Il panorama dei videogiochi indipendenti accoglie oggi un nuovo protagonista nel genere roguelite. ANTHEM#9 si presenta come un titolo che mescola spionaggio e sovrannaturale. La trama del gioco ci trascina all’interno di una organizzazione occulta molto potente. Questa società opera nell’ombra per proteggere l’equilibrio del mondo intero. Il loro compito principale consiste nell’eliminare individui considerati estremamente pericolosi.
Il giocatore veste i panni di uno dei tre agenti operativi d’élite disponibili. Ogni missione rappresenta un tassello di un puzzle più grande, e saremo chiamati a svolgere incarichi segreti in dungeon complessi. L’obiettivo finale rimane sempre la neutralizzazione di potenziali minacce globali.
Versione testata: PC
Tre volti per tre stili
La scelta del personaggio in ANTHEM#9 non è solo una questione estetica, e definisce anche l”approccio strategico alle battaglie. I tre agenti possiedono inoltre background narrativi distinti tra loro.
Rubit è l’agente specializzata nella manipolazione chimica e tattica. Il suo stile di combattimento ruota attorno all’avvelenamento dei nemici. Rubit può spendere punti abilità per modificare le gemme necessarie. Questo permette di adattarsi velocemente a ogni situazione avversa.
Phannie rappresenta invece la velocità pura e la letalità. Il suo design suggerisce agilità e riflessi fuori dal comune. In battaglia utilizza attacchi fulminei per travolgere ogni difesa. La sua abilità unica permette di raddoppiare le gemme disponibili per svolgere le azioni. Grazie a questo potere quindi, come vedremo più avanti, può concatenare una serie incredibile di colpi.
Infine troviamo Beni, una giovane esperta di arti marziali. Nonostante l’aspetto delicato la sua potenza fisica è davvero devastante. Beni utilizza i suoi punti abilità per consumare le gemme, in cambio delle quali riceve potenti bonus che migliorano le sue statistiche. Il suo stile richiede una gestione oculata delle risorse, e ogni colpo di Beni deve essere studiato con estrema attenzione.
Il cuore del sistema: gemme, deck e benedizioni
Abbiamo già accennato le gemme, che sono il fulcro del sistema di combattimento di ANTHEM#9. Tutto ruota attorno all’utilizzo strategico di tre tipi di gemme di colore diverso. Queste pietre preziose servono per attivare il costo degli attacchi del nostro personaggio, selezionabili dal proprio deck di carte.
Il sistema dei deck di ANTHEM#9 è abbastanza peculiare. Il giocatore dispone infatti di due mazzi da tre carte. Questi deck si alternano in modo automatico ad ogni turno. Questa alternanza obbligata forza una pianificazione a lungo termine rigorosa, perché è necessario pensare a cosa fare sia nel turno attuale che nel successivo. Avere due deck bilanciati tra loro è infatti la chiave del successo, con l’armonia tra le sei carte totali a disposizione che determina a conti fatti la forza dell’agente.
Le carte, che hanno un costo di attivazione che varia da due a tre gemme, si dividono in due categorie principali ben distinte. Alcune sono focalizzate esclusivamente sulla potenza degli attacchi, altre invece servono a infliggere stati elementali al nemico. All’inizio di ogni turno di gioco inoltre riceviamo anche una benedizione. Le benedizioni sono dei bonus permanenti o che si attivano solo nel turno in cui vengono giocate, e garantiscono bonus offensivi o difensivi aggiungendo un ulteriore strato di profondità strategica all’esperienza.
Esistono benedizioni che creano scudi protettivi contro i colpi nemici, altre che svuotano istantaneamente la stamina dell’avversario. Alcune aumentano il numero totale di gemme utilizzabili ogni turno. Altre ancora potenziano gli attacchi base o l’efficacia degli status alterati. Capire quando attivare queste risorse è fondamentale per la vittoria.
Dominare il campo di battaglia
All’inizio di ogni turno potremo scegliere tra tre benedizioni diverse generate in modo casuale, così come le gemme a nostra disposizione vengono generate casualmente. Questa incertezza obbliga il giocatore a pensare in modo creativo. Non esiste una soluzione unica valida per ogni battaglia affrontata. Il gioco richiede flessibilità e una pianificazione sempre molto rapida, anche perché si avranno pochi secondi a disposizione per concatenare quanti più attacchi possibili e concludere il proprio turno.
E proprio il concatenamento degli attacchi è una meccanica fondamentale di ANTHEM#9. L’ultima gemma utilizzata in un’azione infatti può avviare la successiva, se questa è la prima del costo di quell’azione. Questo permette di creare combo lunghe spendendo ben poche risorse. E se non usiamo tutte le gemme in nostro possesso durante il turno in corso, possiamo conservarne fino a quattro. Queste rimarranno disponibili per il turno successivo.
Attaccare i nemici non significa solo abbassare i loro HP. In ANTHEM#9 dobbiamo tenere d’occhio la barra della stamina avversaria. Ogni colpo inferto va infatti a intaccare la resistenza fisica nemica, e quando questa scende a zero l’attacco avversario viene annullato. Riuscire a bloccare tutti i colpi dell’avversario, oltre a prevenire ogni danno al giocatore, garantisce un attacco aggiuntivo. Questa meccanica premia la difesa attiva e il controllo strategico. Non basta colpire forte ma serve colpire nel momento giusto, anche perché i nemici hanno molti più HP di noi.
Come già accennato poi, alcuni attacchi particolari infliggono anche potenti effetti elementali permanenti. L’avvelenamento ad esempio erode la vita nemica col passare del tempo. Questi stati alterati sono essenziali contro i boss più resistenti. La gestione della stamina nemica quindi diventa una priorità assoluta, e annullare una mossa devastante può salvare l’intera missione in corso.

