma non si tratta di un titolo meramente impegnativo. La produzione richiama per espressa volontà del team di sviluppo l’esperienza quintessenziale dei cabinati arcade di trent’anni fa. Con tutta una serie di paletti che rendono ogni partita una sfida. Limiti di tempo, vite limitate, danni elevati. Una costante degli sparatutto a scorrimento degli anni ’90 ma qualcosa di piuttosto distante dal modo di intendere i videogiochi nel 2025. Chiariamoci, ci sono difficoltà inferiori in cui tutto si fa più semplice… ma neanche troppo eh, a meno che non scegliete davvero il gradino più basso disponibile. Resta il fatto che NO FATE non fa sconti.
Apprezziamo sinceramente molto una decisione così ardita e non disdegniamo mai di “meritarci” ogni centimetro di progresso in un videogioco. Soprattutto in un panorama videoludico in cui fin troppo spesso si è accompagnati per mano. Assolutamente encomiabile aver sposato una linea di questo tipo incoraggiando e premiando i giocatori con finali alternativi, il cui ottenimento sblocca l’accesso ad ulteriori gustose modalità extra. Al tempo stesso però non possiamo non mettere in guardia il pubblico meno smaliziato, che potrebbe trovarsi di fronte ad un titolo difficile che richiede pazienza, pratica e dedizione.

Commento finale
Terminator 2D: NO FATE riesce in un’impresa non da poco: rendere piena giustizia all’iconica pellicola del 1991 firmata da James Cameron. Il titolo sviluppato da Bitmap Bureau abbraccia pixel art ed azione arcade bidimensionale per riprodurre non solo le scene più famose di Terminator 2: Il giorno del giudizio ma anche scenari inediti con finali multipli. Un risultato eccellente per qualità e quantità della proposta ludica, che tuttavia deve fare i conti con una circostanza di non poco conto. NO FATE richiama non solo l’estetica ma anche la spigolosa difficoltà degli sparatutto a scorrimento degli anni ’90, con alcuni picchi rilevanti che metteranno a dura prova l’abilità e la pazienza dei giocatori. Se non potete passarci sopra, rivolgetevi altrove… per tutti gli altri, beh… “no hay problema”.





