Recensione Rise of the Tomb Raider

Articolo di · 8 Febbraio 2016 ·

RiseofthetombraiderEXT - Recensione Rise of the Tomb Raider

Bentornata, Lara!

Versione testata PC.

Seguito ufficiale dell’originale reboot della saga, Rise of the Tomb Raider è finalmente arrivato anche su PC ed è disponibile oramai su Steam dal 28 dello scorso mese. Precedentemente lanciato in esclusiva temporale su Xbox One e Xbox 360, il nuovo titolo avventuristico di casa Crystal Dynamics è pronto a sbalordirci ancora una volta e a regalarci emozioni uniche ed indescrivibili; un vero peccato per i giocatori di casa Sony che, stando alle dicerie, dovranno ancora aspettare parecchio prima che Square Enix decida di far approdare il titolo anche su PlayStation 4.

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Un mare di guai!

Rise of the Tomb Raider non poteva che iniziare in modo migliore; piuttosto che prepararci all’avventura con qualche tedioso tutorial, Crystal Dynamics ha ben pensato di gettarci sin da subito nella mischia, e quale modo migliore per iniziare se non con una scalata? Ci troveremo di fronte ad un invalicabile montagna spazzata da una tempesta di neve e dovremo cimentarci nell’impresa facendo particolare attenzione all’elevato quantitativo di eventi simil-QTE che metteranno a dura prova non solo i nostri riflessi, ma anche la nostra capacità di leggere le situazioni che ci troviamo di fronte, in modo da poter prevedere le eventuali situazioni disastrose che vedranno Lara nei guai più che mai!

Passa poco tempo dall’introduzione al completamento dei primi eventi, quando veniamo subito riportati indietro di qualche settimana a rivedere l’evento scatenante dell’intera vicessitudine: Lara, infatti, non è in pace con se stessa e vuole continuare ad indagare sugli avvenimenti che hanno provocato la morte di suo padre, e per fare ciò si avventurerà prima in Siria, facendo un buco nell’acqua ed affrontando faccia a faccia l’Ordine della Trinità, antagonista di questa avventura, ed infine in Siberia, alla ricerca di un antico manufatto in grado di sconvolgere le sorti e l’equilibrio del mondo intero.

Non voglio rivelarvi oltre, lasciandovi assaporare ogni singolo tratto narrativo della trama che già da subito si rivela essere profonda ed intricata ma che , ahimè, scema nel corso dell’intera avventura. Se dall’inizio, infatti, ci vedremo catturati dagli avvenimenti che sconvolgono la vita di Lara subito dopo gli avvenimenti narrati nel Triangolo del Drago, già da metà avventura vedremo che la fase narrativa comincerà sempre più ad essere meno convincente, fino a passare inesorabilmente in secondo piano.

Da segnalare la scelta dello sviluppatore nel voler inserire alcuni retro-scena importanti ai fini della trama all’interno di documenti, diari e registrazioni che fungono da collezionabili all’interno dell’avventura. Per gli amanti del collezionismo non si tratta di un grande affare, per chi ama invece il lato narrativo dei videogiochi e vuole assaporarne ogni sua sfaccettatura, tuttavia, il processo potrebbe risultare alla lunga tedioso ed estenuante.

Un tremendo mix d’azione!

Crystal Dynamics ha fatto centro ancora una volta con le meccaniche di gioco di Rise of the Tomb Raider; il sistema di gioco già visto nell’originale titolo e reboot della saga, infatti, viene riciclato ed ampliato in ciò che per noi meglio definisce il genere avventuresco e quello d’azione, in un mix di meccaniche che ben si amalgamano dando vita, per certi versi, a qualcosa di simile ad un Gioco di Ruolo.

Le fasi esplorative, infatti, ci permetteranno tramite la raccolta e la caccia di accumulare risorse, necessarie alla creazione di nuovi equipaggiamenti od al potenziamento di quelli da noi già posseduti; non tutte le risorse, però, saranno disponibili dalle prime fasi di gioco e gli equipaggiamenti ed i potenziamenti più efficaci saranno disponibili nel corso dell’avventura, quando sarà possibile ottenere le risorse necessarie alla loro creazione.

Durante le fasi esplorative sarà inoltre possibile avventurarsi in lungo ed in largo nelle aree proposte alla ricerca di sfide, monete – scambiabili con risorse ed equipaggiamenti – ed infine manufatti e documenti utili per incrementare le nostre conoscenze linguistiche – indispensabili per la decifratura dei monoliti – ed il livello della nostra eroina, che ci permetterà di apprendere nuove, utilissime, abilità.

Quest’ultime, infatti, giocheranno un notevole ruolo all’interno dell’avventura: la possibilità di recuperare le frecce utilizzate per abbattere un nemico oppure di stordire un avversario in seguito ad un contrattaco sono infatti tutte abilità che richiederanno punti che potranno essere accumulati solamente effettuando le azioni previste per l’acquisizione di punti esperienza.

Non mancano sparatorie ed avvincenti avversari a condire l’intera produzione, che manca però di quella profondità e caratterizzazione degli stessi a cui c’eravamo abituati per merito del primo capitolo. Poco male, comunque, considerato che il gameplay è di prim’ordine e che anche il sistema di tiro e quello di combattimento corpo a corpo proposti dal titolo si rivelano efficenti ed efficaci nel garantire leggerezza e divertimento a tutte le tipologie di videogiocatori.

L’utilizzo delle coperture e l’attesa del momento giusto per agire sono gli unici momenti in cui la freneticità viene posta a freno, e gli unici frangenti in cui è possibile pianificare la propria strategia di attacco per massimizzare i danni agli avversari e minimizzare quelli ricevuti; in questi stessi frangenti, inoltre, potremo utilizzare barattoli e bottiglie per creare dei letali esplosivi da scagliare contro i nostri nemici.

