CD Projekt RED rilascia il trailer dei VGX.
Tutti i dettagli nel comunicato allegato; video in calce.
Tutti i dettagli nel comunicato allegato; video in calce.


Se avete deciso di acquistare un titolo della serie Mario Party in cerca di una trama profonda e avvincente, da godere da soli anche mentre siete in metropolitana, forse non avete compreso appieno gli obiettivi di un party game. In ogni caso, se proprio non potete farne a meno, Mario Party: Island Tour proverà ad offrirvi qualche ora di divertimento anche in single-player. Proverà appunto. Perchè in realtà affrontare i tabelloni party da soli ha lo stesso significato che organizzare una festa dimenticandosi di invitare i propri amici e già al secondo turno di uno qualsiasi dei giochi a disposizione inizierete a farvi domande sul perchè dell’esistenza umana, oppure vi troverete a pensare che forse tornare a preparare quell’esame di analisi matematica non sarebbe poi così noioso.
Nemmeno la modalità campagna riuscirà a distogliervi da pensieri profondi e dai vostri problemi quotidiani: tutto ha inizio perchè il potente Bowser si è offeso a causa del mancato invito alla festa dell’idraulico rosso e ha deciso che, per dispetto, anche lui si metterà a fabbricare le sue bolle in cima a nientepopodimeno che… una spaventosa e altissima torre! Volendo impedire ad ogni costo il concretizzarsi di questo efferato delitto, il giocatore si lancia immantinente nella coraggiosa impresa, accompagnato da un Toad terrorizzato e totalmente inutile ai fini del gameplay. Ma la scalata dei 30 piani della torre si rivela ben presto poco più che una passeggiata, con un livello di difficoltà generale dei minigiochi affrontati tendente allo zero e che oggi potrebbe risultare veramente troppo semplice persino per un bambino. Non è poi possibile aumentare le capacità dei nostri contentendi in nessun modo, a meno che non vi capiti un fortunato sorteggio di Bowser che riesca ad portare a standard almeno decenti il livello di sfida. Parlando dei sorteggi di Bowser, tra l’altro, questi sono pressochè inutili nel 90% dei casi, poiché quando il risultato risulterà troppo penalizzante o vantaggioso per il giocatore, il nostro avversario deciderà di annullarne l’esito, lasciando tutto esattamente com’era prima. Interessanti invece le boss fight che incontremo al termine di ciascuna delle sei sezioni di gioco, ma la varietà offerta da questi minigiochi può fare ben poco se non sostenuta da un adeguata difficoltà e ci troveremo ben presto immersi nella solita routine. Raggiunta la vetta difficilmente ci faremo tentare da una seconda scalata alla Torre di Bowser.
Le cose vanno un po’ meglio quando si decide di affrontare i minigiochi in modalità corsa contro il tempo, l’unica capace di offrire qualche stimolo anche a coloro che decideranno di giocare il titolo in solitaria, regalando però non più di qualche sprazzo di divertimento nei 5-15 minuti necessari per portare a termine i 10 minigiochi proposti.
E’ dunque difficile parlare di longevità generale delle modalità in singolo poiché, nonostante ci siano contenuti per un discreto quantitativo di ore di gioco, solo un vero appassionatato della serie, smanioso di collezionare ogni bolla disponibile, riuscirà a completare il titolo al 100%.
Non ci ha invece colpiti la modalità Minigiochi, che consiste semplicemente nell’affrontare i minigiochi al di fuori di ogni contesto o nello sfidare i nostri amici a raggiungere un determinato numero di vittorie nella Gara di mongolfiere.

Mario Party: Island Tour non riesce in definitiva a segnare un vero passo avanti per l’evoluzione della serie su portatile, frenato da una modalità in singolo mediocre e da contenuti che mirano più alla quantità che alla qualità e all’innovazione. Un titolo che non eccelle a livello tecnico e che non va molto d’accordo con il 3D tipico della console che lo ospita, ma che risulta comunque un party game discreto, capace di regalare qualche ora di divertimento a chi potrà giocarlo in compagnia dei propri amici.
| Pro | Contro |
|---|---|
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– multiplayer divertente
– possibile giocare in modalità download
– tanti contenuti..
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– .. ma sono troppo rari quelli davvero innovativi
– campagna singleplayer priva di appeal
– 3D e accelerometro non vanno d’accordo
– assenza del multiplayer online
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| Voto Globale: 68 |
Matteo Renzi alla fine l’ha spuntata. L’enfant terrible, già Presidente della Provincia di Firenze, attuale sindaco di Firenze e sfidante uscente di Bersani alle scorse primarie, ha sfiorato il 70 % delle preferenze (ai dati attuali dello spoglio circa il 68%) lasciando di molto indietro il candidato dell’establishment, Cuperlo, fermo al 17,9 % e l’outsider Civati.
