Recensione Anima Gate of Memories: I&II Remaster, il ritorno che nessuno si aspettava

Riproporre Anima Gate of Memories e The Nameless Chronicles in un’unica edizione aggiornata non era qualcosa che molti si aspettavano. La serie, pur apprezzata da una piccola cerchia di fan, non rientra tra le produzioni di grande richiamo né tra quelle abitualmente soggette a riedizioni modernizzate. Per questo, la raccolta è senza dubbio un’operazione atipica: un recupero mirato, pensato per dare nuova dignità a due titoli indipendenti che, pur ricchi di idee, avevano sempre pagato il prezzo delle loro limitazioni tecniche.

Anima Gate of Memories: I&II Remaster, dunque, non vuole reinventare nulla né proporre contenuti aggiuntivi. L’obiettivo è più concreto: rendere l’esperienza più godibile e fruibile, eliminando molte delle piccole frizioni che ne avevano condizionato la release originale. Non ci sono riscritture, né rework del gameplay, né tentativi di modernizzare la formula oltre l’essenziale.

È un lavoro sobrio, che punta alla sostanza. E proprio per questo, funziona: restituisce valore a due prodotti che oggi possono finalmente essere riscoperti (o scoperti?) nella loro forma migliore. Volete saperne di più? Non vi resta che continuare la lettura!

Anima Gate of Memories: I&II Remaster è disponibile dallo scorso 7 novembre 2025 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC.


Versione testata: PlayStation 5


Due sguardi sullo stesso destino

La narrativa rimane l’elemento più caratterizzante di Anima. La raccolta permette di vivere le due storie in continuità, cogliendo meglio le relazioni tra i due percorsi: quello della Portatrice ed Ergo Mundus, e quello del Senza Nome. Due racconti distinti, due (tre) protagonisti che affrontano il loro destino in modi opposti, ma complementari.

Nel primo capitolo, la relazione tra la Portatrice ed Ergo è il cuore del racconto. Loro malgrado formano una coppia funzionale, seppur non un duo affiatato: e proprio in questa tensione costante, tra sarcasmo, pragmatismo e necessità di collaborare, si costruisce un rapporto che regge l’intera progressione. L’esplorazione della Arcane Tower e dei suoi simbolismi restituisce al videogiocatore un mondo che non spiega troppo, ma che chiede di essere interpretato, ricomposto attraverso indizi e frammenti di memoria.

The Nameless Chronicles, invece, sposta il tono verso una dimensione più intima. Il Senza Nome vive un percorso ciclico, segnato dal peso dell’immortalità e da un passato che ritorna costantemente a bussare. La sua storia è più lineare, più concentrata sull’interiorità del protagonista e meno dipendente da dinamiche di coppia. I temi della colpa, del destino e della redenzione emergono con forza e danno alla seconda campagna un’identità precisa, perfetto match a quella del primo titolo.

La riedizione non altera nulla di questo impianto narrativo. La scrittura resta volutamente ellittica, coerente con il DNA di Anima, e proprio per questo potrà risultare affascinante o spiazzante a seconda del tipo di videogiocatore che incarnate.

Stessa… anima, ma con piccole migliorie

Dal punto di vista del gameplay, questa raccolta non cerca di aggiornare o rivoluzionare la formula originale. Il sistema resta quello di un action-RPG semplice e funzionale, basato su attacchi rapidi, colpi pesanti, abilità da sbloccare e schivate da gestire con una certa precisione. È un approccio diretto, che punta più sulla lettura dei tempi e dei movimenti che sulla manualità (giustamente).

La differenza principale tra i due capitoli rimane l’impostazione dei protagonisti. Nel primo titolo, la possibilità di alternare in tempo reale la Portatrice ed Ergo rappresenta una delle idee più riuscite: il passaggio fra i due personaggi è immediato e permette di variare approccio agli scontri, rendendo le battaglie più dinamiche e meno monotone. Non si tratta di una meccanica sorprendente, ma di un elemento che aggiunge ritmo e mantiene l’azione più interessante. Nel secondo capitolo, controllare solo il Senza Nome porta invece a un gameplay più “compatto”. Ciò che si perde in termini di varietà, lo si guadagna in precisione e pulizia del sistema di gioco.

Anima Gates of Memories
I combattimenti di The Nameless Chronicles “perdono” un protagonista ma guadagnano in precisione e pulizia del sistema

La riedizione, tuttavia, introduce alcune migliorie che, pur non cambiando il core ludico, rendono l’esperienza più fluida e piacevole. La telecamera è più stabile, i controlli rispondono meglio ai comandi ed il bilanciamento complessivo è migliore.

Restano altresì alcuni limiti strutturali. Le sezioni platform non brillano per precisione, e alcune aree continuano a soffrire di una progressione poco immediata a causa di alcune prolissità poco piacevoli. La riedizione interviene dove può, senza però stravolgere l’essenza dei due videogiochi.

Ricordi più… nitidi

La presentazione audiovisiva è l’aspetto in cui il nuovo lavoro mostra i miglioramenti più facilmente percepibili. Non parliamo di un rifacimento completo, ma di una serie di interventi che rendono l’immagine più pulita e permettono all’intera direzione artistica di spiccare maggiormente. Texture più definite, un sistema di illuminazione rivisto e meno artefatti visivi contribuiscono a restituire un mondo che oggi appare meglio valorizzato.

Il comparto audio, pur mantenendo gran parte degli asset originali, appare più pulito e meglio bilanciato. Musica e dialoghi si collocano con maggiore coerenza nel mix finale, evitando sbalzi o momenti in cui un elemento sovrasta gli altri. Da segnalare che anche questa nuova versione non presenta i sottotitoli in italiano.

Un lavoro, insomma, che valorizza quanto basta la produzione per permetterle di esprimersi in modo più convincente sul piano audiovisivo.

Commento finale

Anima Gate of Memories: I&II Remaster è una raccolta che ha il merito di ripresentare due titoli particolari nel modo più solido e coerente possibile. Non cerca di modernizzare la formula, né di reinventarla, ma punta a restituire un’esperienza più stabile e meno soggetta ai problemi tecnici originali. Le due prospettive narrative racchiuse in un unico pacchetto emergono oggi con maggiore chiarezza e continuità, rappresentando il vero valore aggiunto di questa nuova edizione. È una raccolta consigliabile a chi non ha mai affrontato la serie, e un’opportunità utile per chi desiderava rigiocarla senza le limitazioni del passato.

7.5

Anima Gate of Memories: I&II Remaster


Anima Gate of Memories: I&II Remaster è una raccolta che ha il merito di ripresentare due titoli particolari nel modo più solido e coerente possibile. Non cerca di modernizzare la formula, né di reinventarla, ma punta a restituire un’esperienza più stabile e meno soggetta ai problemi tecnici originali. Le due prospettive narrative racchiuse in un unico pacchetto emergono oggi con maggiore chiarezza e continuità, rappresentando il vero valore aggiunto di questa nuova edizione. È una raccolta consigliabile a chi non ha mai affrontato la serie, e un’opportunità utile per chi desiderava rigiocarla senza le limitazioni del passato.

PRO

Due campagne complementari che valorizzano la narrativa in un unico pacchetto | Telecamera e sistema di controllo migliorati | La nuova presentazione visiva permette alla direzione artistica di spiccare maggiormente |

CONTRO

Nessun aggiornamento approfondito per il gameplay | Alcune sezioni platform restano imprecise | Continua a non esserci l'italiano |

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