La corsa all’intelligenza artificiale sta prosciugando le scorte globali di chip di memoria e a farne le spese rischiano di essere anche le console di prossima generazione, a partire da quella su cui Microsoft ha appena cominciato ad alzare il velo.
E’ quello che è stato placidamente ammesso da Asha Sharma, a capo della divisione Xbox, che ha ammesso che la situazione attuale dei chip di memoria è destinata ad influenzare la prossima console Microsoft.

Cosa sappiamo di Project Helix
Lo scorso mese Xbox ha mostrato le prime linee della console che prenderà il posto dell’attuale generazione, per ora identificata soltanto con il nome in codice Project Helix.
Jason Ronald l’ha descritta come una macchina capace di “prestazioni elevate e della migliore esperienza incentrata sul giocatore”, frutto di una “stretta collaborazione con AMD per definire la prossima generazione di rendering e simulazione”.
Dichiarazioni ambiziose, che però oggi si scontrano con uno scenario produttivo sempre più complicato.
L’ammissione di Asha Sharma
A mettere nero su bianco il problema è stata Asha Sharma, a capo della divisione Xbox, in un’intervista a Game File.
“I costi della memoria influenzeranno il prezzo e la disponibilità”, ha detto senza giri di parole riferendosi a Project Helix. “Tutti questi elementi fanno parte di un’equazione. Mentre pensiamo a essere dove il mondo gioca, terremo conto di questa variabile”.
Sharma ha poi chiarito che al momento non esiste una finestra di lancio definita. “Il mondo è piuttosto dinamico. La mia priorità assoluta è concentrarmi su ciò che possiamo controllare: costruire un’ottima console per far girare grandi giochi, compresi i titoli PC”.
Perché la memoria scarseggia
La tensione sui chip di memoria non è un problema isolato.
Aziende come Alphabet e OpenAI stanno accaparrando quote crescenti della produzione per alimentare i propri data center dedicati all’intelligenza artificiale, lasciando spazi sempre più ridotti per l’elettronica di consumo. Console e PC rischiano di restare a secco e tra gli addetti ai lavori la situazione ha già un nome: “RAMmageddon”.
Non sorprende quindi che anche Sony stia valutando un possibile rinvio della sua console di nuova generazione proprio a causa della crisi di approvvigionamento.
La strategia decennale di Nadella
In questo clima di incertezza, Sharma ha ribadito la visione a dieci anni tracciata dal CEO Satya Nadella per Xbox: far crescere i ricavi legati agli abbonamenti Game Pass e investire su funzionalità pensate per valorizzare la prossima console.
L’approccio, insomma, resta prudente ma concentrato sugli elementi che Microsoft può davvero governare: un hardware solido, un ecosistema coerente e la volontà di fissare prezzo e data di uscita solo quando le condizioni del mercato lo permetteranno.