Sul nome di quest’ultimo, per la verità, erano circolati, in special modo in rete, sondaggi fin troppo entusiasti: il dato non sconvolge perchè era in qualche modo il candidato delle nuovissime generazioni, di quelli che non preferivano dare fiducia al candidato degli “anziani” ma che non volevano neppure sostenere un candidato considerato troppo distante dalle battaglie storiche della sinistra, di tutti quelli che insomma hanno grande familiarità con le nuove tecnologie e che quindi hanno potuto in qualche modo fuorviare i sondaggi.
Alla fine Matteo Renzi ha sbancato e lo ha fatto durante un importante esercizio di democrazia che ha visto la partecipazione di oltre due milioni di elettori tra iscritti al PD e non. Le prime parole del neo segretario del PD sono rivolte agli “italiani che hanno avuo il coraggio di fidarsi” e ai due sfidanti, soprattutto a Cuperlo con il quale ha dichiarato Renzi “ho voglia di discutere e dialogare”.
Questa sera è dedicata inevitabilmente ai ringraziamenti ed ai festeggiamenti, da domani però il segretario del partito di maggioranza relativa in parlamento dovrà necessariamente dedicarsi al futuro del Paese, noi non possiamo che augurargli buon lavoro.
Essere il presidente degli Stati Uniti d’America e non poter scegliere il proprio smartphone; Barack Obama ha amesso durante un incontro con dei giovani giunti in casa bianca per parlare della riforma sanitaria, l’Obamacare, che non gli è permesso usare l’iPhone per motivi di sicurezza, a lui che proprio per la sua passione per i prodotti Apple veniva soprannominato “iObama”; Nessuna restrizione invece per le due figlie, Malia e Sasha, ma il presidente dovrà continuare ad utilizzare il suo BlackBerry.
I VGX sono oramai passati e dopo una nottata passata a guardare SpikeTV possiamo finalmente tirare le somme. Cos’è successo nella notte? Gli annunci sono stati così strepitosi? Le premiazioni sono state eque e corrette? Ci aspettavamo di più?
Purtroppo lo show è stato scialbo, ingiusto verso questa industria e non ha praticamente offerto nulla. Il pre show ci accompagnati negli Eidos Interactive, dove le telecamere di SpikeTV hanno potuto mostrarci qualcosina del nuovo capitolo di Thief. Un bell’antipasto, non c’è che dire: l’atmosfera cominciava già a riscaldarsi quando purtroppo sono entrati in scena i conduttori. L’atmosfera sobria mista a Geoff Keighley e Joel McHale già dalle prime battute ha fatto intendere che nulla sarebbe andato per il verso giusto. Purtroppo dovevamo ricrederci ancora, perché tramite una World Premiere di un minuto e trentacinque secondi viene annunciato “Tales Of The Borderlands”, by TellTale Games e Gearbox Software, in dirittura d’arrivo nel 2014. Dopo vari “uao”, l’atmosfera torna subito piatta. Ed ecco che i VGX rivelano la loro vera faccia. Un’ora di intervista ai Crystal Dynamics per il reboot di Tomb Raider in HD, una stupida sequenza dedicata ai videogiochi del lontano futuro e la nomination di Lara Croft a “Personaggio dell’Anno”.
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In ultimo: un’imbarazzante presentazione di Donkey Kong Country: Tropical Freeze, con Reggie che afferma “Si, WiiU è la console di Natale e tutti lo affermano” e “Super Mario 3D World ha venduto tantissimo e sta andando benissimo”. Tutte le lenzuola di questo mondo non riuscirebbero a nascondere una simile ovvietà.
Passa un’ora e dopo varie smorfie si annuncia Quantum Break. Ok, forse dovevano solo carburare.. Invece no! Filmati già visti e Remedy non approfondisce nulla anzi: rimanda la visione di contenuti ad un generico “più avanti mostreremo più roba, promesso”. Poi sul tavolo fa la sua comparsa un iPad e allora tentano la carta del rilancio: Agents Of The Storm, Tower Defense in esclusiva per iOS.
Finalmente viene svelato il nuovo gioco in esclusiva: altra World Premiere di cinquantacinque secondi ed ecco che appare.. il videogioco de Il Trono Di Spade, sempre sviluppato da TellTale con la stretta supervisione dell’HBO. La reazione è la stessa di quando mangi per la prima volta da Mc Donald’s: è tutto buonissimo, poi fai qualche ricerca su internet e rimani inorridito per tutte le (presunte) schifezze inserite nel cibo e i trattamenti disumani che subiscono i dipedenti. Se questi VGX li stavi aspettando come lo schiacciasassi dell’E3, ti stai maledicendo perché vuoi andare a dormire e non sopporti un’altra ora.