Da buon secondo capitolo, non mancano inoltre tombe da esplorare e segreti da scoprire, che rappresentano la vetta della produzione targata Crystal Dynamics, ove il level design raggiunge l’apice e dove gli enigmi si fanno sempre più difficili da risolvere, tra mura segrete da distruggere e meccanismi da attivare per poter proseguire all’interno delle stanze fino al raggiungimento del tanto agognato tesoro.

Requisiti di sistema

Requisiti minimi:

Processore: Intel Core i3-2100

Memoria: 6GB RAM

Scheda video: NVidia GTX 650 2GB o AMD Radeon HD 7770 2GB

Hard disk: 25 GB

Sistema operativo:  Windows 7 64-bit

Requisiti consigliati:

Processore: Intel Cor
e i7-3770K

Scheda video: NVidia GTX 980Ti o NVidia GTX 970

Memoria: 8GB RAM

Hard disk: 25 GB

Sistema operativo: Windows 10 64-bit

Configurazioni di prova:

1) Processore: Intel Core i5-6600

Memoria: 16 GB RAM

Scheda Video: NVidia GTX 560Ti

Sistema: Windows 10 64-bit

2) Processore: Intel Core i7-5820K

Memoria: 32 GB RAM

Scheda Video: NVidia GTX 980

Sistema: Windows 10 64-bit

2016 02 07 00002 - Recensione Rise of the Tomb RaiderMozzafiato

Abbiamo avuto modo di provare Rise of the Tomb Raider su due configurazioni, la prima descritta poco più sopra, entry level, la seconda invece decisamente high end. Le impostazioni grafiche, che potete voi stessi vedere negli screenshot a sinistra e a destra di questo paragrafo, ci hanno permesso di raggiungere picchi massimi di 35 FPS e picchi minimi di 16 FPS giocando ad una risoluzione di 1440×900 con la configurazione entry level. Nonostante i compromessi, relativi soprattutto alle già citate impostazioni ed alla2016 02 07 00001 - Recensione Rise of the Tomb Raider risoluzione (avremo preferito poterlo giocare in Full HD), il gioco si mostra graficamente sbalorditivo. Le ambientazioni ed i personaggi raggiungono uno stato di quasi foto-realismo e l’eccellente regia contribuisce a questo aspetto regalandoci primi piani dettagliatissimi e ambientazioni piene di vita. Se la versione entry level ci ha stupiti, potete immaginare la nostra faccia con le impostazioni maxate sulla configurazione high end, come potete voi stesso vedere negli screenshot a fine paragrafo (intenzionalmente di risoluzione più elevata). Rise of the Tomb Raider, in questo caso, è stato giocato in un primo momento con una risoluzione di 1920×1080 ed un Filtro Antialiasing SSAA 4x, garantendoci un minimo prestazionale in grado di mantenersi tra i 20 e i 30 FPS, nel secondo caso, invece, con la riduzione del Filtro Antialiasing da SSAA 4x a SMAA, ci è stato finalmente possibile raggiungere i fatidici 60 FPS fissi nella maggior parte delle situazioni, con cali minimi che raggiungevano i 35 FPS nella fasi più concitate dell’azione.

Abbiamo inoltre avuto modo, con la medesima configurazione, di provare il gioco con risoluzione 2K; in questo caso anche con una configurazione high end come quella utilizzata è necessario intervenire pesantemente sulle impostazioni per poter avere un risultanto stabile intorno ai 50-60 fps. In particolare l’antialiasing è stato impostato su FXAA, il Filtro Anisotropico su 4x, tutte le altre opzioni (ombre, profondità di campo, fogliame dinamico) sono state impostate su On, ovvero lo step iniziale. Si è scelto invece di tenere su Molto alte (corrispondente a Ultra) la qualità delle texture e il livello di dettaglio).ROTRsettings2k 2 - Recensione Rise of the Tomb Raider

Per quanto concerne l’aspetto sonoro, l’immersione all’interno delle varie tipologie di scenari che ci troveremo ad esplorare è garantita, così come la ripetitività dei mugiti di Lara nel corso dell’esplorazione, a tratti divertenti e a tratti molto più che invadenti.

2016 02 09 00026 - Recensione Rise of the Tomb Raider

Commento finale

Rise of the Tomb Raider, lo sapevamo già, si rivela essere all’altezza del suo predecessore, peccando in alcuni campi e controbilanciandosi con miglioramenti in altri. La fase narrativa, ed esempio, sembra da subito essere il punto forte della produzione, per poi essere persa di vista nel corso dell’avventura; d’altro canto il gameplay, pur essendo rimasto immutato nelle sue radici, è capace di regalarci qualche piacevole sorpresa e qualche novità che riesce a dare ulteriore freschezza alla produzione, allegerendola dal peso di un comparto narrativo altalenante e garantendo agli utilizzatori finali ore ed ore di spensieratezza e divertimento, merito anche dell’attenta cura riposta al sistema di tiro ed ai combattimenti corpo a corpo che caratterizzano l’opera. Non dimentichiamoci, poi, la longevità del titolo che, nonostante la sua natura, riesce comunque a superare di gran lunga la media degli altri titoli appartenenti al genere, assestandosi sulla 20ina di ore di gioco, che aumentano a dismisura nel caso in cui ci si voglia cimentare nel completamento al 100% del titolo.

Pro Contro 
– Avventura ed azioni uniti in un mix più esaltante che mai
– Meccaniche di gioco riviste e perfezionate
– Comparto Tecnico da urlo!
– E’ Lara!
– Comparto narrativo altalenante
– I mugiti di Lara!
  Voto Globale: 90 
 
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Criterion 10

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