La polvere non si è ancora posata sulla decisione shock di Amazon di cancellare il revival di Stargate, e già arriva la replica diretta di chi quel progetto lo stava costruendo mattone dopo mattone. A sei mesi dall’annuncio ufficiale per Prime Video, la piattaforma ha archiviato la serie, ma il consulting producer – Joseph Mallozzi – respinge con forza la motivazione trapelata: lo show non avrebbe avuto un appeal sufficientemente ampio.
Le ragioni della cancellazione contestate
Stando a quanto riportato da Variety, Amazon avrebbe abbandonato il progetto per insoddisfazione verso la direzione creativa e per il timore che la serie parlasse solo ai fan storici del franchise, senza riuscire ad allargare il pubblico. Una lettura che Mallozzi, autore di oltre 70 episodi tra Stargate SG-1, Stargate: Atlantis e Stargate: Universe, ha smentito senza giri di parole.
«No. No. Mi dispiace. Devo proprio contestare questa versione», ha scritto su X/Twitter. «Siamo stati sempre attentissimi a costruire una serie capace di parlare a tutti».
Due anni di lavoro per un nuovo inizio
Mallozzi ha lavorato fianco a fianco con Martin Gero, altro volto notissimo del franchise, che avrebbe ricoperto i ruoli di sceneggiatore, showrunner e produttore esecutivo. Insieme hanno dedicato oltre due anni allo sviluppo, con un obiettivo chiaro: creare un punto di accesso pensato per i nuovi spettatori, senza tradire il canone consolidato.
«Martin Gero ha sviluppato una nuova serie di Stargate per due anni, fino a dare forma a uno show che offriva un punto d’ingresso fresco per chi non conosceva il franchise, rispettando però in profondità la storia esistente», ha spiegato Mallozzi. «Era una serie che evitava le trappole di molti remake e reboot moderni, abbracciando fino in fondo il cuore dei capitoli precedenti: azione, avventura, esplorazione, meraviglia, cuore, umorismo e famiglia ritrovata. Ed è proprio su questa visione creativa che la nuova serie di Stargate ha ricevuto il via libera a novembre 2025».
Poi il colpo di scena: «Da oggi, ufficialmente, quella visione non esiste più. Non avremo mai la possibilità di presentarvi quel mondo e quei personaggi – o di ripresentarvi, e aggiornarvi su, alcuni volti noti del passato».
Volti familiari e un addio che pesa
Il riferimento a “volti noti” rende la cancellazione ancora più difficile da mandare giù. Nessuna conferma ufficiale era mai arrivata sul coinvolgimento di attori del cast originale, ma Michael Shanks – lo storico Daniel Jackson di SG-1 – aveva più volte lasciato trapelare entusiasmo per il progetto. Dopo la notizia, Shanks ha condiviso il post di Mallozzi aggiungendo: «Come sempre, non trovo le parole. Quindi condivido quelle di Joe. Lui è lo scrittore per un motivo».
Mallozzi ha chiuso il suo messaggio con un passaggio carico di rammarico: «Il mio cuore si spezza. Per gli sceneggiatori di talento che hanno lavorato senza sosta per dare vita a questa serie. Per Martin, che ha mantenuto una prospettiva positiva incrollabile nonostante le difficoltà, cercando sempre di creare uno show capace di onorare i fan e accogliere nuovo pubblico. E per la comunità di Stargate, che ha aspettato così a lungo ed è arrivata così vicina a una serie che avrebbe davvero amato».
Al momento Amazon non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali. La piattaforma resterebbe interessata a un futuro per il franchise, ma questa incarnazione del progetto è da considerarsi definitivamente chiusa.