Un’altra ora che passa in compagnia di quattro finti gangsta, che devono introdurre le musiche di Grand Theft Auto V live. Forse qualcosa si può ancora salvare. Peccato che passi veramente un’ora prima del concerto vero e proprio e tutto ciò che vediamo non è neanche peggio a ciò che segue: scenette orride e disgustose, il campione di Donkey Kong, qualche World Premiere già vecchia di mesi e sempre della durata massima di un minuto, massimo due quando proprio i titoli d’introduzione sono lunghi. E poi arriva ciò che non ti aspetti e vuoi distruggere la scrivania a pugni: Thief. Di nuovo. Dopo un pre show di quindici minuti sbuca di nuovo fuori.
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Arriviamo finalmente all’ultima ora. Non c’è mai limite al peggio: tutto diventa più bello quando arriva Schafer con Broken Age, sviluppato dai Double Fine. Bello, ma cos’è? Un capolavoro o l’ennesimo buco nell’acqua dopo Brutal Legend e altri titoli? Techland arriva subito dopo, con Dying Light e la presentazione di una demo, già vista all’E3. Nel mezzo, un’ennesima desolante World Premiere di South Park: The Stick Of Truth che si riduce a Eric Cartman che rilascia peti per attivare i suoi poteri. Nel mezzo, un trailer di The Witcher 3 e uno di Tom Clancy: The Division. Cosa sta succedendo? Mentre l’orologio digitale del tuo PC segna le due e mezza di notte, finalmente le musiche di Grand Theft Auto V: quattro canzoni RAP e poi si torna in studio.
Ci pensa TitanFall ma è veramente poca roba: due nuovi Mech presentati, niente Kinect. Il tutto scorre davanti ai nostri occhi per poi concludersi con l’esibizione dal vivo di Sleepwalking (Main Theme di Grand Theft Auto V) con un cantante che si ritrova il volume del microfono completamente sballato e ciò rende l’ultima esibizione di una tristezza infinita. Mentre scorrono i titoli di coda, siamo inc… infuriati e delusi: sono veramente i VGX quelli che abbiamo visto? Purtroppo si. Con l’amaro in bocca spegniamo i nostri computer, andiamo a letto: domani sarà una dura giornata, è domenica e bisognerà trovare un modo per cancellare quello che abbiamo visto, sperando sia solo un’incidente di percorso e non lo specchio dell’industria videoludica mondiale.
GOTY: GTA V
Best Shooter: Bioshock Infinite
Best Indie: Gone Home
Best Studios: Naughty Dog
Best Character: Gemelli Lutece (Bioshock Infinite)
Best Action/Adventure: Assassin’s Creed IV
Negli scorsi mesi erano giunte voci che volevano lo studio Creative Assembly impegnato nello sviluppo di un nuovo Firs person Shooter: Alien Isolation affidatogli da Sega.
Secondo i rumors il gioco dovrebbe ispirarsi a giochi come Dishonored e Bioshock con all’interno elementi horror e stealth; Il protagonista del gioco sembrerebbe sia Amanda Ripley, figlia di Ellen Ripley.
In queste ore sono apparse in rete due artwork relativi a Alien Isolation che sembrerebbero confermare ambientazione, una navicella spaziale, e la protagonista.
Il gioco dovrebbe uscire sul mercato nel 2014.
{vsig}games/multi/AlienIsolation/20131208/{/vsig}
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Rockstar Games è stata tartassata su Twitter da numerosi fan ansiosi di sapere se GTA V avrà anche una vita propria su console Next-Gen e ovviamente PC.
La discussione è stata avviata fin dalla negazione della suddetta versione, avvenuta al termine dell’estate scorsa. Con il tempo poi sono spuntate come funghi indiscrezioni su una parthership con Nvidia per rinforzare il motore grafico in vista di una versione riveduta e corretta del gioco; ma da parte degli sviluppatori non è mani pervenuto nulla di ufficiale.
Rockstar Games, torniamo a dirlo, è famosa per il rilascio dei suoi titoli in versione PC ad una distanza di 6-9 mesi rispetto quella console; cumulativa di ogni aggiornamento e DLC e aggiunta di numerosi contenuti per espandere l’offerta.
In risposta ai fan, il publisher ha semplicemente consigliato di tenere un’occhio puntato sul sito ufficiale. Quindi, né smentita né conferma.
Vi Ricordiamo inoltre che sul blog 4News.it potrete seguire la diretta dei VGX Awards, a partire da mezzanotte ora Italiana! Stay Tuned!