Esplorazione e roguelite
La struttura di gioco di ANTHEM#9 segue la fortunata formula dei roguelite moderni. I dungeon sono generati casualmente per garantire una rigiocabilità infinita. Ogni esplorazione risulta diversa dalla precedente per conformazione e nemici. I labirinti sono composti da diversi piani molto complessi. Il giocatore può scegliere liberamente quale percorso seguire nella mappa. Questa libertà di scelta permette di pianificare le fermate necessarie. Possiamo decidere se rischiare un combattimento o cercare rifornimenti.
All’interno dei piani troviamo infatti stanze di vario tipo tematico. Ci sono le sale dedicate ai combattimenti contro nemici semplici e altre dove è possibile riorganizzare tutto l’equipaggiamento attuale. Qui possiamo modificare una delle gemme necessarie per eseguire un attacco. I negozi poi offrono la possibilità di acquistare benedizioni o carte. Non mancano inoltre gli eventi casuali narrati in stile visual novel, che possono regalare bonus preziosi o alcuni malus.
Vincere gli scontri permette di ottenere nuove carte, che possono essere sostituite a quelle presenti nel deck per migliorarlo. Se scegliamo una carta già posseduta questa verrà potenziata ulteriormente. Esiste però un limite importante da tenere sempre presente: non si possono avere due carte con lo stesso costo. Questa restrizione obbliga a creare mazzi molto variati e bilanciati. Dobbiamo assicurarci di poter usare gemme di ogni tipo. Un deck troppo sbilanciato porterebbe inevitabilmente a una sconfitta rapida.
Le battaglie contro i boss rappresentano però la vera sfida del gioco. Questi scontri si trovano alla fine di ogni missione, e servirà tutta la nostra abilità per riuscire a superarli indenni. Il posizionamento sulla mappa dei dungeon richiede una visione lungimirante. Saltare un negozio potrebbe significare arrivare deboli allo scontro finale. D’altra parte cercare troppi combattimenti potrebbe consumare le nostre preziose risorse e farci arrivare al boss con troppi pochi HP.
La modalità standard del gioco si compone di quattro missioni principali. Queste offrono già una sfida considerevole, ma una volta terminate si sblocca l’endgame. Questo contenuto extra è ancora più difficile della sfida base. Troveremo due missioni aggiuntive pensate solo per i veri esperti, in cui mettere alla prova ogni singola abilità appresa in precedenza. L’endgame garantisce diverse ore di gioco supplementari ai più volenterosi.
La rigiocabilità generale è garantita dalla natura stessa dei dungeon casuali, e provare i diversi agenti cambia radicalmente il modo di giocare. Completare tutto al cento per cento richiede tempo e dedizione costante.

Tecnica e grafica
L’impatto visivo di ANTHEM#9 è fortemente caratterizzato dallo stile manga. I personaggi sono realizzati con modelli 3D in stile anime, ma li vedremo solo correre tra un piano e l’altro. Durante gli scontri infatti appaiono in primo piano con espressioni decise ma quasi statiche, e giusto un paio di illustrazioni durante gli attacchi speciali.
Il comparto sonoro accompagna bene gli scontri, con alcune tracce che ricordano vagamente lo stile di Persona. I ritmi sono incalzanti e si adattano bene alle battaglie, aiutando a mantenere alta la tensione.
Nonostante alcune buone trovate, ANTHEM#9 presenta alcuni difetti evidenti. La grafica durante gli scontri appare davvero troppo semplice, e gli sfondi sono statici e mancano di dettagli ambientali significativi. L’azione avrebbe sicuramente beneficiato di animazioni più fluide e dinamiche, e una maggiore attenzione agli effetti visivi avrebbe migliorato l’immersione totale. Il design dei nemici comuni e dei dungeon risulta poi un po’ ripetitivo.
Un altro problema, probabilmente il più grave, riguarda il bilanciamento generale del livello sfida. Il titolo tende a diventare noioso dopo alcune ore e la progressione non risulta bilanciata fin dalle battute iniziali. Alcuni boss di fine livello sono infatti fin troppo coriacei. Possiedono una quantità di HP che appare sproporzionata al danno che possiamo infliggere, e i loro attacchi possono abbatterci con ben pochi colpi. Questa disparità può generare frustrazione nel giocatore meno esperto, e serve molta pazienza per superare i primi scogli di gioco.
La strategia è il cuore dell’esperienza di ANTHEM#9, ma l’esecuzione non è purtroppo delle migliori, e spesso ci si sente impotenti di fronte a picchi di difficoltà improvvisi. Il gioco richiede una dedizione eccessiva per essere davvero apprezzato, e solo chi accetta questa sfida troverà una soddisfazione reale.

Commento finale
In conclusione ANTHEM#9 è un esperimento roguelite interessante, ma forse non totalmente a fuoco. Il sistema di combattimento basato sulle gemme è profondo e originale, e la gestione dei due deck offre una sfida tattica stimolante. Lo stile artistico manga è accattivante ma un po’ troppo assente e non valorizzato a dovere. Il gioco riesce a creare un loop di gioco solido e avvincente per gli amanti della strategia, che troveranno molte meccaniche su cui riflettere, risultando però troppo hardcore per i giocatori casual.
Bisogna infatti fare i conti con un bilanciamento a volte ingiusto e una ripetitività di fondo che si fa sentire dopo sessioni prolungate. Nonostante ciò la profondità delle benedizioni salva spesso l’interesse generale, e se cercate un roguelite un po’ diverso dal solito potreste dargli una possibilità. Potete iniziare provando la demo gratuita disponibile ora su Steam.




